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La notte di venerdì 20 marzo, Lucia dopo aver avuto un rapporto con il suo compagno, a causa della rottura del preservativo decide di dirigersi verso la guardia medica del distretto di pertinenza ( quello di Via Massimo d’Azeglio) per richiedere la prescrizione della pillola del giorno dopo. Giunta sul luogo circa alle 3.00 - 3.30 del mattino, bussa per farsi aprire. Al citofono risponde una dottoressa che non le apre, insiste perché Lucia le comunichi le ragioni per cui ha bisogno di parlare con lei al citofono, in mezzo alla strada,e poi sentito che richiedeva la prescrizione della pillola del giorno dopo, non apre la porta e infastidita le dice che per prescriverle il farmaco ha bisogno degli esami del sangue della ragazza. Lucia ovviamente insiste sull’urgenza della situazione ma la dottoressa, sempre attraverso il citofono, chiude la conversazione dicendo di tornare con gli esami lì la mattina successiva alle 10.00: :”…la dottoressa al citofono mi ha chiesto quando era avvenuto il rapporto e ha tentato di convincermi che prenderla prima o dopo non cambiava assolutamente nulla, che le probabilità di riuscita erano le stesse…quindi ha fatto disinformazione sostenendo che prenderla immediatamente o dopo uno-due giorni non avrebbe cambiato nulla, soltanto per lavarsene le mani e lasciar risolvere la questione a qualcun altro!”
Lucia il giorno dopo torna alla guardia medica dove incontra un’altra dottoressa che le fa la prescrizione e le dice che la dottoressa del giorno prima è solita rinviare ai turni di altri colleghi la prescrizione della pillola del giorno dopo perché obiettrice!
RICORDIAMO CHE LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO NON E’ UN FARMACO ABORTIVO, MA UN FARMACO D’EMERGENZA E VA ASSUNTO AL MASSIMO ENTRO LE 72 ORE DAL RAPPORTO!
PERTANTO NON SOLO LA DOTTORESSA ERA OBBLIGATA DALLA LEGGE ALLA PRESCRIZIONE ( NON POTEVA INFATTI APPELLARSI ALL’OBIEZIONE DI COSCIENZA!), MA AVREBBE DOVUTO FARLO IMMEDIATAMENTE, TRATTANDOSI PER L’APPUNTO DI UN FARMACO D’EMERGENZA!!!
Chiediamo che sia individuata la dottoressa in questione e non le venga più dato modo di nuocere alla salute dei/delle pazienti!
In ogni caso ci chiediamo ancora una volta come sia possibile che in uno Stato che per legge deve garantire la salute di tutt* i/le cittadin* possa mettere di guardia, in una struttura sanitaria, un medico obiettore, un medico cioè che non può prendersi cura di tutti i suoi/le sue pazienti. Oltretutto si legittima la possibilità per questi medici di decidere di chi prendersi cura e chi invece denigrare.
Sappiamo tutt* , tra l’altro, come l’obiezione sia esclusivamente un fenomeno politico e non legato nella stragrande maggioranza dei casi a particolari credenze o spirito di fede: sappiamo infatti di medici antiabortisti presso gli ospedali, ma praticanti aborti nei propri studi privati!!!!!
La situazione in città e in Italia si fa sempre più irrespirabile, e i servizi sanitari scarseggiano ogni giorno di più. Tagliano i fondi agli ospedali e diminuiscono il personale. I consultori non ricevono più finanziamenti, così come i centri antiviolenza. Molte farmacie non vendono la pillola del giorno dopo, alcune cominciano a non vendere nemmeno i preservativi!L’ingresso nel mondo del lavoro ospedaliero è sempre più controllato dalle lobbies politiche: ecco perché in Sicilia negli ultimi anni il numero degli obiettori arriva anche a sfiorare l’80%.
Diciamo basta a tutto questo.
Chiediamo a tutt* di partecipare a questo monitoraggio delle strutture sanitarie, informandoci di casi di boicottaggio, disinformazione e inadempimento e obiezione di coscienza inesistente!
Nessun controllo su di noi, sui nostri corpi, sulle nostre scelte!
Riprendiamo in mano le nostre vite e lottiamo per quello che ci spetta!
Libere di agire capaci di reagire!
Per info:malefimmine@gmail.com
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Argomenti trattati nel post: salute, aborto, contraccezione, cattolicesimo, notizie nazionali, inciviltĂ , obiezione di coscienza, legge 194, pillola del giorno dopo, libertĂ di scelta, gravidanza indesiderata

Ergastolo. Questa è la condanna pronunciata ieri a carico di Josef Fritzl, padre-mostro che ha segregato, stuprato e schiavizzato per 24 anni la figlia Elisabeth, da cui ha avuto sette figli, uno dei quali lasciato morire pochi giorni dopo il parto e bruciato in una stufa. Ergastolo. Per una volta, questa parola mi suona terribilmente riduttiva, nonostante rappresenti il massimo della pena. In realtà, qualsiasi parola, ahimé, non basterebbe a descrivere quello che è stato e ciò che una ragazza indifesa è stata costretta a subire per 24 lunghi anni; nessuna pena potrà mai risanare le ferite di una figlia tradita proprio da chi avrebbe dovuto proteggerla e amarla. Davanti a tutto questo orrore possiamo solo ammutolirci e mostrare rispetto per la forza e il coraggio di una donna che è finalmente riuscita a liberarsi del suo aguzzino, l’ha denunciato e ha testimoniato contro di lui, e come lei, molte altre.
