*Chi sono*
*Sul blog*
*Bacheca*
*Click*
*Letture*
*Scelti da me*
*Argomenti*
*Documenti*
*Associazioni*
*Femminismo & Co*
*Siti Amici*
*Archivio*
*About*
*Credits*
Ci siamo augurati fin dall’inizio che l’incubo potesse avere un lieto fine, siamo stati con il fiato sospeso per giorni, sperando il meglio, ma pensando al peggio. E ora il peggio, ahinoi, è arrivato: dopo sette giorni di incessanti ricerche, il ritrovamento di un corpo senza vita non lascia più speranze. Si tratta di lei, è Federica Squarise, la ragazza 21enne scomparsa a Lloret de Mar in Spagna, lo scorso 1 luglio.
I giornalisti, come di consueto, hanno fatto a gara nell'intessere una bella trama di racconti al sapore di spogliarelli sui tavoli in discoteca e di ragazze “fatte” che si divertono con i ragazzi a suon di sesso. Quando Stefania, l’amica in vacanza con Federica, ha smentito tutto, sostenendo che la loro era una vacanza per divertirsi, non per trasgredire, allora hanno fatto marcia indietro. Gli avvoltoi dell’”informazione”, che nemmeno davanti all’angoscia di una scomparsa mostrano un po’ di rispetto, hanno messo in piedi un’altra bella storiella: Federica diventa di colpo una brava ragazza, che ha pagato caro il prezzo del semplice divertimento.
Perché è sempre così quando succedono queste cose. Si analizza per bene com’è e come non è la vittima, per calcolare la dose esatta di colpa che le si può attribuire. Ci sono tipi e tipi di ragazze: quelle “cattive”, quelle “un po’ puttanelle” che sicuramente si meritano di fare una brutta fine, magari stuprate e poi uccise, così qualche moralista ipocrita può esserne contento e sfruttare cinque minuti per deliziarci con le solite frasi da Medioevo. Magari sono anche state trascinate con la forza o drogate, ma questi sono solo dettagli che non interessano ai più. Gira che ti rigira queste ragazze “troppo libertine” se la cercano sempre!
Dopo tutto certi uomini sono così, se vedono una bella ragazza è difficile tenerli a freno…gli ormoni partono e non si rendono nemmeno conto che la stanno violentando, perché è talmente normale per loro; i ripetuti “no” non li vogliono sentire e finiscono in bellezza con l’ammazzare la donna perché ormai ha soddisfatto i loro bisogni sessuali e non serve più. Doveva essere lei a stare attenta, a non vestirsi in un certo modo, a non offrire l’occasione su un piatto d’argento, a non mostrarsi così “disponibile”. Mannaggia a lei!
Così ci si dimentica che ogni persona è dotata della ragione, non solo dell'istinto, ed è proprio questa la differenza sostanziale tra uomini e animali...ma certi uomini sono solo animali: invece di punirli per questo, li si giustifica. In fondo, anche chi li giustifica è fatto della stessa pasta e vuole spianarsi la strada nel caso in cui, un giorno, anche lui dovesse sentire l'irresistibile voglia di stuprare o ammazzare una donna. Anche alcune donne, però, si prestano a questo gioco malefico e maschilista, perché non sanno guardare oltre quello che la nostra società gli inculca nella testa. Anzi, certe volte si sente pure parlare di donne che aiutano gli stupratori o gli assassini: brave fecce della terra.
La stessa identica dinamica si è verificata per lo stupro-omicidio di Pippa Bacca, la donna che viaggiava in autostop vestita da sposa per portare un messaggio di pace. Girando per blog e siti c’era un’unica frase scritta a caratteri cubitali: “Mi dispiace dire questo in presenza di un cadavere, ma questa donna se l’è cercata”. La delusione è grandissima: invece di unirsi tutti e manifestare disgusto e indignazione verso chi ha compiuto l’efferato delitto, si preferisce accanirsi sulla vittima, perché è donna, perché è debole e non doveva mettersi in testa di fare qualcosa di diverso nella vita oltre che sposarsi e fare figli. La libertà di una donna è limitata: appena si azzarda ad uscire fuori dal suo “spazio vitale” tutto quello che può accaderle è sua responsabilità. Se viene stuprata o ammazzata la colpa non può essere che sua. Le donne troppo libere sono anche fin troppo scomode.
Amarezza, tanta amarezza nel rendermi conto di quanto sia semplice prendersela con chi è vittima indifesa e giustificare chi è palesemente colpevole. La vigliaccheria della gente si spinge fino a qui, perché è più facile aprire la bocca per giudicare e diffamare, piuttosto che tenerla chiusa e riflettere. Riflettere sul fatto che ci sono uomini che si sentono in dovere di stuprare una donna o di ucciderla perché è vestita in un certo modo o perché è in giro da sola. Riflettere sul fatto che questi uomini reputano le donne meri oggetti, senza volontà, senza dignità e senza libertà. Ops, scusate, ho detto uomini? Ho sbagliato...volevo dire "bestie che si spacciano per uomini".
Ma forse pretendo troppo, perché sarebbe una riflessione troppo ostica e difficile per questa gentaglia superficiale. Magari qualcuno che non appartiene a questa categoria di persone potrà trovare uno spunto di riflessione leggendo qui…e dico magari. Lo spero tanto (ma c’è anche chi dice che chi vive di speranza muore disperato…). Vi lascio con questa riflessione, con questo peso che grava sul cuore di tutte le persone profonde che non si fermano alle apparenze. Tutte le persone che si sono indignate sempre davanti a storie così, augurando il peggiore dei mali a chi ha compiuto tali efferatezze e difendendo le donne, perché sono persone, sono esseri umani e non si meritano MAI di subire uno stupro o di essere barbaramente uccise e tantomeno se lo vanno a cercare.
Con queste scomode conclusioni, il blog si ferma per una breve pausa estiva. Io non ci sarò la prossima settimana, ma non potevo partire senza lasciare qualcosa di mio. Invece di togliere libertà alle donne, vietando loro di uscire per "non cercarsela", si deve insegnare agli uomini il rispetto per le donne! Non mi stancherò mai di ripetere queste cose, perché un giorno o l’altro, in una società evoluta e civile, risulteranno scontate.
permalink | Per partecipare lasciate i vostri commenti (28)
