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Allora, allora, allora...eccomi di nuovo qui a scrivere dopo un'altra frenetica settimana, in cui non sono di certo mancate le violenze, le strumentalizzazioni e, perché no, i deliri. Credo che la foto introduttiva esprima benissimo il sentimento di rabbia e insofferenza di tutte le donne italiane, che si sentono "abbastanza" prese per il culo: non per niente per il 7 e l'8 marzo sono in programma molte iniziative interessanti, ma di questo parlerò dopo...

Andiamo con ordine, cominciando dallo stupro della Caffarella: secondo i test effettuati sui campioni di DNA rinvenuti sulla vittima, i due romeni arrestati sarebbero innocenti. È a questo punto che sono iniziati i deliri: secondo un qualche giornalista simpaticone, attraverso il DNA è stato possibile capire che, chiunque siano i colpevoli, sono sicuramente di etnia romena. Probabilmente in un film di fantascienza...i giornalisti non sono praticamente in grado di dare le notizie, diffondono informazioni fasulle e ci pigliano per i fondelli: questo ormai è appurato. Ovviamente, in tutto questo can-can, nessuno si è sognato di chiedersi: ma la ragazzina che è stata stuprata come sta? La verità è che non frega niente a nessuno e di questo non mi meraviglio.

Intanto, la 41enne stuprata a Primavalle il 21 gennaio scorso avrebbe riconosciuto uno dei due romeni accusati della violenza alla Caffarella, Karol Racz,  per cui è scattata un'altra ordinanza di custodia cautelare in carcere. Staremo a vedere come andrà a finire, sperando che non si arrivi di nuovo ai deliri riportati sopra. Come sempre, mi auguro che, al di là di tutte queste strumentalizzazioni razziste, le vittime di questi delitti siano assistite, aiutate e seguite. Io lascio sempre e comunque in bella vista l'elenco dei centri antiviolenza presenti in Italia, in cui è possibile trovare tutto l'aiuto necessario. Nessuno ve lo dirà mai, perché sono troppo trogloditi per farlo, ma sappiate che questi centri esistono e le persone che ci lavorano vogliono davvero aiutarvi!

Proseguiamo con le violenze della settimana: a Capo d'Orlando un 50enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su una 40enne. A Modica un 32enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale sulla convivente e maltrattamenti in famiglia. Già nel 2007 era stato condannato per gli stessi reati. A Favara, in provincia di Agrigento, un uomo 45enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di due minorenni. A Brindisi un uomo è stato condannato a 10 anni di carcere per lo stupro di due donne. A Firenze una ragazza di 16 anni ha denunciato di essere stata stuprata nei bagni di una discoteca.

A Napoli un uomo di 31 anni è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su una bambina di 6, mentre a Milano un ragazzina di 14 anni è stata violentata ripetutamente dal patrigno ed è rimasta incinta. A Eboli un uomo di 50 anni è stato arrestato per aver violentato la figlia e condannato a 3 anni e due mesi di carcere: una pena tutta da ridere. Ogni tanto mi chiedo se i giudici ci sono o ci fanno, qualcuno dovrebbe andare in aula a gridargli nell'orecchio: "Guardate che ha stuprato la figlia! Non so se vi rendete conto!". Buona notte. A Milano una giovane è stata stuprata nei bagni di un supermercato. Intanto a Firenze si continua ad indagare sulla vicenda di stupro fuori da una discoteca ai danni di una ragazza di 17 anni.

Ulteriori violenze sulle donne si consumano negli ospedali, dove viene negata la prescrizione della pillola del giorno dopo e l'interruzione volontaria della gravidanza. È di pochi giorni fa la lettera di una donna che descrive il suo aborto terapeutico, alla 21esima settimana, tra dolori lancinanti e medici incuranti perché obiettori. C'è davvero da vergognarsi.

Notizie di violenze ai danni di donne arrivano anche dall'estero: in Gran Bretagna una ragazza si è recata alla polizia per denunciare uno stupro ed è stata nuovamente stuprata dal detective, già denunciato in passato per violenza sessuale; mentre in Brasile una bambina di 9 anni è stata stuprata dal patrigno ed è rimasta incinta: i medici che hanno somministrato i farmaci abortivi alla bambina sono già stati scomunicati dalla Chiesa Cattolica, che ovviamente non perde tempo per dimostrare che della vita di una bambina non gliene frega nulla. Sarò intollerante, ma dico a tutti i vermi che sono d'accordo con la scomunica, che una bambina di 9 anni rischia la vita a portare avanti una gravidanza; mettiamolo in chiaro una volta per tutte. Le vostre convinzioni religiose tenetevele per voi e lasciate stare una bambina di 9 anni, pezzi di merda. Quando si decideranno a scomunicare pedofili e stupratori? Penso mai, visto che la Chiesa ne è satura e li protegge pure...

In vista dell'8 marzo, Medici Senza Frontiere (MSF) ha lanciato il rapporto "Vite Spezzate", che riassume l'esperienza assistenziale nei confronti delle donne vittime di violenze sessuali, basato sulle attività in Liberia, Congo, Burundi, Sud Africa, Colombia e molti altri paesi. I medici offrono alle donne l'aiuto sanitario indispensabile per evitare di contrarre malattie sessualmente trasmesse, come l'AIDS, o per scongiurare l'eventualità di una gravidanza indesiderata. Il rapporto comprende anche una parte dedicata alle vittime di sesso maschile.

Anche Amnesty International mette in primo piano, per questo 8 marzo, il Coraggio delle Donne, con diverse informazioni sulle violazioni dei diritti delle donne in tutto il mondo e vari appelli da firmare.

Tornando in Italia, ecco quali sono gli eventi e le città interessate da manifestazioni, fiaccolate e incontri contro la violenza sulle donne:

7 marzo - Firenze - Manifestazione per essere libere di essere - Informazioni QUI

7 marzo - Bologna - Corteo notturno - Informazioni QUI

7 marzo - Torino - Manifestazione contro la violenza sulle donne e le leggi razziste - Informazioni QUI

7 marzo - Catania - Diamo vita al pacchetto bellezza - Informazioni QUI

7 marzo - Cagliari - Libere di agire, capaci di reagire - Informazioni QUI

7/8 marzo - Bergamo - Donne sull'orlo di una crisi di... - Informazioni QUI

7/8 marzo - Napoli - Niente per cui festeggiare, molto per cui lottare - Informazioni QUI

7/8 marzo - Roma - Unite contro la violenza - Informazioni QUI

8 marzo - Taranto - Presidio contro la violenza sulle donne - Informazioni QUI

8 marzo - Palermo - Il nostro corpo non è un campo di battaglia - Informazioni QUI

8 marzo - Palermo - Non è un paese per donne - Informazioni QUI

8 marzo - Vicenza - Donne in piazza contro la base - Informazioni QUI

Per tutte le altre iniziative potete visitare il sito di Controviolenzadonne.org oppure Zeroviolenzadonne.it

Credo proprio di aver concluso. Buon 8 marzo di lotta a tutte!

