*Chi sono*
*Sul blog*
*Bacheca*
*Click*
*Letture*
*Scelti da me*
*Argomenti*
*Documenti*
*Associazioni*
*Femminismo & Co*
*Siti Amici*
*Archivio*
*About*
*Credits*

I nostri "custodi della sicurezza" hanno manganellato senza incertezze le ragazze che - durante il presidio indetto da varie realtà femministe cittadine - esponevano uno striscione con sopra scritto “Nei Cie la polizia stupra”.
Con ciò si voleva ricordare che (tra le altre) sono proprio le immigrate imprigionate nei centri di identificazione e di espulsione le figure che più scontano la falsa logica della “sicurezza per le donne” che passa di questi tempi. Chiuse in tali fortezze - costruite per rendere più tranquilli gli italiani - senza difese, ree di essere “clandestine”, anonime, sconosciute, le straniere pagano, come si può immaginare, un prezzo altissimo con i loro stessi corpi.
Ai poliziotti il concetto non è piaciuto e hanno caricato, lasciando più di una testa rotta sul campo. E poi hanno caricato una seconda volta per strappare il megafono che le donne usavano, a quel punto, anche per spiegare a chi passava da lì e domandava (in piazza Cadorna c’è una stazione, è sempre piena di gente) che cosa mai fosse successo. Le ragazze, le donne - inizialmente una cinquantina - hanno provato a resistere, spingendo contro gli scudi dei "tutori dell’ordine" con le mani e poi con le parole (tante parole).
Le cosiddette libertà civili, libertà di parola, di pensiero, di espressione, di associazione, in questo Paese sono vuoti termini insulsi, come lo è, evidentemente, il concetto di democrazia.
Si vuole il silenzio, l’adesione, la massa indaffarata e incosciente. Non che non lo sapessimo da tempo, ma è incredibile come, ogni volta da capo, riusciamo a non trovare questa realtà semplicemente rivoltante. A Milano la stessa sorte era capitata appena una settimana fa agli studenti. La città teneva però ad avere anche il primato delle cariche della polizia contro un presidio di donne in una giornata tanto particolare.
La sindaca donna di questo farwest di sceriffi scatenati ha di che essere orgogliosa: grazie allo loro presenza ci sentiamo veramente insicure.
Se questa è civiltà...
Mi viene da vomitare. I miei complimenti alla "polizia"...e questa gente dovrebbe proteggerci? È questa la giornata internazionale contro la violenza sulle donne? Giù la maschera agli ipocriti!
Ecco il video:
permalink | Per partecipare lasciate i vostri commenti (1) | commenti (1) (popup)
Argomenti trattati nel post: libertĂ , maltrattamenti, denuncia, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, 25 novembre, discriminazione sessuale, violenza di genere, iniziative femministe
25 Novembre
Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Quest'anno, in occasione di questa giornata speciale, che non deve durare solo un giorno, ma tutto l'anno, ho deciso di pubblicare qualcosa di diverso dai dati o dalle testimonianze. Mi interessa, invece, parlare di solidarietà e di come le persone possano contribuire ad aiutare le donne in difficoltà.
Tra un mese esatto sarà Natale e Fondazione Pangea Onlus propone l'iniziativa "La vita riparte da... un dono". Cliccando QUI accederete facilmente al sito e alle proposte regalo per il Natale 2008. Dovrete solo scegliere quale vi piace di più, anche in funzione delle possibilità economiche di ciascuno, e il vostro denaro andrà a finanziare i progetti umanitari dell'associazione.
Copio qui la presentazione di Fondazione Pangea, che potete visitare anche su questo sito.
La Fondazione Pangea Onlus è un’organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle Donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali: l'istruzione, l'educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l'educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva e la micro finanza, per la creazione di attività generatrici di reddito.
Pangea opera in collaborazione con associazioni e gruppi locali di donne che condividono la volontà di un’azione efficace che renda le donne protagoniste del loro stesso percorso di riscatto economico e sociale e che favorisca la loro partecipazione attiva allo sviluppo della comunità di appartenenza e dell’intero Paese.
Perché:
Una Donna è una moltiplicatrice di benessere
nella società in cui vive,
è il nodo di una rete sociale e di solidarietà.
Troppo spesso, però, essere Donna
significa essere vittima di situazioni politiche instabili,
di precetti religiosi e di pregiudizi sociali.
Troppo spesso, essere Donna
significa essere privata dei propri diritti.
Per questo noi della Fondazione Pangea Onlus
vogliamo essere solidali con le Donne,
per individuare e denunciare ogni tipo di violazione dei loro Diritti in tutti quei Paesi che presentano situazioni radicate
di disagio e povertà.
Ma Pangea non è solo DENUNCIA. È soprattutto AZIONE.
