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Cara,
ho deciso di usare queste parole e questo mio blog per comunicare con Te, per trasmetterTi appoggio, fiducia e speranza.
Non Ti conosco, ma mi sembra di conoscerTi da sempre. Conosco la tua rabbia, la tua voglia di giustizia e purtroppo conosco anche la codardia della gente che ti addita come colpevole e difende i tuoi aguzzini, quegli otto mostri che una sera di due anni fa ti hanno stuprata per ore.
So che il comune ha pagato i loro avvocati difensori, so che hanno ricevuto tutto il sostegno possibile e so anche che nessuno ha mai pensato a Te, se non per aggredirti e diffamarti.
Ho ascoltato le parole del padre di uno dei mostri, che ancora oggi, dopo una confessione e una sentenza di colpevolezza, continua a difendere il figlio, negando lo stupro. Conosco la sentenza che ha "condannato" gli otto mostri al reinserimento in società e che prevede in seguito l'estinzione del reato, come se nulla fosse accaduto; sappiamo bene tutti che se fossero stati romeni o marocchini o semplicemente "stranieri" le cose sarebbero andate in modo molto diverso.
Nel 2009 dobbiamo ancora chiederci se è giusto o meno mandare in galera chi stupra. Dobbiamo ancora domandarci se anche le donne hanno diritto alla libertà, al rispetto e alla giustizia.
È uno schifo, lo so. Una vergogna per il genere umano che possa essere considerato tale.
Penso che nessuna di queste ignobili persone si sia mai chiesta come stai Tu, ma io sì, sai, me lo chiedo tutti i giorni. Mi preoccupo per Te.
Non mi metterò mai dalla parte dei carnefici. Non sarò complice di un branco di vigliacchi stupratori. Sto con Te, sono qui e non me ne vado. Non lascerò questo campo di battaglia. Non diventerò anch'io una codarda che pugnala alle spalle una vittima di violenza.
Voglio ricordarTi, Cara, che là fuori ci sono persone buone, in prima linea, pronte a darTi tutto l'affetto, il sostegno e l'amore che meriti. Io mi schiero tra loro. Non sei sola.

Un Abbraccio di Sorellanza.
Messo in luce da wonderely alle 18:50 di lunedì, 26 ottobre 2009


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Argomenti trattati nel post: leggi, libertĂ , indifferenza, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, inciviltĂ , aggressione, stereotipi, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere

Nel post di oggi ho deciso di dare spazio ad un articolo molto interessante, proveniente da Femminismo a Sud.

Se qualcuno ha voglia di leggere qualcosa di diverso dai soliti giornali, questo è il momento giusto per informarsi sul serio e non essere vittime della strumentalizzazione.


Stupro di Stato

Mentre il premier, uomo autoritario, per nulla autorevole, dall'alto della sua mega villa e dei viaggi vacanze offerti su voli di stato ai suoi amici (fonte: El Pais), ancora prima di avere modificato la legge (agosto 2008) per legittimare il trasporto comitiva a spese dei contribuenti, dispensa lieto ottimismo sulla crisi che di certo non tocca lui ne tutti i pezzi grossi che gli fanno da corte dei miracoli: il suo sessismo fa scuola e legittima sempre più, anzi dona rinnovato "splendore" alla cultura dello stupro che condiziona le nostre vite.

La tivu' delle veline che offre corpi offesi tra una pubblicità e l'altra è la prima stupratrice del nostro paese. Così fanno le pubblicità sessiste, gli uomini che reiterano misoginia e odio verso le donne, i marchi aziendali che consumano le nostre vite per ridurci allo stato di semplici consumatrici.

Predatori sessuali si può esserlo in molti modi. La stessa definizione di "predatori" però è sbagliata perchè riconosce allo stupratore il ruolo di "cacciatore" mentre relega la donna al ruolo di "preda".

Lo stupro non è neppure un "furto" perchè il corpo di una donna non è definibile in una "proprietà". Resterebbe altrimenti da decidere "di chi" e la risposta la trovate sulle pagine dei giornali di destra. Il corpo delle donne viene inteso di proprietà dello stato che ci obbliga a fare figli per risolvere problemi demografici, di welfare, di assetto socio-economico, di continuità delle politiche capitaliste. E' di proprietà delle corporation che ci vogliono "utili" a realizzare il loro "profitto". E' di proprietà degli uomini che dei nostri corpi si servono come luogo di scarico di sesso fisiologico.

Lo stupro non offende la morale perchè non è un problema di scarso decoro giacchè se si stupra una donna in casa, tra quattro mura al chiuso, non va tutto bene purchè non si disturbi la vista e l'udito di nessuno.

Lo stupro non ruba l'anima perchè quest'ultima, sebbene ci sia stata attribuita solo di recente nel momento in cui siamo state promosse dal grado di animali da soma a quello di esseri umani, è creazione di una teologia che si occupa di spirito, metafisica, interiorità riflessa nel dogma dominante. Lo stupratore non è un "diavolo" che ruba anime lasciando che le sue vittime siano condannate all'inferno. Lo stupratore non agisce per soddisfare una ritualità di stampo massonico e non ha nulla di mistico, non ha un titolo così "autorevole" come quello che può essere riconosciuto dalla cultura religiosa al nemico numero uno di dio. Lo stupratore è semplicemente un uomo, spesso supportato da altri uomini e anche dalle donne. Lo stupratore è un uomo che considera le donne oggetti per il suo piacere. Esattamente come le televisioni, le pubblicità e tanta cultura sessista. 

Lo stupro non è "etnico", non appartiene ad un ceto "degradato" e non fa capo ad una precisa religione. Soprattutto: non si combatte con le ronde (che a Firenze, provocatoriamente, si chiameranno rondìni) che agiscono per conto della stessa cultura razzista che punisce le donne se non dichiarano "obbedienza" all'uomo *bianco*.

Lo stupro è violenza, dominio, potere esercitato su una persona senza che sia contrattato un consenso.

Lo stupro è "sii donna, non ti lagnare anche se fa male la prima volta, perchè tanto poi ti passa tutto", come fosse una puntura, ed è "sei tu che mi hai provocato e quindi me lo devi lasciare fare".

Stupro è quello avvenuto ieri sera a Roma, la capitale più in-sicura del mondo, in un parcheggio, alle due di notte, ad una donna - una giornalista - che ha spiegato come il suo stupratore parlasse italiano corretto.

Chi l'ha stuprata aveva un passamontagna nero, l'ha immobilizzata, minacciata, violentata e poi se n'e' andato.

Lo stupratore a volto coperto è una novità tutta romana o comunque di una nazione che ha usato la questione degli stupri per motivi razzisti, xenofobi e poco attinenti alla lotta contro la violenza sulle donne.

Uno stupratore che parla italiano e che si presenta con il passamontagna è come se fosse uno stupratore di Stato. Nascosto dietro l'alibi degli "stupri etnici", protetto dal disinteresse verso tutte le violenze che riguardano gli italiani, per nulla preoccupato delle conseguenze giacchè tanto si dirà che era uno straniero - che aveva frequentato un corso intensivo di italiano per sviare le indagini - e anche se qualcuno risale a lui in ogni caso varranno le solite attenuanti: aveva bevuto, era depresso, colto da raptus, soprattutto: lei che cazzo faceva in giro da sola a quell'ora?

Abbiamo visto come finiscono i processi per stupro che coinvolgono italiani. Quello della cirenaica è finito con una assoluzione in secondo grado sulla base di un pregiudizio: una donna che concede qualche effusione poi non può dire di essere stata stuprata anche se ci ha ripensato e ha detto di no difendendosi con tutte le sue forze. Quello romano di capodanno finisce a tarallucci e vino. Prima aveva confessato, poi la mamma fece lo show in televisione dicendo che è un bravo ragazzo e si sa che i bravi ragazzi fanno brutte cose solo se incontrano ragazze cattive, così i giornali sono andati alla ricerca di dettagli per denigrare la ragazza e hanno trovato una donna che ogni tanto esce, si diverte con gli amici e se ne fotte. E questo, come sappiamo, in italia è proibito. Poi c'e' stato lo stupro di gruppo di tre rampolli bresciani su una ragazzina e anche su di lei si sono scagliati i lampi e i tuoni e l'hanno sezionata come se fosse già morta, una autopsia per ricavare notizie sull'anatomia tipica della ragazza "poco seria" (che è una che non sa ridere - disse una signora siciliana). I ragazzi sono stati prosciolti e lei accusata di calunnia, per la felicità delle organizzazioni che giustificano lo stupro dietro più nobili e ufficiali propositi.

Sicchè questo ultimo stupro è proprio uno stupro di stato. Viene dopo le pompose affermazioni di ministri, carfagna compresa, che giustificavano il rifinanziamento della militarizzazione delle città perchè secondo il loro parere i soldatini impedirebbero gli stupri. Viene dopo i protocolli che offrono l'alibi per reprimere le manifestazioni di dissenso e vengono usati per fare ostruzionismo persino a iniziative come il pride. Viene dopo i regolamenti per il decoro (e quel ddl carfagna contro il modello di prostituzione che non passa dalla mercificazione ad uso di soggetti terzi) che ricattano e perseguitano le sex workers perchè colpevoli di essere lavoratrici indipendenti senza arrendersi a tutti i magnacci, di qualunque genere, vallettopolai compresi, che vogliono essere gli unici a speculare e realizzare profitto sui corpi delle donne. Viene dopo quei regolamenti che salvano puttanieri, ipocriti, bacchettoni e pedofili, protetti dalla conventicola tutta dio-patria-famiglia, mentre si censura il consumo di cornetto caldo dopo l'una di notte. Viene dopo lo svuotamento delle piazze e delle strade per togliere di torno un po' di vita sana e lasciare spazio agli stupratori. Viene dopo tanto dichiarare che la sicurezza, anzi la SicureZZa, faceva parte della tante cose "risolte" (quante balle!) dal governo della nazione e di Roma Capitale, con tutto il carico di finanziamento extra mal-speso che la leggina di nomina a città stato ha riservato al sindaco con la celtica al collo. Peccato che nelle periferie romane, come al Quartaccio, dove gli abitanti del quartiere hanno di recente manifestato, non sia stata messa neppure una lampadina per illuminare i percorsi al buio. Peccato che sia tutta una gran balla con spreco di risorse pubbliche e nessun effetto reale.

