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Oggi, finalmente, una buona notizia: un uomo che ha ucciso l'amante incinta è stato condannato a 27 anni, 24 per l'omicidio della donna e 3 per averle procurato un aborto. Il delitto risale al 2006. Già precedentemente, l'uomo aveva costretto la donna ad abortire e ci era riuscito. Rimasta incinta una seconda volta, però, la giovane ha deciso di affrontarlo perché riconoscesse il bambino. Lui, essendo sposato, non ha voluto sentire ragioni, l'ha uccisa a sprangate e ha gettato il suo corpo in una zona industriale di Trezzano sul Naviglio, nei pressi di Milano.

Il Corriere della Sera riporta che l'uccisione del feto è stata considerata "reato autonomo" non assorbito dall'omicidio della donna, poiché «l’interruzione di gravidanza è stata il movente dell’imputato, determinatosi a terminare due vite (l’una in atto e l’altra in potenza) per conservare intatto il proprio equilibrio familiare e mantenere quella stabilità esistenziale che garantiva una tranquillizzante routine quotidiana».

Questa sentenza rappresenta uno spiraglio per i genitori di Jennifer Zacconi, la ventenne uccisa al nono mese di gravidanza dal padre di suo figlio. Lucio Niero, l'assassino, è stato condannato a 30 anni per il solo omicidio di Jennifer, ma non per aver causato la morte del bambino. La nonna, madre della ragazza, aveva anche scattato una foto straziante al piccolo Hevan (sotto in foto), ormai morto, per mettere i giudici davanti al fatto compiuto: anche la vita di un bambino era stata stroncata! Ma tutto questo, ai tempi, non era servito. Ora, i genitori possono tornare a sperare che anche il loro nipotino, figlio mai nato di Jennifer, possa avere giustizia e gli avvocati hanno già preparato il ricorso in appello.

Benissimo, dico io. Una donna non può abortire per legge dopo il terzo mese, ma un uomo può uccidere una donna incinta al nono mese e i giudici hanno pure la faccia tosta di fingere che il bambino non esista? C'è qualcosa che non va!

Era ora che qualcuno si svegliasse.


Spero con tutto il cuore che il piccolo Hevan possa finalmente avere giustizia.

Questo bellissimo e dolcissimo bimbo è morto per mancanza di ossigeno nel corpo della sua mamma, ma i giudici si sono dimenticati di Lui.

Messo in luce da wonderely alle 14:44 di giovedì, 02 ottobre 2008


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Argomenti trattati nel post: uomini, leggi, notizie nazionali, inciviltĂ , la mia opinione, aggressione, femminicidio, donne incinte, violenza di genere, sentenze shock, aborto maschile

Picchiare, stuprare e uccidere una donna è un gesto orribile, disumano e ingiustificabile, ma chi riesce ad essere così violento persino con una donna incinta non meriterebbe nemmeno di vivere. Eccoli gli "uomini per bene" della nostra società: quelli evoluti, quelli superiori. Quelli che pensano di essere padroni della vita delle donne e dei loro bambini perché loro sono "uomini" e devono fare gli uomini, devono comandare. Queste sono idee maschiliste che devono essere sradicate una volta per tutte, strappate come erbacce, dalla testa della gente. Gli uomini, quelli veri, sono tutt'altro.

In questo post voglio ricordare due donne incinte che hanno trovato la morte insieme ai loro bambini mai nati, per mano di qualcuno che non conosce nemmeno lontanamente il significato della parola “padre”.

 

Inizio dalla più lontana nel tempo: Jennifer Zacconi, la ragazza ventenne di Olmo Martellago (Venezia), uccisa al nono mese di gravidanza nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2006. L’assassino, il padre del bambino, è Lucio Niero, un trentenne già padre di famiglia, che aveva abbandonato la ragazza appena saputo della gravidanza. Jennifer ha deciso di tenere comunque il bambino, ma l’uomo ha preferito ucciderla per paura che la sua famiglia potesse venirne a conoscenza. Ha attirato la ragazza fuori di casa con la scusa di parlare del futuro del bambino, in realtà l'ha picchiata, con calci all'addome e al pube, strangolata e sepolta ancora viva in una fossa poco profonda. Jennifer è morta soffocata dal fango e il bambino è deceduto poco dopo per mancanza di ossigeno. È stato proprio Lucio Niero, messo sotto torchio dai Carabinieri, a confessare l’omicidio e ad indicare il luogo dove Jennifer era stata sepolta. Il corpo è stato quindi ritrovato il 7 maggio 2006, tra le lacrime dei famigliari della giovane, che aveva già preparato la cameretta e i giochi per il bambino che sarebbe nato di lì a poco. Martedì 8 aprile 2008, l’omicida è stato condannato a 30 anni di carcere, nonostante l’Accusa avesse proposto l’ergastolo per duplice omicidio. Niero è stato quindi condotto nel carcere di Montorio Veronese, ma successivamente trasferito, in seguito alle pesanti minacce ed intimidazioni ricevute dagli altri detenuti. (Nella foto Jennifer e il suo bambino. La foto del piccolo è stata scattata dalla madre della ragazza per avvalorare la tesi del duplice omicidio).

