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Allora, allora, allora...eccomi di nuovo qui a scrivere dopo un'altra frenetica settimana, in cui non sono di certo mancate le violenze, le strumentalizzazioni e, perché no, i deliri. Credo che la foto introduttiva esprima benissimo il sentimento di rabbia e insofferenza di tutte le donne italiane, che si sentono "abbastanza" prese per il culo: non per niente per il 7 e l'8 marzo sono in programma molte iniziative interessanti, ma di questo parlerò dopo...

Andiamo con ordine, cominciando dallo stupro della Caffarella: secondo i test effettuati sui campioni di DNA rinvenuti sulla vittima, i due romeni arrestati sarebbero innocenti. È a questo punto che sono iniziati i deliri: secondo un qualche giornalista simpaticone, attraverso il DNA è stato possibile capire che, chiunque siano i colpevoli, sono sicuramente di etnia romena. Probabilmente in un film di fantascienza...i giornalisti non sono praticamente in grado di dare le notizie, diffondono informazioni fasulle e ci pigliano per i fondelli: questo ormai è appurato. Ovviamente, in tutto questo can-can, nessuno si è sognato di chiedersi: ma la ragazzina che è stata stuprata come sta? La verità è che non frega niente a nessuno e di questo non mi meraviglio.

Intanto, la 41enne stuprata a Primavalle il 21 gennaio scorso avrebbe riconosciuto uno dei due romeni accusati della violenza alla Caffarella, Karol Racz,  per cui è scattata un'altra ordinanza di custodia cautelare in carcere. Staremo a vedere come andrà a finire, sperando che non si arrivi di nuovo ai deliri riportati sopra. Come sempre, mi auguro che, al di là di tutte queste strumentalizzazioni razziste, le vittime di questi delitti siano assistite, aiutate e seguite. Io lascio sempre e comunque in bella vista l'elenco dei centri antiviolenza presenti in Italia, in cui è possibile trovare tutto l'aiuto necessario. Nessuno ve lo dirà mai, perché sono troppo trogloditi per farlo, ma sappiate che questi centri esistono e le persone che ci lavorano vogliono davvero aiutarvi!

Proseguiamo con le violenze della settimana: a Capo d'Orlando un 50enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su una 40enne. A Modica un 32enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale sulla convivente e maltrattamenti in famiglia. Già nel 2007 era stato condannato per gli stessi reati. A Favara, in provincia di Agrigento, un uomo 45enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di due minorenni. A Brindisi un uomo è stato condannato a 10 anni di carcere per lo stupro di due donne. A Firenze una ragazza di 16 anni ha denunciato di essere stata stuprata nei bagni di una discoteca.

A Napoli un uomo di 31 anni è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su una bambina di 6, mentre a Milano un ragazzina di 14 anni è stata violentata ripetutamente dal patrigno ed è rimasta incinta. A Eboli un uomo di 50 anni è stato arrestato per aver violentato la figlia e condannato a 3 anni e due mesi di carcere: una pena tutta da ridere. Ogni tanto mi chiedo se i giudici ci sono o ci fanno, qualcuno dovrebbe andare in aula a gridargli nell'orecchio: "Guardate che ha stuprato la figlia! Non so se vi rendete conto!". Buona notte. A Milano una giovane è stata stuprata nei bagni di un supermercato. Intanto a Firenze si continua ad indagare sulla vicenda di stupro fuori da una discoteca ai danni di una ragazza di 17 anni.

Ulteriori violenze sulle donne si consumano negli ospedali, dove viene negata la prescrizione della pillola del giorno dopo e l'interruzione volontaria della gravidanza. È di pochi giorni fa la lettera di una donna che descrive il suo aborto terapeutico, alla 21esima settimana, tra dolori lancinanti e medici incuranti perché obiettori. C'è davvero da vergognarsi.

Notizie di violenze ai danni di donne arrivano anche dall'estero: in Gran Bretagna una ragazza si è recata alla polizia per denunciare uno stupro ed è stata nuovamente stuprata dal detective, già denunciato in passato per violenza sessuale; mentre in Brasile una bambina di 9 anni è stata stuprata dal patrigno ed è rimasta incinta: i medici che hanno somministrato i farmaci abortivi alla bambina sono già stati scomunicati dalla Chiesa Cattolica, che ovviamente non perde tempo per dimostrare che della vita di una bambina non gliene frega nulla. Sarò intollerante, ma dico a tutti i vermi che sono d'accordo con la scomunica, che una bambina di 9 anni rischia la vita a portare avanti una gravidanza; mettiamolo in chiaro una volta per tutte. Le vostre convinzioni religiose tenetevele per voi e lasciate stare una bambina di 9 anni, pezzi di merda. Quando si decideranno a scomunicare pedofili e stupratori? Penso mai, visto che la Chiesa ne è satura e li protegge pure...