Questo ultimo stupro arriva dopo che la ministra alle pari opportunità ha portato la regina di svezia a passeggio per un centro antiviolenza senza che mai - nella pratica - abbia riconosciuto il loro effettivo valore. Ad oggi la regina di svezia ha donato ai nostri centri antiviolenza 3 milioni di euro. Il ministero ne ha prima tagliati 20 per coprire le strategie di Tremonti e poi si è allargata e ne ha promessi (da svariato tempo) 29. Non ci risulta che sia arrivato un soldo a nessuno. Anzi è assodato che vi siano centri in grossa difficoltà, alcuni dei quali - per mancato rinnovo convenzione da parte di sindaci di destra (il sindaco di palermo, per esempio) - hanno persino dovuto sospendere alcuni essenziali servizi (come il centro antiviolenza le Onde di Palermo).

Lo stupro arriva dopo che la capo dipartimento delle pari opportunità isabella rauti ha "narrato" in una conferenza internazionale a praga quanto le donne italiane siano felici: "da noi le donne che guadagnano meno degli uomini sono percentualmente meno degli altri paesi europei" - ha detto - e semmai questa non si rivelasse la gran balla che è viene da chiedersi se il dato c'entra qualcosa con il fatto che le donne italiane soffrono di disoccupazione e precarietà più che in ogni altro paese d'europa. Tra le altre cose ha anche detto che il ministero avrebbe finanziato corsi che affontano la questione di genere nelle università e nelle scuole secondarie (di quale stato parlava, di grazia?). Ci piacerebbe sapere dove, quando, chi, cosa, rispetto a questa notizia che ci sembra un'altra balla buona da smerciare all'estero o ci piacerebbe sapere se per momenti formativi che hanno a che fare con il genere non si intendano gli incontri a cura di azione giovani che parlano di contraccezione e interruzione di gravidanza con lo stesso tono degli inquisitori al tempo di giordano bruno. Proprio quello che poi fu bruciato. In ogni caso, se avete voglia di leggerlo, l'intero intervento sta qui.

Tutto ciò è stupro di stato. E' complicità, assenza, speculazione politica che si imbarazza negli incontri in luoghi di confronto con realtà più civili e coltiva arretratezza culturale in italia (come sarà stato difficile per la rauti comporre un intervento basato sulla filosofia che i sessismi sporchi bisogna gestirseli in quella grande famiglia a gestione patriarcale che è il nostro paese), è vigliaccheria, miseria, pochezza, mediocrità di stato. 

Gli uomini ci stuprano e ammazzano già abbastanza e davvero non ci meritiamo una ministra alle pari opportunità servile e senza alcuna autorevolezza che usa i momenti pubblici per allisciare i maschi potenti (vedi insulsa lettera inviata al corriere per difendere berlusconi).

Tutto ciò per dire che lo stupro di ieri, così come tante altre violenze si potrebbero evitare, se solo non fossimo le sole a volerlo. 

Tutta la nostra solidarietà alla donna che è stata stuprata ieri a Roma, da sola, in un garage, da un uomo con passamontagna che parlava italiano.

Riassumiamo dati e considerazioni sulla violenza maschile sulle donne. Buona lettura.

[La donna che vedete nelle immagini viene dal Tumblr di Hardcore Judas ed è una come tante: crede a ciò che dicono i giornali finendo per diventare cieca, muta e sorda. Tra questi: Il Giornale, Libero, Padania, sono giornali sessisti che giustificano lo stupro quando esso viene compiuto da italiani]

>>>^^^<<<

Dati sulla violenza maschile sulle donne

Alcune sintesi: qui, qui, qui.

Gli ultimi dati ufficiali risalgono al 2007 (fatti nel 2006 e presentati/rielaborati nel febbraio 2007).

Potete trovare tutto sul sito che descrive le indagini Istat.

Con particolare riferimento a:

Le violenze e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia visti in un quadro complessivo, con relativo documento in pdf completo dei dati.

Una indagine che parla di molestie e violenze sessuali (risalente al 2002 e diffusa nel dicembre 2004). Anche qui è riportato il documento integrale in pdf.

La ricerca del 2002 porta ad un intero volume su molestie violenze sessuali. Ecco: sintesi e documento integrale in pdf.

Quella del 2006 porta al capitolo su: "la sicurezza delle donne", con relative tavole di analisi. Ecco: Indice e pagina dalla quale poter scaricare le tavole in zip.

Esistono dati più recenti ma sono stati elaborati a carico dei comuni, delle province o delle regioni. Non tutti sono reperibili in rete. Non tutti sono dati che analizzano il fenomeno reale anzi gli ultimi sono stati resi noti dalle questure di varie città d'italia fondamentalmente per ricercare il dato che giustificava la repressione contro gli stranieri.

Interessanti invece i dati del 2009 della regione piemonte.

Altri dati ufficiali a parte quelli dell'Istat, che parlano sempre di violenze in Italia:

Rapporto Urban del 2006 a carico del dipartimento pari opportunità.

Rapporto Eures sugli omicidi in ambiente domestico (italia - 2006).

I dati dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) su una indagine fatta nel 2005.

Vari centri antiviolenza e organizzazioni che si occupano del problema hanno reso noti (difficilissimi da trovare online) i dati del fenomeno dal punto di vista dei casi trattati. Una sintesi della ricerca di Telefono Rosa conferma il dato sulla preponderanza di delitti e violenze sulle donne realizzate da persone di famiglia o comunque conosciute. 

La percentuale di violenze al di fuori dei contesti familiari o del giro di amicizie è bassissima. Lo dice l'Istat. Non lo diciamo noi.

La coincidenza di questi reati con la presenza degli stranieri in italia è stata elaborata di recente a cura del viminale (con la complicità del ministero per le pari opportunità) che ha messo a confronto i dati istat sulle violenze alle donne e i dati del ministero sui reati commessi in italia. L'incrocio tendeva ad analizzare esattamente l'aspetto razziale. Il dettaglio fotografato riguardava soprattutto le violenze sessuali. Eravamo nella fase della famosa emergenza stupri che doveva essere terreno giustificativo per pacchetto sicurezza ronde etc etc.

Cio' nonostante è emerso che "6 volte su 10 lo stupratore è italiano. Il 70% di violentatori è italiano mentre - continua il comunicato stampa -  i cittadini stranieri (comunitari ed extracomunitari) responsabili di circa il 40% dei reati di violenza sessuale commessi in Italia nel 2008 rappresentano meno del 6% della popolazione residente'' (in dettaglio, il 7,8% dei violentatori è di nazionalità romena, mentre il 6,3% risulta essere di origine marocchina, egiziana, infine, per un 3%). Le vittime sono donne nella gran parte dei casi (85,3%) e di nazionalità italiana (68,9%), 7 casi su 10." Potete leggervi l'intera comunicazione su Delta News.

Il ministero dell'interno - valutando dati che noi plebe della lotta contro la violenza sulle donne non abbiamo mai visto - ha perciò fatto vari sforzi per dimostrare che ogni straniero sarebbe anche un predatore sessuale. Nella campagna razzista fatta per promuovere il pacchetto sicurezza è stata usata la denominazione di "stupro etnico" quando invece sarebbe stato il caso di ribattezzarli "stupri utili".

Quello che salta agli occhi dai dati è un altra cosa abbastanza sconcertante: le donne straniere vittime di stupro (senza contare le vittime di violenza domestica, di stalking, maltrattamenti di varia natura) sarebbero solo 3 su 10.

Le pari opportunità, come sapete, sono rette dalla carfagna. Direttora del dipartimento è isabella rauti, moglie del sindaco alemanno.

Sul sito delle pari opportunità potete trovare una sintesi del quadro normativo (nulla sulla legge del 1996 - solo gli ultimi inutili provvedimenti antimmigrati). In nessuna pagina trovate una voce riferita alle donne straniere, comprese quelle senza permesso di soggiorno, vittime di violenza.

Dai dati in nostro possesso si evince che in italia si impongono molti stupri al giorno, compresi quelli non denunciati. Tante donne muoiono per mano di un uomo più che per malattie gravi o incidenti di varia natura.

La violenza contro le donne non ha passaporto, è maschile. Le modalità attraverso le quali si esercita sono tante ed è un fenomeno che attraversa tutte le culture, tutti gli strati sociali, tutte le etnie.

Le donne straniere, tra tutte, vivono un doppio problema. Se non hanno il permesso di soggiorno non possono difendersi e denunciare. Se l'uomo che fa loro del male è anche padre dei loro figli e non ha il permesso di soggiorno non lo denunciano perchè la caccia al clandestino ha avallato fondamentalismi, integralismi e quella ragionevole maniera di ritrovare un senso di familiarità tra la propria gente.

Tutto quello che accade in alcune comunità resta confinato al loro interno e può capitare di trovare donne straniere massacrate in casa che però non hanno altra scelta se non quella di restare con i mariti violenti confinate nelle case coniugali.

Per tutte manca la certezza del reddito. La certezza di una casa. Persino la certezza dell'assistenza sanitaria se il marito le picchia e avrebbero bisogno di andare al pronto soccorso.