Vi ricordate tutti la famosa lettera della Carfagna in cui parla di violenza domestica dicendo che la famiglia è un luogo sicuro e tutte le altre palle? Bene, a questa lettera sono stati lasciati molti commenti (io ne ho lasciati due esprimendo il mio più totale dissenso e chiedendole di dimettersi): alcuni però sono davvero esilaranti, quindi ci tengo molto a confutarli tutti, perché non è possibile giocare su un argomento così delicato come la violenza sulle donne. Prima di iniziare però ci tengo a fare una precisazione:

Questo post è dedicato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a chi dice e pensa ste stupidaggini, ai maschilisti di merda e a tutti gli uomini che si sono permessi nella loro vita di far del male a una donna.


Mi dispiace alzare i toni, ma in questi casi è INEVITABILE. Iniziamo:

 

Il Governo ha fatto bene ad eliminare i fondi per i "centri antiviolenza",per la quasi totalità dei casi queste organizzazioni pagate con i soldi della collettività sono esclusivamente una copertura per i ricatti sessuali e una fonte di guadagno per molte nullafacenti (nulla togliere agli stupri reali naturalmente ).
E' ORA DI FINIRLA CON QUESTA FARSA DEI "DIRITTI DELLE DONNE", le donne non sono al centro del mondo.
Sarebbe ora, quindi, che scendessero anche giù dal piedistallo in quanto in questa società ci vivono anche gli altri che spesso non sono neanche considerati.
Al di la di atteggiamenti lobbystici, quindi, non sarebbe il caso di considerare anche leggi che difendano per esempio i "DIRITTI DEI PADRI SEPARATI", o "IL DIRITTO DI DIFESA DELLA PERSONA UOMO O DONNA CHE SIA" punendo in modo esemplare non solo lo stupratore, ma anche le donne che usano la scorciatoia "del sesso" o intentano "finte molestie" per ricattare oppure farsi mantenere dal prossimo ????

ANDREA BIANCHI

Cominciamo dai centri antiviolenza perché in questo commento sono state fatte affermazioni che assomigliano più a delle calunnie. I centri antiviolenza aiutano DAVVERO le donne maltrattate (E NON SI TRATTA SOLO DI STUPRI!!!!). Questi centri le hanno sapute accogliere e dar loro una protezione, quando tutti gli altri gli hanno voltato le spalle. Le parole di questo “signore” sono una GRANDISSIMA OFFESA per tutte le persone che in quei centri ci lavorano ogni giorno. A tutti quelli che dicono o pensano queste cose vorrei proprio dire: Non buttate merda sul lavoro e l’impegno degli altri perché non avete niente di meglio da dire e perché siete dei frustrati maledetti.

Mi sembra sacrosanto che anche i padri separati debbano avere dei diritti, ma non capisco perché i diritti delle donne diventino una farsa: cosa c'entra una donna maltrattata con un padre che non può vedere i suoi figli? Anche la punizione per ogni reato è OVVIA: come ho sempre detto, qualsiasi violenza deve essere punita, non solo quella sulle donne. Le femministe lottano per i diritti delle donne, ma mica sono cieche per tutto il resto!

Lo sappiamo anche noi che ci sono delle donne che si inventano molestie e ricattano gli uomini: per fortuna le fette di salame sugli occhi non le abbiamo e infatti per queste stronze è più che logico chiedere una punizione adeguata! Ma non è giusto che per colpa di queste qui ci debbano andare di mezzo tutte le altre che soffrono veramente e che subiscono VERAMENTE stupri e violenze.

E poi chi si è messo sul piedistallo? Di certo non le femministe. Sul piedistallo ci stanno da sempre le persone che non meritano di starci, come per esempio la (dis)onorevole Carfagna. Vediamo come una donna che subisce violenza sta sul piedistallo: è già tanto se riesce a mandare in carcere il marito, figuriamoci se può permettersi di stare sul piedistallo. Vediamo come una donna violentata sta sul piedistallo, con tutta la sofferenza che si porta dentro! Ma andiamo avanti, il “bello” deve ancora venire…



BRAVA MINISTRA CARFAGNA,
SONO D'ACCORDO CON LEI NEL SOSTENERE CHE OCCORRE UNA POLITICA A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA, E SOPRATTUTTO A SOSTEGNO DEL RISPETTO E DELLA VALORIZZAZIONE RECIPROCA TRA MASCHI E FEMMINE.

NEGLI ULTIMI DECENNI, I RAPPORTI TRA I GENERI SONO PEGGIORATI CON LA COMPARSA DEL FEMMINISMO. LE FEMMINISTE CON IL LORO ATTEGGIAMENTO EGOCENTRICO E DENIGRATORIO HANNO ROVINATO LA NOSTRA CIVILTA A COMINCIARE DALLA FAMIGLIA E DAI RAPPORTI INTERPERSONALI IN QUANTO IL LORO ODIO VERSO IL GENERE MASCHILE SI MANIFESTA CON IL DIVORZIO E L'ABORTO. LE FEMMINISTE HANNO CREATO LEGGI APPOSTA X FAVORIRE LORO STESSE ED ARRICCHIRSI A SPESE DEL PROSSIMO. CREANDO PROFONDO DISAGIO A DONNE E UOMINI CHE CREDONO NELLA FAMIGLIA E NEL RISPETTO RECIPROCO.

DOPO DECENNI DI POLITICA DI SINISTRA DOBBIAMO LIBERARCI DI QUESTO CANCRO SOCIALE

ANDREA BIANCHI

Le femministe sono un cancro sociale? Se una donna chiede diritti e parità diventa un cancro sociale? Una donna che non vuole essere relegata al ruolo di madre e moglie, una donna che non vuole subire violenza in famiglia è un cancro sociale? Una donna che vuole il divorzio è un cancro sociale? Gli uomini il divorzio non lo chiedono mai? Ma che razza di cazzate sono queste? 
Sapete quali persone sono un vero e proprio cancro sociale? Quelle come la Carfagna, che difendono la famiglia, sapendo bene che è il luogo in cui avvengono le peggiori violenze contro le donne. Sono le persone che davanti a una donna violentata hanno il coraggio di dire “se l’è cercata”. QUESTI SONO VERI E PROPRI CANCRI SOCIALI!