Possiamo, però, renderci conto che, ancora una volta, la violenza si è consumata in famiglia, all’interno delle cosiddette “mura domestiche” che nulla hanno a che vedere con la tanto sbandierata sicurezza, la protezione e l’amore. Nel contesto famigliare avvengono le peggiori violenze nei confronti di donne e bambini: stupri, percosse, violenza psicologica e chi più ne ha, più ne metta. Non ci sono limiti e confini a questa strage di innocenti.
È davvero quanto di più falso ci sia al mondo trattare questi fenomeni come fossero episodi sporadici, compiuti da persone “malate”, in famiglie disagiate e via dicendo. Non è assolutamente questa la realtà: non esistono differenze di classe sociale o nazionalità quando si parla di violenza, è la società fallocentrica ad essere malata, è la cultura dello stupro la causa. La violenza è tanto universale quanto diffusa e distruttiva, come dimostrano recenti fatti di cronaca nera:
A Roma un uomo ha picchiato e violentato la moglie incinta; sempre a Roma due sorelle di 17 e 18 anni hanno denunciato dieci anni di abusi subiti dal padre. A Povegliano, un uomo è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della nipotina di dieci anni e a Palermo tre fratelli sono stati arrestati per aver stuprato le loro quattro nipotine. A Matera un 78enne è stato accusato di ripetuti stupri nei confronti della figlia disabile, mentre a Foggia un uomo di 36 anni non ha accettato la separazione dalla moglie e l’ha quindi picchiata e violentata. E potrei andare avanti all’infinito…
Altro che ronde e decreti “antistupri”, altro che violenze solo per strada e per mano di sconosciuti (meglio se stranieri)…quello che vi fanno vedere rappresenta solo un milionesimo della violenza perpetrata nei confronti delle donne e quello che sconvolge è che se ne parla come se fosse l’unica esistente. Tutte le altre violenze sono invisibili, perché riconoscerle significherebbe mettere in discussione la famiglia e tutto il sistema patriarcale che, ancora oggi, ci circonda, ci segrega in casa e ci uccide. Ci fa sentire esseri inferiori, prive di dignità e di libertà, senza la possibilità di scegliere alcunché, perché la nostra vita deve essere programmata e decisa da un uomo, a cui noi dobbiamo appartenere senza se e senza ma e, se qualche volta ci arriva un pugno in faccia è perché, insomma, non abbiamo fatto il nostro dovere…e qui mi fermo. Ho già lasciato importanti spunti di riflessione, per chi li saprà e li vorrà cogliere, ovviamente.
**********
Uscendo dall’ambito famigliare, vorrei tornare a parlare dello stupro di Capodanno: ci sono due notizie. La prima è che Davide Franceschini è stato portato in carcere, lì dove merita di stare, ma il suo avvocato ha già fatto sapere, indignato, che farà ricorso: il suo assistito, a suo dire, non è paragonabile agli stupratori della Caffarella, in quanto ha commesso un reato “differente”. Ma che significa “differente”? La risposta è semplicissima: Franceschini non è uno “sbandato romeno”, bensì un bravo ragazzo italiano, strappato ingiustamente alla sua casa e alla sua famiglia. Aveva anche dichiarato di essere pentito e questo basta per redimerlo: e che vogliamo di più dalla vita? Ma soprattutto, perché la vittima continua a rompere per ottenere giustizia? Non è contenta che si sia mostrato pentito? E basta no! Quante storie per uno stupro! Che volete che sia? Così la pensa anche il gip, che oggi ha deciso di scarcerare il ragazzo, non perché non abbia commesso lo stupro, ma perché, appunto, è un bravo ragazzo, si è pentito e può quindi tornare a casa. Solo per gli stranieri vale la custodia cautelare in carcere, anche senza prove, anche con il DNA che prova il contrario: si sa che la legge non è uguale per tutti.
A proposito della vittima, la seconda notizia è la seguente: pochi giorni fa, la 25enne vittima dello stupro è stata trovata in possesso di droga e qualche bravo giornalista, ligio al dovere, non ha perso l’occasione per redigere il solito articolo subdolo, in cui si descrive la ragazza come una poco raccomandabile. La regola è questa: non si può assolutamente stare con le mani in mano quando lo stupratore è un italiano; bisogna in tutti i modi cercare di salvargli il sederino, perché gli italiani sono bravi ragazzi, cocchi di mamma, che non stuprano quasi mai e, se lo fanno, è perché sono stati provocati in qualche modo da una qualche ragazzaccia, che non vedeva l’ora di essere violentata. Bisogna salvare il culetto a questi bravi ragazzi e qual è l’arma migliore per poterlo fare? Ovviamente screditare la vittima, come se c’entrasse qualcosa il successivo possesso di droga con lo stupro precedente.
Sinceramente, a noi che ce frega se la vittima è stata trovata con della droga? Si annulla lo stupro per caso? Come funziona? C’è una qualche regola matematica da applicare? Oltre alla patente a punti ora si inventeranno pure lo stupro a punti? In base alla "condotta" (e alla nazionalità, perché no) della vittima si tolgono o si aggiungono punti allo stupratore: va in galera chi accumula meno punti. "Vittima trovata in possesso di droga: +100 punti allo stupratore, hai stuprato una poco di buono, quindi puoi pure ritenerti soddisfatto della buona azione compiuta, l’hai castigata per bene, ti meriti un premio”. Se poi si stupra una donna straniera (la nazionalità prediletta resta sempre quella romena) o una prostituta, la quota sale a 200 e così via. È così?