Con il nuovo pacchetto sicurezza non si capisce neppure se i centri antiviolenza - che normalmente sono organizzazioni riconosciute e collegate alle istituzioni - potranno accogliere per via legale le straniere senza permesso di soggiorno.

Se in queste vicende si poteva essere vittime due volte le donne straniere sono vittime almeno dieci volte di più.

Noi sappiamo che la violenza maschile, lo stupro, derivano da una certa cultura sessista e misogina, di radice patriarcale, ampiamente legittimata anzi ribadita, coltivata dal governo attuale, premier in testa. Di cultura sessista si nutre il mondo della "cultura", della pubblicità, della televisione.

Prima di ogni violenza c'e' una cultura che giustifica quella violenza. Come per il razzismo. E' necessario rendere inumani gli stranieri per esercitare autoritarismo su di loro. Lo stesso avviene con le donne da millenni.

La cultura sessista ci tratta come cose. Siamo begli oggetti per il piacere degli uomini. O siamo descritte come cattive streghe che infastidiscono gli uomini.

Ecco tutto. E anche ripeterlo non basta mai, perchè se non c'e' chi ascolta, condivide e fa circolare le notizie, diventa tutto molto ma molto triste e quasi inutile.

Perciò ci siamo. Fastidiose, rumorose, indecorose e libere. Perciò è necessario farsi sentire.

Datevi e dateci una mano. Il nostro mondo è anche il vostro. Se fa schifo per noi, per voi non andrà molto meglio. Un mondo dove le donne sono trattate male non è mai un mondo buono per nessuno. La violenza contro le donne e i modi attraverso i quali viene affrontata, negata, glissata, rimossa, è uno dei segnali fondamentali per comprendere il livello di civiltà di un paese.


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Messo in luce da wonderely alle 11:22 di venerdì, 05 giugno 2009


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Una recente statistica dimostra che in Italia il 55% degli uomini, il 33% delle donne e il 74% dei giovani pensa che una donna vestita e truccata in un certo modo si cerca lo stupro. Ecco dimostrato come, ancora oggi, non è chiaro che la libertà di una persona è inviolabile: questa semplice nozione non è ancora stata acquisita dalla metà degli uomini, da un terzo delle donne e dalla stragrande maggioranza dei giovani. Tutto questo è a dir poco preoccupante. Non è ancora chiaro che il genere umano è dotato di una corteccia cerebrale davvero molto sviluppata (e naturalmente il testosterone, finta "scusa" per le violenze sessuali, non è in grado di corrodere i neuroni!), perché, a quanto pare, molte persone non hanno ancora imparato ad usarla. E faccio presente che queste risposte non sono state date da immigrati clandestini, a cui ci piace attribuire la colpa tutti gli stupri possibili e immaginabili, bensì da “civili” italiani, che forse poi tanto civili non sono. Da questo punto di vista, quindi, gli italiani non sono ancora usciti dalle caverne.

Ma godetevi l'intero articolo:


Donna te la sei cercata

Monica Lanfranco

Ma sì, facciamola finita con queste lagne. Ora è finalmente certificato da una indagine accurata: in Italia il 55% degli uomini, il 33% delle donne e ben il 74% dei giovani sotto i trent'anni lo dice apertamente, e si tratta di una persona su tre. Sono le donne che si cercano la violenza, se sono troppo disinibite, libere, scollate e ambigue. Insomma, alle volte le vittime "possono dare la colpa a loro stesse per l'aggressione subita". Tanto che, "se fossero meno provocanti, le violenze sessuali si ridurrebbero in modo drastico".

Questo, nero su bianco, emerge dalla ricerca durata tre anni, resa nota dall'Airs (Associazione italiana per la ricerca in sessuologia) dal titolo "Dalle molestie sessuali allo stupro", un lavoro che ha coinvolto con un questionario ad hoc tremila persone, per individuare le principali variabili all'origine della violenza sessuale. Gli stessi vertici dell'associazione sono allarmati. «Fra le risposte che ci hanno sorpreso e sconcertato maggiormente, - ha detto il presidente dell'Airs Avenia, c'è questa sorta di colpevolizzazione della vittima. Alla domanda 24 (Secondo lei, le donne sono spesso libere e ambigue sessualmente e ciò le rende alle volte responsabili della violenza sessuale che possono subire?) il 55,8% degli uomini ha risposto affermativamente, come pure il 43% delle donne e il 75% dei giovani. Dunque non stupisce troppo che poi - prosegue il sessuologo - il 56% dei maschi pensi che, se le donne fossero meno provocanti, la violenza sessuale diminuirebbe. La pensa così il 33% delle donne e il 74% dei giovani. Ci aspettavamo una piccola percentuale di giudizi di questo tipo, ma non certo dati simili».

Dal sondaggio emerge, inoltre, che per il 15,7% degli uomini e il 10% delle donne l'imposizione di un rapporto alla moglie o fidanzata non sia violenza. Per questa percentuale di uomini non c'è nulla di sbagliato, e per le donne non esiste motivo di ribellarsi. Ancora: sguardi, fischi e atteggiamenti che mettono a disagio la vittima per il 50% degli uomini non sono molestie, un'idea condivisa dal 43% delle donne.

Che serve aggiungere ancora, per avere la certezza che nella nostra cultura ormai è maggioritaria l'opinione che l'aggressività, la misoginia e il sessismo di parole, sguardi e allusioni esplicite sono da considerarsi normali e accettabili nelle relazioni tra i generi e che un molestatore, anche solo a parole, è a livello psicologico già un violentatore? A che serve sottolineare che, conclude la ricerca «in una società violenta le aggressioni sessuali aumentano; allusioni pesanti e un linguaggio irrispettoso devono far risuonare un campanello d'allarme nelle potenziali vittime».


Fonte: Liberazione, grazie a Gemisto per la segnalazione



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Messo in luce da wonderely alle 19:39 di martedì, 26 maggio 2009


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Prologo


In questi ultimi giorni la violenza sulle donne non è andata in vacanza: stupri, violenza domestica, stalking, violenza psicologica, maltrattamenti sono all'ordine del giorno. Vengono sbraitati ai quattro venti se a commetterli sono stranieri, sono invece nascosti e giustificati quando i colpevoli sono italiani. Questo si sa, è innegabile e trova riscontro in ogni articolo di giornale, in ogni programma televisivo e nell'opinione pubblica.

Mi concentrerò ora su tre notizie che voglio appronfondire in questo post, non perché siano più importanti, ma per trarne degli spunti di riflessione (per tutte le altre il consiglio è sempre quello di visitare il sito di Zeroviolenzadonne.it e informarsi sulle violenze quotidiane, che non hanno importanza per i mass media).


Notizia numero 1

Il 24 settembre del 2006 una ragazza fu violentata da due uomini a Bologna. Si chiama Angy, all'epoca aveva 29 anni. In primo grado i due furono condannati a due anni e dieci mesi di carcere. Oggi, la sentenza di secondo grado ribalta la condanna di primo e assolve entrambi gli imputati dall'accusa di violenza sessuale, in quanto "il reato non sussiste". Uno dei due è però stato comunque condannato per lesioni ai danni della ragazza. Lei disse di essere stata picchiata da entrambi dopo lo stupro, loro sostengono che è caduta dalle scale. Sta di fatto che è stata ritrovata per strada pestata e sanguinante, con il naso rotto e varie ferite.

Il punto è sempre quello: la ragazza avrebbe inizialmente scambiato effusioni con i due ragazzi, ma successivamente si è rifiutata di proseguire. A quel punto sarebbe stata violentata. I due imputati invece continuano a sostenere che il tutto è avvenuto con il consenso della ragazza.

L'avvocato di uno dei due stupratori si dice ovviamente contento e esorta le femministe a scusarsi, perché non sia mai che una donna si permetta di denunciare uno stupro, non sia mai che due poveretti che volevano solo soddisfare le proprie pulsioni sessuali vengano in qualche modo colpevolizzati. Si sa che è un diritto dell'uomo possedere una donna, consenso sì, consenso no. Non è invece un diritto della donna opporsi, dire basta, anche se inizialmente aveva scambiato delle effusioni, non è suo diritto rifiutarsi di avere un rapporto sessuale. A quel punto è proprietà dell'uomo e non può più tirarsi indietro. Quindi, femministe, chiediamo scusa. Inginocchiamoci e chiediamo perdono davanti agli uomini padroni.

Angy, la vittima dello stupro, ha deciso di inviare una lettera al Corriere di Bologna. La pubblico qui:

Ho un nuovo tatuaggio. Oggi sul mio corpo la procura ha scritto: prendete pure, fate con comodo, non vi succederà nulla.
Nella mia anima è inciso: voto al silenzio. Significa che sono costretta ad ammettere che denunciare una violenza sessuale non serve a nulla.
Sì è vero, sono proprio io, quella che qualche anno fa incitava le donne molestate alla ribellione. La ragazza “che ha avuto il coraggio di parlare”….
Che ha avuto il coraggio sì, ma non una pena degna o un riconoscimento di colpevolezza per quelle immondizie che l’hanno profanata. In compenso, in seguito alla denuncia, la mia anima è stata stuprata da mille interrogatori, avvocati, mass-media; da minacce e diffamazioni di blog e forum, rivolte a me e alla mia famiglia.
Ragazza molestata ascolta bene: non ti ribellare se non vuoi essere picchiata, non denunciare se non vuoi essere insultata, questo ci stanno insegnando.
Consolati invece, c’è chi dice che ci stuprano perché siamo belle. Sentiti quindi desiderabile quando loro sono su di te, poi chiudi gli occhi e apri bene le gambe: se hai fortuna non durerà a lungo. Se stai buona e sono galanti ti risparmiano il pestaggio.
Quando sarà tutto finito, se hai ancora forze, striscia in silenzio fino a casa e lavati bene, molte volte: andrà tutto via. Tutto tranne quello schifoso odore di rancido, che resta indelebile: non viene dalle loro sudice mani, appartiene alla nostra società che marcisce in questa vergogna.

