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Negli ultimi anni, il numero di stupri perpetrati contro donne e ragazze di Haiti è cresciuto esponenzialmente; prevalentemente lo stupro da parte di bande di uomini armati, ma anche la violenza domestica è molto diffusa.
Già nei tre anni successivi al colpo di stato, che mise fine al primo governo Aristide nel 1991, si ricorreva alla violenza sessuale per punire e intimidire le famiglie dei sostenitori del governo; successivamente, la pratica dello stupro è stata adottata da bande criminali. Nel 2008, nel periodo precedente al carnevale, nella capitale Port-au-Prince, in soli tre giorni, sono stati segnalati 50 casi di violenze ai danni di donne e bambine.
Molto diffusa è anche la violenza domestica, che rimane spesso nascosta. Bambine e ragazze non denunciano le violenze subite tra le mura domestiche perché dipendono economicamente da chi abusa di loro. Il problema non è mai stato affrontato col risultato di una convinzione generalizzata della violenza domestica percepita come un fenomeno normale e inevitabile.
Alle ragazze che restano incinte in seguito a uno stupro non viene garantito un adeguato supporto sanitario: solo un quarto delle nascite avviene con l'assistenza di personale qualificato e molte donne e ragazze muoiono a causa di complicazioni legate alla gravidanza.
Le conseguenze della violenza sono durature e profonde. Oltre alle immediate ripercussioni fisiche, le vittime si trovano spesso a dover affrontare gravidanze indesiderate, malattie a trasmissione sessuale e problemi psicologici quali, stress post-traumatico, ansia o depressione. In particolare, le ragazze di età inferiore ai 18 anni rischiano maggiormente di morire per cause connesse al parto di vedere il proprio diritto a ricevere un'istruzione seriamente compromesso.
Nella maggior parte dei casi, le ragazze non hanno il coraggio di denunciare gli stupri a causa della paura, della vergogna e delle convenzioni sociali che fanno sì che la violenza commessa dagli uomini sia tollerata. Anche la mancanza di fiducia nei confronti del sistema giudiziario e della polizia gioca un ruolo importante nello scoraggiare le denunce.
Negli ultimi anni, le autorità haitiane hanno tentato di affrontare il problema della violenza. Il Ministero per le politiche e i diritti delle donne, istituito nel 1994, ha preso parte a diverse iniziative di sensibilizzazione. Nel 1995, è stato adottato il Piano nazionale di contrasto alla violenza sulle donne, le cui raccomandazioni se attuate, potrebbero fare molto per prevenire e perseguire questi reati.
Amnesty International chiede alle autorità haitiane di:
----> FIRMA L'APPELLO
Read the article in english: Don't turn your back on girls
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Argomenti trattati nel post: appelli, istruzione, maltrattamenti, violenza domestica, stupro, notizie internazionali, violenza sessuale, bambine, femminicidio, discriminazione sessuale, donne incinte, violenza di genere, gravidanza indesiderata, hiv / aids, conseguenze dello stupro
Lo stupro e le aggressioni a sfondo sessuale vengono ancora oggi ritenute violenze di serie b, in realtà sono atti gravissimi che compromettono (purtroppo a volte anche in modo irreversibile) la vita, le abitudini e la tranquillità della vittima.
La maggior parte degli stupratori sono uomini, ma le vittime di stupro non sono sempre e per forza donne. Anche gli uomini subiscono stupri e quando si cerca di aiutare una vittima di stupro bisogna farlo senza discriminazioni. Purtroppo ho sentito fin troppe cavolate su questo argomento e mi dissocio completamente dalle persone ignoranti che discriminano gli uomini violentati. La sofferenza di un uomo o di una donna vittime di stupro è la stessa.
Nel post si descriveranno le principali conseguenze dello stupro, si cercherà di dare consigli utili alle vittime e anche a chi si trova a dover aiutare un/a amico/a o un/a famigliare vittima di stupro.
Le informazioni sono state raccolte dal sito americano di RAINN (Rape, Abuse & Incest National Network), un'associazione molto attiva che si batte contro gli abusi sessuali (la traduzione in italiano è mia). Sul sito (interamente in inglese) potete trovare altri problemi psicologici e fisici che non ho riportato nel post: se non conoscete l'inglese, ma volete comunque approfondire, potete chiedermi la traduzione della pagina che vi interessa. Ho deciso di utilizzare questo sito in inglese, perché credo sia completo ed esauriente.