In vista dell'8 marzo, Medici Senza Frontiere (MSF) ha lanciato il rapporto "Vite Spezzate", che riassume l'esperienza assistenziale nei confronti delle donne vittime di violenze sessuali, basato sulle attività in Liberia, Congo, Burundi, Sud Africa, Colombia e molti altri paesi. I medici offrono alle donne l'aiuto sanitario indispensabile per evitare di contrarre malattie sessualmente trasmesse, come l'AIDS, o per scongiurare l'eventualità di una gravidanza indesiderata. Il rapporto comprende anche una parte dedicata alle vittime di sesso maschile.

Anche Amnesty International mette in primo piano, per questo 8 marzo, il Coraggio delle Donne, con diverse informazioni sulle violazioni dei diritti delle donne in tutto il mondo e vari appelli da firmare.

Tornando in Italia, ecco quali sono gli eventi e le città interessate da manifestazioni, fiaccolate e incontri contro la violenza sulle donne:

7 marzo - Firenze - Manifestazione per essere libere di essere - Informazioni QUI

7 marzo - Bologna - Corteo notturno - Informazioni QUI

7 marzo - Torino - Manifestazione contro la violenza sulle donne e le leggi razziste - Informazioni QUI

7 marzo - Catania - Diamo vita al pacchetto bellezza - Informazioni QUI

7 marzo - Cagliari - Libere di agire, capaci di reagire - Informazioni QUI

7/8 marzo - Bergamo - Donne sull'orlo di una crisi di... - Informazioni QUI

7/8 marzo - Napoli - Niente per cui festeggiare, molto per cui lottare - Informazioni QUI

7/8 marzo - Roma - Unite contro la violenza - Informazioni QUI

8 marzo - Taranto - Presidio contro la violenza sulle donne - Informazioni QUI

8 marzo - Palermo - Il nostro corpo non è un campo di battaglia - Informazioni QUI

8 marzo - Palermo - Non è un paese per donne - Informazioni QUI

8 marzo - Vicenza - Donne in piazza contro la base - Informazioni QUI

Per tutte le altre iniziative potete visitare il sito di Controviolenzadonne.org oppure Zeroviolenzadonne.it

Credo proprio di aver concluso. Buon 8 marzo di lotta a tutte!

25 Novembre

 

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne


Quest'anno, in occasione di questa giornata speciale, che non deve durare solo un giorno, ma tutto l'anno, ho deciso di pubblicare qualcosa di diverso dai dati o dalle testimonianze. Mi interessa, invece, parlare di solidarietà e di come le persone possano contribuire ad aiutare le donne in difficoltà.

Tra un mese esatto sarà Natale e Fondazione Pangea Onlus propone l'iniziativa "La vita riparte da... un dono". Cliccando QUI accederete facilmente al sito e alle proposte regalo per il Natale 2008. Dovrete solo scegliere quale vi piace di più, anche in funzione delle possibilità economiche di ciascuno, e il vostro denaro andrà a finanziare i progetti umanitari dell'associazione.



Copio qui la presentazione di Fondazione Pangea, che potete visitare anche su questo sito.

La Fondazione Pangea Onlus è un’organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle Donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali: l'istruzione, l'educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l'educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva e la micro finanza, per la creazione di attività generatrici di reddito.
Pangea opera in collaborazione con associazioni e gruppi locali di donne che condividono la volontà di un’azione efficace che renda le donne protagoniste del loro stesso percorso di riscatto economico e sociale e che favorisca la loro partecipazione attiva allo sviluppo della comunità di appartenenza e dell’intero Paese.
Perché:

Una Donna è una moltiplicatrice di benessere
nella società in cui vive,
è il nodo di una rete sociale e di solidarietà.
Troppo spesso, però, essere
Donna
significa essere
vittima di situazioni politiche instabili,
di precetti religiosi e di pregiudizi sociali.
Troppo spesso, essere
Donna
significa essere privata dei propri diritti.
Per questo noi della Fondazione Pangea Onlus
vogliamo essere  solidali con le Donne,
per
individuare e denunciare ogni tipo di violazione dei loro Diritti in tutti quei Paesi che presentano situazioni radicate
di disagio e povertà.
Ma Pangea non è solo
DENUNCIA. È soprattutto AZIONE.
Perché è importante
aiutare ogni Donna
a costruire una vita ricca di certezze e di speranze per se stessa
e per la comunità in cui vive.
Perché una Donna può diventare una moltiplicatrice di Pace.


