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Stamattina su buona parte dei giornali si parlava per l'ennesima volta di stupri, ma stranamente in modo diverso: qualcuno si è degnato di diffondere i dati veritieri (e sottolineo veritieri, quindi non fomentati da stereotipi) riguardo la violenza sulle donne. Secondo il Viminale il 60,9% degli stupratori è italiano, il 7,8% romeno e il 6,3% è marocchino.

Qualcuno potrà chiedersi: ma come? Allora cosa mi hanno fatto credere i giornali e i telegiornali fino a poco tempo fa? Non era mica tutta colpa dei clandestini? Non era mica tutta colpa dell'immigrazione? Non servivano mica le ronde a risolvere il problema? Eh no, mi spiace per voi, dovete rendervi conto che vi hanno preso in giro per l'ennesima volta, facendovi credere quello che per loro era più comodo in quel momento e nascondendo per bene la realtà dei fatti.

Purtroppo è andata così: vi hanno preso per i fondelli. Come vedete i romeni (che secondo l'opinione pubblica commettono la stragrande maggioranza degli stupri) rappresentano il 7,8%, seguiti dai marrocchini con il 6,3%. 

Quei bravi ragazzi italiani, quelli che vogliono andare in giro a fare le ronde per marcare il territorio (potrebbero anche fare qualche pisciatina qua e là per marcarlo meglio), quelli che fanno cortei e protestano perché devono difendere le "loro" donne (già, perché le donne da che mondo e mondo appartengono a qualcuno di sesso maschile), quelli che si raggruppano in folle inferocite, gridano "bastardi" e vogliono linciare i romeni, quelli che riempiono la città di manifesti razzisti con lo slogan "proteggiamo le donne" e palle varie, proprio quelli rappresentano il 60,9% degli stupratori.

A quanto pare ci troviamo immersi in un mare di ipocrisia, che serve solo ed esclusivamente a giustificare il razzismo e non ha nulla a che vedere con il rispetto per il genere femminile: noi donne non abbiamo bisogno di questi energumeni. Siamo in grado di lottare e di difenderci da sole. Non siamo bamboline intimorite e spaventate. Siamo leonesse con tanto di attributi! Non dipendiamo dai machi che sulla nostra pelle si macchiano di violenze contro chi è di nazionalità diversa dalla loro. Noi non siamo più disposte a tollerare che il nostro corpo venga sempre sfruttato per i motivi più svariati! È ora di dire basta!

È stato interessantissimo leggere ieri sul Corriere della Sera l'editoriale di Dacia Maraini, che riportava la domanda di una ragazza che si chiedeva come facesse a distinguere un gruppo di stupratori da un gruppo di rondaioli. La risposta è solo una: non è possibile, ma visti i tempi che corrono la preoccupazione più grande è mettere il piede dentro casa. In quel caso, se succedesse qualcosa, se il vostro fidanzato/marito/compagno vi mettesse le mani addosso, se vostro padre vi stuprasse, non importerebbe proprio a nessuno.

E visto che la violenza non si placa mai, nemmeno con le ronde, tanto meno grazie ai cortei di forza nuova, informiamoci un po' sui fatti dell'ultimo periodo:

A Ercolano, in provincia di Napoli, un uomo di 63 anni è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su minore.

Sempre a Napoli un ragazzino di 12 anni è stato violentato da un uomo di 52 anni, dipendente comunale.

A Bologna un imprenditore edile è stato condannato a 5 anni di reclusione per violenza sessuale su una donna romena che lavorava per lui.

A Trani un uomo andrianese è stato arrestato per violenza sessuale su una ragazza di 20 anni e per violenza privata e molestie a carico di altre quattro donne, alcune delle quali minorenni.

A Senigallia una ragazza di 17 anni ha denunciato di essere stata stuprata da un coetaneo fuori da una discoteca, mentre gli altri suoi amici stavano a guardare.

A Milano una donna di 83 anni è stata aggredita e violentata da un ragazzo di 26 anni; ricoverata in ospedale è morta poco dopo.

A Carini, in Sicilia, è stato arrestato un uomo di 50 anni che faceva prostituire la moglie e la figlia.

A Trento un pediatra è stato sospeso per due mesi dall'incarico con l'accusa di violenza sessuale ai danni di due ragazze di 14 e 20 anni, entrambe affette da un lieve ritardo mentale.

A Matera è stato arrestato un 72enne con l'accusa di violenza sessuale su minore.

A Roma sono stati arrestati 11 bulgari che portavano in Italia minorenni da vendere come spose.

Sempre a Roma una ventenne è stata stuprata tutta la notte da un uomo; questa mattina è riuscita a fuggire e a dare l'allarme.

A Taranto tre persone, tra cui il padre della vittima, sono state arrestate per violenze, anche sessuali, ai danni di una disabile; gli abusi si sarebbero protratti per dieci anni.

A Treviso, madre e figlioletta sono state trovate sgozzate in casa; indagato per omicidio l'ex convivente.

Queste sono solo alcune delle violenze registrate negli ultimi giorni. Come si può notare non c'entra nulla la nazionalità degli aggressori, né l'età delle vittime. La violenza non ha nazionalità, né età, né classe sociale e lo dimostrano i fatti. Deriva sempre e comunque dalla mancanza di rispetto nei confronti della dignità e della libertà di donne e bambini, che sono visti come soggetti deboli, da comandare, sottomettere e (ab)usare.

Diffidate da chi vi inculca nella testa boiate razziste. Non diventate marionette di idioti fascisti, non fatevi plagiare da queste teste di bip. Diffidate soprattutto da chi fa battute vomitevoli sostenendo che si deve affibbiare ad ogni bella ragazza italiana un soldato come guardia del corpo e rincara la dose aggiungendo che non si deve mai perdere il senso dell'umorismo. Penso che nessuna di queste vittime ora stia ridendo, alcune non potrebbero nemmeno farlo visto che non ci sono più.