Ancora una volta, come è stato per lo stupro di Primavalle, assistiamo al giudizio popolare di una donna, la cui unica colpa è quella di essere stata stuprata e aver avuto il coraggio di denunciare. Se la droga fosse stata trovata in possesso, per esempio, di un parlamentare, nessuno avrebbe fiatato, ma visto che si tratta della vittima di uno stupro (compiuto da un italiano) ci sono tutti gli elementi per poterla crocifiggere.
Perché in questo paese di falsi moralisti, razzisti e incivili, se vieni stuprata è colpa tua, non ci sono santi. Lo stupratore si giustifica tirando in ballo chissà quali scuse, tutti si commuovono davanti al suo pentimento e tu sei solo la puttana della situazione; nessuno si sognerà mai di chiederti come stai, nemmeno per sbaglio; tutti ti sbraiteranno contro che è ora di smetterla di frignare, senza mai cercare di capire cos'è che ti fa stare tanto male; ignoreranno qualsiasi tua emozione o sensazione, ti diranno che sentirsi male è sbagliato e penseranno che dicendoti questo per magia ti sentirai meglio; ti diranno che dovevi svegliarti prima, come se parlare di uno stupro fosse la cosa più semplice del mondo; ti diranno che se non hai denunciato subito sei una scema e non sei credibile: forse ignorano che nessuno ti caga e che tu ti senti talmente umiliata che l'unica cosa che vorresti fare è mandarli tutti al diavolo, andartene via e stare da sola; ti faranno sentire in colpa, in questo sono tutti bravissimi, e c'è persino chi ti dirà che ti sei inventata tutto, giusto per sentirsi realizzato, perché è così bello dare il colpo di grazia...
È così che funziona, da sempre, dall'età della pietra, e noi ci viviamo ancora.
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Argomenti trattati nel post: razzismo, molestie, libertĂ , maltrattamenti, pedofilia, violenza domestica, stupro, notizie nazionali, notizie internazionali, violenza sessuale, inciviltĂ , incesto, la mia opinione, bambine, stereotipi, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, gravidanza indesiderata, violenza su figlia

No, non è il titolo di una fiaba, ma la mia personalissima interpretazione di un fatto realmente accaduto. Ne ho già parlato nel post precedente, ma ora voglio dargli ampio spazio.
In Brasile, una bambina di nove anni veniva stuprata dal patrigno da quando ne aveva sei ed in seguito alle continue violenze è rimasta incinta. Vista la giovanissima età, l'apparato riproduttivo della piccola non è ancora sviluppato, quindi portare avanti una gravidanza comporta un rischio serio per la sua vita. I medici hanno subito chiarito quali potevano essere le conseguenze: rottura dell'utero (e quindi sterilità permanente), morte per emorragia, fistole, e quant'altro. Le prime due sono chiare a tutti, ora vediamo di spiegare in parole povere cos'è una fistola: si verifica una lacerazione molto profonda a livello dell'utero e della vagina che arriva a metterli in comunicazione con il retto (sito posteriormente) e/o con la vescica (sita anteriormente): la bambina ne sarebbe uscita devastata, sempre che fosse sopravvissuta. Una delle conseguenze più gravi della fistola è l'incontinenza fecale e/o urinaria. Molte donne affette da fistole vengono anche emarginate dalla società.
Finita la presentazione della bambina, ora vi parlo delle Bestie: la numero uno è l'arcivescovo José Cardoso Sobrinho, che ha deciso di scomunicare i medici, che hanno somministrato i farmaci abortivi alla bambina e la madre, che ha deciso di far abortire la figlia. Tutte le altre Bestie sono gli esseri immondi che popolano il Vaticano (tra cui il Papa), che hanno ovviamente (avevate qualche dubbio?) appoggiato la decisione del talebano, ops scusate, dell'arcivescovo. Secondo le Bestie, la legge di Dio è superiore a qualunque legge umana e non si può rispondere ad una violenza con un'altra violenza (ovvero l'aborto).
Giunti a questo punto, è doveroso chiedersi: ma che cosa c'è di violento nel salvare la vita di una bambina? Dove sta il rispetto della vita se si condanna a morte una bambina di 9 anni che è incinta perché è stata STUPRATA? Qualcuno me lo spieghi: ma non con le parole di un qualche Vangelo strampalato...usate le vostre parole, usate la vostra testa! Sempre che ne abbiate una...
Proprio ieri il Papa ha fatto il suo discorso dell'8 marzo, parlando del rispetto delle donne e bla bla bla... forse non è ancora chiaro, ma io con le sue parole mi ci pulisco il didietro! Perché non si può parlare di rispetto delle donne e scomunicare dei medici che stanno cercando di salvare la vita di una bambina innocente. Piuttosto teniamo chiusa la boccaccia. Non me ne frega una mazza delle parole, quando poi nei fatti si commettono queste atrocità. Mi fa schifo questa IPOCRISIA. Mi fa vomitare.