Oltre all'iniziativa di Pangea segnalo le proposte di Amnesty International per questo 25 Novembre.

Troverete appelli da firmare e da diffondere per aiutare le donne in difficoltà.




Basta veramente poco! Attiviamoci!

Messo in luce da wonderely alle 20:18 di lunedì, 24 novembre 2008


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Argomenti trattati nel post: appelli, non violenza, date importanti, libertĂ , notizie nazionali, la mia opinione, 25 novembre, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, iniziative femministe

Guardate bene questo manifesto:

ovviamente, questa immagine ha scatenato numerose polemiche.

Oggi l'ANSA riporta la notizia:

MILANO - Una donna nuda stesa su un materasso bianco nella posa della crocifissione. Per la giornata mondiale contro la violenza sessuale, il Telefono Donna ha scelto un'immagine shock che a Milano, pero', rischia di restare nei magazzini invece di finire sui pannelli di affissione. L'assessore all'Arredo Urbano del Comune, Maurizio Cadeo, ha infatti annunciato che cerchera' in tutti i modi di impedire che il manifesto di Telefono Donna finisca sulle strade.

 ''Faro' tutto quanto e' in mio potere - ha affermato - per evitare l'affissione del manifesto, di cui contesto il messaggio, che lede il sentimento religioso dei cittadini''. La donna raffigurata nel manifesto, che dovrebbe finire su 500 spazi di pubblica affissione del Comune, ricorda inequivocabilmente il Cristo in croce e sopra il drappo che le copre le parti intime campeggia la scritta: ''Chi paga per i peccati dell'uomo?''. ''Chiediamo all'associazione di ritirare il manifesto - ha attaccato Carlo Fidanza, capogruppo di An a Palazzo Marino - perche' una giornata cosi' importante non deve essere svilita da una provocazione del genere''.

Io mi chiedo: il manifesto è davvero blasfemo o le persone vogliono nascondersi dietro a finte scuse?

Dà così fastidio vedere una donna nuda, in croce, che ha subito violenza? Dà così fastidio chiedere chi pagherà per questi odiosi crimini? A quanto pare sì. Dà fastidio, molto. Perché di certi argomenti è meglio non parlare, certi argomenti sono scomodi e soprattutto sono fatti privati.

Una donna violentata o picchiata fa impressione e, se proprio vogliamo interessarci all'argomento, non dobbiamo mai e poi mai mostrare la realtà dei fatti, ma solo citare quattro dati statistici per dimostrare che il problema esiste e poi non facciamo nulla per risolverlo. Parliamoci chiaro, quattro dati ci scivolano addosso: non sono i numeri a dimostrare il dolore e la disperazione. Sono le testimonianze, e perché no le immagini, che DEVONO colpire e farci rendere conto della GRAVITÀ delle violenze.

Ben venga questo manifesto: finalmente un'immagine che tocca perché è potente e fa capire come davvero si sente una donna che subisce violenza. NUDA, ovvero spogliata della sua dignità e della sua libertà. Non è niente di provocatorio, non è niente di blasfemo...è semplicemente la VERITÀ.

Che, a quanto pare, dà ancora fastidio a molti.

Per un manifesto di denuncia si può trovare da ridire, ma nessuno sente lesa la sua "sensibilità religiosa" nel vedere appesi per tutte le strade manifesti pubblicitari, in cui il corpo femminile viene sfruttato per vendere prodotti. Nessuno si indigna nel vedere in televisione vallette a destra e a manca per mostrare le loro grazie...Quando si tratta di questo, nessuno si sente offeso nella sua sensibilità.

Quando invece bisogna parlare di argomenti seri e denunciare atti orribili, che nel nostro mondo "civile" milioni di donne subiscono ogni giorno, allora cambia tutto, e si inizia con le solite insulse polemiche ipocrite e stupide...