 

Un’altra donna incinta, un’altra vittima innocente: Barbara Cicioni (in foto), una donna di 33 anni all’ottavo mese di gravidanza, già madre di due bambini di 4 e 8 anni, sposata con Roberto Spaccino, un uomo violento che per anni ha maltrattato sia lei che i due figli. Il tragico epilogo della vicenda avviene il 25 maggio 2007, nella villetta dei coniugi a Marsciano (Perugia). La donna è morta per insufficienza cardio-respiratoria, dovuta a numerosi eventi traumatici: dall’autopsia è inoltre emerso che la vittima è stata colpita con calci e pugni e infine soffocata con un cuscino. Il marito ha ammesso di aver colpito la donna ed essere poi uscito di casa, quando questa era ancora viva. Secondo Spaccino dei ladri si sono poi infiltrati nell'abitazione colpendo la donna a morte. Per ora il presunto assassino resta in carcere in isolamento: la prima udienza del processo è fissata per il 19 giugno. L'uomo è inoltre stato imputato per simulazione di reato, in quanto il furto nell'abitazione sembra essere stato inscenato a dovere. I Giuristi Democratici si sono inoltre costituiti parte civile in un documento che potete leggere tutti QUI (ringrazio tantissimo l’avvocatessa Barbara Spinelli per avermelo segnalato).

 

 

Mi mancano la forza e le parole per commentare. Ho solo uno strettissimo nodo alla gola, un macigno sullo stomaco e un'incapacità di fondo a comprendere determinati gesti. È una sofferenza inaudita farsi portavoce di simili atrocità. È un'aberrazione dover riconoscere che la violenza è la seconda causa di morte in gravidanza, subito dopo le emorragie.

Sono amareggiata nel rendermi conto che gli avvocati si aggrappano sempre all'infermità mentale per i loro assistiti (non so con quale coraggio possano difendere chi si macchia di reati del genere), oppure arrivano a giustificare omicidi efferati e maltrattamenti in famiglia, o addirittura sono pronti a negare l'evidenza. Chi difende questi assassini di donne e bambini, chi nasconde la verità, chi scredita le vittime dovrebbe vergognarsi. Per queste donne chiediamo e pretendiamo GIUSTIZIA. Io mi auguro con tutto il cuore che questi infami possano patire le pene dell'inferno.

 

Questo post è dedicato a tutte le donne incinte che ogni giorno nel mondo vengono massacrate insieme ai loro bambini. Per non dimenticarle mai, per non archiviare la violenza aspettando impotenti la prossima: bisogna essere uniti per combatterla. Mai più donne uccise barbaramente, mai più bambini che non vengono al mondo per la violenza inarrestabile di bestie assetate di sangue innocente.

Messo in luce da wonderely alle 13:12 di venerdì, 06 giugno 2008


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Argomenti trattati nel post: maltrattamenti, violenza domestica, stupro, notizie nazionali, persecuzione, violenza sessuale, inciviltĂ , la mia opinione, aggressione, femminicidio, uxoricidio, donne incinte, violenza di genere, aborto maschile

Morta in pozzo, fermati tre ragazzi

Niscemi, vittima incinta di uno di loro

I carabinieri hanno arrestato tre minorenni per l'omicidio di Lorena Cultraro, di 14 anni, trovata morta a Niscemi (Caltanissetta). Il provvedimento è stato disposto dai magistrati della procura di Catania e riguarda tre ragazzi del paese di 15, 16 e 17 anni. L'accusa è omicidio premeditato. Durante l'interrogatorio, secondo il Corsera, avrebbero ammesso di aver ucciso la ragazza che voleva confessare di essere rimasta incinta di uno di loro.

I tre minorenni fermati per l'omicidio di Lorena Cultraro sono stati interrogati per tutta notte dai carabinieri e dai magistrati della procura del tribunale dei minorenni. Gli inquirenti hanno trovato diversi indizi che proverebbero la colpevolezza dei tre minorenni. I carabinieri del Ris, che hanno effettuato rilievi nel casolare in cui Lorena è stata uccisa, hanno individuato diverse impronte dei tre indagati.

Per i ragazzi l'accusa è di omicidio plurimo aggravato in concorso. Per gli inquirenti, gli indagati avrebbero premeditato e organizzato l'omicidio di Lorena avvenuto il 30 aprile scorso, il giorno in cui la ragazza è scomparsa e i genitori ne hanno denunciato l'allontanamento da casa.

E' stato un omicidio premeditato, organizzato in fretta e furia dai tre minorenni perché volevano far tacere Lorena. Volevano evitare che dicesse in giro che uno di loro l'aveva messa incinta. E' quanto emerge dalla ricostruzione che hanno fatto ai magistrati i tre minorenni. L'indiscrezione sull'interrogatorio è stata riportata dal Corriere della Sera.