Bestie che non siete altro, VERGOGNATEVI. Vergognatevi perché la Chiesa scomunica chi salva la vita di una bambina e nasconde e protegge pedofili e stupratori. VERGOGNATEVI.
Per chi vuole indignarsi fino in fondo, lascio anche questo articolo: potete leggere i pareri-paraculo (perché non si può mai rischiare di tirare fuori i coglioni ed esprimere davvero la propria opinione) di altre Bestie (non voglio svelarvi l'identità, scopritela da voi). Si legge: "Probabilmente è stata la scelta giusta" (probabilmente???), oppure "...resto contrario all'aborto persino in un caso limite come questo. Però quella scomunica mi sembra eccessiva" (no comment), oppure "Non mi tirerà fuori un giudizio su questo episodio..." (non preoccuparti, la caccia alle streghe è finita, parla pure).
Eh già, è così difficile ammettere che questi preti sono CRIMINALI tanto quanto i pedofili e gli stupratori. Molti di loro lo sono già, ma voi non lo sapete perché nessuno ve lo dice: praticamente stuprano i/le bambini/e e, quando i genitori vogliono denunciare, loro si impongono affinché non vengano coinvolte le forze dell'ordine. E sapete come va a finire poi? Che i preti "per punizione" vengono trasferiti da un'altra parte....così possono trovare nuovi/e bambini/e da abusare. Insomma, proprio un bell'affare per questi pezzi di merda! Meglio di così non gli poteva andare!
Ed è sempre più difficile ammettere che sono CRIMINALI...Mamma mia com'è difficile...Quando aprirete gli occhi tutti quanti? Oppure vi fa comodo non vedere...e intanto la vostra omertà distrugge la vita dei bambini...
Tutto l'Amore del mondo alla piccola.
Vedi le altre immagini contro la pedofilia QUI.
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Argomenti trattati nel post: aborto, cattolicesimo, indifferenza, pedofilia, stupro, notizie internazionali, violenza sessuale, inciviltĂ , incesto, la mia opinione, bambine, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, gravidanza indesiderata, violenza su figlia

Allora, allora, allora...eccomi di nuovo qui a scrivere dopo un'altra frenetica settimana, in cui non sono di certo mancate le violenze, le strumentalizzazioni e, perché no, i deliri. Credo che la foto introduttiva esprima benissimo il sentimento di rabbia e insofferenza di tutte le donne italiane, che si sentono "abbastanza" prese per il culo: non per niente per il 7 e l'8 marzo sono in programma molte iniziative interessanti, ma di questo parlerò dopo...
Andiamo con ordine, cominciando dallo stupro della Caffarella: secondo i test effettuati sui campioni di DNA rinvenuti sulla vittima, i due romeni arrestati sarebbero innocenti. È a questo punto che sono iniziati i deliri: secondo un qualche giornalista simpaticone, attraverso il DNA è stato possibile capire che, chiunque siano i colpevoli, sono sicuramente di etnia romena. Probabilmente in un film di fantascienza...i giornalisti non sono praticamente in grado di dare le notizie, diffondono informazioni fasulle e ci pigliano per i fondelli: questo ormai è appurato. Ovviamente, in tutto questo can-can, nessuno si è sognato di chiedersi: ma la ragazzina che è stata stuprata come sta? La verità è che non frega niente a nessuno e di questo non mi meraviglio.
Intanto, la 41enne stuprata a Primavalle il 21 gennaio scorso avrebbe riconosciuto uno dei due romeni accusati della violenza alla Caffarella, Karol Racz, per cui è scattata un'altra ordinanza di custodia cautelare in carcere. Staremo a vedere come andrà a finire, sperando che non si arrivi di nuovo ai deliri riportati sopra. Come sempre, mi auguro che, al di là di tutte queste strumentalizzazioni razziste, le vittime di questi delitti siano assistite, aiutate e seguite. Io lascio sempre e comunque in bella vista l'elenco dei centri antiviolenza presenti in Italia, in cui è possibile trovare tutto l'aiuto necessario. Nessuno ve lo dirà mai, perché sono troppo trogloditi per farlo, ma sappiate che questi centri esistono e le persone che ci lavorano vogliono davvero aiutarvi!
Proseguiamo con le violenze della settimana: a Capo d'Orlando un 50enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su una 40enne. A Modica un 32enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale sulla convivente e maltrattamenti in famiglia. Già nel 2007 era stato condannato per gli stessi reati. A Favara, in provincia di Agrigento, un uomo 45enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di due minorenni. A Brindisi un uomo è stato condannato a 10 anni di carcere per lo stupro di due donne. A Firenze una ragazza di 16 anni ha denunciato di essere stata stuprata nei bagni di una discoteca.
A Napoli un uomo di 31 anni è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su una bambina di 6, mentre a Milano un ragazzina di 14 anni è stata violentata ripetutamente dal patrigno ed è rimasta incinta. A Eboli un uomo di 50 anni è stato arrestato per aver violentato la figlia e condannato a 3 anni e due mesi di carcere: una pena tutta da ridere. Ogni tanto mi chiedo se i giudici ci sono o ci fanno, qualcuno dovrebbe andare in aula a gridargli nell'orecchio: "Guardate che ha stuprato la figlia! Non so se vi rendete conto!". Buona notte. A Milano una giovane è stata stuprata nei bagni di un supermercato. Intanto a Firenze si continua ad indagare sulla vicenda di stupro fuori da una discoteca ai danni di una ragazza di 17 anni.