Le femministe vogliono arricchirsi a spese del prossimo? Ma questo da che pianeta viene? L’ha studiata un po’ di storia del femminismo oppure (come sempre) si basa su stupidi pregiudizi? Le femministe sono state le prime a pretendere di avere le stesse opportunità degli uomini, a pretendere di LAVORARE ed essere INDIPENDENTI! Il vero femminismo non vuole sottomettere gli uomini (perché sarebbe una violenza anche questa) e soprattutto non odia il genere maschile! Quante volte lo dobbiamo ripetere? Noi odiamo i maschilisti e lasciatemi dire che c’è una bella differenza tra uomo e maschilista (di merda). Se vogliamo parlare di quelle che si approfittano e vogliono arricchirsi, parliamone, ma non diciamo che sono femministe: quelle stanno proprio agli antipodi del femminismo!

E poi basta con sta storia dell’aborto: avete stancato! Una donna non va ad abortire perché si diverte. Una donna soffre tremendamente nel decidere di abortire. Ma chi vi credete di essere per sputare tutte queste sentenze, per parlare ancora prima di conoscere? Cosa ne potete sapere voi di quello che prova una donna che abortisce? Un bel niente! Quindi non permettetevi di dire cazzate colossali. Avete visto che fine ha fatto il vostro tanto amato Ferrara? Per fortuna in tanti si sono accorti che è solo un falso ipocrita. Il teatrino della difesa della vita non attacca! Sul palcoscenico tutti sorridenti per difendere la vita, dietro le quinte le donne muoiono per gli aborti clandestini. Avete stancato con tutta questa ipocrisia! Cito qui una frase bellissima delle femministe inglesi riguardo l’argomento: “Il 77% degli antiabortisti sono uomini, il 100% di loro non resterà mai incinta”. Detto questo, detto tutto. E ora l’ultima oscenità:



IL NOSTRO PAESE SI STA RIEMPIENDO DI PROSTITUTE,
IN QUESTI GIORNI A TARANTO I CARABINBIERI HANNO ARRESTATO MADRE E FIGLIA X AVER E TENTATO DI ESTORCERE DENARO AD UN UOMO CON LE MOLESTIE SESSUALI. QUANDO NON CI RIESCONO, MOLTE SI FANNO METTERE INCINTA DAL PRIMO CHIUNQUE E TI RICATTANO DIETRO I FIGLI, OPPURE UTILIZZANO IL DIVORZIO.
DI STORIE SIMILI NE ESISTONO UN INFINITA', E MALGRADO CIO' VOI SIETE ANCORA QUA' AD ALIMENTARE QUESTO CLIMA DI CACCIA ALLE STREGHE CONTRO I MASCHI E A PARLARE DI DONNE MALTRATTATE?????
LA REALTA' VOI LA IMPONETE AL PROSSIMO SOLO COME LA VOLETE VOI....
MA VERGOGNATEVI....
BIANCHI ANDREA

Bene, forse questo …(non mi esprimo) non lo sa che tantissime prostitute sono OBBLIGATE, SCHIAVIZZATE E COSTRETTE a prostituirsi??? Come sempre la colpa è delle prostitute (che addirittura sarebbero un pericolo per la moralità) e non dei clienti o degli sfruttatori: e no, loro sono uomini e hanno i loro bisogni! FATEMI IL FAVORE! E poi di nuovo, come sempre, si nega la violenza sulle donne dicendo che ce ne sono altre che commettono reati. LO SAPPIAMO BENISSIMO! Ma sono due cose nettamente diverse! Non si può negare la violenza sulle donne in questo modo. Per colpa di donne disoneste non ci possono andare di mezzo tutte le altre! E la stessa cosa vale per gli uomini: per colpa di maschilisti violenti non ci possono andare di mezzo tutti gli altri, che non si permetterebbero MAI E POI MAI di mettere le mani addosso a una donna. Non c’è nessuna caccia alle streghe contro i maschi: ma li vedete i fatti o no? Non ci inventiamo niente! Non stiamo distorcendo la realtà! Manipolano la realtà le persone che fanno credere che solo gli stranieri stuprano e gli italiani sono dei santi o le persone che dipingono la famiglia come un luogo sacro e sicuro, senza vedere che è proprio lì che avviene la maggior parte delle violenze sulle donne! Così si distorce la realtà!


Io sono allibita: quest’uomo (e tutti quelli come lui!!!) dovrebbe VERGOGNARSI per le cazzate che ha osato scrivere. Io credo che queste parole siano di una GRAVITÀ estrema perché sono l’ennesima presa per il culo per le donne che subiscono violenza e anche per chi tutti i giorni le aiuta costantemente.

In Italia ogni giorno ci sono almeno 200 stupri VERI (non inventati per ricattare chissà chi), una donna su tre subisce violenza VERAMENTE e la maggior parte di queste violenze avvengono nel nucleo famigliare. Chi difende la famiglia si mette dalla parte della violenza, PUNTO E STOP. Le cose stanno così, la realtà è questa: che vi piaccia oppure no.

Ci sono donne che vengono prese a calci e pugni, stuprate in famiglia dai loro stessi parenti, basta picchiare o violentare per questi brutti bastardi. Tanto per sta gente di merda sopraffare una donna è semplice come bere un bicchier d’acqua. Siete solo dei vigliacchi: non siete capaci di sostenere un dialogo verbale e quindi vi mettete a picchiare perché solo così potete far valere le vostre schifosissime ragioni! Soltanto con le mani al collo o un pugno in faccia riuscite a parlare. Pensate di farvi valere e sottomettere una donna violentandola. SCHIFOSI PEZZI DI MERDA!

Se non siete capaci di riconoscere che una donna su tre subisce violenza perché non avete le palle per farlo, sono solo problemi vostri. C’è gente che è capace di vedere la realtà e lotta contro questi abusi, che sono considerati delle vere e proprie violazioni dei diritti umani (e non mi riferisco solo all’Italia ma a tutto il mondo)!