Prima di concludere però vorrei per l'ennesima volta (e non mi stancherò mai di farlo) ricordare a tutte le donne che leggono qui che chiunqe vi faccia del male non lo fa per amore. Chi ama non picchia e non violenta. Le violenze subite in famiglia e nella coppia non sono accettabili, bensì sono da denunciare e da perseguire, perché abusare della propria moglie/fidanzata/compagna/figlia è un fatto gravissimo e intollerabile. Nessuno ha il diritto di calpestare la vostra libertà. E soprattutto non vergognatevi mai di niente, non sentitevi mai in colpa: gli unici colpevoli sono gli animali che vi fanno questo, gli unici che si devono vergognare sono proprio loro! Forza e coraggio a tutte quante. La vostra vita è più importante di qualsiasi altra cosa: vivetela. Non fatevela portare via da chi dentro ha solo il vuoto e cerca di colmarlo rubando l'anima a chi finge di amare. L'amore è libertà e rispetto, di sicuro non è oppressione e non è violenza.

Disabiliterò i commenti al post: quello che mi importa non è che qualcuno venga qui e mi scriva il solito "sì, hai ragione". Mi importa, invece, che questo post sia uno spunto di riflessione per tutti. Per imparare ad usare la propria testa e a non farsi condizionare da chi è interessato solo a strumentalizzare le violenze, prendendosi gioco delle vittime, per giustificare ulteriori violenze nei confronti di chi non c'entra niente.

Magari mi illudo, ma spero davvero che qualcuno sia capace di farlo.

Vignetta presa da QUI.

Messo in luce da wonderely alle 20:13 di mercoledì, 25 febbraio 2009


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Argomenti trattati nel post: antifascismo, razzismo, molestie, maltrattamenti, violenza domestica, prostituzione, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, inciviltĂ , la mia opinione, aggressione, bambine, stereotipi, femminicidio, uxoricidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, spose bambine, violenza su figlia

A Roma pochi giorni fa una coppia di fidanzatini è stata aggredita in un parco: i malviventi hanno picchiato lui e stuprato lei, una giovane ragazza di 14 anni. Le vittime hanno riferito che gli assalitori erano con tutta probabilità stranieri e nella capitale si è subito scatenata la furia cieca e razzista di alcune persone che, a volto coperto, hanno aggredito quattro stranieri a caso.

Si tratta ovviamente di animali che hanno colto al volo la triste vicenda di uno stupro per accanirsi senza pietà su persone innocenti, la cui unica colpa è la nazionalità sul passaporto. Non so se sia peggio chi stupra o chi arriva a sfruttare uno stupro per esternare il proprio io razzista: sta di fatto che stiamo parlando di delinquenti sia nel primo che nel secondo caso. Non hanno nulla di diverso: la violenza li accomuna.

In questi giorni, con mio grande rammarico, ho notato che i telegiornali hanno dedicato ampio spazio a questa terribile violenza, ma hanno lasciato da parte molte altre violenze che forse è il caso di ricordare, perché per queste vittime nessuno parla, nessuno protesta, nessuno si indigna. Forse perché i colpevoli sono italiani, forse perché alcuni di questi reati avvengono in famiglia e forse perché non servono granché a far credere a tutti gli italiani che si tratta sempre e solo di un problema di immigrazione.

Quanta ignoranza. Quanta stupidità. Ma soprattutto: che vergogna.

Violentata a 9 anni

PALERMO - Aveva appena 9 anni quando la violentarono. Erano sei: due adulti e quattro ragazzini poco più grandi di lei. Capitò nella primavera di due anni fa ma solo ieri i carabinieri hanno messo le manette agli aguzzini. Gente di Palermo che abitava nel quartiere della bambina, che conosceva i suoi genitori.

"Hanno abusato di lei fra l'aprile e il giugno del 2007", dice il giudice del Tribunale per i minori. Lo ha detto la bambina ai volontari del centro sociale dove la madre l'aveva accompagnata per proteggerla dai sospetti che circolavano in paese.
(Continua)

Fano: 34enne adesca 15enne in chat e la violenta

Fano - L'ha conosciuta su internet. L'ha convinta all'incontro. L'ha portata in un albergo e poi l'ha violenatta. Un 34enne di Cuneo è stato arrestato dalla polizia, avvertita dal personale dell'hotel, che lo ha sorpreso mentre stava usando violenza alla studentessa 15enne. È accaduto sabato scorso a Fano, ma la notizia è stata resa nota solo oggi. L’uomo, operaio, aveva conosciuto la ragazzina sul web un paio di anni fa. (Continua)

Tredicenne stuprata resta incinta e abortisce

BOLZANO - Sarà molto difficile dare un volto ad uno stupratore che a Bolzano ha violentato una ragazzina di appena 13 anni. La vittima della violenza era rimasta incinta ed aveva dovuto subire un aborto. Dopo che l'aggressione era stata denunciata, gli inquirenti si sono affrettati a sequestrate il feto, ma al momento dell'esame del Dna presso il laboratorio del Ris di Parma si è scoperto che la sostanza con la quale il feto asportato era stato conservato aveva distrutto la traccia genetica che avrebbe potuto condurre all'identità del padre naturale. (Continua)

Stuprata e venduta dal padre

Una 21enne ha denunciato il padre per aver abusato di lei quando era una bambina e per averla 'venduta' ai suoi amici in cambio di soldi o di regali. La ragazza ha chiesto di potersi costituire parte civile nel processo contro l'uomo al fine di ottenere un risarcimento pari a 500.000 euro per i danni morali e psicologici subiti. (Continua)

Mentre la strada si riempie di soldati e perditempo con le loro "ronde", mentre tutti credono che gli italiani sono dei santi con tanto di aureola e gli stranieri meritano di essere fucilati, mentre succedono tutte queste cose, con molta probabilità in qualche casa si sta consumando lo stupro di una bambina da parte del padre, dello zio, del nonno, qualche "compagno di scuola" starà violentando una coetanea e qualche ex fidanzato starà possedendo con la forza la sua ex fidanzata perché, appunto, non accetta di essere un ex.