Perché è importante aiutare ogni Donna
a costruire una vita ricca di certezze e di speranze per se stessa
e per la comunità in cui vive.
Perché una Donna può diventare una moltiplicatrice di Pace.
Oltre all'iniziativa di Pangea segnalo le proposte di Amnesty International per questo 25 Novembre.
Troverete appelli da firmare e da diffondere per aiutare le donne in difficoltà.

Basta veramente poco! Attiviamoci!
permalink | Per partecipare lasciate i vostri commenti (11) | commenti (11) (popup)
Argomenti trattati nel post: appelli, non violenza, date importanti, libertĂ , notizie nazionali, la mia opinione, 25 novembre, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, iniziative femministe
![]()
ovviamente, questa immagine ha scatenato numerose polemiche.
Oggi l'ANSA riporta la notizia:
MILANO - Una donna nuda stesa su un materasso bianco nella posa della crocifissione. Per la giornata mondiale contro la violenza sessuale, il Telefono Donna ha scelto un'immagine shock che a Milano, pero', rischia di restare nei magazzini invece di finire sui pannelli di affissione. L'assessore all'Arredo Urbano del Comune, Maurizio Cadeo, ha infatti annunciato che cerchera' in tutti i modi di impedire che il manifesto di Telefono Donna finisca sulle strade.
''Faro' tutto quanto e' in mio potere - ha affermato - per evitare l'affissione del manifesto, di cui contesto il messaggio, che lede il sentimento religioso dei cittadini''. La donna raffigurata nel manifesto, che dovrebbe finire su 500 spazi di pubblica affissione del Comune, ricorda inequivocabilmente il Cristo in croce e sopra il drappo che le copre le parti intime campeggia la scritta: ''Chi paga per i peccati dell'uomo?''. ''Chiediamo all'associazione di ritirare il manifesto - ha attaccato Carlo Fidanza, capogruppo di An a Palazzo Marino - perche' una giornata cosi' importante non deve essere svilita da una provocazione del genere''.
Io mi chiedo: il manifesto è davvero blasfemo o le persone vogliono nascondersi dietro a finte scuse?
Dà così fastidio vedere una donna nuda, in croce, che ha subito violenza? Dà così fastidio chiedere chi pagherà per questi odiosi crimini? A quanto pare sì. Dà fastidio, molto. Perché di certi argomenti è meglio non parlare, certi argomenti sono scomodi e soprattutto sono fatti privati.
Una donna violentata o picchiata fa impressione e, se proprio vogliamo interessarci all'argomento, non dobbiamo mai e poi mai mostrare la realtà dei fatti, ma solo citare quattro dati statistici per dimostrare che il problema esiste e poi non facciamo nulla per risolverlo. Parliamoci chiaro, quattro dati ci scivolano addosso: non sono i numeri a dimostrare il dolore e la disperazione. Sono le testimonianze, e perché no le immagini, che DEVONO colpire e farci rendere conto della GRAVITÀ delle violenze.
Ben venga questo manifesto: finalmente un'immagine che tocca perché è potente e fa capire come davvero si sente una donna che subisce violenza. NUDA, ovvero spogliata della sua dignità e della sua libertà. Non è niente di provocatorio, non è niente di blasfemo...è semplicemente la VERITÀ.
Che, a quanto pare, dà ancora fastidio a molti.
Per un manifesto di denuncia si può trovare da ridire, ma nessuno sente lesa la sua "sensibilità religiosa" nel vedere appesi per tutte le strade manifesti pubblicitari, in cui il corpo femminile viene sfruttato per vendere prodotti. Nessuno si indigna nel vedere in televisione vallette a destra e a manca per mostrare le loro grazie...Quando si tratta di questo, nessuno si sente offeso nella sua sensibilità.
Quando invece bisogna parlare di argomenti seri e denunciare atti orribili, che nel nostro mondo "civile" milioni di donne subiscono ogni giorno, allora cambia tutto, e si inizia con le solite insulse polemiche ipocrite e stupide...
Ricordo l'appuntamento:
permalink | Per partecipare lasciate i vostri commenti (23) | commenti (23) (popup)
Argomenti trattati nel post: date importanti, censura, libertĂ , maltrattamenti, cattolicesimo, indifferenza, denuncia, violenza domestica, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, la mia opinione, paritĂ , 25 novembre, femminicidio, violenza di genere, manifesto antiviolenza, iniziative femministe
COMUNICATO UDI NAZIONALE
staffetta di donne contro la violenza
Vogliamo lottare contro la violenza sessuata e il femminicidio. Per farlo vogliamo dire CHI siamo, senza mettere distanza tra noi e le altre, perché non siamo né estranee né privilegiate e non pretendiamo che una donna sola faccia quello che tutte non riusciamo a fare: far smettere la violenza che tutte subiamo!