Non è normale picchiare una donna perché è tua moglie. Non è normale impedire a una donna di uscire e di vedere le amiche o i parenti perché è tua moglie. Non è normale minacciare di morte una donna perché è tua moglie. Non è normale violentare una donna perché porta la minigonna. Ok? Ficcatevi in testa che le donne NON sono proprietà degli uomini. Nessuna violenza perpetrata nei loro confronti è normale. Se un uomo si incazza e picchia sua moglie è un CRIMINALE (e notate bene che ci sono quelli che picchiano anche se non sono incazzati: picchiano perché gli piace farlo). Non è colpa della donna perché “chissà cosa gli ha detto” oppure “chissà cosa ha fatto”.

Basta con queste cazzate! Basta mancare di rispetto a chi soffre! Basta fare i maschilisti schifosi perché non avete niente di meglio da fare! Basta sputare veleno sui medici, gli psicologi e tutte quelle persone che aiutano le donne ogni giorno mettendoci tutta la solidarietà e la voglia possibili!

Noi donne non ci facciamo mettere i piedi in testa da quattro maschiacci violenti e presuntuosi che pensano di essere superiori soltanto perché sono nati con il pene.

Ne ho abbastanza di sta gente senza cervello che nega perfino l’evidenza piuttosto che ammettere la verità. Siete voi dei cancri sociali, non le persone che difendono i loro diritti e le loro libertà!

Ci sono donne che hanno pagato CON LA VITA il prezzo della libertà. Ammazzate per strada dagli ex mariti, ammazzate nelle loro stesse case davanti agli occhi impotenti e terrorizzati dei loro bambini, ammazzate perché volevano essere LIBERE dalla violenza. Picchiate, violentate, torturate e uccise perché donne e quindi ritenute inferiori.

A tutto c’è un limite. Qui il limite è stato di gran lunga superato.

LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA NON SI PRENDONO IN GIRO!

NON SI NEGA LA SOFFERENZA PERCHÉ VI FA COMODO!

IL CERVELLO CE L'AVETE! USATELO QUALCHE VOLTA!

Messo in luce da wonderely alle 11:43 di martedì, 17 giugno 2008


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Argomenti trattati nel post: uomini, aborto, molestie, libertĂ , maltrattamenti, violenza domestica, prostituzione, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, la mia opinione, paritĂ , stereotipi, femminicidio, discriminazione sessuale, centri antiviolenza, violenza di genere

La violenza sulle donne, come già detto e sottolineato in precedenza, non è solo violenza fisica. Esistono altri tipi di violenze che non lasciano segni evidenti sul corpo, ma che sono lesivi della persona tanto quanto i maltrattamenti fisici. In questo post mi soffermo sulla violenza psicologica e sulla violenza economica (che viene spesso inserita nella violenza psicologica): le informazioni sono state reperite dal sito del Centro Antiviolenza Artemisia. I dati invece sono tratti dal documento ufficiale ISTAT 2006.

 

LA VIOLENZA PSICOLOGICA

La violenza psicologica accompagna sempre la violenza fisica e la prepara anche quando non degenera verso questo tipo di maltrattamento. Il messaggio che passa attraverso il maltrattamento psicologico è che chi ne è oggetto è una persona priva di valore. Ciò induce in qualche modo chi lo subisce ad accettare in seguito anche comportamenti violenti. Si tratta spesso di atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione e finiscono così con l’essere accolti dalla donna, al punto che spesso essa non riesce nemmeno a vedere quanto le siano dannosi e insidino la sua identità.

Allo stesso tempo il maltrattamento psicologico procura una grande sofferenza, e parte del dolore provato dipende dal non riuscire a dare un nome a questo stato di grave disagio: la donna continua a sentirsi confusa e sofferente, ma senza capirne il perché. Per questa ragione è sempre importante con le donne parlare e indurle a esplicitare quello che sta succedendo, perché possono non rendersi conto che quello che stanno subendo è un vero e proprio maltrattamento. Le tipologie e le modalità di maltrattamento sono molteplici, di seguito ne abbiamo identificate sei delle più comuni. 

  • svalorizzazione (ad es. convincere la donna che non vale niente, dirle che è sessualmente inadeguata, sminuirla nella sua femminilità, offenderla, dirle che è stupida, che non capisce niente, critiche continue, distruzione delle amicizie ecc..)
  • trattare come un oggetto (ad es. richiesta di cambiare il proprio aspetto fisico, manipolare lo stato psichico della donna, maniacale ossessività, controllo di dove va la donna e cosa fa, gelosia eccessiva, costringere ad avere rapporti sessuali)
  • eccessiva attribuzione di responsabilità (ad es. nell’organizzazione del menage familiare, accusarla delle difficoltà dei figli, costringerla a farsi carico di tutte le spese familiari ecc..)
  • indurre senso di privazione (ad es. privazione di contatti sociali, indurre ansia e insicurezza sul futuro, privazione dei rapporti con la famiglia d’origine ecc..)
  • distorsione della realtà oggettiva (ad es. critica continua alla visione del mondo della donna, negazione dei sentimenti delle donne, far sentire in colpa la donna perché rifiuta i rapporti sessuali, cercare di far sembrare normali gravi maltrattamenti e abusi ecc…)
  • paura (ad es. minacce di percosse, rompere oggetti, sbattere porte, minacce di togliere i figli, minacce di morte, imprevedibilità ecc…)

La violenza psicologica può portare alla morte tanto quanto la violenza fisica, perché distrugge l'autostima della persona che ne è vittima.

Le donne che hanno sperimentato comportamenti di violenza psicologica da parte del partner attuale sono spesso vittime di violenza fisica o sessuale. Fatte 100 le donne che hanno subito violenza fisica e sessuale dal partner, il 90,5% ha subito anche violenza psicologica. Nel 50,4% dei casi si verifica violenza fisica associata a quella psicolgica, nel 26,8% (ma soprattutto nel caso degli ex mariti) si verificano contemporaneamente i tre tipi di violenza.