Parole dure, parole vere. Angy, donna coraggiosa e determinata, ha voluto dimostrare di esserlo fino alla fine. Tutta la mia solidarietà a lei e a tutte le donne come lei.

---> E rimando anche al post Vis Grata Puellae, per chi non l'avesse ancora letto.


Notizia numero 2

A Lerici, un 43enne ha appiccato un incendio nello stabile dove viveva la sua ex. Risultato: sono morte due persone, una bambina di cinque anni e la nonna cinquantenne, soffocate dal fumo, mentre il compagno della donna è ricoverato in gravissime condizioni. L'assassino che ha appiccato l'incendio si è difeso dicendo di averlo fatto per "dispetto".

Davanti a questa dichiarazione ci chiediamo se avrà mai un processo, se verrà condannato o se, poverino, verrà redento con qualche lavoro socialmente utile, una tiratina d'orecchio, come si fa con i bambini quando combinano qualche pasticcio. Insomma, in Italia si può uccidere, si può stuprare, si può perseguitare, ma visto che le vittime predilette sono donne non ci importa poi molto di punire chi compie questi gesti, che delle volte non vengono nemmeno considerati reati, ma solo degli sbagli, dei furti di caramelle, che possono essere cancellati con qualche avemaria.

Come è accaduto a Montalto di Castro per gli otto ragazzi accusati di aver stuprato una coetanea: per loro niente processo, solo lavori socialmente utili per un periodo di prova: superato questo, il reato sarà estinto. E vissero tutti felici e contenti. Gli stupratori sì, le vittime un po' meno.


Notizia numero 3

Vi ricordate Barbara Cicioni? La donna uccisa due anni fa vicino a Perugia, quando era incinta all'ottavo mese. All'inizio si pensava a un furto, così come è stato dichiarato dal marito. In realtà, chi ha soffocato la donna con un cuscino, dopo averla picchiata e tentato di strangolarla, è stato proprio lui, il marito. Arriva la notizia della condanna all'ergastolo per questo brav'uomo tutto casa e chiesa.

Così come dichiara la mamma di Barbara, in questa storia non ci sono vincitori. Ora bisognerà spiegare ai due bambini, figli di Barbara e del suo amorevole marito, cosa è successo. Bisognerà spiegare che papà picchiava la mamma, bisognerà spiegare che a un certo punto l'ha picchiata fino ad ucciderla, causando anche la morte della loro sorellina.
Già, bisognerà spiegare, bisognerà trovare le parole, bisognerà proteggere questi bambini da un padre mostro che per fortuna ora non potrà più nuocere a nessuno.

Addio Barbara. Hai avuto giustizia, anche se nessuna punizione potrà mai essere abbastanza.


Epilogo

Grazie alle persone che hanno avuto il coraggio di leggere per intero questo post.
Grazie alle persone che sono giunte fino alla fine e non hanno chiuso la pagina per paura di vomitare.
Grazie alle persone che si interessano a questi argomenti e non hanno paura di guardare in faccia alla realtà.
Grazie alle persone che non usano il razzismo per parlare di violenza sulle donne.
Grazie alle persone che si rendono conto che c'è ancora molto da fare e non dobbiamo arrenderci o restare a braccia conserte.
Grazie alle persone che si impegnano tutti i giorni per riportare alla vita queste donne, che altrimenti sarebbero abbandonate dalla società.
Grazie a queste persone; meritate più di un semplice grazie, ma da questa fredda piattaforma è l'unica cosa che posso dare. Sappiate che il mio cuore è con ciascuno di voi.
Messo in luce da wonderely alle 15:31 di domenica, 17 maggio 2009


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A Milano durante la MayDay Parade una ragazza di 23 anni di Roma è stata stuprata. Sui giornali troviamo diversi racconti e interpretazioni dell’accaduto, perché come sempre uno stupro deve essere strumentalizzato, altrimenti non siamo contenti. Chi se ne frega della ragazza, chi se ne frega di come sta, chi se ne frega di tutto, l’importante è strumentalizzare: diamo inizio alla gara a chi strumentalizza di più e meglio!

L’importante è dire che “lui era straniero”, l’importante è sottolineare che “lei era ubriaca”, l’importante è ribadire che abbiamo bisogno di soldati per impedire gli stupri; ci accorgiamo di come per gli organizzatori è importante difendere la MayDay, mentre per gli uomini di destra è importante trovare uno spunto per parlar male della sinistra, per altri è importante infierire sostenendo che le donne si cercano lo stupro, perché per loro è cosa buona e giusta che un uomo si approfitti di una ragazza incosciente…finisce sempre così. E scusate se vi dico che ho la nausea, ma non posso farci niente.

Nessuno ci informa sullo stato di salute della ragazza, nessuno spreca nemmeno una parola di solidarietà per lei (nemmeno i quattro idioti che hanno scritto il comunicato della MayDay, di cui parlerò tra breve), a nessuno importa che una ragazza sia stata STUPRATA. Tutti si stanno muovendo e scrivendo per i loro interessi, nei quali non rientra il benessere di una vittima di stupro. Questo non viene MAI preso in considerazione.

Veniamo al comunicato, leggiamo quello che hanno scritto gli organizzatori dell’evento del primo maggio, leggiamo in che modo si chiamano fuori da qualsiasi tipo di inconveniente e rendiamoci conto di come stanno SOLO ED ESCLUSIVAMENTE difendendo il loro cazzutissimo corteo.


Ieri al termine del corteo del Primo Maggio di Milano è avvenuto un fatto gravissimo. Nei pressi dei prati del Castello Sforzesco un uomo ha abusato (o ha cercato di abusare) di una ragazza. I partecipanti alla manifestazione sono intervenuti con una certa durezza, che non ci scandalizza, e lo hanno quindi accompagnato alla polizia.

Questi sono i fatti nella loro semplicità ma alcune precisazioni devono essere fatte per evitare strumentalizzazioni. Ciò che è avvenuto è la violenza di un uomo su una donna e non ha nazionalità né giustificazioni. I partecipanti alla manifestazione non hanno provato a linciare nessuno, hanno semplicemente reagito con l'enfasi conseguente alla gravità del fatto.

In una società intrisa da forme di violenza sempre più sottili, martellanti e pervasive, la violenza maschile sulle donne, elemento che ha storicamente attraversato tutte le collettività e tutti i sistemi, sembra conoscere, in Italia, perfino una nuova vitalità. Gli episodi si ripetono, sono comuni tra le mura di casa, ma arrivano a lambire e provano a lordare anche la nostra gioiosa giornata di festa, di solidarietà, di lotta. Le donne e gli uomini che da nove anni danno vita alla MayDay sono convinte e convinti che la diminuzione complessiva della conflittualità politica e sociale, anche come modalità di espressione di desideri alternativi e egualitari, stia avendo tragiche ripercussioni finanche nel rapporto tra i sessi.

Non ha importanza da dove venisse quest’uomo, il fatto che non avesse sfilato nel corso della Parade. Il suo gesto esprime comunque una cultura di sopraffazione che ci preoccupa e ci indigna. Ci sentiamo il respiro di una mentalità machista deprimente, che pretende di inchiodare le donne a un ruolo scontato. Non diversamente, purtroppo, da quanto viene manifestato in questo Paese anche ad alcuni dei suoi massimi livelli.

Ai giornalisti chiediamo di non parlare della MayDay 2009 solo per questo odioso episodio, di fronte al quale siamo stati i primi a reagire con decisione. Spendano qualche minuto del loro tempo per capire che cosa è stata la MayDay di ieri a Milano, a cui hanno partecipato 120 mila persone, combattive, propositive e radicate nei loro territori e nei luoghi di lavoro.

PS: segnaliamo, a margine, che la polizia invece ha dimostrato il più totale sbandamento. Prima caricando, senza ragione, le persone che avevano allontanato chi si era reso responsabile dell’episodio, e ferendone alcune (è dovuta intervenire un'ambulanza, chiamata dalla questura per una fantomatica “caduta”). Poi, alla reazione dei manifestanti ha contrapposto manovrette militari completamente fuori luogo, dimenticandosi, da ultimo, un mezzo (una jeep) fra la folla incazzata (non si trovavano più le chiavi).


Come potete leggere NON è stata sprecata nemmeno una parola di solidarietà per la vittima dello stupro. Questo è un comunicato paraculo in cui si è più preoccupati di salvaguardare l’immagine della MayDay, piuttosto che interessarsi delle condizioni di salute fisica e psicologica di una ragazza che ha subito una violenza terribile.

Troviamo le solite frasi di rito, in cui si ribadisce che non bisogna fare differenze di nazionalità, le solite parole al vento in cui si parla della cultura di sopraffazione e poi basta. Scusate eh, ma dopo questo incipit non si può evitare di esprimere la propria solidarietà nei confronti della vittima, non si può. Altrimenti quelle sono solo FALSITÀ: quattro parole di uguaglianza, usate giusto per riempire un foglio e per dare il contentino alle donne, e poi basta.

Chi se ne frega se alla MayDay hanno partecipato “120 mila persone, combattive e propositive”, chi se ne frega se lo stupratore non faceva parte del corteo, chi se ne frega dei giornalisti e dell’immagine della MayDay. È stata stuprata una ragazza: come sta? Ve lo siete chiesti? NO! Semplicemente perché non ve ne frega niente. E non dite che è “sottinteso” perché la solidarietà, quando è sincera, non si sottintende.