Ulteriori violenze sulle donne si consumano negli ospedali, dove viene negata la prescrizione della pillola del giorno dopo e l'interruzione volontaria della gravidanza. È di pochi giorni fa la lettera di una donna che descrive il suo aborto terapeutico, alla 21esima settimana, tra dolori lancinanti e medici incuranti perché obiettori. C'è davvero da vergognarsi.
Notizie di violenze ai danni di donne arrivano anche dall'estero: in Gran Bretagna una ragazza si è recata alla polizia per denunciare uno stupro ed è stata nuovamente stuprata dal detective, già denunciato in passato per violenza sessuale; mentre in Brasile una bambina di 9 anni è stata stuprata dal patrigno ed è rimasta incinta: i medici che hanno somministrato i farmaci abortivi alla bambina sono già stati scomunicati dalla Chiesa Cattolica, che ovviamente non perde tempo per dimostrare che della vita di una bambina non gliene frega nulla. Sarò intollerante, ma dico a tutti i vermi che sono d'accordo con la scomunica, che una bambina di 9 anni rischia la vita a portare avanti una gravidanza; mettiamolo in chiaro una volta per tutte. Le vostre convinzioni religiose tenetevele per voi e lasciate stare una bambina di 9 anni, pezzi di merda. Quando si decideranno a scomunicare pedofili e stupratori? Penso mai, visto che la Chiesa ne è satura e li protegge pure...
In vista dell'8 marzo, Medici Senza Frontiere (MSF) ha lanciato il rapporto "Vite Spezzate", che riassume l'esperienza assistenziale nei confronti delle donne vittime di violenze sessuali, basato sulle attività in Liberia, Congo, Burundi, Sud Africa, Colombia e molti altri paesi. I medici offrono alle donne l'aiuto sanitario indispensabile per evitare di contrarre malattie sessualmente trasmesse, come l'AIDS, o per scongiurare l'eventualità di una gravidanza indesiderata. Il rapporto comprende anche una parte dedicata alle vittime di sesso maschile.
Anche Amnesty International mette in primo piano, per questo 8 marzo, il Coraggio delle Donne, con diverse informazioni sulle violazioni dei diritti delle donne in tutto il mondo e vari appelli da firmare.

Tornando in Italia, ecco quali sono gli eventi e le città interessate da manifestazioni, fiaccolate e incontri contro la violenza sulle donne:
7 marzo - Firenze - Manifestazione per essere libere di essere - Informazioni QUI
7 marzo - Bologna - Corteo notturno - Informazioni QUI
7 marzo - Torino - Manifestazione contro la violenza sulle donne e le leggi razziste - Informazioni QUI
7 marzo - Catania - Diamo vita al pacchetto bellezza - Informazioni QUI
7 marzo - Cagliari - Libere di agire, capaci di reagire - Informazioni QUI
7/8 marzo - Bergamo - Donne sull'orlo di una crisi di... - Informazioni QUI
7/8 marzo - Napoli - Niente per cui festeggiare, molto per cui lottare - Informazioni QUI
7/8 marzo - Roma - Unite contro la violenza - Informazioni QUI
8 marzo - Taranto - Presidio contro la violenza sulle donne - Informazioni QUI
8 marzo - Palermo - Il nostro corpo non è un campo di battaglia - Informazioni QUI
8 marzo - Palermo - Non è un paese per donne - Informazioni QUI
8 marzo - Vicenza - Donne in piazza contro la base - Informazioni QUI
Per tutte le altre iniziative potete visitare il sito di Controviolenzadonne.org oppure Zeroviolenzadonne.it
Credo proprio di aver concluso. Buon 8 marzo di lotta a tutte!
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Argomenti trattati nel post: appelli, aborto, date importanti, razzismo, 8 marzo, molestie, libertĂ , maltrattamenti, cattolicesimo, indifferenza, violenza domestica, stupro, notizie nazionali, notizie internazionali, violenza sessuale, inciviltĂ , incesto, la mia opinione, aggressione, bambine, libertĂ di scelta, femminicidio, discriminazione sessuale, centri antiviolenza, violenza di genere, gravidanza indesiderata, hiv / aids, violenza su figlia, iniziative femministe
Negli ultimi anni, il numero di stupri perpetrati contro donne e ragazze di Haiti è cresciuto esponenzialmente; prevalentemente lo stupro da parte di bande di uomini armati, ma anche la violenza domestica è molto diffusa.
Già nei tre anni successivi al colpo di stato, che mise fine al primo governo Aristide nel 1991, si ricorreva alla violenza sessuale per punire e intimidire le famiglie dei sostenitori del governo; successivamente, la pratica dello stupro è stata adottata da bande criminali. Nel 2008, nel periodo precedente al carnevale, nella capitale Port-au-Prince, in soli tre giorni, sono stati segnalati 50 casi di violenze ai danni di donne e bambine.
Molto diffusa è anche la violenza domestica, che rimane spesso nascosta. Bambine e ragazze non denunciano le violenze subite tra le mura domestiche perché dipendono economicamente da chi abusa di loro. Il problema non è mai stato affrontato col risultato di una convinzione generalizzata della violenza domestica percepita come un fenomeno normale e inevitabile.