Ricordo l'appuntamento:

Messo in luce da wonderely alle 20:43 di venerdì, 14 novembre 2008


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Argomenti trattati nel post: date importanti, censura, libertĂ , maltrattamenti, cattolicesimo, indifferenza, denuncia, violenza domestica, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, la mia opinione, paritĂ , 25 novembre, femminicidio, violenza di genere, manifesto antiviolenza, iniziative femministe

COMUNICATO UDI NAZIONALE                      

staffetta di donne contro la violenza

 

Vogliamo lottare contro la violenza sessuata e il femminicidio. Per farlo vogliamo dire CHI siamo, senza mettere distanza tra noi e le altre, perché non siamo né estranee né privilegiate e non pretendiamo che una donna sola faccia quello che tutte non riusciamo a fare: far smettere la violenza che tutte subiamo!

Il primo obiettivo è dunque di agire culturalmente per far smettere il femminicidio.

Vogliamo innanzitutto dire a voce alta che il mestiere più antico del mondo non è la prostituzione, ma lo stupro, è quello del violentatore.

Per questo vogliamo incontrarci con le donne, con tutte, ovunque, pubblicamente.

 

Per questo l'UDI indice una Staffetta di donne contro la violenza che partirà il 25 Novembre 2008, giornata internazionale contro la violenza alle donne, e si chiuderà esattamente un anno dopo, sempre il 25 novembre.

La staffetta partirà da Niscemi,  dove è stata assassinata Lorena.

E si chiuderà a Brescia, dove è stata sgozzata  Hiina.

 

Simbolo e testimone della Staffetta dell’Udi sarà un'anfora con due manici in modo che possa essere portata da due donne, a significare l'importanza della relazione per noi.

In ogni paese o  città  in cui la Staffetta passerà, le due donne che l’hanno avuta in consegna la consegneranno ad altre due, pubblicamente.

In ogni luogo dove la Staffetta passerà, le donne che si faranno carico del suo passaggio potranno imbastire iniziative pubbliche le più varie, seminari, dibattiti, mostre, proiezioni video, eccetera. 

Strada facendo, ogni donna potrà avvicinarsi e mettere nell’anfora un biglietto con i propri pensieri, denunce, parole o immagini.

 

Parteciperanno alla staffetta tutte le donne, dell’UDI e non, che daranno la loro disponibilità a udinazionale@gmail.com entro il 30 settembre 2008, in modo che si possa cominciare a costruire un itinerario nazionale.

 

La Staffetta sarà organizzata solo da donne singole o associazioni di donne - sono escluse rappresentanze di partiti - deve essere  un evento pubblico che ciascuna caratterizzerà come riterrà più opportuno e sarà autofinanziata.

 

Il sito dell’Udi – www.udinazionale.org - a partire dal novembre 2008, seguirà passo dopo passo la Staffetta, dando il resoconto delle iniziative svolte e l’appuntamento per quelle successive.

 

 

UDI - Unione Donne in Italia

Sede nazionale – Archivio centrale

via dell’Arco di Parma 15, 00186, Roma tel 06 6865884



Questo è il modulo da compilare e da inviare all'indirizzo email sopra scritto, se si vuole partecipare:


Richiesta di partecipazione staffetta di donne contro la violenza

 

 

Nome

 

Cognome

 

Indirizzo

 

 

 

 

Tel                                                      cell

 

e- mail

 

 

in rappresentanza di

 

Iniziativa che si intende realizzare, in breve:


Chiunque voglia partecipare è ben accetta!!! :)

Grazie dell'attenzione.

Messo in luce da wonderely alle 12:16 di sabato, 14 giugno 2008


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Argomenti trattati nel post: comunicati stampa, date importanti, stupro, notizie nazionali, paritĂ , 25 novembre, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, iniziative femministe

Vi propongo questo articolo, che potete visualizzare su questo sito.

FERRARA, DA OTTO E MEZZO A OTTO MARZO
di Jacopo Matano

Il direttore del Foglio riceve il placet di Fini per la corsa al Campidoglio ma uno stop alla lista autonoma. E dopo l' "autocandidatura" a ministro della Salute propone, per la giornata delle donne, una grande manifestazione contro l'aborto del suo movimento pro-life, "Per la vita e per le donne". E Casini propone una commissione d'inchiesta sulla 194.