Avrei preferito il silenzio piuttosto che un comunicato schifoso come questo, dico davvero.


Al diavolo la MayDay e tutto quanto.

Solidarietà alla ragazza, questo sì. Solidarietà a lei, vittima di uno stupro prima e della strumentalizzazione poi. Solidarietà, tanta solidarietà. Di cuore.

Messo in luce da wonderely alle 16:04 di domenica, 03 maggio 2009


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Come la chiamavano? Ah giusto, “emergenza stupri”: avviene in quel periodo dell’anno in cui tutti gli stupratori (ovviamente stranieri, perché gli italiani queste cose non le fanno!) si ritrovano e decidono di andare a stuprare una ragazza a caso. I giornali ci bombardano ogni giorni di notizie di violenze avvenute qui e lì, di coppiette aggredite qua e là e di manifestazioni di razzismo nei confronti degli immigrati, ritenuti il capro espiatorio di questi orrendi delitti. Poi, finito quel periodo dell’anno tutto torna ad andare bene, gli stupri si esauriscono, gli stupratori vanno in letargo e le donne sono felici e contente nelle loro stupende case, con i loro adorabili mariti forti e virili e i loro meravigliosi bambini.

O perlomeno, è questo che fanno credere a tutte le persone che guardano i telegiornali e leggono i quotidiani nazionali. Ma io sono un po’ strana, i telegiornali li guardo solo se ho voglia di ridere (perché so benissimo che quei giornalisti sono lì per prenderci tutti per i fondelli) e i giornali li leggo solo per rendermi conto di quante informazioni non vengono date, perché non interessano ai più. E poi c’è un sito che guardo spesso, si chiama Zeroviolenzadonne.it ed è tenuto in piedi da donne che tutti i giorni si impegnano a pubblicare online articoletti prelevati da giornali locali di tutte le parti d’Italia, in cui qualcuno si degna di riportare alcune violenze avvenute, mentre tutti credono che non ce ne siano.

Tutto questo è strabiliante: mentre l’Italia crede che l’”emergenza stupri” sia finita, in realtà gli stupri continuano e avvengono in famiglia, per strada, a scuola, sul luogo di lavoro, commessi da italiani e stranieri (sempre e comunque di stupratori si tratta, non vedo alcuna differenza).

E a questo punto ci vuole una rassegna che dimostri la veridicità delle mie affermazioni. Eccola:

20 Aprile: a Bergamo è stato arrestato un uomo di 40 anni per aver stuprato e derubato una prostituta 19enne un anno fa; a Roma una ragazza romena di 21 anni è stata segregata e stuprata per giorni e costretta a prostituirsi; a Milano una donna di 33 anni è stata minacciata con un coltello e violentata da un uomo di 32, che le aveva offerto un alloggio dove trascorrere la notte. A Teggiano (SA) un 35enne è stato arrestato per aver tentato di stuprare una ragazza di 19 anni; a Roma tre uomini sono stati arrestati per stalking, ovvero per aver perseguitato le ex mogli; a Genova due uomini di 25 e 31 anni sono stati arrestati con l’accusa di aver sequestrato, stuprato e rapinato una prostituta di 26 anni.

21 Aprile: a Lanuvio una ragazza canadese di 21 anni è stata stuprata da un uomo che le aveva offerto un passaggio; a Roma è stata scoperta un’associazione a delinquere che portava in Italia ragazzine nigeriane obbligate a prostituirsi; a Milano un ragazzino di 13 anni ha fatto arrestare il padre che perseguitava e picchiava la madre.

22 Aprile: a Jelsi un 69enne è stato arrestato per 18 anni di abusi sulla figlia, ora 25enne; a Bollate è stato arrestato un operaio di 29 anni che ha abusato per mesi della moglie; a Milano una donna di 42 anni è stata perseguitata per mesi dal suo ex, un finto avvocato, che infine è stato arrestato.

23 Aprile: a Brescia un carabiniere è stato condannato a 7 anni e 4 mesi per violenza sessuale nei confronti di una prostituta; a Genova un muratore di 41 anni è stato condannato a 8 anni e 2 mesi di carcere per aver abusato della figlia.

24 Aprile: a Torino è stato arrestato un uomo di 84 anni che per anni ha abusato della figlia disabile e della moglie inferma; a Roma un uomo di 46 anni è stato denunciato per aver molestato due studentesse di una scuola media; a Campomorone un uomo di 42 anni è stato arrestato per maltrattamenti nei confronti della moglie e della figlia ventenne.

25 Aprile: a Sondrio un 47enne è stato condannato a sei anni di carcere per aver abusato dei suoi figli; a Monteverde una studentessa delle medie ha denunciato di essere stata molestata da un uomo già accusato da altre due donne di violenza sessuale; a Milano una coppia è stata aggredita da un branco di quattro uomini: l’uomo è stato brutalmente picchiato e la donna ha subito uno stupro di gruppo; a Brescia una ballerina ucraina è stata aggredita da quattro uomini che hanno tentato di violentarla, ma è riuscita a fuggire.

Intanto ci fanno sapere che il comune di Roma non ha partecipato al processo contro i due uomini che nell’agosto scorso hanno aggredito una coppia di turisti olandesi, picchiando selvaggiamente l’uomo e stuprando la donna; stessa cosa è avvenuta per il processo contro il romeno responsabile dell’uccisione di Giovanna Reggiani. Da parte di Alemanno tante parole e niente fatti…

E ci fanno anche sapere che presto torneranno liberi i due romeni accusati di favoreggiamento nello stupro di Guidonia, perché i termini di custodia cautelare stanno per scadere e nessuno ha fissato l’udienza del Tribunale del riesame.

L’”emergenza stupri” è veramente finita? Ma soprattutto: che cos'è questa "emergenza"? Ogni donna violentata è un'emergenza, ogni donna violentata merita giustizia. Non solo quando fa comodo al governo.

Messo in luce da wonderely alle 14:33 di domenica, 26 aprile 2009


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Consiglio a tutti la lettura di questo post, che è la continuazione del precedente (è tratto da Femminismo a Sud).

La solitudine delle donne stuprate

Daniela Valentini, assessore regionale del lazio, dopo aver visto la trasmissione di porta a porta (di cui vi abbiamo parlato) nella quale la ragazza protagonista dello stupro di capodanno è stata giudicata e condannata senza difesa e senza appello, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera pubblicata su repubblica. La ragazza, che stringiamo in un abbraccio solidale, ha risposto con una lettera straziante. Copiamo e incolliamo entrambi gli scritti, non per nutrire il pubblico morboso e assetato di sangue, non per legittimare la logica dei processi mediatici, non perchè riteniamo ci sia nulla da dimostrare e soprattutto non perchè riteniamo che per essere credibili in quanto vittime di stupro bisogna fare l'elenco delle ferite. Lo stupro esiste anche dove non c'e' sangue. La maggior parte delle vittime di stupro e molestia non possono dire di riportare ferite evidenti. Una discussione che ragioni di questo (fuori dai tribunali) non si può basare su questo grandissimo (e voluto) equivoco. In questo modo si agisce esattamente sullo stesso terreno nel quale vogliono portarci quelli che decidono entro quali limiti uno stupro possa definirsi tale. Riportiamo dunque le due lettere per farvi rendere conto di quello che una donna che denuncia uno stupro è costretta a subire in fase processuale e perchè su questo va fatta una battaglia culturale forte.

Caro direttore, ho avuto modo di conoscere e parlare con Claudia - chiameremo così la ragazza stuprata a Capodanno - e di sentirla raccontare l'orrore che ha vissuto che l'ha segnata, ferite di cui non si libererà facilmente né in breve tempo. Ha subito un'operazione vaginale per la quale sono occorsi molti punti di sutura, ha visto il suo stupratore uscire di prigione dopo pochi giorni per concessione degli arresti domiciliari e ora è soggetta a processi in trasmissioni televisive senza potersi difendere. Ricominciamo dalla prima lettera dell'alfabeto: chi è la vittima, lei o lo stupratore? A chi viene imputato il crimine, a lei o allo stupratore? Chi difende la legge italiana, lei o lo stupratore? Una ragazza di 25 anni, residente in un paese della provincia romana, festeggia il Capodanno nella capitale e diventa vittima di un crimine orrendo, cerca di riprendersi, cambia lavoro, esce dalla sua cittadina, frequenta un centro antiviolenza che le dà sostegno psicologico e poi tutto ripiomba nel buio. Questo è successo l'altra mattina, dopo e servizi trasmessi la sera prima. Claudia è tornata in uno stato di disperazione dalla quale non sappiamo quando e come ne uscirà. Perchè i violentatori hanno sempre delle mamme che li difendono e vengono intervistate mentre le madri delle vittime si vergognano per e insieme alle figlie? Che razza di civiltà è questa? Dove sono i valori della nostra comunità? Forse è arrivato il momento di interrogarci tutti insieme, ma anche di dare risposte avanzate. Non si capisce bene cosa sia successo il 1° gennaio 2009, ma se la ragazza in qualsiasi circostanza sia avvenuto ha detto " NO BASTA!! ", chi ha insistito e persistito l'ha violentata, prova ne siano i punti vaginali che le sono stati necessari, le ecchimosi sul viso e sul corpo, i segni di strangolamento sul collo. Dove inizia l'autodeterminazione della donna, o anche quella è reato? Per questo voglio rivolgere un appello a tutte e soprattutto alle ragazze: noi abbiamo lottato tanto per affermare la nostra autonomia e libertà e abbiamo pagato tanto, ora dobbiamo avere la forza di ricominciare da capo non per chiedere qualcosa a qualcuno ma per affermare che ci siamo, contiamo e non vogliamo tornare indietro, in barba ai penpensanti che hanno già colpevolizzato le donne e le ragazze stuprate. Cara Claudia, non è né una responsabilità propria, né una macchia essere violate, ma è la società a doversi vergognare di non saper difendere le ragazze che denunciano le violenze, capace di trasformarle da vittime in carnefici. Oggi sono in molte a essere solidali con te come lo sono io.