Per queste vittime tutto tace; queste violenze non sono "utili" e non vale quindi la pena riportarle. Ma soprattutto questo non è un problema da risolvere.

Stiamo andando alla deriva...

Leggi anche:

---- > Decalogo per donne stuprate

----> Adolescenti stupratori? No, solo influenzati dagli stranieri

----> Anche i moralizzatori stuprano?

----> Gli stupratori sanno scegliere: solo belle ragazze italiane!

Foto presa da QUI.

Messo in luce da wonderely alle 15:47 di lunedì, 16 febbraio 2009


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Franca Rame è un’attrice teatrale, drammaturga e politica italiana. Negli anni 70 ha preso parte al movimento femminista. Per la sua attività politica, il 9 marzo del 1973 è stata rapita, violentata e seviziata da un branco di estremisti di destra. La sua terribile esperienza è stata ricordata da lei stessa nel lavoro Lo Stupro. La Rame è una delle tante donne che non hanno ottenuto giustizia, in quanto la sentenza per il suo stupro è arrivata esattamente 25 anni dopo il fatto: questo ha permesso la prescrizione del reato. Per chi non lo sapesse, la prescrizione è l’estinzione del reato stesso.

Pochi mesi fa lo stupro della donna è stato ricordato a Roma con la frase oscena “A Franca Rame le è piaciuto”, scritta su un muro da "uomini" codardi, che si sono intimoriti nel vedere di nuovo le donne in piazza a difendere i loro diritti (per leggere l'intero post cliccate QUI). Scritte simili sono apparse anche poco tempo fa a Bologna: questa foto è del 30 maggio 2008...


Dopo questa breve introduzione, vi propongo un video.

In questo video vedrete e sentirete Franca Rame raccontare lo stupro subito; sotto il video pubblico anche il testo Lo Stupro, redatto dalla donna. Vi consiglio di soffermarvi sia sul video che sul testo. Non ci sono parole per descrivere ciò che si prova ascoltando o leggendo: è AGGHIACCIANTE. È la testimonianza VERA di una donna coraggiosa, che non si è mai tirata indietro.

Se non mi fossi informata di persona, nessuno mi avrebbe raccontato la storia di Franca Rame. Questo mi sconvolge: che una vergogna del genere possa cadere nel dimenticatoio. Si è trattato di uno stupro di stato, ordinato dai vertici della Divisione Pastrengo dei Carabinieri (leggi QUI). Chi può diffonda il video e il testo, chi può non si nasconda, perché il maschilismo e il disprezzo delle donne sono ancora vivi nella nostra società, anche se tutti vogliono farci credere il contrario, anche se tutti additano gli "stranieri" come incivili e stupratori.


AVVISO: Sia il video che il testo possono urtare le persone più sensibili.

 

 