Il racconto degli arrestati
I tre arrestati avrebbero detto di aver dato appuntamento a Lorena nel pomeriggio del 30 aprile, il giorno in cui é scomparsa. La ragazza li aveva informati che poteva essere incinta, che "aveva un ritardo", e che il padre era uno di loro e per questo motivo doveva prendersi le proprie responsabilità. Ma i tre ragazzi non ne volevano sentire. A questo punto gli indagati hanno dato appuntamento a Lorena, come spesso era avvenuto in passato. L'hanno presa a bordo di un motorino e si sono allontanati verso la periferia del paese, in aperta campagna, fino ad arrivare ad un casolare abbandonato.

Quello è un posto conosciuto molto bene da uno degli indagati, perché il nonno possiede un appezzamento di terreno proprio accanto al casolare in cui Lorena è stata assassinata. La quattordicenne è stata fatta spogliare e insieme ai tre ragazzi ha iniziato a giocare. Poi uno di loro le ha stretto una corda attorno al collo, mentre gli altri due la tenevano ferma. E così è stata uccisa. Il corpo trascinato per circa cinquanta metri fino ad una vasca d'irrigazione. I ragazzi hanno quindi legato un grosso masso al corpo di Lorena e l'hanno buttata in fondo alla cisterna. Prima di lasciare il posto, i tre minorenni hanno bruciato i vestiti della vittima e poi sono tornati a casa.

Il padre: "Era solo una bambina"
''Lorena era solo una bambina, una ragazza buona, sempre allegra, tranquilla. Questa è una storia terribile, che ancora faccio fatica ad accettare. Siamo tutti distrutti. Mia figlia non ci aveva mai detto nulla sulla possibilità che fosse incinta. Non ne aveva parlato neanche con sua madre e io non ci credo. Quando è scomparsa abbiamo ipotizzato una scappatella; poi, col passare dei giorni, abbiamo pensato al peggio. Non conosciamo i ragazzi che sono stati arrestati, forse li abbiamo visti qualche volta, ma non sappiamo proprio chi sono. Se sono colpevoli devono andare all'ergastolo, non devono uscire più dalla galera. Quello che hanno fatto è terribile, non ci sono parole", ha detto il padre, Giuseppe Cultraro. L'uomo, insieme alla moglie, si è presentato distrutto dal dolore negli uffici della stazione dei carabinieri del paese.

Studenti in corteo: "Via i mostri da Niscemi"
Un corteo di studenti di Niscemi, molti dell'istituto commerciale frequentato da Lorena Cultraro, si è snodato per le vie della cittadina all'insegna dello slogan ''Fuori i mostri da Niscemi''. I ragazzi hanno gridato contro i loro tre coetanei fermati per l'omicidio, sfilando con striscioni con le scritte ''Giustizia'' e ''Lorena hai pagato con la vita per la tua ingenuità".

(fonte Tgcom)

Mi dispiace parlare con toni poco calmi, ma mi rendo conto che non è possibile mantenere la calma in una situazione come questa.

Anche gli uomini abortiscono, basta sbarazzarsi della causa di tutto, ovvero la donna. Giusto infami bastardi? A me poco importa dell'età di questi criminali assassini, non mi interessa niente delle loro stupide e vigliacche giustificazioni. L'unica cosa che si meritano è di morire come hanno fatto morire quella povera ragazza, la cui unica colpa era quella di aspettare un bambino. Queste non sono persone, questi sono MOSTRI.

La vita di una ragazza 14enne è stata stroncata in un modo atroce, da tre pezzi di merda che non hanno avuto la minima pietà, nemmeno di fronte alla possibile gravidanza di lei.

Possono anche dire che hanno perso la testa, NON CI CREDE NESSUNO. Bastardi!La testa ce l'avevate attaccata anche quando avete pensato di ucciderla e poi l'avete fatto, magari contenti e soddisfatti, perché così pensavate di "essere uomini". TUTTO È STATO ARCHITETTATO A DOVERE.

Per favore, chiunque legga il post, non cominci a dire che sono giovani e non sanno quello che fanno; non venitemi a scrivere che hanno diritto a una seconda possibilità; non provate nemmeno a pronunciare la parola "perdono". Con queste frasi riuscite solo a beffarvi delle uniche vittime in questione: la ragazza e il bambino che portava in grembo. E non provate nemmeno a dire che è colpa sua perché stava con tre ragazzi, con delle frasi da medioevo che potete tenervi per voi e non scrivere qui. Gli unici colpevoli sono quei bastardi, punto e stop.

Tante volte spererei che ci fosse la pena di morte, ma visto che non c'è, l'unica cosa che spero è che vengano condannati all'ERGASTOLO. Niente sconti, niente di niente. Galera finché non crepano: è l'unica cosa che si meritano.

Messo in luce da wonderely alle 13:43 di mercoledì, 14 maggio 2008


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