Ora vediamo in che modo la violenza psicologica viene perpetrata:

Isolamento 46,7%
Controllo 40,7%
Violenza Economica 30,7%
Svalorizzazione 23,8%
Intimidazione 7,8%


LA VIOLENZA ECONOMICA

Per violenza economica si intende ogni forma di privazione o controllo che limiti l’accesso all’indipendenza economica di una persona. Vi sono inclusi comportamenti quali:

- privare delle informazioni relative al conto corrente e alla situazione patrimoniale e reddituale del partner

- non condividere le decisioni relative al bilancio familiare 

- costringere la donna a spendere il proprio stipendio nelle spese domestiche

- non dare informazioni sullo stipendio

- non dare soldi o garanzie senza fornire le informazioni rispetto ai rischi e alle procedure di rivalsa,

- costringere a fare debiti

- tenerla in una situazione di privazione economica continua

- intestare tutti i beni a nome proprio o a nome dei propri familiari per impedire ogni accesso legale ai beni comuni.

- rifiutarsi di pagare un congruo assegno di mantenimento o costringere la donna a umilianti trattative per averlo

- licenziarsi per non pagare gli alimenti

- costringere a firmare contratti

Inoltre, molte donne vengono costrette a rinunciare al proprio lavoro per seguire la famiglia: in questo modo, non avendo uno stipendio, diventano del tutto dipendenti dal loro compagno, ed è quindi molto più facile che si verifichi questo tipo di violenza. Cliccando QUI potete leggere la testimonianza di una donna che ne è stata vittima.

 

Entrambi i tipi di violenza non sono ancora oggi riconosciuti come reati e quindi restano impuniti, soprattutto perché è più difficile individuare la violenza. Molte donne vittime di violenza psicologica, per esempio, non si rendono nemmeno conto di esserlo.

Un consiglio però si può comunque dare: se il vostro compagno/marito vi fa sentire male, vi svalorizza, vi impedisce di vedere vostri amici e/o parenti (o tutto quello che viene elencato nel post), non pensate che sia giusto, non pensate che "è normale". Nessuno ha il diritto di dirvi quello che dovete o non dovete fare. Voi siete padrone della vostra vita, nessun altro vi può comandare o farvi sentire delle nullità. Nei centri antiviolenza il personale specializzato può aiutarvi anche in questo senso. Come ho sempre detto: l'aiuto è a portata di mano, non abbiate timore.

Messo in luce da wonderely alle 10:03 di venerdì, 13 giugno 2008


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Argomenti trattati nel post: testimonianze, dati, libertĂ , maltrattamenti, violenza domestica, persecuzione, la mia opinione, violenza psicologica, centri antiviolenza, violenza economica

In questo secondo post sulla violenza sessuale, voglio pubblicare consigli utili in caso di avvenuto stupro (il primo post lo trovate QUI). È importantissimo seguire questi consigli per poter sporgere denuncia e per riuscire a far condannare lo stupratore, ma è soprattutto importante per la salute fisica e psicologica della donna. Le informazioni che leggerete nel post sono state reperite da QUI, il resto sono mie considerazioni.

 

Se siete state vittime di violenza sessuale, NON LAVATEVI: POTRESTE CANCELLARE LE PROVE!

Correte invece presso uno dei seguenti servizi (la scelta può dipendere dalla vicinanza o altre valutazioni):

  • un centro antiviolenza;
  • presso un ospedale per essere visitate in un reparto di ostetricia e ginecologia (alcuni potrebbero inviarvi al servizio di medicina legale, se non avete bisogno di soccorso medico);
  • dal vostro ginecologo di fiducia (controllando prima la sua disponibilità a svolgere la procedura necessaria);
  • presso le associazioni di tutela e assistenza alla donna (meglio se con un servizio ginecologico per essere visitate da un medico).

Verrete visitate e nell'occasione si provvederà a:

  • prelevare il muco vaginale per accertare la presenza di sperma, infezioni e DNA del violentatore;
  • eseguire altri prelievi (es. unghie, ano, ecc);
  • effettuare un prelievo di sangue;

Nessuno di questi prelievi è obbligatorio, vengono fatti nel vostro interesse, ma se non ve la sentite potete rifiutarvi. Ricordate che potete desiderare di effettuare la denuncia in seguito, che i prelievi verranno utilizzati solo con la vostra autorizzazione e che accettare l'esecuzione degli stessi è per voi solo una garanzia in più.

  • prescrivere le terapie ritenute necessarie;
  • rilasciare una prognosi con l'indicazione dei giorni necessari alla guarigione.

Importantissimo:

Ricordatevi di chiedere che vengano descritte esattamente sul referto le vostre lesioni: i graffi, i morsi, i lividi e gli altri segni di violenza. Chiedete di essere esaminate in piena luce su tutto il corpo, se ve la sentite, e chiedete che lo faccia il medico alla presenza di un altro operatore sanitario.
Non vi accontentate, se ce la fate in un momento così difficile, di un referto generico "ecchimosi diffuse". Ricordate che in sede giudiziaria l'aspetto e la sede delle lesioni sono molto importanti, soprattutto se, come accade molto spesso, la difesa sostiene che eravate d'accordo.
Chiedete, se li avete, che vengano descritti esattamente, i lividi nell'interno cosce che sono legati alla divaricazione forzata delle gambe, e che non possono essere confusi con i lividi di un rapporto sessuale fra consenzienti.

Se ne sentite il bisogno potrete ottenere un recapito per avere un supporto psicologico e/o legale (a quest'ultimo scopo le associazioni di difesa della donna sono le più fornite e preparate). A questo punto sta a voi decidere se recarvi in un posto di polizia per fare una denuncia: in questo caso il referto rilasciatovi è necessario.

All'interno dei Centri Antiviolenza troverete l'appoggio e il supporto necessario e chi vi accompagna al posto di polizia. Non tutti i posti di polizia hanno personale addestrato per questa evenienza. Non abbiate timore di denunciare alle autorità il reato!

La violenza sessuale è un reato contro la persona che non può essere giustificato in nessun caso; chi ne è vittima ha il diritto di essere tutelato nelle sedi opportune. Quindi:

  • nessuna vergogna o senso di corresponsabilità nell'episodio;
  • la donna (e qualsiasi altra persona a prescindere dal sesso) ha il diritto di dire NO! in qualunque momento. Questa volontà deve essere rispettata. 

 

Per ulteriori informazioni leggere anche QUI.

Per quanto riguarda questi consigli vorrei aggiungere mie considerazioni. Non è assolutamente semplice parlare con qualcuno subito dopo uno stupro: ci sono donne che prima di riuscire a confidarsi fanno passare mesi o anni. Sono pochissime le donne violentate che si recano prontamente in un ospedale, per farsi visitare. Chiedere di non lavarsi può sembrare una tortura, però è necessario, per non perdere le prove, anche se il primo impulso è quello di gettarsi sotto l’acqua calda di una doccia e lavarsi via tutto. Le prove sono necessarie per incastrare chi vi ha fatto questo. Avete inoltre bisogno di un aiuto medico perché in seguito a uno stupro si possono contrarre malattie sessualmente trasmissibili o restare incinte.