Daniela Valentini. 


Caro direttore, è stato bello leggere la lettera di solidarietà di Daniela Valentini pubblicata da Repubblica. Mi ha fatto sentire meno sola. Lo so che tante donne e tanti uomini mi vogliono bene. Questo mi aiuta ad alleviare la difficile situazione dalla quale molte volte non vedo vie di uscita e di futuro.

Me lo avevano detto che le difese degli stupratori dicono sempre che le donne erano consenzienti o che sono delle provocatrici. Me lo avevano detto che le difese di questi "bravi ragazzi" cercano di far passare il messaggio che in fondo in fondo ogni donna stuprata è una poco di buono. Io non ci credevo, non volevo crederci. Pensavo che non esistessero persone così ciniche e così cattive, e poi, nel mio caso, pensavo, c'e' la cartella clinica che dimostra la violenza che è stata esercitata contro di me.

Invece è successo anche a me, in una trasmissione televisiva il maschio viene giudicato non colpevole, io consenziente, da sola mi sono provocata i segni di strangolamento, le tumefazioni e le lacerazioni alla mia vagina.

Io ero una ragazza tranquilla, con il mio lavoro e la mia vita. Maledetta la scelta di passare la sera di capodanno a quella festa. Avevo lavorato fino alle ore 22 del 31 dicembre. Finito il mio turno, con un gruppo di amici abbiamo deciso di andare a Roma. Vorrei non esserci mai stata.

Oggi ho paura di tutto. Ho paura di camminare da sola. Ho paura del buio, ho paura del mio futuro. Vai ad una festa, un "bravo ragazzo" ti violenta e da allora cambia la tua vita. Ed il brutto è che cambia anche la vita della tua famiglia. Cara Daniela, lo so che non mi debbo vergognare, ma non è facile. Mi vedo sempre osservata, giudicata, condannata. potrò dimenticare? Potrò ritornare a fare una vita normale? Avevo iniziato, ci stavo provando, e poi quella trasmissione televisiva, quella sentenza senza potermi difendere, mi ha fatto tornare indietro.

Ora ho bisogno di dimenticare. Sono fiduciosa che sarà il vero processo a darmi giustizia. nel frattempo spero di avere un po' di pace. Forse il silenzio sul mio caso mi potrà aiutare.


Ribadisco per l'ennesima volta la mia vicinanza alla vittima e insieme a me ci sono molte altre donne e altrettanti uomini (insieme abbiamo lanciato un appello nel post precedente, perciò chiedo a chiunque voglia commentare di farlo nel post precedente, grazie).

Siamo con te, ti abbracciamo forte, non smetteremo mai di sostenerti.

Messo in luce da wonderely alle 14:25 di domenica, 29 marzo 2009


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IL CONSENSO SECONDO I MASCHI

(e volutamente scrivo maschi, e non uomini)


Sono anni che loro, e le loro difese, ce lo spiegano, in Tribunale, e sotto i Tribunali, con i fan-club degli stupratori per un giorno, ragazzi per bene nella vita. E, spesso e volentieri, ce lo spiegano pure i giudici nella motivazione delle sentenze. A volte, ci tocca sentircelo dire anche dai politici.
Si, perchè in fondo le donne sono tutte puttane, prima ti seducono e poi non te la danno, te la danno e non gli va bene, allora ti accusano di stupro. Ma in fondo si capiva, c'era consenso, una bella scopata la volevano.
Ci sarebbe materiale tale da scrivere un Vangelo, sul consenso sessuale secondo i maschi.
E sulla voglia di impunità per chi si vede protagonista di avances sessuali, di reati sessuali.
Dallo sdoganamento della pacca sul culo allo stupro dell'amica o della conoscente che accetta il passaggio a casa (chiaro segno che ci sta, è ovvio!).
E' un fatto di sicurezza. La sicurezza che la conosci, ti dà attenzioni, e quindi te la dà, lo vuole.
E' chiaro come il sole. Cazzate che poi ti accusi di stupro, ci mancherebbe altro !
Ci sarebbe da scrivere un Vangelo sul concetto di consenso all'atto sessuale secondo i maschi.
Meglio. Ci sarebbe da scrivere un trattato che trova conforto in dati statistici, che non mi stanco mai di snocciolare nei miei incontri, e in analisi criminologiche in lingue straniere, che qualcuno prima o poi dovrebbe impegnarsi a tradurre e diffondere, posta la preoccupante assenza di una analisi di genere in questo campo e in quello giuridico in Italia.
Oppure un bel saggio: L'attualità del consenso, questo grande sconosciuto. Ma anche: Se me la dai c'è consenso. Poi ne faccio quel che voglio. Sottotitolo: il maschio sono io, so cosa piace a una donna.
E invece ci troviamo qui a leggere indignati l'ennesimo caso di cronaca. L'ennesima difesa, quella classica "Lei ci stava". Ci stava perchè mi ha fatto entrare, ci stava perchè mi ha provocato, ci stava perchè....Chiaro segno che ci stava: le lesioni, gli ematomi dei pugni, gli urli.
Ma certo ! VIS GRATA PUELLAE! Eh, lo dicevano pure i latini! Alle donne piace prenderlo, e pure prenderle mentre lo prendono...perchè è normale che la donna si difenda, se non si difende è proprio una puttana!
Pensiero universale questo, comune a tutte le culture.
Un immaginario collettivo fertile, che, come mi ribadivano pure i ragazzi di un liceo ieri, mentre si parlava di violenza maschile sulle donne e ruoli e stereotipi di genere, "vende" (vedasi relish, D&G..., snuff movies...).
Lo sdoganamento e la connivenza nei confronti della cultura dello stupro uccide. Uccide la soggettività delle donne, la loro sfera di libertà, di benessere psicofisico, di azione sociale e politica che non sia quella di manovalanza pura. Il femminicidio è un crimine di stato, è un crimine di lesa umanità nel momento in cui le Istituzioni tutte condividono, tollerano, o non sono in grado di contrastare questa cultura che uccide la soggettività delle donne in quanto donne, che propone alle masse modelli stereotipati e discriminatori.
Non lo dico io che la cultura dello stupro in sè rappresenta una violazione dei diritti umani delle donne, e che non contrastare questa cultura equivale a tollerare tali violazioni (prima di aumentare le pene per chi compie violenza, e fare campagne contro la violenza sulle donne, bisognerebbe fare campagne per cambiare la cultura che sottende quelle violenze, e proporre un modello diverso di relazioni tra uomini e donne, nel privato come nel pubblico).
[...]

dal blog di Barbara Spinelli - avvocato


Sugli articoli dei giornali, riguardo lo stupro di Capodanno, abbiamo letto diverse notizie: abbiamo letto che tra i due c'è stato un rapporto consensuale, si dice anche che sarebbe stato un rapporto consensuale sfociato in uno stupro, altri dicono che il gip ha espresso parere favorevole alla scarcerazione, mentre il pm si è detto contrario, poi hanno detto che il ragazzo non è riuscito ad avere un rapporto completo e quindi ha picchiato selvaggiamente la ragazza, causandole ferite per cui è stata ricoverata in ospedale, ecc ecc.

Ma ieri, leggendo un articolo davvero molto divertente (perché l'autore ci ha davvero ricamato sopra una bella storiella, volendo potrebbe anche scriverci un libro giallo, magari vende bene, chi lo sa...), ho trovato una frase curiosa, che penso meriti di essere riportata: «Non c’è stato uno stupro per come comunemente s’intende, ma una violenza grave per la quale il ragazzo pagherà pesantemente», ha detto il suo avvocato Francesco Bergamini. Ebbene, che cos'è uno stupro per come comunemente s'intende?

Prima di tutto diamo la definizione di stupro, poi procediamo ad analizzare il "come comunemente si intende": lo stupro è un rapporto sessuale non consensuale. Può includere la penetrazione di una qualunque parte del corpo con un organo sessuale o la penetrazione dell'apertura vaginale o anale con qualsiasi oggetto o parte del corpo. Comprende l'uso della forza, la minaccia dell'impiego della forza o la coercizione. Qualsiasi penetrazione è considerata uno stupro. Un tentativo di stupro che non termina con la penetrazione è considerato un tentativo di stupro. (Medici Senza Frontiere). 

E ora passiamo al "come comunemente si intende". Innanzitutto, nella nostra mentalità, è stupro solo se viene compiuto da stranieri sconosciuti e per strada: e per stupro intendiamo la penetrazione completa, se entra solo "un po'" non va già bene, in alcuni casi andranno a misurare al millimetro quanto c'è stata penetrazione. Sappiate però che, per alcuni giudici, la penetrazione non basta, ci vuole anche l'eiaculazione (e questo quindi esclude la penetrazione con oggetti o altre parti del corpo che non siano l'organo sessuale maschile). È stupro solo se la donna ha lacerazioni ben evidenti, molto profonde e se arriva mezza morta in ospedale. Anche in questo caso, la penetrazione da sola non basta: ci vogliono anche pugni, calci, traumi cranici e chi più ne ha, più ne metta; a volte non basta nemmeno questo e vi diranno che se non volevate prenderle dovevate fare a meno di difendervi, però se non vi sarete difese, vi diranno che allora ci stavate (e voi vi chiederete: ma io che devo fare? niente, dovrete accettare l'assoluzione dello stupratore, va così). È stupro solo quando la vittima è una ragazza perbene, una brava ragazza, con l'imene intatto per la precisione, di sicuro non può essere una puttana: eh no, perché le puttane non vedono l'ora di essere violentate...come, non lo sapevate? Sono lì che aspettano il loro turno! Poi, se una ragazza ubriaca viene stuprata, lo stato di ebbrezza viene valutato come un'aggravante per la vittima, mentre se è lo stupratore ad essere ubriaco per lui è un'attenuante, questo è poco ma sicuro...e potrei andare avanti all'infinito con esempi del genere (QUI ci sono alcune sentenze che provano che non dico balle)... Ecco lo STUPRO, come comunemente s'intende, descritto perfettamente anche da Barbara Spinelli....