"LO STUPRO" di FRANCA RAME
Lo stupro
Al centro dello spazio scenico vuoto, una sedia.
PROLOGO
FRANCA RAME: Ancora oggi, proprio per l’imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la “fortuna” di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie. Nell’ultima settimana sono arrivate al tribunale di Roma sette denunce di violenza carnale.
Studentesse aggredite mentre andavano a scuola, un’ammalata aggredita in ospedale, mogli separate sopraffatte dai mariti, certi dei loro buoni diritti. Ma il fatto più osceno è il rito terroristico a cui poliziotti, medici, giudici, avvocati di parte avversa sottopongono una donna, vittima di stupro, quando questa si presenta nei luoghi competenti per chiedere giustizia, con l’illusione di poterla ottenere. Questa che vi leggo è la trascrizione del verbale di un interrogatorio durante un processo per stupro, è tutto un lurido e sghignazzante rito di dileggio.
MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere... una inconscia soddisfazione?
POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione?
GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato?
MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta?
AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida?
GIUDICE Non ha pensato che i suoi gemiti, dovuti certo alla sofferenza, potessero essere fraintesi come espressioni di godimento?
POLIZIOTTO Lei ha goduto?
MEDICO Ha raggiunto l’orgasmo?
AVVOCATO Se sì, quante volte?
Il brano che ora reciterò è stato ricavato da una testimonianza apparsa sul “Quotidiano Donna”, testimonianza che vi riporto testualmente.
Si siede sull’unica sedia posta nel centro del palcoscenico.
FRANCA C’è una radio che suona... ma solo dopo un po’ la sento. Solo dopo un po’ mi rendo conto che c’è qualcuno che canta. Sì, è una radio. Musica leggera: cielo stelle cuore amore... amore...
Ho un ginocchio, uno solo, piantato nella schiena... come se chi mi sta dietro tenesse l’altro appoggiato per terra... con le mani tiene le mie, forte, girandomele all’incontrario. La sinistra in particolare.
Non so perché, mi ritrovo a pensare che forse è mancino. Non sto capendo niente di quello che mi sta capitando.
Ho lo sgomento addosso di chi sta per perdere il cervello, la voce... la parola. Prendo coscienza delle cose, con incredibile lentezza... Dio che confusione! Come sono salìta su questo camioncino? Ho alzato le gambe io, una dopo l’altra dietro la loro spinta o mi hanno caricata loro, sollevandomi di peso?
Non lo so.
È il cuore, che mi sbatte così forte contro le costole, ad impedirmi di ragionare... è il male alla mano sinistra, che sta diventando davvero insopportabile. Perché me la storcono tanto? Io non tento nessun movimento. Sono come congelata.
Ora, quello che mi sta dietro non tiene più il suo ginocchio contro la mia schiena... s’è seduto comodo... e mi tiene tra le sue gambe... fortemente... dal di dietro... come si faceva anni fa, quando si toglievano le tonsille ai bambini.
L’immagine che mi viene in mente è quella. Perché mi stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza voce. Non capisco cosa mi stia capitando. La radio canta, neanche tanto forte. Perché la musica? Perché l’abbassano? Forse è perché non grido.
Oltre a quello che mi tiene, ce ne sono altri tre. Li guardo: non c’è molta luce... né gran spazio... forse è per questo che mi tengono semidistesa. Li sento calmi. Sicurissimi. Che fanno? Si stanno accendendo una sigaretta.
Fumano? Adesso? Perché mi tengono così e fumano?
Sta per succedere qualche cosa, lo sento... Respiro a fondo... due, tre volte. Non, non mi snebbio... Ho solo paura...
Ora uno mi si avvicina, un altro si accuccia alla mia destra, l’altro a sinistra. Vedo il rosso delle sigarette. Stanno aspirando profondamente.
Sono vicinissimi.
Sì, sta per succedere qualche cosa... lo sento.
Quello che mi tiene da dietro, tende tutti i muscoli... li sento intorno al mio corpo. Non ha aumentato la stretta, ha solo teso i muscoli, come ad essere pronto a tenermi più ferma. Il primo che si era mosso, mi si mette tra le gambe... in ginocchio... divaricandomele. È un movimento preciso, che pare concordato con quello che mi tiene da dietro, perché subito i suoi piedi si mettono sopra ai miei a bloccarmi.
Io ho su i pantaloni. Perché mi aprono le gambe con su i pantaloni? Mi sento peggio che se fossi nuda!
Da questa sensazione mi distrae un qualche cosa che subito non individuo... un calore, prima tenue e poi più forte, fino a diventare insopportabile, sul seno sinistro.
Una punta di bruciore. Le sigarette... sopra al golf fino ad arrivare alla pelle.
Mi scopro a pensare cosa dovrebbe fare una persona in queste condizioni. Io non riesco a fare niente, né a parlare né a piangere... Mi sento come proiettata fuori, affacciata a una finestra, costretta a guardare qualche cosa di orribile.
Quello accucciato alla mia destra accende le sigarette, fa due tiri e poi le passa a quello che mi sta tra le gambe. Si consumano presto.
Il puzzo della lana bruciata deve disturbare i quattro: con una lametta mi tagliano il golf, davanti, per il lungo... mi tagliano anche il reggiseno... mi tagliano anche la pelle in superficie. Nella perizia medica misureranno ventun centimetri. Quello che mi sta tra le gambe, in ginocchio, mi prende i seni a piene mani, le sento gelide sopra le bruciature...
Ora... mi aprono la cerniera dei pantaloni e tutti si dànno da fare per spogliarmi: una scarpa sola, una gamba sola.
Quello che mi tiene da dietro si sta eccitando, sento che si struscia contro la mia schiena.
Ora quello che mi sta tra le gambe mi entra dentro. Mi viene da vomitare.
Devo stare calma, calma.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”. Io mi concentro sulle parole delle canzoni; il cuore mi si sta spaccando, non voglio uscire dalla confusione che ho. Non voglio capire. Non capisco nessuna parola... non conosco nessuna lingua. Altra sigaretta.
“Muoviti puttana fammi godere”.
Sono di pietra.
Ora è il turno del secondo... i suoi colpi sono ancora più decisi. Sento un gran male.
“Muoviti puttana fammi godere”.
La lametta che è servita per tagliarmi il golf mi passa più volte sulla faccia. Non sento se mi taglia o no.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”.
Il sangue mi cola dalle guance alle orecchie.
È il turno del terzo. È orribile sentirti godere dentro, delle bestie schifose.
“Sto morendo, – riesco a dire, – sono ammalata di cuore”.
Ci credono, non ci credono, si litigano.
“Facciamola scendere. No... sì...” Vola un ceffone tra di loro. Mi schiacciano una sigaretta sul collo, qui, tanto da spegnerla. Ecco, lì, credo di essere finalmente svenuta.
Poi sento che mi muovono. Quello che mi teneva da dietro mi riveste con movimenti precisi. Mi riveste lui, io servo a poco. Si lamenta come un bambino perché è l’unico che non abbia fatto l’amore... pardon... l’unico, che non si sia aperto i pantaloni, ma sento la sua fretta, la sua paura. Non sa come metterla col golf tagliato, mi infila i due lembi nei pantaloni. Il camioncino si ferma per il tempo di farmi scendere... e se ne va.
Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti. È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male... nel senso che mi sento svenire... non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo... per l’umiliazione... per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello... per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero... mi fanno male anche i capelli... me li tiravano per tenermi ferma la testa. Mi passo la mano sulla faccia... è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca.
Cammino... cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura.
Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. I polizioti... gente che entra, che esce... Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora... Sento le loro domande. Vedo le loro facce... i loro mezzi sorrisi... Penso e ci ripenso... Poi mi decido...
Torno a casa... torno a casa... Li denuncerò domani.
Buio.


testimonianza da "il quotidiano donna" 1973

Fonte: Il Blog di Franca Rame

Messo in luce da wonderely alle 11:16 di lunedì, 29 settembre 2008


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Dopo circa due settimane di pausa, il blog riprende il suo percorso. Prima di iniziare, vorrei ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno lasciato commenti, che mi hanno scritto privatamente, che si sono tenute informate sulla mia situazione; prometto che passerò di blog in blog per ringraziarvi di persona e comunicarvi anche che sono tornata .


Non perdo ulteriore tempo, vado subito al dunque con l'argomento del post: l'omicidio di Giovanna Reggiani.

Il primo novembre 2007, il Corriere della Sera scriveva:

ROMA- E' morta Giovanna Reggiani, la donna aggredita, seviziata e gettata in un fosso nella periferia romana. Romulus Nicolae Mailat, il romeno di 24 anni fermato, è accusato di omicidio volontario, come scrivono nella richiesta di convalida del fermo il procuratore aggiunto della capitale Italo Ormanni e il sostituto Maria Bice Barborini. Lui, come ha riferito il senatore del Prc Salvatore Bonadonna che è andato a trovarlo in carcere, nega ogni violenza: «Ho rubato una borsetta alla stazione di Tor di Quinto - ha detto -. Nessuna violenza, guardate le analisi, nessuna violenza». Giovanna Reggiani si è difesa dal suo aggressore con tutte le forze che aveva. Lo ha spiegato il capo della squadra mobile romana, Vittorio Rizzi, sottolineando che l’arrestato, Nicolae Romulus Mailat, è stato trovato con il volto sanguinante e con numerosi graffi sulla schiena.