In italia esistono centri per il soccorso dopo la violenza sessuale attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 dove potete trovare ginecologhe e psicologhe pronte per aiutarvi. Ne ho cercati alcuni su internet per poterli pubblicare qui (se ne conoscete altri metteteli in evidenza nei commenti).

Centro Soccorso Violenza Sessuale di Milano
Centro Soccorso Violenza Sessuale di Torino
Centro S.O.S. Stupro di Roma
Questi sono i più importanti.
Qualsiasi ospedale o pronto soccorso vi può comunque aiutare.

Leggendo queste parole una donna può pensare "la fai facile": no, non la faccio facile. Essere sole in un momento così drammatico è tremendamente difficile, il senso di colpa, la paura di non essere credute, l'angoscia di essere giudicate, sono tutti ostacoli che sembrano insormontabili. Tantissime donne che vengono stuprate riescono a malapena a rendersi conto di ciò che gli è appena accaduto, ricordano poco dello stupro, perché la loro mente cerca di rimuovere il trauma. Tantissime cercano di fingere che non sia successo niente, che si tratti di un qualcosa di poco conto e la notte non riescono a dormire per gli incubi o vivono costantemente con la paura e l’angoscia.

Il problema è che il trauma non se ne va, resta lì fisso nella testa e nel cuore delle vittime. Lo stupro è distruzione, non deve assolutamente essere sottovalutato perché può portare al suicidio della vittima. Chiudersi in se stesse, isolarsi, trattare male gli altri non serve: l'unica terapia è parlarne, confidarsi e liberare la sofferenza. Se non ve la sentite di parlare con un vostro amico/conoscente, potete rivolgervi a un qualsiasi centro antiviolenza (cliccando QUI potete leggere la lista, in ordine alfabetico per città) dove troverete personale specializzato in grado di darvi il supporto medico, morale e legale di cui avete estremamente bisogno.

È proprio in un momento come questo che avete più bisogno di aiuto. Lo stupro non è MAI colpa della donna, lo stupro è un reato gravissimo e la vittima DEVE essere aiutata con tutta la solidarietà possibile.

Non siete sole, ci sono tantissime persone che possono aiutarvi: vi basta scegliere il centro antiviolenza più vicino a voi e recarvi lì, oppure semplicemente alzare la cornetta del telefono e chiamare. L'aiuto è a portata di mano.

Nessuno vuole giudicarvi, nessuno cercherà di darvi la colpa: vogliono solo AIUTARVI.

Messo in luce da wonderely alle 13:32 di mercoledì, 11 giugno 2008


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Argomenti trattati nel post: stupro, violenza sessuale, la mia opinione, centri antiviolenza

La violenza sessuale è un trauma fortissimo per la persona che la subisce: lascia segni indelebili nel corpo, ma soprattutto nell'anima della vittima. È importantissimo punire gli stupratori, in particolar modo per evitare che possano ricommettere lo stesso crimine, ma nessuna punizione potrà bastare per risanare le ferite lasciate nella persona violentata. È altresì importante sapere cosa fare in caso di violenza sessuale, per raccogliere tutte le prove possibili ed evitare che il criminale possa farla franca.

Per questo apro una breve parentesi riguardo l'argomento: in due post spiegherò prima come evitare le violenze sessuali e la psicologia dei possibili stupratori, successivamente pubblicherò i consigli utili per tutte quelle donne che ogni giorno, ahimé, vengono stuprate.

In questo primo post si parlerà della violenza sessuale, cosa si intende con il termine, come fare per evitarla e la psicologia dello stupratore. Le informazioni citate in questo post sono state reperite da QUI.

 

VIOLENZA SESSUALE

Devono essere definiti violenti tutti gli atti sessuali compiuti da una o più persone su un’altra persona, contro la sua volontà o in tutti i casi in cui la persona abusata non è consapevole di quanto stia avvenendo. Il codice penale Italiano distingue tra Violenza carnale e Atti di libidine violenti. La violenza carnale avviene quando la vittima subisce una penetrazione anale o vaginale. Gli atti di libidine sono tutti quegli atti orientati a produrre eccitamento sessuale nel loro esecutore, mediante contatto fisico con parti del corpo della vittima.

Si deve considerare abuso un atto sessuale delle due categorie sopra riportate quando venga compiuto:

  1. usando la violenza
  2. usando la minaccia
  3. su persone di meno di 14 anni
  4. su un minore di 16 anni affidato a chi compie l’atto
  5. su una persona incapace di capire cosa stia succedendo a causa di problemi fisici o psicologici
  6. su una persona tratta in inganno

L’abuso sessuale costituisce una grave violazione dei diritti e della dignità di una persona, e crea gravissimi problemi a chi la subisce. L’abuso è solo una manifestazione di forza con cui l’aggressore cerca di dimostrare a se stesso o agli altri il proprio potere. La violenza carnale sulle donne delle popolazioni sconfitte in guerra è stata e viene utilizzata come strumento per umiliare e annientare psicologicamente l’avversario. In ambienti criminali viene usata come punizione e minaccia, così come viene praticata nelle istituzioni carcerarie come affermazione di potere della banda dominante.

In Italia l’abuso sessuale è stato tollerato sino a pochissimo tempo fa e i processi per stupro venivano condotti all’insegna del più marcato disprezzo verso la vittima, verso la quale veniva scaricata la responsabilità di aver, in qualche modo, attivato la "naturale eccitazione" del colpevole.

 

Perché agisce lo stupratore

Le motivazioni psicologiche che sono alla base delle azioni degli stupratori possono essere diverse, pur conducendo tutte a manifestazioni di violenza che possono avere esiti drammatici.
Uno stupratore può agire:

per rabbia
Nell’atto dello stupro, l’agente manifesta e scarica impulsivamente sensazioni di rabbia e frustrazione che possono avere origine da rapporti problematici con donne diverse da quelle della vittima effettiva (la madre, la moglie, la compagna). In questi casi, difficilmente lo stupratore prova un vero e proprio piacere sessuale compiendo lo stupro, ma riesce a liberare la rabbia repressa attraverso un atto di violenza la cui intensità può essere persino superiore al necessario.