Preciso che, non essendo un'esperta di psicologia, ho tradotto in modo quasi sempre letterale i nomi dei disturbi (sotto ogni traduzione c'è l'originale denominazione in inglese con il collegamento alla pagina di RAINN): se qualcuno dovesse notare una qualche imprecisione nella traduzione e vuole farmi sapere il nome tecnico, provvederò a correggere. Grazie!
Sindrome post-stupro
Rape Trauma Syndrome
La sindrome post-stupro è una reazione comune in seguito a uno stupro o a un'aggressione a sfondo sessuale. È una reazione umana ad un grave avvenimento.
La sindrome post-stupro è divisa in tre fasi:
Fase acuta
Questa fase si verifica immediatamente dopo l’aggressione e può durare dai pochi giorni alle molte settimane. In questa fase gli individui possono avere diverse reazioni, ma in genere si dividono in tre categorie:
· Espressione: la vittima è molto sensibile. Lui o lei può apparire agitato/a o isterico/a; lui o lei può avere momenti di pianto o attacchi d’ansia.
· Controllo: la vittima sembra essere apatica, senza emozioni e si comporta come se “non è successo niente” e “va tutto bene”. Questa calma apparente può essere shoccante.
· Scetticismo: la vittima reagisce con un forte senso di disorientamento. Lui o lei può avere difficoltà nella concentrazione, nel prendere decisioni, o nel svolgere le mansioni quotidiane. Lui o lei può avere ricordi dell’aggressione.
Fase di aggiustamento esterno
Durante questa fase l’individuo riprende in apparenza una vita “normale” ma dentro di sé soffre uno stato di inquietudine. In questa fase può utilizzare cinque tecniche per convivere con l’accaduto:
· Minimizzazione: la vittima finge che “tutto va bene” o che “poteva esserci di peggio”.
· Drammatizzazione: la vittima non riesce a smettere di parlare dell’aggressione perché è ciò che domina la sua vita e la sua identità.
· Soppressione: la vittima si rifiuta di discutere e si comporta come se nulla fosse successo.
· Spiegazione: la vittima analizza ciò che è successo, cosa lei ha fatto e cosa stava pensando o provando lo stupratore.
· Migrazione: la vittima cerca di fuggire al dolore (si trasferisce, cambia lavoro, cambia aspetto, cambia le relazioni, ecc).
Ci sono molti sintomi o comportamenti che appaiono durante questa fase, compresi:
· Ansia continua
· Violenti cambiamenti di umore
· Senso di abbandono
· Paura persistente o fobia
· Depressione
· Rabbia
· Disturbi del sonno (incubi, insonnia, ecc)
· Disturbi alimentarti (nausea, vomito, fame compulsiva, ecc)
· Rifiuto
· Rinuncia agli amici, alla famiglia, alle attività
· Ipervigilanza
· Riluttanza ad uscire di casa e/o andare in luoghi che ricordano l’aggressione
· Problemi sessuali
· Difficoltà di concentrazione
· Flashback
Tutti questi sintomi e comportamenti posso rendere l’individuo desideroso di cercare appoggio e parlare dell’aggressione.
Fase risolutiva
Durante questa fase, l’aggressione non sta più al centro della vita dell’individuo. Però, lui o lei può riconoscere che non si dimenticherà mai dello stupro subito; il dolore e le conseguenze negative diminuiscono con il tempo. Spesso l’individuo inizia ad accettare lo stupro come parte della propria vita e decide di voltare pagina.
NOTA: gli individui possono fare passi avanti o indietro durante il loro processo di guarigione. Le fasi qui descritte non rappresentano una progressione lineare poiché può essere diversa per ogni persona.
Depressione
Depression
Ci sono molte reazioni emotive e psicologiche che le vittime di stupro o aggressioni possono avere. Una delle più comuni è la depressione.
Il termine “depressione” può confondere, poiché molti sintomi sono vissuti dalle persone come reazioni normali agli eventi nella loro vita. In certi momenti della vita tutti possono sentirsi tristi o “depressi”. Questo significa che riconoscere la depressione può essere difficile poiché i sintomi possono essere attribuiti ad altre cause. Questi sentimenti sono normali, soprattutto durante i periodi difficili.
La depressione inizia ad essere qualcosa di più di un normale sentimento di tristezza, quando i sintomi durano più di due settimane. Quindi, se vivi cinque o più dei sintomi della depressione per più di due settimane, dovresti pensare di parlare al tuo medico del tuo stato d'animo.