La vittima, ha detto il vice-sovrintendente della Polizia Antonio Selli, che di notte coordina la Polizia giudiziaria del commissariato Ponte Milvio, «era con i pantaloni abbassati e senza mutandine. Aveva un maglione nero tirato su. Era sotto la pioggia battente e l'abbiamo coperta con un telo». Selli è stato uno dei cinque poliziotti che martedì sera ha soccorso Giovanna Reggiani e arrestato il suo aguzzino.

TRAUMA CRANICO-FACCIALE - Un primo esame medico legale, eseguito dal professor Luigi Cipolloni dell'Università La Sapienza nominato consulente dal procuratore aggiunto Italo Ormanni, ha stabilito che è stato un trauma cranico-facciale a determinare l'emorragia endocranica che ha causato prima il coma e poi la morte di Giovanna Reggiani. Le lesioni e le fratture evidenziate dalla Tac potrebbero essere state inferte anche con un corpo contundente («un sasso o con il suo stesso ombrello») oltre che con le violente percosse.

Continua a leggere



Oggi, 25 settembre 2008, nell'aula bunker di Rebibbia, inizia il processo contro l'assassino di Giovanna Reggiani, accusato di omicidio volontario, rapina e violenza sessuale.

Mi auguro che questo non sia l'ennesimo "processo-farsa", in cui alla fine l'imputato viene condannato a pochi anni e in breve tempo si ritrova libero, pronto per nuocere a qualcun altro. Possa marcire in galera l'assassino, possa creparci in galera. Giovanna Reggiani è stata uccisa in modo terribile: picchiata, seviziata e gettata in un dirupo agonizzante.

Mi risparmio le opinioni su cosa avvenne dopo l'omicidio, ovvero le rappresaglie e i pestaggi da parte di persone ignoranti, che hanno colto al volo il pretesto di una donna uccisa per sfogare le loro ire razziste.

Per Giovanna Reggiani e per tutte quelle come lei, dobbiamo pretendere giustizia, ma soprattutto dobbiamo pretendere che le violenze sulle donne non vengano mai più strumentalizzate a fini politici. Dobbiamo prentendere che un assassino o uno stupratore vengano puniti severamente (in Italia la giustizia per le vittime di violenze è solo teoria), al di là della loro "razza" o del colore della pelle.

In un paese come l'Italia, dove le donne sono considerate oggetti (un esempio lampante è la mercificazione del corpo femminile in televisione o sulle riviste) e subiscono abusi soprattutto in famiglia (l'Italia detiene il triste primato in materia), con quale coraggio si può pretendere di "insegnare la civiltà" a un popolo (secondo troppi "diverso" e reso, quindi, il capro espiatorio), quando i primi incivili, bigotti e arretrati siamo proprio noi?


La violenza sulle donne non ha "razza".

Giovanna Reggiani deve avere giustizia perché è stata uccisa, e non perché a ucciderla è stato un romeno.


Per non dimenticare Giovanna e la sua sofferenza...

 Questo pensiero vola a lei e a tutte le donne che si sono viste strappare la vita in modo violento e vigliacco.

Messo in luce da wonderely alle 12:06 di giovedì, 25 settembre 2008


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Ho già la nausea prima di cominciare, comunque leggete qui, non voglio rovinarvi la "sorpresa" (articolo tratto dal blog di Rosa):

Roma, 18 giu. (Apcom) - "Altro che più sicurezza per le donne in città, gli emendamenti salva-Berlusconi sospenderanno anche i processi per stupro. Ormai è chiaro che la repressione della violenza sessuale e la sicurezza delle donne nelle città sono state solo la bandiera che il governo ha usato per emanare misure aventi tutt'altro scopo": lo afferma Vittoria Franco, senatrice e ministro ombra delle Pari Opportunità del Pd.
"Dopo aver cancellato le risorse per il piano antiviolenza che prevedeva più prevenzione e più centri antiviolenza, dopo aver bocciato tutti i nostri emendamenti sullo stalking e contro la violenza sessuale, ora il governo Berlusconi compie l'ultimo passo contro le donne", sottolinea Franco. "I processi per i reati di stupro, aggressione, lesioni, cioè i processi che riguardano reati che colpiscono le donne, rientrano clamorosamente tra quelli per cui è prevista la sospensione di un anno. Se non che, dal momento che la legge prevede che il dibattimento venga riavviato con lo stesso collegio altrimenti si ricomincia tutto daccapo, è fortemente probabile che moltissimi dei processi per gli stupri commessi prima del 30 giugno 2002 finiranno con un nulla di fatto".
"I reati infatti cadranno in prescrizione nel frattempo. Ma non basta. Tra i reati per cui è prevista la precedenza assoluta nei processi la violenza sessuale semplice non rientra. Questo significa una cosa molto chiara: la lotta contro la violenza sessuale è stata solo una bandiera per il governo Berlusconi. Non è affatto vero che il pacchetto sicurezza è stato varato anche per dare più sicurezza alle donne, ma l'esatto contrario. Crediamo che quello che sta succedendo è di una gravità inaudita. Non ha niente da dire la ministra Carfagna? Noi continueremo a dare battaglia nel Parlamento e nel Paese".


QUESTA DONNA E TANTE ALTRE

COME LEI NON AVRANNO GIUSTIZIA

MALEDETTI STRONZI, BASTARDI, FASCISTI, PEZZI DI MERDA FATE SCHIFO!

GOVERNO STUPRATORE! VAFFANCULO!

LA GIUSTIZIA NON ESISTE, QUINDI CI PENSIAMO NOI.