Alle ragazze che restano incinte in seguito a uno stupro non viene garantito un adeguato supporto sanitario: solo un quarto delle nascite avviene con l'assistenza di personale qualificato e molte donne e ragazze muoiono a causa di complicazioni legate alla gravidanza.
Le conseguenze della violenza sono durature e profonde. Oltre alle immediate ripercussioni fisiche, le vittime si trovano spesso a dover affrontare gravidanze indesiderate, malattie a trasmissione sessuale e problemi psicologici quali, stress post-traumatico, ansia o depressione. In particolare, le ragazze di età inferiore ai 18 anni rischiano maggiormente di morire per cause connesse al parto di vedere il proprio diritto a ricevere un'istruzione seriamente compromesso.
Nella maggior parte dei casi, le ragazze non hanno il coraggio di denunciare gli stupri a causa della paura, della vergogna e delle convenzioni sociali che fanno sì che la violenza commessa dagli uomini sia tollerata. Anche la mancanza di fiducia nei confronti del sistema giudiziario e della polizia gioca un ruolo importante nello scoraggiare le denunce.
Negli ultimi anni, le autorità haitiane hanno tentato di affrontare il problema della violenza. Il Ministero per le politiche e i diritti delle donne, istituito nel 1994, ha preso parte a diverse iniziative di sensibilizzazione. Nel 1995, è stato adottato il Piano nazionale di contrasto alla violenza sulle donne, le cui raccomandazioni se attuate, potrebbero fare molto per prevenire e perseguire questi reati.
Amnesty International chiede alle autorità haitiane di:
----> FIRMA L'APPELLO
Read the article in english: Don't turn your back on girls
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ENUGU (Nigeria) - La polizia ha fatto irruzione in una clinica per la maternità di Enugu, nell’est della Nigeria, per stroncare una «fabbrica di bambini». Nell'edificio, di due piani, tutto taceva durante il giorno, ma l'attività diventava febbrile durante la notte. Si trattava di una struttura dove venivano rinchiuse giovani donne (ne sono state liberate 20) e venivano dati alla luce bambini da mettere in vendita. Per le organizzazioni locali che si battono contro il traffico di essere umani, la pratica non è rara in Nigeria, il Paese che conta il più alto numero di abitanti del continente africano, pari a 140 milioni. Stando alla ricostruzione fornita dalle organizzazioni di quella che è stata definita la più vasta operazione di polizia contro una rete di trafficanti di bambini, il medico responsabile della clinica di Enugu attirava giovani donne che portavano avanti gravidanze non desiderate, proponendo loro di aiutarle ad abortire. Le adolescenti venivano invece rinchiuse fino al giorno del parto, quindi costrette a separarsi dal proprio bambino in cambio di circa 20 mila naira (135 euro). I bambini veniva poi venduti, generalmente a nigeriani, per una cifra che oscilla tra i 300 mila e i 450 mila naira (2 mila -3 mila euro).
STUPRI RIPETUTI - «Appena entrata, mi hanno fatto un’iniezione e sono svenuta - ha raccontato alla France presse una delle 20 donne liberate - quando ho ripreso conoscenza, mi sono resa conto che ero stata violentata». La ragazza, 18 anni, è stata quindi rinchiusa con altre 19 donne. Il medico l’ha violentata di nuovo il giorno dopo, una settimana prima dell’intervento della polizia. Non esistono dati precisi sulle «fabbriche dei bambini», come sono state ribattezzate dalla stampa nazionale, e sul numero di neonati destinati ogni anno alla vendita, ma secondo gli attivisti si tratta di un’attività molto diffusa, gestita da organizzazioni molto strutturate. «Pensiamo siano più grandi di quanto sappiamo», dice Ijeoma Okoronkwo, direttore regionale dell’Agenzia nazionale per il bando del traffico di esseri umani. Le strutture simili alla clinica di Enugu scoperte finora nel Paese sono almeno una decina. «Tutto questo esiste da tempo, ma noi ne siamo al corrente solo dal dicembre 2006, quando un’ong ha lanciato l’allarme e ci ha segnalato che i bambini venivano venduti e che vi erano coinvolti gli ospedali», ha aggiunto.
«VOLONTARIE» PER POVERTÀ- In alcuni casi, giovani donne molto povere ricorrono di propria volontà a questa pratica per avere denaro. Nella clinica di Enugu, «abbiamo trovato quattro donne che erano lì da tre anni, per fare figli», ha detto il responsabile locale per la sicurezza, Desmond Agu. Secondo la polizia, il medico «invitava» giovani uomini «per ingravidare le ragazze». In alcuni casi, i bambini vengono dati alla luce per avere più manodopera o farli prostituire. Nella società nigeriana la sterilità di una donna sposata è un fardello. «Nella società Igbo (etnia del sud-est), il prezzo da pagare quando non si hanno bambini è alto», evidenzia Peter Egbigbo, psicologo clinico, ma la gente «è pronta a pagare non importa quale somma per un bambino», di cui poi nascondono a tutti l’origine. «Molta gente non sa neppure che quel che fa è contro la legge - sottolinea Okoronkwo, dell’agenzia nazionale - credono si tratti di una adozione». Secondo l’Unicef, sono almeno dieci i bambini che vengono venduti ogni giorno in Nigeria.