Il primo obiettivo è dunque di agire culturalmente per far smettere il femminicidio.
Vogliamo innanzitutto dire a voce alta che il mestiere più antico del mondo non è la prostituzione, ma lo stupro, è quello del violentatore.
Per questo vogliamo incontrarci con le donne, con tutte, ovunque, pubblicamente.
Per questo l'UDI indice una Staffetta di donne contro la violenza che partirà il 25 Novembre 2008, giornata internazionale contro la violenza alle donne, e si chiuderà esattamente un anno dopo, sempre il 25 novembre.
La staffetta partirà da Niscemi, dove è stata assassinata Lorena.
E si chiuderà a Brescia, dove è stata sgozzata Hiina.
Simbolo e testimone della Staffetta dell’Udi sarà un'anfora con due manici in modo che possa essere portata da due donne, a significare l'importanza della relazione per noi.
In ogni paese o città in cui
In ogni luogo dove
Strada facendo, ogni donna potrà avvicinarsi e mettere nell’anfora un biglietto con i propri pensieri, denunce, parole o immagini.
Parteciperanno alla staffetta tutte le donne, dell’UDI e non, che daranno la loro disponibilità a udinazionale@gmail.com entro il 30 settembre
Il sito dell’Udi – www.udinazionale.org - a partire dal novembre 2008, seguirà passo dopo passo
UDI - Unione Donne in Italia
Sede nazionale – Archivio centrale
via dell’Arco di Parma 15, 00186, Roma tel 06 6865884
Richiesta di partecipazione staffetta di donne contro la violenza
Nome
Cognome
Indirizzo
Tel cell
e- mail
in rappresentanza di
Iniziativa che si intende realizzare, in breve:
Chiunque voglia partecipare è ben accetta!!! :)
Grazie dell'attenzione.
permalink | Per partecipare lasciate i vostri | (popup)
Argomenti trattati nel post: comunicati stampa, date importanti, stupro, notizie nazionali, paritĂ , 25 novembre, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, iniziative femministe
Forse non molti di voi conosceranno questa data, il 25 Novembre, perché non ricorda nulla di particolare. Invece, il 25 Novembre 1960 nella Repubblica Dominicana, le sorelle Mirabal furono rapite, stuprate e uccise dalle forze di sicurezza del governo Trujillo. Per questo nel 1981, la prima riunione del movimento femminista dell'America Latina e dei Caraibi scelse il 25 Novembre come data significativa per celebrare la GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: in questa giornata si ricordano tutte le donne vittime di violenza e si cerca di combattere il femminicidio, tragicamente in aumento.

Proprio ieri 24 Novembre si è svolta a Roma, la Manifestazione Nazionale contro la violenza maschile sulle donne (non mi voglio dilungare sulle contestazioni politiche). Ritengo che sia importante sapere che in Italia ogni due giorni muore una donna a causa di violenze fisiche: questo dato è agghiacciante, così come lo sono questi altri numeri: dall'inizio del 2007 nel nostro paese 62 donne sono state uccise, 10383 picchiate a sangue, ogni giorno si verificano 200 stupri tentati o consumati e ogni anno la quota sale a 74 mila. A tutto questo si aggiunge la preoccupante statistica italiana che vede solo 1 stupratore su 100 condannato. La violenza maschile sulle donne è la prima causa di morte femminile: questo significa che il cancro e gli incidenti mietono meno vittime.

Oggi 25 Novembre e tutti i giorni a venire, non dimentichiamoci delle milioni di donne che nel mondo subiscono violenza. L'agghiacciante statistica ci dice che una donna su tre nel corso della propria vita subirà uno stupro (tentato o consumato), sarà vittima di violenze fisiche e/o psicologiche. Ogni 3 anni si conta che 6 milioni e mezzo di donne muoiono per mano di uomini: la cifra è esattamente uguale al numero di ebrei morti durante il nazismo. La differenza sostanziale è che per l'olocausto sono stati fatti processi e condannati i colpevoli, mentre le donne continuano a morire in silenzio e i loro assassini sono lasciati liberi di nuocere. La vita spezzata di una donna sembra non avere valore. E' per questo che noi da oggi dobbiamo riflettere su queste cifre, dobbiamo smettere di nascondere il problema e soprattutto dobbiamo toglierci di dosso questa indifferenza.
UN ABBRACCIO A TUTTE LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA: NON VI DIMENTICHIAMO!
permalink | Per partecipare lasciate i vostri commenti (17) | commenti (17) (popup)
Argomenti trattati nel post: dati, date importanti, violenza domestica, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, 25 novembre, violenza di genere