CONSIGLIO A TUTTE LE DONNE:

            ANDATE SU INTERNET (per esempio QUI) E COMPRATEVI UNO SPRAY AL PEPERONCINO BELLO POTENTE COSÌ LO SPRUZZATE IN FACCIA (NEGLI OCCHI MI RACCOMANDO!) AL PEZZO DI MERDA CHE VI VUOLE STUPRARE! QUESTI BASTARDI VOGLIONO RENDERE LEGALE LO STUPRO SOSPENDENDO I PROCESSI E FACENDOLI CADERE IN PRESCRIZIONE (per chi non lo sapesse la prescrizione è l’estinzione del reato, quindi è come se lo stupro non ci fosse mai stato), QUINDI CI PENSIAMO NOI D’ORA IN POI A DIFENDERCI.

DA QUESTI MALEDETTI SCHIFOSI PEZZI DI MERDA NON AVREMO GIUSTIZIA, NON AVREMO PROPRIO UN BEL NIENTE, SOLTANTO UNA STRONZA COME LA CARFAGNA CHE CI DICE “ma la famiglia è un luogo sicuro”.

VAFFANCULO PEZZI DI MERDA INFAMI CHE NON SIETE ALTRO!

QUESTI MERDOSI NON L’HANNO ANCORA CAPITO CHE CAZZO VUOL DIRE ESSERE VIOLENTATA PER UNA DONNA.
DOBBIAMO ASPETTARE CHE VENGA VIOLENTATA LA FIGLIA DI UN POLITICO PER OTTENERE QUALCOSA? PERCHÈ DELLE ALTRE NON VE NE FOTTE UN CAZZO? FATE SCHIFO, FASCISTI DI MERDA, CREPATE! ANDATE A FANCULO!

DONNE, NON ESITATE A COLPIRE UN FIGLIO DI UN CANE CHE VUOLE STUPRARVI. SE NE AVETE L’OCCASIONE TAGLIATEGLI PURE I COGLIONI. AMMAZZATELO, CHE TANTO UNO STUPRATORE NON MERITA NEMMENO DI STARE AL MONDO. VI DISTRUGGE LA VITA SE RIESCE A STUPRARVI. DISTRUGGETE LA SUA PRIMA CHE POSSA FARLO!


DOBBIAMO ARRIVARE A QUESTO PUNTO, PERCHÉ ORMAI TUTTI CI PRENDONO SOLO PER IL CULO. INCIVILI PEZZI DI MERDA! A MALI ESTREMI, ESTREMI RIMEDI.


ps: un consiglio ai COGLIONI che sono venuti qui a rompermi le palle perché ho detto che delle donne in realtà non interessa niente a nessuno: ORA VEDETE DI SMAMMARE, MI AVETE ROTTO LE PALLE CON LE VOSTRE PAROLE DA RAZZISTI BASTARDI (perché per voi solo i romeni stuprano). ANDATE A FANCULO INSIEME A QUEL NANO DI BERLUSCONI. QUI DA ME A SCRIVERE STRONZATE NON CI VENITE PIÙ! COGLIONI CHE NON SIETE ALTRO!

VAFFANCULO!
Messo in luce da wonderely alle 00:27 di giovedì, 19 giugno 2008


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Non è mai finita quando si tratta di manifesti obbrobriosi. Poco tempo fa vi avevo mostrato come a Roma pensano di difendere le donne scrivendo a caratteri cubitali “Non desiderare la donna d’altri” e ora, purtroppo, mi tocca segnalare un’altra indecenza prodotta da menti deliranti. Da notare in primis come il manifesto sia stato realizzato da uomini (idioti) per altri uomini (altrettanto idioti): lo capiamo subito leggendo la frase “se fosse tua madre, tua moglie, tua figlia?”. Donne è inutile, noi apparteniamo agli uomini: pure se veniamo stuprate a perderci sono solo loro. Di noi, chi se ne frega. Chissà a cosa servono queste scritte all’80% delle donne che subiscono violenza, visto che avviene in famiglia. Possono solo pensare “Be grazie, tanto è mio marito che pensa a picchiarmi”, oppure “Tanto è mio padre che pensa a violentarmi”.

Nella vita ho imparato che ci sono tre tipi di persone. Quelle che capiscono subito, quelle che capiscono dopo che gli spieghi le cose e quelle che non capiscono mai. Chi ha prodotto questo schifo sta nella terza categoria; forse non riesce a capire o forse gli fa comodo non capire. Non sono bastati i dati ISTAT, non è bastato dire che ogni due giorni in famiglia muore una donna, non è bastato sottolineare che più è stretta la relazione tra carnefice e vittima, più è alta la possibilità che si consumi la violenza: sembra di parlare con dei muri.

La violenza sulle donne non è solo stupri, la violenza sulle donne è violenza fisica, violenza psicologica, violenza economica. La violenza sulle donne è anche la mercificazione dei nostri corpi, la violenza sulle donne sono gli insulti nascosti dietro a battutine sarcastiche, la violenza sulle donne è tutto il maschilismo. La violenza sulle donne è l’indifferenza delle istituzioni. Ma visto che qui ci siamo fissati con gli stupri, allora parliamo di questi. Ecco la realtà: i partner sono responsabili  della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica e sessuale. Il 69,7% degli stupri è infatti opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è ad opera di estranei (e qui rientrano quindi gli immigrati). Questi sono i dati ISTAT, non mi sto inventando niente.

Parliamoci chiaro, prima che insorgano polemiche inutili e stupide. Io non difendo gli immigrati criminali e non mi sognerei mai di farlo. Però è una presa in giro trasformare il problema della violenza sulle donne in un problema di immigrazione. Io non faccio differenza tra uno stupratore italiano e uno straniero: per me sono entrambi fecce dell’umanità. Non giustifico nessuno stupro da parte di immigrati dicendo che è commesso da persone povere che hanno bisogno d’aiuto: poveri o no sono dei criminali bastardi, che meritano di essere rispediti al loro paese. Ma non mi sognerei mai di far passare il messaggio sbagliatissimo che solo gli immigrati (non conosciuti dalla vittima) commettono questo genere di reati. Mi sembra che i dati sopra citati parlino chiaro.