I sintomi della depressione includono:
· Tristezza prolungata o pianti inspiegati
· Cambiamento dell’appetito con una significativa perdita o guadagno di peso
· Perdita di energia o fatica persistente o apatia
· Cambiamento significativo delle abitudini del sonno (insonnia, dormire troppo, sonno irregolare, ecc)
· Perdita di interesse e del piacere in attività che prima si amavano, allontanamento sociale
· Sensazione di non avere valore, di non avere speranza o colpevolezza inappropriata
· Pessimismo o indifferenza
· Disturbi inspiegati (mal di testa, mal di stomaco)
· Incapacità di concentrazione, indecisione
· Irritabilità, preoccupazione, rabbia, agitazione o ansia
· Pensieri ricorrenti alla morte o al suicidio
La depressione può colpire chiunque, di ogni età, genere, razza, etnia o religione. La depressione non è un segno di debolezza e non è neanche un modo per riprendersi.
Flashback
Flashbacks
I flashback si verificano quando i traumi passati sembrano avere luogo nel presente.
Questi ricordi possono svilupparsi in forme diverse: sogni, suoni, odori, immagini, sensazioni del corpo o sensazioni opprimenti. Questo rivissuto del trauma spesso sembra venire dal nulla e, quindi, confonde il confine tra passato e presente, lasciando che l’individuo si senta ansioso, spaventato, impotente, o riviva qualsiasi altra sensazione che ha provato durante l’abuso.
Alcuni flashback sono miti e brevi, momenti passeggeri, mentre altri possono essere forti e durare molto tempo. Molte volte l’individuo non realizza di avere un flashback e può sentirsi debole o dissociarsi (sdoppiamento della personalità).
Se realizzi di essere nel bel mezzo di un flashback:
· Di a te stesso/a che stai avendo un flashback e ricordati che l’evento è passato e sei sopravvissuto/a.
· Respira. Prendi lenti, profondi respiri mettendo una mano sullo stomaco e respira abbastanza profondamente in modo che la mano si muova verso l'alto durante l’inspirazione e verso il basso durante l’espirazione. Questo è importante perché quando siamo nel panico il nostro corpo inizia a prendere respiri brevi e poco profondi e la diminuzione di ossigeno incrementa lo stato di panico. Quindi, aumentare l’ossigeno nel corpo può aiutare ad uscire dallo stato di ansia in cui ci troviamo.
· Ritorna al presente. Usa i cinque sensi per stabilire dove ti trovi nel presente. Guardati attorno e nota i colori della stanza. Ascolta i suoni intorno a te. Senti gli odori. Senti i vestiti sulla pelle e accorgiti delle sensazioni delle tue parti del corpo (mani, piedi, ecc…).
· Riconosci cosa può farti sentire più sicuro/a. Avvolgiti in una coperta, chiuditi in una stanza, qualsiasi cosa possa farti sentire al sicuro.
· Cerca l’aiuto di persone di cui ti fidi. Se puoi, chiedi aiuto a qualcuno durante questo periodo di vulnerabilità.
· Prenditi del tempo per rimetterti. Prenditi il tempo per sentirti a tuo agio e nel presente. Questo potrebbe richiedere del tempo ed è normale. Se ti va, fai un sonnellino, prendi un po’ di tempo per te, o qualsiasi cosa che possa aiutarti per sentirti sicuro/a.
· Stai bene con te stesso/a. Sappi che non sei pazzo/a e non stai facendo nulla di sbagliato. Serve tempo per rimettersi.
Disturbi psicosomatici
Body Memories
I disturbi psicosomatici si verificano quando lo stress dei ricordi dell’esperienza di abuso si trasformano in problemi fisici che non possono essere spiegati dai soliti mezzi (esami medici, ecc).
Queste malattie sono spesso chiamate “sintomi psicosomatici” e questo non significa, come invece pensa molta gente, che stanno “nella tua testa”. Piuttosto, significa che i sintomi sono dovuti alla connessione tra mente e corpo.
I problemi fisici che possono svilupparsi includono mal di testa, emicranie, disturbi di stomaco, lievi vertigini, pelle calda/fredda, problemi del sonno, ecc.
Queste malattie possono essere frustranti per la vittima perché sono difficili da diagnosticare e curare e possono aggiungersi alla difficile esperienza di guarigione.
Altri disturbi:
Cliccando sul nome in inglese accedete alla spiegazione (ricordo che chi non sa l'inglese può richiedermi la traduzione).