Sinceramente, stare a puntualizzare su cose del genere mi fa abbastanza SCHIFO: non lo farei se non fosse necessario, ma siccome la mentalità sugli stupri è quella che è, sono costretta a farlo. Non mi stupisco di sentire giustificazioni, non mi stupisco nemmeno di sentire Alemanno dire che ce la siamo presa tutti con un innocente: be certo, se consideriamo lo stupro nei termini sopra descritti e se ci dimentichiamo che la ragazza è stata picchiata e ricoverata in ospedale, allora possiamo davvero dire che è innocente, poverino. Poi se contiamo l'alcool e la droga, come si fa a dargli la colpa? No, non si può, la colpa è della ragazza che se l'è andata a cercare, l'avrà provocato, l'avrà fatto incazzare e quindi lui l'ha menata di brutto, ma tutti continuano a dire che è un bravo ragazzo. Infatti i bravi ragazzi si divertono a picchiare le ragazze e a mandarle in ospedale, è il loro hobby preferito, soprattutto se non riescono ad avere un rapporto completo...anche questo non lo sapevate? 

Non c'è da stupirsi se nessuna donna si sognerà mai di denunciare uno stupro. Vi basterà fare un giro nella maggior parte degli ospedali, nelle questure, nei tribunali per rendervi conto da soli di come queste donne vengano umiliate, derise e colpevolizzate, di come la loro vita privata venga messa in piazza per trovare una sola ragione di "meritato stupro" e quindi non-stupro.

Lo stupro che non è stupro...non per come lo intende la nostra società...il che è tutto dire...e intanto sentiamo sempre parlare uomini, uomini e uomini, mentre le vittime non hanno diritto di parola, come se la questione degli stupri riguardasse sempre e solo loro: i maschi; sono loro che decidono quando è e quando non è stupro, sono loro che dettano legge, sono loro che fanno tutto: fanno decreti anti-stupri e poi si lamentano che non vanno bene, fanno campagne razziste e poi dicono che non bisogna fare distinzioni di nazionalità, fanno cortei nelle strade contro gli stupri e quando una donna denuncia il marito violento neanche la prendono in considerazione...del parere dell'altra metà del cielo, vittima di violenze di ogni genere, pregiudizi e discriminazioni, se ne fregano tutti, anzi, ci fanno pure passare per bugiarde: finché non hanno il nostro cadavere non ci credono...il parere delle donne non conta, noi siamo condannate a subire e basta.

**********

Io e alcune donne di splinder abbiamo pensato di utilizzare internet e questo blog per lanciare un appello alla vittima di questa violenza:

La giustizia non c'è, le istituzioni non ci sono, MA CI SIAMO NOI. Tutte le donne che sono state vittime di violenza e non hanno avuto giustizia sono con te. Speriamo che queste parole possano arrivarti, speriamo che tu ti faccia aiutare, che non ti chiuda in te stessa, perché qui fuori ci sono un sacco di persone che ti crederanno, che non ti faranno sentire in colpa, che non ti giudicheranno. CI SIAMO NOI E SIAMO CON TE.

Ti abbracciamo forte tutte quante, tutte, una per una, lasciamo qui la nostra firma, per dirti che NOI CI SIAMO E PER GRIDARE SEMPRE PIÙ FORTE IL NOSTRO NO A TUTTE LE VIOLENZE!

wonderely

lunablu17

CHECCO1995

anneheche

DoriDori

a44a

Herta1971

rosalea

88apetta88

MushaOujo

rosa87

Carmen

serenacocco

Messo in luce da wonderely alle 10:11 di venerdì, 27 marzo 2009


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Voi sapete che io non do molto peso ai commenti anonimi, perché penso che se una persona vuole esprimere la sua opinione debba almeno avere il coraggio di dichiarare chi è. Comunque sia, prima mi è arrivato questo commento anonimo riguardo al caso di Davide Franceschini, lo stupratore di Capodanno. Nel post precedente ho parlato di come gli stupratori italiani vengono giustificati, mentre quelli stranieri vengono messi in carcere anche senza prove. L'immagine del post riguarda le statistiche sullo stupro, presa dal sito di RAINN (Rape Abuse & Incest National Network), un'associazione americana che si occupa di abusi e violenze sessuali, secondo cui 15 stupratori su 16 sono liberi: consiglio a tutti la lettura del sito, che è in inglese (un sito così ben fatto in italiano non esiste).

Veniamo al dunque. Il commento che ho ricevuto è stato questo:

Ho appena sentito che Franceschini è stato scagionato dall'accusa di stupro grazie all'analisi del dna, secondo la quale non c'è stato alcuno stupro. Resta comunque indagato per violenza privata (i segni sulla ragazza farebbero pensare ad un ceffone dato in stato di ebrezza). No comment su quel porco dell'austriaco (e per fortuna che gli stranieri sono migliori degli italiani!).
Evitate solo di strumentalizzare e generalizzare, grazie.

Rispondo con gioia a questo commento. Di come i giornali siano capaci di rigirare la realtà a loro piacimento l'abbiamo visto molte volte. Di come le donne non vengano credute dopo uno stupro l'abbiamo visto altrettante volte. Abbiamo anche parlato di donne che, non essendo credute, si sono suicidate: solo dopo la loro morte hanno iniziato a credergli, a pensare che sì, forse, magari era davvero uno stupro, che sì, forse, magari era il caso di ascoltarle, ma ormai era troppo tardi.

Davide Franceschini ha confessato lo stupro, ha detto di essere pentito e questo è bastato affinché ottenesse gli arresti domiciliari. È stato successivamente portato in carcere e di nuovo scarcerato, perché il Gip ha deciso che «le lesioni più gravi non fossero volute, ma siano state invece frutto di un gesto violento, compiuto durante un rapporto consensuale, per un moto di rabbia e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ed alcoliche che rendevano lo stesso Franceschini poco in grado anche di valutare gli effetti del gesto». Aggiungo che la ragazza vittima dello stupro è stata selvaggiamente picchiata e ricoverata in ospedale per qualche giorno: non mi risulta che un ceffone produca danni tanto gravi, come invece sostiene il nostro anonimo.

Le cose vanno così: se la vittima è ubriaca la colpa è sua, se lo stupratore è ubriaco la colpa è ancora della vittima; è sempre colpa di qualcosa o di qualcuno, non della persona che compie il gesto, perché è davvero una rottura prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Ottimo direi. In base a cosa il rapporto sia stato reputato consensuale non ci è dato sapere. I Gip hanno il potere di decidere anche questo, come quando una donna è stata ritenuta consenziente perché indossava i jeans.

Inoltre, io non ho mai sostenuto che gli stranieri sono migliori degli italiani: forse è meglio che l'anonimo si rilegga i miei articoli e cerchi di capirli, invece di interpretarli a suo piacimento. Dire che non bisogna fare differenze di nazionalità non significa sostenere che uno straniero è meglio di un italiano: anche un bambino dell'asilo arriva a comprendere un concetto così semplice.

Termino di rispondere al commento citando un bellissimo articolo di Femminismo a Sud e dico per finire a mister X che qui non si generalizza e non si strumentalizza. Qui si commenta la realtà per quella che è, non per quella che vi propinano giorno dopo giorno e che vi inculcano a forza nella testa, affinché voi crediate che solo gli stranieri stuprano, solo gli stranieri sono delinqueni e che esistono DNA di razza. Caro anonimo (e tutti quelli come lui), leggi e metti in moto i neuroni:



Stupro consensuale: l'ossimoro che salva gli uomini

Non so se ve ne siete accorti/e: il giudice per le indagini preliminari che si è occupato dello stupro romano di capodanno ha già emesso una sentenza prima del processo e ha stabilito la condanna. Lei, la stuprata, è condannata senza appello, senza contraddittorio, senza difesa. Da una presunzione di innocenza per l'imputato (lui, arrestato perchè reoconfesso del reato di stupro) si è passati ad una presunzione di colpevolezza per la ragazza che ha subito lo stupro. Lo stupro sarebbe stato consensuale. Ferite, tagli e colpi inferti sarebbero stati causati da un rapporto very hard sulla spinta della droga. A bologna questa cosa l'abbiamo già sentita ma non ci ricordiamo di un giudice che si fosse permesso di mettere in piazza ipotesi di questo tipo date in pasto alla stampa per insistere sulla colpevolizzazione della ragazza.

Dopo questa indegna campagna d'opinione pro stupro quante saranno le ragazze che eviteranno di denunciare? Volevate sapere come si costruisce una cultura dello stupro? In questo modo. Esattamente così. 

Tutto porta ad un processo pubblico, alla violazione sistematica della privacy della vittima, ad una modalità irrispettosa di trattare questa questione fino al punto di definire la vittima poco decorosa e "consensuale" rispetto ad uno stupro. Prendiamo atto di questo: che la nuova corrente di pensiero ha inventato una nuova formula di relazione sessuale. Lo stupro consensuale. Un concetto che va oltre l'ossimoro. E' follia pura, di quella cattiva, di quella che mette al palo le donne e accende le fiamme sotto.