 

per dominazione
I sentimenti di vulnerabilità e di impotenza dello stupratore vengono compensati da un atto di sottomissione della vittima, che viene messa in condizione di essere totalmente alla sua mercé, senza alcuna possibilità di ribellarsi. Al contrario di quanto accade nello stupro motivato da sentimenti di rabbia, in questi casi gli stupri sono perlopiù premeditati dall’aggressore.

 

per sadismo
Sia la rabbia che la dominazione vengono ”liberati” attraverso il piacere sessuale che prova l’aggressore nel brutalizzare, quasi sempre premeditatamente, la sua vittima.
 

per opportunità
L’aggressore, che in ogni caso cova uno dei sentimenti sopradescritti, agisce in conseguenza delle opportunità che gli vengono profilate, ad esempio durante una rapina o un furto.

 

Come agisce lo stupratore

Sia che egli abbia scelto la sua vittima e quindi premeditato l’atto di violenza, o che si trovi a compiere l’atto in una circostanza occasionale, lo stupratore farà sempre in modo che la vittima sia isolata e incapace di reagire o di attirare l’attenzione di altri su di sé.
Dopo aver individuato la sua vittima, egli cercherà di entrare in contatto con lei, conquistare la sua fiducia per poi agire “a sorpresa”, in situazioni di isolamento e di vulnerabilità che consenta di sopraffarla fisicamente.
Al termine dello stupro vero e proprio, l’uomo potrà scegliere se accanirsi ulteriormente sulla vittima o se eliminarla fisicamente.

 

Difendersi dalla violenza sessuale

Non è vero che siano vittime di violenza sessuale solo le persone che adottano comportamenti a rischio o che non siano capaci di difendersi con risolutezza. Lo stupro può avvenire ovunque, anche di giorno, alla fermata dell’autobus, in un aula scolastica, dentro la propria casa. Quanto alla possibilità di difendersi, va detto che alcune situazioni di terrore paralizzano il nostro corpo e ci impediscono di reagire.  Va inoltre considerato  che le reazioni possono spesso innescare maggiori violenze che arrivano all’assassinio della vittima: quando il violentatore si vede frustrato il suo tentativo di mostrare la sua onnipotenza si comporta come se avesse di fronte un nemico in combattimento. Tuttavia si possono dare alcuni consigli utili:

  1. Non fidarsi mai delle apparenze, il violentatore può essere chiunque. La maggior parte degli stupratori conosce molto bene la sua vittima.
  2. Tenere con sé uno spray antiaggressione, in modo da poterlo spruzzare negli occhi dell’aggressore e riuscire a fuggire. Anche se è illegale tenetelo comunque: difendervi è un vostro diritto!  
  3. Al primo sospetto assumere atteggiamenti difensivi e attirare l’attenzione di altre persone o allontanarsi velocemente. Non gridare “aiuto”, ma “al fuoco!”: in questo modo i curiosi accorreranno!
  4. Se possibile frequentare corsi di autodifesa.
  5. Attenzione a droghe e bevande alcoliche che diminuiscono la capacità di vigilanza e riducono la sensazione di pericolo. Attenzione inoltre a possibili droghe incolore e insapore che possono essere messe a vostra insaputa nel vostro bicchiere: assicuratevi di essere le uniche ad aver toccato il bicchiere, se non ne siete sicure evitate di bere.


Nel prossimo post troverete consigli utili in caso di avvenuto stupro: cosa fare, cosa non fare e a chi rivolgersi.

Messo in luce da wonderely alle 18:03 di martedì, 10 giugno 2008


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Argomenti trattati nel post: stupro, violenza sessuale, la mia opinione, autodifesa, centri antiviolenza, violenza di genere

Sabato 7 Giugno ho ricevuto per email da Voce Donna il comunicato stampa della Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne riguardo il taglio dei fondi per i suddetti centri. Non ho potuto pubblicarlo prima, perché mi sono assentata per qualche giorno.

Chiedo a tutti di attivarsi e dare massima diffusione di questo comunicato. Grazie.

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne, che accoglie al proprio interno la maggior parte delle associazioni di donne e dei servizi italiani rivolti alle donne vittime di violenza, esprime sconcerto e preoccupazione per le scelte operate dal Governo in tema di violenza di genere verso le donne.

 

La rete dei Centri aveva sollecitato in più occasioni la definizione di un Piano di azione nazionale contro la violenza alle donne quale strumento principale per mettere a punto azioni di sistema  per garantire un efficace intervento di prevenzione e contrasto in area culturale, sanitaria, sociale e di protezione, e sia per sostenere le attività svolte dai centri stessi.

 

Avevamo plaudito la decisione di creare, da parte del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità un fondo nazionale per l’anno 2008 così da avviare la sperimentazione di un Piano di azione contro la violenza, uniformando così l’Italia agli standard attuati negli altri stati europei.

 

Leggiamo con preoccupazione le affermazioni del nuovo Ministro in tema di analisi del fenomeno (lettera a La Repubblica), e rileviamo che in quella stessa lettera si esprime la volontà di rivedere, ripensare e rafforzare i centri antiviolenza. I dati e la lettura del fenomeno che emerge in qualsiasi indagine e documento internazionale, contrasta con l’interpretazione del nuovo Ministro. La violenza verso le donne avviene (come rilevato in tutte le indagini nazionali ed internazionali) nelle relazioni di intimità, nelle famiglie, e l’imposizione dell’affido condiviso nei casi di violenza domestica serve solo ad innalzare il rischio di pericolosità per le madri e per i figli. Pur condividendo con il Ministro  il diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la loro separazione, l’attuale legge sull’affido condiviso  ci appare caratterizzata da una pericolosa semplificazione in quanto impone un unico modello di affidamento per tutte le separazioni.. Vorremmo anche precisare che non sono le separazioni che causano la violenza, bensì avviene esattamente il contrario. L’affermazione di libertà femminile acuisce la violenza, ma non si può certo chiedere alle donne di rinunziare alla propria affermazione per evitare la violenza, sarebbe certo una richiesta impropria, che carica la “vittima” della responsabilità dell’aggressione e che non va verso relazioni tra sessi improntate alla reciprocità ed alle pari opportunità di genere. 

 

Rileviamo che ieri sono stati “tagliati” i fondi destinati al Piano di azione Nazionale. Chiediamo che venga rivista tale decisione affinché le parole di indignazione espresse dai politici in occasione delle morti delle donne a causa di violenza, non siano parole vuote.