Ci tengo anche a dedicare due righette a Forza Nuova, che si prodiga così tanto nella difesa delle donne. Hanno un rispetto innato per le donne che li porta ad insultarle se provano a contraddirli. Parlo per esperienza, perché non ho potuto azzardare la frase “in italia le donne non vengono tutelate in niente” che mi hanno riempita di insulti, non solo per me, ma anche sulla mia famiglia. Non scherziamo per favore, non prendiamoci in giro. Io sinceramente me ne frego degli insulti di un gruppo di fascistelli balordi e maleducati che sono talmente cocciuti da arrivare a negare l’evidenza. Appena gli poni la domanda: “Ma la legge contro la violenza domestica dov’è? E la legge contro lo stalking?”, non rispondono più. Ecco bravi state zitti che mi fate un favore.

I razzisti ignoranti non si smentiscono mai. I razzisti ignoranti sono quelli che se una donna viene stuprata da un romeno fanno saltare fuori un putiferio e poi stanno zitti se una ragazza di 14 anni viene massacrata da tre suoi amici italiani; stanno zitti se una donna viene uccisa dall’ex marito che continua a perseguitarla, stanno zitti se una ragazza indifesa subisce stupri di gruppo per dieci mesi, stanno zitti davanti a una donna incinta ammazzata dal marito. I razzisti ignoranti sono quelli che trattano le donne come puttane e sono contenti di vedere Mara Carfagna alle pari opportunità (perché almeno il governo è sexy) e poi fanno finta di difendere le donne organizzando pestaggi ai danni dei rom. I razzisti ignoranti sono quelli che pretendono che le donne dicano sempre sì agli uomini senza mai ribattere, altrimenti le insultano (o gli fanno di peggio). I razzisti ignoranti sono quelli che vedono una donna solo se è bella e sexy, altrimenti nemmeno la considerano: può morire quella, tanto non vale niente. Questi sono i razzisti ignoranti. I razzisti ignoranti sono feccia.

I razzisti ignoranti hanno prodotto questo schifo. Io non mi faccio zittire da un gruppo di razzisti ignoranti che fingono di interessarsi a un argomento così delicato e sofferto come la violenza sulle donne, per fare propaganda xenofoba. Non sanno niente di niente e parlano a vanvera, giusto per parlare, giusto per dare aria alla bocca. Leggete, informatevi, conoscete le vittime e i loro carnefici, conoscete la sofferenza, conoscete le lacrime, conoscete la paura, conoscete l'angoscia e dopo (solo dopo) parlate.

Messo in luce da wonderely alle 13:11 di sabato, 24 maggio 2008


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Dopo gli ultimi fatti di cronaca nera riguardanti le donne si è di nuovo aperto il capitolo “problema sicurezza in Italia”. Solo la settimana scorsa a Milano è stata violentata una ragazza americana da un egiziano conosciuto in una discoteca, mentre pochi giorni fa a Roma una studentessa di 30 anni è stata accoltellata e stuprata da un romeno. Gli animi si sono subito scaldati, soprattutto tra gli esponenti della Lega Nord, che hanno proposto di espellere tutti gli stranieri dall’Italia. Io mi sono posta questa domanda: ma c’è un vero interesse per la tutela delle donne oppure questo è il pretesto per organizzare “spedizioni punitive” contro persone che non c’entrano niente?

Se davvero i leghisti vogliono tutelare le donne dalla violenza, cosa ci facevano alle manifestazioni dell’8 marzo a urlare: “Venite qui t*** che vi stupriamo!”? È questo il rispetto delle donne? L’unico messaggio che colgo da tutto questo è che le donne italiane possono essere picchiate e stuprate solo da uomini italiani, a quel punto nessuno parla più. Una settimana fa a Milano in Stazione Centrale una ragazza 17enne ha rischiato di essere stuprata da un uomo di 38 anni sieropositivo, tra l’indifferenza dei passanti: qualcuno si è accanito così tanto su questo stupratore? Ovviamente no: è italiano, quindi può stuprare. Cosa vogliamo dire dell’uomo italiano che ha ucciso la moglie incinta all’ottavo mese di gravidanza? E dell’uomo, sempre italiano, che ha ucciso una ragazza 20enne incinta al nono mese perché non voleva che la sua famiglia sapesse del bambino?

La violenza sulle donne è un argomento talmente delicato che sarebbe meglio informarsi prima di parlare. È doveroso ricordare che il 69,7% degli stupri è opera di partner, l’80% delle violenze si consuma in famiglia e in Italia le donne vittime di violenza domestica sono 7 milioni: tutti questi atti di violenza sono compiuti da ITALIANI e ci tengo davvero tanto a sottolinearlo. Perché quando è un italiano a compiere un reato del genere tutti stanno zitti e muti? Anzi no, a dirla tutta, gli italiani non vengono neanche puniti: su 100 stupratori denunciati alle autorità solo 1 viene infine condannato (tenendo conto che le violenze denunciate rappresentano solo il 7% di quelle totali).

Ora, io non voglio essere buonista perché penso che se una persona commette un reato deve sempre essere punita, sia straniero che italiano. Se dobbiamo espellere i clandestini e tutti gli immigrati che non rispettano le nostre leggi io sono d’accordissimo (senza prendersela con tutti gli immigrati regolari), però non vorrei mai che si individuasse lo stupratore solo nello straniero, perché la realtà è ben diversa! La maggior parte degli stupratori sono italiani e sono ben conosciuti dalla vittima: più è stretto il rapporto tra carnefice e vittima, più è alta la possibilità che si consumi la violenza. Apriamo gli occhi su questo e non viviamo di stereotipi!