D'altronde in italia vengono punite anche quelle che la legge riconosce in quanto vittime, come la donna vittima di stupro da parte del suo capo che è rimasta senza lavoro e non sa come campare mentre lui (che l'ha licenziata) si è beccato due anni e mezzo e continua la sua vita.

Intanto a Brescia abbiamo l'ultimo femminicidio: una donna è stata uccisa dal suo ex che l'ha ammazzata, ha avvisato la polizia informando sulla sua intenzione di suicidarsi. Lui è italiano, la stampa parla della sua disperazione, quasi comprensiva e pietosa, verso questo individuo che non poteva rassegnarsi all'idea di essere stato lasciato dalla donna. E di disperazione in disperazione le donne muoiono a decine, centinaia, migliaia. Perchè tanta comprensione per i carnefici (se sono italiani) e nessuna comprensione per le donne uccise e stuprate?

Chi mette le armi in mano di questi uomini, chi istiga, chi li protegge, chi li coccola? Perchè muoiono e sono stuprate così tante donne? Se prima non vi era chiaro ora spero che lo sia di più. La responsabilità è degli uomini. La responsabilità è di una cultura. Le ronde non servono a niente. Il securitarismo non serve a niente. Noi continuiamo a morire, ad essere stuprate e a non essere credute.



Detto questo, ognuno pensi ciò che vuole. Io penso quello che voglio e lo scrivo qui, mettendo tanto di nome e di contatto, perché se esprimo la mia opinione me ne prendo tutta la responsabilità, al contrario invece di chi gira per internet, non sa cosa fare e per occupare il tempo lascia commenti anonimi, evitando di riflettere su tutto quello che gli sta intorno.

Pubblico qui il commento di una mia cara amica, che esprime molto bene l'indignazione delle donne:

Tanto ormai se metto la gonna me la cerco,se metto i pantaloni ero consenziente, se li guardo in faccia li sfido, se guardo a terra ero distratta, se cerco di difendermi "è normale che l'abbia uccisa" se non lo faccio "perchè non ti sei difesa?vuol dire che non avevi da ridire!", se sono carina "non dovevi girare sola", se sono brutta "non sei contenta che qualcuno ti abbia trovato attraente?"...
e mi fermo qua...

Per concludere, ci tengo a sottolineare che io sostengo la ragazza vittima dello stupro, le sono vicina, checché ne dicano tutti gli utenti anonimi del mondo (e non), perché questo modo vigliacco di negare le violenze lo conosco bene e ha già fatto fin troppe vittime.

Messo in luce da wonderely alle 13:58 di domenica, 22 marzo 2009


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Argomenti trattati nel post: razzismo, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, la mia opinione, aggressione, stereotipi, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, sentenze shock

Ricorderete tutti lo stupro di Primavalle: oggi si è scoperto che il DNA ritrovato sulla vittima non corrisponde con quello del romeno accusato del reato. Ecco che tutto comincia di nuovo a vacillare, ecco che quello che all'inizio è stato ritenuto uno stupro utile, per essere ben strumentalizzato a fini razzisti, ora non conta più niente. Ora si può anche cominciare a screditare la vittima, a farla sentire in colpa, ci si può arrabbiare con lei perché ha rovinato l'ennesimo piano diabolico di strumentalizzazione delle violenze sulle donne. Potrete pensare che esagero, che dico fesserie, che nessuno potrebbe mai fare una cosa del genere, perché sarebbe a dir poco disumano e incivile...eppure è stato fatto, e anche molto bene (leggete QUI prima di proseguire), con quel pizzico di furbizia che rivolta la realtà e la manipola a suo piacimento.

Prendo in prestito un articolo da Femminismo a Sud, in cui la vicenda è stata spiegata davvero benissimo. Attenzione: alla fine dell'articolo potreste avere disturbi di stomaco o veri e propri rigurgiti a seconda della vostra indignazione.


Al rogo la stuprata!

Come si mette una pezza ad un errore - diciamo - di frettolosità sulla storia degli stupri romani? Rivelando - senza alcun rispetto per la privacy - quanti e quali rapporti ha avuto la donna che non ha dato ragione alla questura. Chiaro.

La decenza in questa faccenda non è rintracciabile neppure se la pensiamo come avventura ai confini della realtà.

Agli occhi di chi sta all'esterno questa cosa puzzava sin dall'inizio. L'abbiamo detto in pochi/e e per ragioni diverse. C'e' chi come noi afferma la necessità di un garantismo e di una mentalità non securitaria e giustizialista che fa pagare ad un singolo, il mostro, le responsabilità di una intera cultura dello stupro che mai verrà messa in discussione. C'e' invece chi sostiene la certezza della pena e tuttavia capisce che la pena dovrebbe essere certa per tutti e che dovrebbe essere comunque garantito il rispetto per i diritti degli accusati, senza razzismi e discriminazioni, senza criminalizzazioni di intere etnie, senza alibi forniti a quanti rendono inumani i romeni, come fu per gli ebrei, per riuscire meglio ad aggredirli, bruciarli, cacciarli, condannarli, bambini e bambine incluse/i.

Si sono susseguiti i colpi di scena, i comunicati da "io pensavo, credevo, volevo, ero sicuro". Poi i comunicati autorevoli da "noi pensiamo che loro erano lì..." dove il "pensiamo" non è suffragato di prove.

Processi sommari fatti in tivvu' dove Bruno Vespa si permette di dire che i romeni vengono a delinquere qui perchè le nostre carceri sarebbero più confortevoli e il tg2 continua nella sua opera di revisionismo oramai diventato puro negazionismo quando afferma (servizio dell'11 marzo tg2 20.30) che la seconda guerra mondiale è scoppiata perchè i comunisti hanno invaso la polonia (dunque i nazisti erano andati ad aiutare i polacchi e inghilterra e stati uniti erano alleati dei comunisti in questa aggressione bellica?!?!? Curioso.).

Processi sommari che partono da conferenze stampa in violazione dei minimi diritti dell'imputato, non più presunto come si pretende sia definito un qualunque accusato per stupro di nazionalità italiana, ma il "biondino" e il "pugile". Istigazione al linciaggio, alla aggressione indiscriminata di persone romene, alla criminalizzazione di un intero popolo, promossi da certa stampa. Fascismo allo stato puro anche se dirlo non fa effetto e a taluni sembra esagerato, perchè.... già, il fascismo non c'e' più, così dicono, e semmai dovesse tornare lo farebbe bussando, identificandosi e chiedendo permesso.

Prove che dovrebbero essere coperte dal segreto istruttorio buttate in piazza. L'avesse fatto un qualunque giornalista a proposito di una inchiesta riguardante, che so, il presidente del consiglio, già sarebbe sotto inchiesta. Invece qui non c'e' inchiesta, non c'e' neppure adesione a quella riforma della giustizia (alfano) che praticamente sostiene tutto il contrario di quello che si è fatto in questi giorni. Mica per garantismo. Solo per tutelare gli indiziati o gli accusati qualora questi sono nomi papabili.

Infine eccola la bordata. La donna stuprata a Primavalle, quella che poteva rappresentare la salvezza, che poteva confermare in calcio d'angolo (mi scusino gli sportivi per la metafora calcistica usata a sproposito) l'impianto accusatorio contro biondino e pugile dice che non è sicura. Allora - giusto per dire di che donna stiamo parlando - bene rivelare che l'esame del dna non conferma un tubero di niente ma è anche ottimo dire di chi è il dna "rinvenuto" nel corpo della signora. Così, per sport. Si specifica anche l'ora del rapporto avuto e in qualche passaggio si insinua il sospetto che se l'unico dna sopravvissuto è quello, nonostante la signora dice di essersi lavata, allora... chi lo sa...

Regole elementari dell'ambiente forense. Se il testimone non collabora allora bisogna renderlo inattendibile e come lo si rende inattendibile? Alludendo, insinuando il sospetto, consegnando la testimone alla stampa e al pubblico ludibrio.

Ed eccolo un qualunque Bruno Vespa che immaginiamo con il suo tenero strofinio di mani a chiedere alla signora, che speriamo non si presti mai a questo spettacolo indecente, quanto si era lavata e a che ora aveva copulato e se aveva goduto e se il dna era di egiziano come mai ella si intratteneva in simili relazioni.

La donna - si dice - avrebbe fatto sesso con un africano. Questa non è una notizia che in ambiente fascista la rende simpatica, proprio no. Anzi potrebbero persino pensare che se l'e' meritato, lo stupro, per avvenuto tradimento della razza. La notizia non esce fuori fino a che la donna può forse essere utile a tenere in carcere un romeno (romeno vince africano, sappiatelo). La notizia esce fuori quando la donna non è più utile a tenere in carcere il romeno (stupratore non romeno non vince africano, proprio no).

Si scoprisse che è stato un italiano a stuprarla quello avrebbe subito un argomento da usare in aula in sua difesa: "signori della corte, pensate forse che degnerei di simili attenzioni una baldracca che se la fa con un africano?".

Comunque finirà questa storia saranno sempre le donne ad aver perso. Solo loro. Ed è peggio di quello che potevamo immaginare. Gli uomini sanno fare male, anzi malissimo. Le donne - dopo uno stupro - quando non servono a nessuno - restano sempre sole, anzi vengono consegnate al giudizio del popolo.

Al rogo la stuprata. Al rogo la stuprata. Non ci serve più.

Noi ci fermiamo a piangere. Donna di Primavalle siamo con te e con tutte le donne che subiscono violenza. Siamo con te.

Sipario

Messo in luce da wonderely alle 18:18 di giovedì, 12 marzo 2009


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