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Picchiare, stuprare e uccidere una donna è un gesto orribile, disumano e ingiustificabile, ma chi riesce ad essere così violento persino con una donna incinta non meriterebbe nemmeno di vivere. Eccoli gli "uomini per bene" della nostra società: quelli evoluti, quelli superiori. Quelli che pensano di essere padroni della vita delle donne e dei loro bambini perché loro sono "uomini" e devono fare gli uomini, devono comandare. Queste sono idee maschiliste che devono essere sradicate una volta per tutte, strappate come erbacce, dalla testa della gente. Gli uomini, quelli veri, sono tutt'altro.
In questo post voglio ricordare due donne incinte che hanno trovato la morte insieme ai loro bambini mai nati, per mano di qualcuno che non conosce nemmeno lontanamente il significato della parola “padre”.

Inizio dalla più lontana nel tempo: Jennifer Zacconi, la ragazza ventenne di Olmo Martellago (Venezia), uccisa al nono mese di gravidanza nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2006. L’assassino, il padre del bambino, è Lucio Niero, un trentenne già padre di famiglia, che aveva abbandonato la ragazza appena saputo della gravidanza. Jennifer ha deciso di tenere comunque il bambino, ma l’uomo ha preferito ucciderla per paura che la sua famiglia potesse venirne a conoscenza. Ha attirato la ragazza fuori di casa con la scusa di parlare del futuro del bambino, in realtà l'ha picchiata, con calci all'addome e al pube, strangolata e sepolta ancora viva in una fossa poco profonda. Jennifer è morta soffocata dal fango e il bambino è deceduto poco dopo per mancanza di ossigeno. È stato proprio Lucio Niero, messo sotto torchio dai Carabinieri, a confessare l’omicidio e ad indicare il luogo dove Jennifer era stata sepolta. Il corpo è stato quindi ritrovato il 7 maggio 2006, tra le lacrime dei famigliari della giovane, che aveva già preparato la cameretta e i giochi per il bambino che sarebbe nato di lì a poco. Martedì 8 aprile 2008, l’omicida è stato condannato a 30 anni di carcere, nonostante l’Accusa avesse proposto l’ergastolo per duplice omicidio. Niero è stato quindi condotto nel carcere di Montorio Veronese, ma successivamente trasferito, in seguito alle pesanti minacce ed intimidazioni ricevute dagli altri detenuti. (Nella foto Jennifer e il suo bambino. La foto del piccolo è stata scattata dalla madre della ragazza per avvalorare la tesi del duplice omicidio).
Un’altra donna incinta, un’altra vittima innocente: Barbara Cicioni (in foto), una donna di 33 anni all’ottavo mese di gravidanza, già madre di due bambini di 4 e 8 anni, sposata con Roberto Spaccino, un uomo violento che per anni ha maltrattato sia lei che i due figli. Il tragico epilogo della vicenda avviene il 25 maggio 2007, nella villetta dei coniugi a Marsciano (Perugia). La donna è morta per insufficienza cardio-respiratoria, dovuta a numerosi eventi traumatici: dall’autopsia è inoltre emerso che la vittima è stata colpita con calci e pugni e infine soffocata con un cuscino. Il marito ha ammesso di aver colpito la donna ed essere poi uscito di casa, quando questa era ancora viva. Secondo Spaccino dei ladri si sono poi infiltrati nell'abitazione colpendo la donna a morte. Per ora il presunto assassino resta in carcere in isolamento: la prima udienza del processo è fissata per il 19 giugno. L'uomo è inoltre stato imputato per simulazione di reato, in quanto il furto nell'abitazione sembra essere stato inscenato a dovere. I Giuristi Democratici si sono inoltre costituiti parte civile in un documento che potete leggere tutti QUI (ringrazio tantissimo l’avvocatessa Barbara Spinelli per avermelo segnalato).
Mi mancano la forza e le parole per commentare. Ho solo uno strettissimo nodo alla gola, un macigno sullo stomaco e un'incapacità di fondo a comprendere determinati gesti. È una sofferenza inaudita farsi portavoce di simili atrocità. È un'aberrazione dover riconoscere che la violenza è la seconda causa di morte in gravidanza, subito dopo le emorragie.
Sono amareggiata nel rendermi conto che gli avvocati si aggrappano sempre all'infermità mentale per i loro assistiti (non so con quale coraggio possano difendere chi si macchia di reati del genere), oppure arrivano a giustificare omicidi efferati e maltrattamenti in famiglia, o addirittura sono pronti a negare l'evidenza. Chi difende questi assassini di donne e bambini, chi nasconde la verità, chi scredita le vittime dovrebbe vergognarsi. Per queste donne chiediamo e pretendiamo GIUSTIZIA. Io mi auguro con tutto il cuore che questi infami possano patire le pene dell'inferno.

Questo post è dedicato a tutte le donne incinte che ogni giorno nel mondo vengono massacrate insieme ai loro bambini. Per non dimenticarle mai, per non archiviare la violenza aspettando impotenti la prossima: bisogna essere uniti per combatterla. Mai più donne uccise barbaramente, mai più bambini che non vengono al mondo per la violenza inarrestabile di bestie assetate di sangue innocente.
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