Un altro appunto va fatto sull’idea del braccialetto antistupro orridamente suggerita da Francesco Rutelli. Questo aggeggio dovrebbe essere indossato dalle donne, che possono usufruirne per chiedere aiuto alla polizia in caso di aggressione. Come se noi donne fossimo oggetti con l’antifurto incorporato: questa non è un’idea, ma una grandissima presa in giro, anzi, un’umiliazione per tutte le donne. Se il nostro stato ha davvero così a cuore la questione femminile perché non si impegna a controllare di più le strade? Perché non mette in galera sul serio gli stupratori? Perché se una donna va a denunciare il marito violento invece di riderle in faccia non la ascoltano?

Infine, vorrei parlare una volta per tutte dello spray antiaggressione: in Italia è illegale! È considerato alla pari di un’arma da fuoco e per quale motivo? Perché essendo urticante potrebbe causare un danno all’aggressore: assurdo! Un “uomo” può violentare una donna e lei non ha nemmeno il diritto di difendersi? È questo lo stato che ha a cuore la salute e l’incolumità delle donne? Direi proprio di no. Credo che questo sia invece uno stato in cui tutti puntano il dito verso gli “stranieri” e non si degnano nemmeno di guardare quello che combinano i cari italiani (che santi non sono)
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Messo in luce da wonderely alle 15:15 di mercoledì, 23 aprile 2008


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Quello che leggerete qui di seguito è tratto dal sito di Controviolenzadonne. Sono talmente schifata che non trovo neanche le parole per commentare, quindi voglio pubblicare questo testo non scritto da me, che però esprime in tutto e per tutto il mio punto di vista.

“A Franca Rame le è piaciuto” e “Onore a Rudolf Hess”. La mattina di sabato 23 febbraio gli studenti del liceo Mamiani di Roma hanno trovato sul muro della loro scuola queste due scritte firmate con una croce uncinata. Le ragazze e i ragazzi del Mamiani, sono andati tutti insieme a cancellare le scritte poi si sono riuniti in assemblea e prontamente hanno diffuso un comunicato firmato “Studenti antifascisti del Mamiani”, condannando e denunciando l’accaduto. Le scritte sono la reazione dei fascisti alla settimana di mobilitazione indetta dagli studenti in tutti i licei romani in seguito all’aggressione subita da un loro compagno. Venerdì 22 le compagne e i compagni del Mamiani erano sfilati in corteo per le strade del quartiere Prati a Roma, passando davanti alle sedi e ai luoghi di ritrovo dei fascisti. Le ragazze erano le stesse che avevano partecipato alla manifestazione femminista di Roma dello scoso 14 febbraio e, non è un caso, a quella manifestazione ha partecipato anche Franca Rame.

Compagne, femministe, donne che si occupano di qualcosa che non dovrebbe loro competere: la politica. Il giorno dopo le scritte dei fascisti sul muro del Mamiani.
Le svastiche fanno sempre schifo, qualsiasi cosa firmino, rappresentando il nazismo sono esse stesse un oltraggio alla dignità umana e danno il voltastomaco perché simboleggiano quanto di più vile e infame gli uomini, che pure di cose vili e infami ne hanno nel corso della loro storia prodotte in gran quantità, hanno espresso. Ma stavolta al solito schifo l’ingegno dei topi di fogna (senza offesa per i topi e per le loro residenze) ha aggiunto qualcosa in più. Ai fascisti marcare il territorio con qualche pisciatina/svastica questa volta non bastava, hanno dovuto alzare il tiro.
Cominciano a vedere le donne in piazza troppo spesso, le hanno viste perfino in giro nel ‘loro’ quartiere a manifestare contro di loro, e si capiva che non erano le fidanzatine che i ‘compagni’ si portavano dietro, deve esserci stato un non sò che di autodeterminato in quelle giovani donne che ha letteralmente terrorizzato i fasci.
‘Cos’è che è piaciuto a Franca Rame?’ potrebbero chiedersi le più giovani e meno informate, ‘essere stuprata’ è la risposta. E perché tra tante donne stuprate citare proprio lei? Perché Franca Rame il 9 marzo del 1973 è stata rapita e stuprata da esponenti dell’estrema destra come punizione per la sua attività politica e quella di suo marito Dario Fo, perché il suo fu uno ‘stupro di stato’ , come si seppe in seguito ordinato da quelli che erano allora i vertici della divisione Pastrengo dei Carabinieri.
La Senatrice Franca Rame, una donna che ha fatto e continua a fare politica, ha subito ‘la punizione esemplare riservata al genere femminile’ e ricordare oggi il suo stupro è il monito che i fasci di merda (chiedo scusa ma non ce la faccio a nominarli senza insultarli) rivolgono a quelle come lei, quelle come noi, a tutte le donne che osano alzare la testa occupandosi di questa politica fatta solo di uomini che insieme alla Chiesa è l’espressione sfacciata e feroce del patriarcato che devasta da sempre la vita delle donne. Hanno paura di noi e ormai non riescono più a nasconderlo, sono bastate un po’ di donne in piazza a terrorizzarli, come diceva una compagna sentono “il ruggito della leonessa” , lo sentono sempre più forte e più vicino e tremano. Hanno paura di noi mentre invece a noi loro non fanno più paura. E’ così che deve andare, continuiamo ad alzare la testa, a fare politica, a scendere in piazza, a ‘ruggire’ la nostra ribellione facendoci sentire da loro e dalle altre, finchè l’intero sistema patriarcale non crollerà sotto i nostri occhi.


PER OGNI DONNA STUPRATA E OFFESA SIAMO TUTTE PARTE LESA

A Franca Rame tutta la solidarietà di controviolenzadonne.org

Alle giovani compagne del Mamiani un saluto femminista di lotta.

Laura De Micheli per controviolenzadonne.org


Un po’ di link per saperne di più:

Stupro di stato
http://www.xs4all.nl/~welschen/Archief/rame.html

Stupri: indagato ex terrorista nero
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo325181.shtml

“Lo stupro” testo di Franca Rame
http://www.francarame.it/node/185

“lo stupro e la diffamazione - storie di ordinaria violenza” dal blog di Franca Rame
http://www.francarame.it/node/624

Messo in luce da wonderely alle 12:25 di lunedì, 25 febbraio 2008


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