Fonte: Corriere della Sera
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In Italia, ancora oggi, c'è un'ignoranza vergognosa riguardo la contraccezione e il sesso sicuro. Per questo motivo, il Collettivo Malefimmine ha redatto un opuscolo di circa 30 pagine in cui vengono fornite informazioni scientifiche riguardo la contraccezione, le malattie sessualmente trasmesse e l'interruzione volontaria della gravidanza.
L'opuscolo è rivolto sia a donne che a uomini ed è possibile scaricarlo cliccando QUI. Se, per qualche strano motivo, non riuscite a scaricare il documento, contattatemi al seguente indirizzo (wonder_ely@hotmail.it) e ve lo invierò per posta elettronica.
Nello stesso opuscolo è possibile trovare i consultori presenti nella provincia di Palermo, poiché il collettivo in questione è siciliano. Per cercare i consultori più vicino a voi in tutta Italia, consiglio di visitare questo sito: a metà pagina, sulla sinistra, trovate una cartina dell'Italia, cliccateci sopra e scegliete la regione e la provincia in cui volete trovare il consultorio. Vi apparirà l'elenco (fornito anche di numeri di telefono, fax, eventuale indirizzo email e sito internet) e potrete scegliere il più vicino a voi.
È davvero molto importante essere INFORMATI per evitare malattie o gravidanze indesirate e per una sessualità libera, consapevole e sicura.
Visto che io stessa diffondo l'opuscolo, mi sento di aggiungere una precisazione, riguardo una frase che ho letto all'interno. La frase compare nella sezione concernente l'I.V.G. (Interruzione Volontaria della Gravidanza) al paragrafo "Rischi e Complicazioni". La frase è la seguente: È bene ricordare che tali rischi o complicazioni ricoprono solo l’un per cento dei casi, e soprattutto che la psicologica “sindrome post-aborto” è solo un’invenzione degli antiabortisti!!!
Preciso che questa frase non mi trova d'accordo, in quanto l'aborto non è uno scherzo e il suo effetto psicologico varia da donna a donna. Prima ancora di essere favorevole all'aborto, sono favorevole all'informazione, in modo che si verifichino sempre meno gravidanze indesirate e, di conseguenza, sempre meno aborti.
La frase che voglio lasciare a tutti, perché riassuntiva del mio personale punto di vista, è questa:
ABORTO LIBERO PER NON MORIRE, CONTRACCEZIONE PER NON ABORTIRE.
Chi può diffonda l'opuscolo. Stop al bigottismo e all'ignoranza.
Grazie dell'attenzione a tutti.
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Argomenti trattati nel post: aborto, contraccezione, notizie nazionali, la mia opinione, consultori, pillola del giorno dopo, libertĂ di scelta, gravidanza indesiderata, hiv / aids
Lo stupro e le aggressioni a sfondo sessuale vengono ancora oggi ritenute violenze di serie b, in realtà sono atti gravissimi che compromettono (purtroppo a volte anche in modo irreversibile) la vita, le abitudini e la tranquillità della vittima.
La maggior parte degli stupratori sono uomini, ma le vittime di stupro non sono sempre e per forza donne. Anche gli uomini subiscono stupri e quando si cerca di aiutare una vittima di stupro bisogna farlo senza discriminazioni. Purtroppo ho sentito fin troppe cavolate su questo argomento e mi dissocio completamente dalle persone ignoranti che discriminano gli uomini violentati. La sofferenza di un uomo o di una donna vittime di stupro è la stessa.
Nel post si descriveranno le principali conseguenze dello stupro, si cercherà di dare consigli utili alle vittime e anche a chi si trova a dover aiutare un/a amico/a o un/a famigliare vittima di stupro.
Le informazioni sono state raccolte dal sito americano di RAINN (Rape, Abuse & Incest National Network), un'associazione molto attiva che si batte contro gli abusi sessuali (la traduzione in italiano è mia). Sul sito (interamente in inglese) potete trovare altri problemi psicologici e fisici che non ho riportato nel post: se non conoscete l'inglese, ma volete comunque approfondire, potete chiedermi la traduzione della pagina che vi interessa. Ho deciso di utilizzare questo sito in inglese, perché credo sia completo ed esauriente.
Preciso che, non essendo un'esperta di psicologia, ho tradotto in modo quasi sempre letterale i nomi dei disturbi (sotto ogni traduzione c'è l'originale denominazione in inglese con il collegamento alla pagina di RAINN): se qualcuno dovesse notare una qualche imprecisione nella traduzione e vuole farmi sapere il nome tecnico, provvederò a correggere. Grazie!
Sindrome post-stupro
Rape Trauma Syndrome
La sindrome post-stupro è una reazione comune in seguito a uno stupro o a un'aggressione a sfondo sessuale. È una reazione umana ad un grave avvenimento.
La sindrome post-stupro è divisa in tre fasi:
Fase acuta
Questa fase si verifica immediatamente dopo l’aggressione e può durare dai pochi giorni alle molte settimane. In questa fase gli individui possono avere diverse reazioni, ma in genere si dividono in tre categorie:
· Espressione: la vittima è molto sensibile. Lui o lei può apparire agitato/a o isterico/a; lui o lei può avere momenti di pianto o attacchi d’ansia.
· Controllo: la vittima sembra essere apatica, senza emozioni e si comporta come se “non è successo niente” e “va tutto bene”. Questa calma apparente può essere shoccante.
