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ATTENZIONE: Il post seguente può urtare la sensibilità dei lettori.

Una cara sostenitrice di questo blog, Eleyon, che ringrazio, mi ha segnalato una notizia e dei video agghiaccianti.
Prima di pubblicare i video, che io stessa ho avuto difficoltà a vedere, cito una parte di un articolo comparso sul quotidiano La Repubblica del 5 Maggio 2007, che in breve descrive l'accaduto. In questo modo chi non si sente di guardare i video, può comunque essere informato.

BAGDAD - E' stato diffuso su Internet l'agghiacciante filmato che riprende il pestaggio e la lapidazione di Aswad, diciassettenne irachena, uccisa il mese scorso dalla sua famiglia perché colpevole di amare un musulmano.

Nel video, la ragazza giace a terra mentre diversi uomini la prendono a calci e pugni, per poi fracassarle il cranio con una grossa pietra. Chi ha effettuato le riprese ha assistito alla scena senza muovere un dito per soccorrere la giovane, né per impedire alla folla di entrare in casa, prelevarla e consegnarla ai suoi feroci assassini. Tra la folla c'erano anche agenti armati e in divisa della polizia irachena.

Aswad prova a un certo punto ad alzarsi, in uno strenuo tentativo di sottrarsi ai colpi che si abbattono su di lei. Ma la ragazza è esile e stremata e il pugno di un uomo la colpisce per l'ennesima volta, facendola cadere al suolo. Alla fine del video, il corpo straziato della diciassettenne giace sulla strada, con l'unico riguardo che le viene riservato, quello di non lasciarle scoperte le gambe, sulle quali, è stesa una giacca.
Continua

I video che tra poco pubblicherò sono stati censurati da youtube e pubblicati su questo sito. Le scene riprese sono molto violente, è un massacro: ciò che viene descritto nell'articolo è interamente visibile. Perciò, la visione di questi due video è consigliata solo ed esclusivamente ad un pubblico adulto e non impressionabile.

È, inoltre, di pochi giorni fa la notizia di una ventenne lapidata a Mogadiscio per adulterio. La ragazza, incinta, è stata uccisa subito dopo il parto.

Non mi sento di commentare nulla, scusatemi. Sono immagini che parlano da sole. Spero che questo post possa essere uno spunto di riflessione per molti.

Qualsiasi tipo di violenza è da ritenersi esecrabile e chi la giustifica si rende complice di chi commette questi atti.



Messo in luce da wonderely alle 12:29 di domenica, 22 novembre 2009


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Argomenti trattati nel post: uomini, censura, tortura, delitto d onore, notizie internazionali, inciviltĂ , aggressione, lapidazione, femminicidio, discriminazione sessuale


In Gran Bretagna questo spot contro la violenza domestica è stato censurato.

Motivo: è troppo violento.

Già, è troppo violento per chi preferisce chiudere gli occhi e far finta che la famiglia sia un nido d'amore in cui queste cose non possono mai accadere, è troppo violento per chi preferisce IGNORARE determinate situazioni che portano alla MORTE o all'INVALIDITA' PERMANENTE di milioni di donne.

Fa paura guardare in faccia alla realtà. Fa paura pensare che una donna provi DAVVERO sulla propria pelle quelle violenze e molto di più: e lì non ci sono né attori, né telecamere. C'è una donna TERRORIZZATA, una bestia che la ammazza di botte e il silenzio e l'indifferenza tutt'attorno.

Il silenzio e l'indifferenza hanno portato alla censura di questo spot, così come abbiamo assistito lo scorso novembre alla censura di un manifesto contro la violenza sulle donne.

Quello che non piace e dà fastidio si censura...

Fate voi due più due.
Messo in luce da wonderely alle 22:03 di venerdì, 22 maggio 2009


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Argomenti trattati nel post: censura, maltrattamenti, indifferenza, violenza domestica, notizie internazionali, inciviltĂ , la mia opinione, femminicidio, violenza di genere

Guardate bene questo manifesto:

ovviamente, questa immagine ha scatenato numerose polemiche.

Oggi l'ANSA riporta la notizia:

MILANO - Una donna nuda stesa su un materasso bianco nella posa della crocifissione. Per la giornata mondiale contro la violenza sessuale, il Telefono Donna ha scelto un'immagine shock che a Milano, pero', rischia di restare nei magazzini invece di finire sui pannelli di affissione. L'assessore all'Arredo Urbano del Comune, Maurizio Cadeo, ha infatti annunciato che cerchera' in tutti i modi di impedire che il manifesto di Telefono Donna finisca sulle strade.

 ''Faro' tutto quanto e' in mio potere - ha affermato - per evitare l'affissione del manifesto, di cui contesto il messaggio, che lede il sentimento religioso dei cittadini''. La donna raffigurata nel manifesto, che dovrebbe finire su 500 spazi di pubblica affissione del Comune, ricorda inequivocabilmente il Cristo in croce e sopra il drappo che le copre le parti intime campeggia la scritta: ''Chi paga per i peccati dell'uomo?''. ''Chiediamo all'associazione di ritirare il manifesto - ha attaccato Carlo Fidanza, capogruppo di An a Palazzo Marino - perche' una giornata cosi' importante non deve essere svilita da una provocazione del genere''.

Io mi chiedo: il manifesto è davvero blasfemo o le persone vogliono nascondersi dietro a finte scuse?

Dà così fastidio vedere una donna nuda, in croce, che ha subito violenza? Dà così fastidio chiedere chi pagherà per questi odiosi crimini? A quanto pare sì. Dà fastidio, molto. Perché di certi argomenti è meglio non parlare, certi argomenti sono scomodi e soprattutto sono fatti privati.

Una donna violentata o picchiata fa impressione e, se proprio vogliamo interessarci all'argomento, non dobbiamo mai e poi mai mostrare la realtà dei fatti, ma solo citare quattro dati statistici per dimostrare che il problema esiste e poi non facciamo nulla per risolverlo. Parliamoci chiaro, quattro dati ci scivolano addosso: non sono i numeri a dimostrare il dolore e la disperazione. Sono le testimonianze, e perché no le immagini, che DEVONO colpire e farci rendere conto della GRAVITÀ delle violenze.

Ben venga questo manifesto: finalmente un'immagine che tocca perché è potente e fa capire come davvero si sente una donna che subisce violenza. NUDA, ovvero spogliata della sua dignità e della sua libertà. Non è niente di provocatorio, non è niente di blasfemo...è semplicemente la VERITÀ.

Che, a quanto pare, dà ancora fastidio a molti.

Per un manifesto di denuncia si può trovare da ridire, ma nessuno sente lesa la sua "sensibilità religiosa" nel vedere appesi per tutte le strade manifesti pubblicitari, in cui il corpo femminile viene sfruttato per vendere prodotti. Nessuno si indigna nel vedere in televisione vallette a destra e a manca per mostrare le loro grazie...Quando si tratta di questo, nessuno si sente offeso nella sua sensibilità.

Quando invece bisogna parlare di argomenti seri e denunciare atti orribili, che nel nostro mondo "civile" milioni di donne subiscono ogni giorno, allora cambia tutto, e si inizia con le solite insulse polemiche ipocrite e stupide...



Ricordo l'appuntamento:

Messo in luce da wonderely alle 20:43 di venerdì, 14 novembre 2008


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Argomenti trattati nel post: date importanti, censura, libertĂ , maltrattamenti, cattolicesimo, indifferenza, denuncia, violenza domestica, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, la mia opinione, paritĂ , 25 novembre, femminicidio, violenza di genere, manifesto antiviolenza, iniziative femministe