 

La violenza verso le donne è un fenomeno che non si può cancellare con le dichiarazioni, ma con azioni concrete ed adeguate. Per farlo serve un finanziamento nazionale altrettanto concreto ed adeguato, che permetta lo sviluppo di azioni di sistema ed il rafforzamento dei luoghi di accoglienza delle vittime.

 

Vorremo un confronto aperto sul tema e chiediamo che venga ripristinato il fondo, così da avviare il piano di azione nazionale, sul quale chiediamo di essere coinvolte per un reale processo di concertazione sugli obiettivi da raggiungere per il 2008.

voceDonna

Castrocaro Terme e Terra del Sole
(Forlì)
vocedonna@libero.it 
www.vocedonna.it
www.sguardididonna.it

 

Ricordo inoltre che cliccando QUI potete iscrivervi al gruppo contro il taglio dei fondi per i centri antiviolenza.
Messo in luce da wonderely alle 21:19 di lunedì, 09 giugno 2008


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Argomenti trattati nel post: comunicati stampa, violenza domestica, violenza sessuale, centri antiviolenza, violenza di genere, taglio vergognoso

 

Spazzati via venti milioni. Non che siano tantissimi ma certo erano moltissimo per gli oltre cento centri antiviolenza che in Italia si occupano di dare protezione e un tetto a donne sole, ragazze-madri maltrattate, per lo più straniere, con bambini piccoli. Storie di senza nome, poco performanti da un punto di vista mediatico, e però passa anche da questi Centri antiviolenza il livello di civiltà di un paese. "Il primo atto del governo contro la violenza sulle donne? Un bel taglio al Fondo istituito dalla Finanziaria 2008 con 20 milioni di euro per il sostegno alle vittime e la prevenzione" denuncia Vittoria Franco, ministro ombra del pd per le Pari Opportunità che chiama in causa il ministro Mara Carfagna: "Cosa intende fare il neo ministro? Se n'è accorta?". Il ministro potrà riflettere su cifre e dati. I numeri dicono che in Italia ci sono 14 milioni di donne vittime di violenza di cui ben tre milioni tra le mura domestiche, drammi vissuti nel silenzio e nell'indifferenza. Una risposta, un segnale di aiuto e di una possibile via di fuga, è arrivato in questi anni soprattutto dai Centri anti violenza. Che ora restano senza fondi. Che fare? Vittoria Franco ha già presentato un'interrogazione al governo.

(fonte Repubblica)

Per le donne vittime di violenza continua un periodo nero: quello dell’indifferenza totale anche da parte dello Stato che ha preferito tagliare i fondi ai centri antiviolenza, perché in campagna elettorale bisogna fare promesse demagogiche per appiopparsi i voti. È più importante togliere l’ICI dalla prima casa, piuttosto che assicurare un tetto e una protezione alle milioni di donne vittime di violenza, che hanno anche dei bambini al seguito. OTTIMO!

Ma secondo voi a qualcuno interessa? Certo che no! E io che mi illudo pure che tra questa gentaccia ci sia qualcuno che possa svegliarsi e dire “Non è molto giusto, però! In campagna elettorale abbiamo detto di volere sicurezza per le donne e ora siamo i primi a negargliela!”. Infatti, in campagna elettorale, come avevo già detto, il problema della violenza sulle donne è stato sfruttato, manipolato e rigirato a dovere per far ricadere la colpa sugli immigrati e i rom. Ora che la campagna elettorale è finita gli ipocriti si sono finalmente tolti la maschera!

“Siete vittime di violenza? Arrangiatevi!” Questo è il messaggio che lancia il nostro governo. Più poliziotti, più sicurezza: siamo tutti d’accordo, ma sapete, anche il poliziotto più bravo del mondo oltre la legge non può andare. Visto che qui in Italia le leggi serie in materia di violenza sulle donne (soprattutto sulla violenza domestica) NON esistono e nessuno ha intenzione di emanarle, nessuno ha intenzione di creare tribunali contro la violenza di genere e giudici specializzati, nessuno ha intenzione di aiutare con finanziamenti i centri antiviolenza, le donne sono lasciate alla mercé della violenza. E credetemi: senza tribunali specifici e campagne per la prevenzione non si va da nessuna parte! Se un poliziotto arresta un "criminale di genere", ci vorrà poi un giudice preparato che prenda seri provvedimenti. Per la violenza di genere SERVONO tribunali specifici (come quelli spagnoli per esempio), altrimenti siamo sempre punto e a capo. Alla faccia di chi diceva di volerci difendere!

È importante sottolineare che in materia di violenza sulle donne la giustizia è fondamentale, ma non è l’unico punto. Nei centri antiviolenza lavorano medici, psicologi e avvocati che offrono gratuitamente il loro aiuto alle donne. Una donna vittima di violenza ha soprattutto bisogno di questo: un aiuto morale per lei e per i suoi bambini (in caso li abbia), una mano tesa che non la lasci scivolare nel vortice della depressione e dell’autolesionismo. Un aiuto legale per denunciare gli episodi di violenza e un aiuto concreto che si traduce nell'ospitalità in case rifugio segrete. I poliziotti sono molto utili, nessuno lo mette in dubbio, ma ognuno ha i suoi compiti. I poliziotti non hanno i requisiti per sostituire il personale qualificato che si occupa delle vittime. I poliziotti non possono accogliere in casa loro le donne maltrattate per offrirgli protezione. È per questo che esistono questi centri. È per questo che esistono persone che si svegliano tutte le mattine e ci mettono l’anima per aiutare queste donne, per fargli capire che non sono sole, per proteggerle, per dar loro una vita migliore, una vita libera dalla violenza. Ma grazie a Berlusconi e al suo popolo di boccaloni, tutto questo non sarà più possibile, o comunque sarà molto più difficile da ottenere, a meno che qualche anima buona non decida di finanziare questi centri, perché dal nostro stato INCIVILE non possiamo aspettarci niente di più.

E poi, è inutile tirare in ballo quell'incompetente incapace di Mara Carfagna, visto le sue ultime sparate in materia. L'unica cosa che ci si può augurare da lei sono le dimissioni.

Messo in luce da wonderely alle 14:23 di domenica, 01 giugno 2008


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Argomenti trattati nel post: leggi, razzismo, indifferenza, violenza domestica, notizie nazionali, inciviltĂ , la mia opinione, discriminazione sessuale, centri antiviolenza, violenza di genere, taglio vergognoso