Adulti vittime di abusi sessuali nell'infanzia
Adults Survivors Of Childhood Sexual Assault
Disturbo da stress post-traumatico
Post Traumatic Stress Disorder (PTSD) e Complex PTSD
Sindrome della donna maltrattata
Battered Woman Syndrome
Gravidanza
Pregnancy
Personalità borderline
Borderline Personality Disorder
Malattie sessualmente trasmissibili
Sexually Transmitted Infections
Sdoppiamento della personalità
Dissociative Identity Disorder
Sindrome di Stoccolma
Stockholm Syndrome
Aiutare una vittima
Ricordate che aiutare una vittima di stupro non è semplice: è un'esperienza traumatica, quindi potreste avere anche voi bisogno di un supporto psicologico.
Quando vi rapportate con una vittima di stupro non giudicatela. Non forzatela a parlare, a raccontare o a denunciare l'accaduto: potete darle consigli, ma ricordate che la scelta spetta infine solo ed esclusivamente a lei. In Italia, la denuncia per stupro può essere sporta entro e non oltre sei mesi dall'accaduto ed è irrevocabile.
Per la vittima è molto importante parlare: è il modo più efficace per razionalizzare l'accaduto. Quando se la sentirà di parlarvi, ascoltatela senza pregiudizi. Fatele sentire la vostra vicinanza. Non mostratevi scocciati o increduli: questo comportamento non può che peggiorare la situazione e lo stato d'animo, già ferito, della vittima.
Se la vittima vuole un supporto medico o denunciare lo stupro, offritevi di accompagnarla all'ospedale o alla polizia: non lasciatela sola.
Da non sottovalutare
I kit per lo stupro
Un kit per lo stupro è un kit con piccole scatole, vetrini e bustine di plastica per raccogliere e conservare le prove della violenza. Grazie a questo si può conservare il DNA dello stupratore e usarlo come prova in tribunale. Si provvede a raccogliere le prove sul corpo e sui vestiti, compresi capelli e fibre. È buona norma portare dei vestiti di ricambio con sé per far esaminare quelli che si indossa.
NOTA: Se sospetti di essere stato/a drogato/a richiedi un'analisi delle urine. Questa non è una procedura standard e viene effettuata solo su richiesta.
Non sottovalutate le malattie sessualmente trasmissibili che si possono contrarre in seguito allo stupro. Parlatene al vostro medico e vi dirà come comportarvi.
La pillola del giorno dopo
Per le donne: attenzione alle gravidanze indesiderate. Se il medico si dimentica di prescrivervi la pillola del giorno dopo (purtroppo succede perché non tutti i medici sanno fare il loro lavoro), PRETENDETE che vi venga prescritta, oppure che vi venga somministrata sul posto. Se vi recate in farmacia per acquistarla, ricordate che i farmacisti sono OBBLIGATI PER LEGGE a vendere un farmaco dietro prescrizione medica. Se vi imbattete in medici o farmacisti "obiettori" chiamate i carabinieri: l'obiezione di coscienza per i medici è contemplata per l'aborto, non per la contraccezione; l'obiezione di coscienza per i farmacisti NON ESISTE. Certa gente deve essere denunciata: si tratta di fanatici che vogliono imporre le loro idee agli altri. Accedere a un farmaco, quando ne avete bisogno, è un VOSTRO DIRITTO, soprattutto in una situazione come questa.
Consiglio per tutti/e: per saperne di più su cosa fare in caso di stupro cliccate QUI.
Per tutte le vittime: purtroppo non avrete la lucidità per pensare a tutto questo, infatti è buona cosa che vi confidiate con una persona di fiducia che possa accompagnarvi e sostenervi.
È molto importante non sottovalutare niente. Se volete denunciare, le prove sono essenziali.
Non siete obbligati/e a sporgere denuncia. Fate quello che vi sentite di fare. È un trauma tremendo quello che avete subito: non lasciatevi andare, rivolgetevi ad amici, parenti o associazioni. Vi sapranno aiutare. Non chiudetevi in voi stessi/e perché l'aiuto è a portata di mano.
Un forte abbraccio a tutti/e.
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Argomenti trattati nel post: psicologia, uomini, contraccezione, denuncia, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, obiezione di coscienza, la mia opinione, aggressione, pillola del giorno dopo, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, gravidanza indesiderata, hiv / aids, conseguenze dello stupro