Se c'è una cosa che Giuliano Ferrara ci ha insegnato, è che alle sue provocazioni non bisogna "cedere". Però bisogna "credere". Perché il giornalista ex pci, ex psi, ex ministro ed ora anche ex conduttore di Otto e Mezzo -visto che ha lasciato le dirette di La7 per scendere nella competizione elettorale- solitamente mette in pratica ciò che esterna con mediatica faciloneria.

Stavolta l'ha detta, e quindi la farà, grossa: sulla linea della sua nuova lista prolife, il direttore del Foglio annuncia che l'otto marzo, festa delle donne, organizzerà una manifestazione "per la vita". Contro l'aborto, per sostenere quella moratoria internazionale che da mesi sbandiera sul suo giornale come una conquista della civiltà.

Aspettando la piazza e sulla scia del caso di Napoli, la crociata antiabortista di Ferrara mira intanto a far sparire la sindrome di Klinefelter dalla lista delle malattie che legittimano l'interruzione di gravidanza a scopo terapeutico: "Ho fatto le analisi e ho chiesto a mia moglie di accendere un cero in Chiesa affinchè mi venga diagnosticata quella malattia", afferma Ferrara, "perchè sarebbe la prova che si può vivere, mentre un bambino alla ventunesima settimana è stato raschiato via". Al giornalista, che nei giorni scorsi aveva descritto nei particolari i sintomi di cui soffrirebbe -testicoli piccoli e mammelle ingrossate fin dalla nascita- risponde sul Corriere della Sera il ginecologo radicale Silvio Viale, che fa notare come l'aborto terapeutico, nel caso specifico di questa malattia, viene ammesso "per grave rischio psicologico e fisico della madre", e non del bambino. Che in ogni caso, a causa dell'assetto cromosomico alterato, può nascere con ritardi mentali e sviluppare malformazioni ossee. Ma l'ex ministro, nel frattempo, se la prende anche con Luciana Littizzetto, che nella puntata di Che Tempo Che Fa di ieri faceva notare ironicamente come il Vaticano si scandalizzi sulle scene piccanti di Caos Calmo quando il vero scandalo è da cercarsi nell'irruzione della polizia al Policlnico partenopeo. La Littizzetto e Fazio "sono la regina e il re del buonumore serale televisivo, specie la domenica", arringa Ferrara. "Siccome hanno molta grazia, consiglio loro di informarsi meglio su quel che è successo a Napoli, al Nuovo Policlinico". E continua: "Lì è stato abortito, cioè ucciso, un bambino di ventuno settimane, e solo perché malato di una sindrome comune e curabile. Questa è l'unica notizia sicura".

In barba alle verifiche già effettuate e alla constatata regolarità dell'intervento di interruzione di gravidanza, Ferrara continua sulla sua strada. E alla proposta, lanciata nei giorni scorsi da lui stesso, di pubblicare una foto che testimoni il suo problema con la Klinefelter, il passaparola nei blog ha già dato una dura risposta: pare che nessuno senta il bisogno di questa "conferma".

Sul piano politico, le esternazioni del giornalista vanno di pari passo con il tentativo -più volte reiterato e forse, dopo il placet di Fini, vicino alla conclusione- di candidarsi a Roma con il partito del Popolo delle Libertà. L' "Elefantino" vola alto: "la mia lista nei sondaggi è già a quota 6-7%", annuncia, anche se, confessa, per la corsa alla Capitale "è molto probabile che vinca Rutelli".

Se le riserve del Pdl verranno sciolte presto, l'annunciata corsa al ministero trova nell'Udc delle riserve. A dir poco strumentali. Pier Ferdinando Casini, che critica l'autocandidatura alla Sanità dell' "amico Giulianone", e afferma che "non saranno le questioni della vita a dargli la patente di buon amministratore", lancia contestualmente dal divano di Porta a Porta la proposta di una commissione di inchiesta sulla legge 194, "non per metterla in discussione", assicura, ma per "indagare sull'inattuazione di alcune parti della legge". E così il leader dell'Udc sostiene che non è la battaglia ideologica che fa un buon ministro, ma contemporaneamente propone di assegnare quello che è il compito di un buon ministro, cioè la verifica della corretta applicazione di una legge, ad un organo parlamentare e politico.

Al di fuori della sfera elettorale, resta la provocazione di chi vuole violentare l'otto marzo a cento anni esatti dall'evento simbolico che tradizionalmente identifica le ricorrenze della giornata internazionale delle donne (l'incendio nella fabbrica tessile in cui morirono 146 operaie), con quella che annuncia come "una manifestazione per la vita e per le donne". E in molti sperano che Ferrara, sindrome di Klinefelter o no, sia almeno allergico alle mimose.

 

Grazie mille caro Ferrara: hai proprio ragione! Abolendo l'aborto sicuramente garantirai la salute delle donne! Peccato che non ti sei fermato a pensare che vietando l'aborto non risolverai assolutamente niente, perché le donne torneranno a rivolgersi agli aborti clandestini. Risultato: oltre alla perdita di quello che tu chiami bambino (che in realtà si dovrebbe chiamare feto) avremo anche la perdita della donna. Complimenti! È proprio così che garantirai la salute fisica e psicologica della donna: facendola ricorrere a un macellaio che oltre a raschiarle l'utero, come dici tu, quasi sicuramente le raschierà via anche la vita!

Una proposta io ce l'avrei (forse tu non ci sei arrivato): lezioni di educazione sessuale ai giovani con la spiegazione di tutti i metodi contraccettivi, oppure obbligare i medici a prescrivere la pillola del giorno dopo (perché questa evita la gravidanza), e anche emanare leggi più severe contro gli stupratori (visto che gli stupri possono causare gravidanze indesiderate).

Forse per garantire la salute delle donne sarebbe meglio evitare che esse vengano stuprate, picchiate o uccise in famiglia, oppure appena mettono piede fuori di casa, no? L'8 Marzo dovrebbe essere dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, non a questa inutile e ipocrita campagna contro la 194. Però come dice anche Einstein, la stupidità delle persone è infinita... 

Messo in luce da wonderely alle 13:25 di mercoledì, 20 febbraio 2008


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Argomenti trattati nel post: aborto, date importanti, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, la mia opinione, legge 194

Forse non molti di voi conosceranno questa data, il 25 Novembre, perché non ricorda nulla di particolare. Invece, il 25 Novembre 1960 nella Repubblica Dominicana, le sorelle Mirabal furono rapite, stuprate e uccise dalle forze di sicurezza del governo Trujillo. Per questo nel 1981, la prima riunione del movimento femminista dell'America Latina e dei Caraibi scelse il 25 Novembre come data significativa per celebrare la GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: in questa giornata si ricordano tutte le donne vittime di violenza e si cerca di combattere il femminicidio, tragicamente in aumento

Proprio ieri 24 Novembre si è svolta a Roma, la Manifestazione Nazionale contro la violenza maschile sulle donne (non mi voglio dilungare sulle contestazioni politiche). Ritengo che sia importante sapere che in Italia ogni due giorni muore una donna a causa di violenze fisiche: questo dato è agghiacciante, così come lo sono questi altri numeri: dall'inizio del 2007 nel nostro paese 62 donne sono state uccise, 10383 picchiate a sangue, ogni giorno si verificano 200 stupri tentati o consumati e ogni anno la quota sale a 74 mila. A tutto questo si aggiunge la preoccupante statistica italiana che vede solo 1 stupratore su 100 condannato. La violenza maschile sulle donne è la prima causa di morte femminile: questo significa che il cancro e gli incidenti mietono meno vittime.

Oggi 25 Novembre e tutti i giorni a venire, non dimentichiamoci delle milioni di donne che nel mondo subiscono violenza. L'agghiacciante statistica ci dice che una donna su tre nel corso della propria vita subirà uno stupro (tentato o consumato), sarà vittima di violenze fisiche e/o psicologiche. Ogni 3 anni si conta che 6 milioni e mezzo di donne muoiono per mano di uomini: la cifra è esattamente uguale al numero di ebrei morti durante il nazismo. La differenza sostanziale è che per l'olocausto sono stati fatti processi e condannati i colpevoli, mentre le donne continuano a morire in silenzio e i loro assassini sono lasciati liberi di nuocere. La vita spezzata di una donna sembra non avere valore. E' per questo che noi da oggi dobbiamo riflettere su queste cifre, dobbiamo smettere di nascondere il problema e soprattutto dobbiamo toglierci di dosso questa indifferenza.

UN ABBRACCIO A TUTTE LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA: NON VI DIMENTICHIAMO!

Messo in luce da wonderely alle 10:34 di domenica, 25 novembre 2007


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