· Scetticismo: la vittima reagisce con un forte senso di disorientamento. Lui o lei può avere difficoltà nella concentrazione, nel prendere decisioni, o nel svolgere le mansioni quotidiane. Lui o lei può avere ricordi dell’aggressione.
Fase di aggiustamento esterno
Durante questa fase l’individuo riprende in apparenza una vita “normale” ma dentro di sé soffre uno stato di inquietudine. In questa fase può utilizzare cinque tecniche per convivere con l’accaduto:
· Minimizzazione: la vittima finge che “tutto va bene” o che “poteva esserci di peggio”.
· Drammatizzazione: la vittima non riesce a smettere di parlare dell’aggressione perché è ciò che domina la sua vita e la sua identità.
· Soppressione: la vittima si rifiuta di discutere e si comporta come se nulla fosse successo.
· Spiegazione: la vittima analizza ciò che è successo, cosa lei ha fatto e cosa stava pensando o provando lo stupratore.
· Migrazione: la vittima cerca di fuggire al dolore (si trasferisce, cambia lavoro, cambia aspetto, cambia le relazioni, ecc).
Ci sono molti sintomi o comportamenti che appaiono durante questa fase, compresi:
· Ansia continua
· Violenti cambiamenti di umore
· Senso di abbandono
· Paura persistente o fobia
· Depressione
· Rabbia
· Disturbi del sonno (incubi, insonnia, ecc)
· Disturbi alimentarti (nausea, vomito, fame compulsiva, ecc)
· Rifiuto
· Rinuncia agli amici, alla famiglia, alle attività
· Ipervigilanza
· Riluttanza ad uscire di casa e/o andare in luoghi che ricordano l’aggressione
· Problemi sessuali
· Difficoltà di concentrazione
· Flashback
Tutti questi sintomi e comportamenti posso rendere l’individuo desideroso di cercare appoggio e parlare dell’aggressione.
Fase risolutiva
Durante questa fase, l’aggressione non sta più al centro della vita dell’individuo. Però, lui o lei può riconoscere che non si dimenticherà mai dello stupro subito; il dolore e le conseguenze negative diminuiscono con il tempo. Spesso l’individuo inizia ad accettare lo stupro come parte della propria vita e decide di voltare pagina.
NOTA: gli individui possono fare passi avanti o indietro durante il loro processo di guarigione. Le fasi qui descritte non rappresentano una progressione lineare poiché può essere diversa per ogni persona.
Depressione
Depression
Ci sono molte reazioni emotive e psicologiche che le vittime di stupro o aggressioni possono avere. Una delle più comuni è la depressione.
Il termine “depressione” può confondere, poiché molti sintomi sono vissuti dalle persone come reazioni normali agli eventi nella loro vita. In certi momenti della vita tutti possono sentirsi tristi o “depressi”. Questo significa che riconoscere la depressione può essere difficile poiché i sintomi possono essere attribuiti ad altre cause. Questi sentimenti sono normali, soprattutto durante i periodi difficili.
La depressione inizia ad essere qualcosa di più di un normale sentimento di tristezza, quando i sintomi durano più di due settimane. Quindi, se vivi cinque o più dei sintomi della depressione per più di due settimane, dovresti pensare di parlare al tuo medico del tuo stato d'animo.
I sintomi della depressione includono:
· Tristezza prolungata o pianti inspiegati
· Cambiamento dell’appetito con una significativa perdita o guadagno di peso
· Perdita di energia o fatica persistente o apatia
· Cambiamento significativo delle abitudini del sonno (insonnia, dormire troppo, sonno irregolare, ecc)
· Perdita di interesse e del piacere in attività che prima si amavano, allontanamento sociale
· Sensazione di non avere valore, di non avere speranza o colpevolezza inappropriata
· Pessimismo o indifferenza
· Disturbi inspiegati (mal di testa, mal di stomaco)
· Incapacità di concentrazione, indecisione
· Irritabilità, preoccupazione, rabbia, agitazione o ansia
· Pensieri ricorrenti alla morte o al suicidio
La depressione può colpire chiunque, di ogni età, genere, razza, etnia o religione. La depressione non è un segno di debolezza e non è neanche un modo per riprendersi.
Flashback
Flashbacks
I flashback si verificano quando i traumi passati sembrano avere luogo nel presente.
Questi ricordi possono svilupparsi in forme diverse: sogni, suoni, odori, immagini, sensazioni del corpo o sensazioni opprimenti. Questo rivissuto del trauma spesso sembra venire dal nulla e, quindi, confonde il confine tra passato e presente, lasciando che l’individuo si senta ansioso, spaventato, impotente, o riviva qualsiasi altra sensazione che ha provato durante l’abuso.
Alcuni flashback sono miti e brevi, momenti passeggeri, mentre altri possono essere forti e durare molto tempo. Molte volte l’individuo non realizza di avere un flashback e può sentirsi debole o dissociarsi (sdoppiamento della personalità).
Se realizzi di essere nel bel mezzo di un flashback:
· Di a te stesso/a che stai avendo un flashback e ricordati che l’evento è passato e sei sopravvissuto/a.
· Respira. Prendi lenti, profondi respiri mettendo una mano sullo stomaco e respira abbastanza profondamente in modo che la mano si muova verso l'alto durante l’inspirazione e verso il basso durante l’espirazione. Questo è importante perché quando siamo nel panico il nostro corpo inizia a prendere respiri brevi e poco profondi e la diminuzione di ossigeno incrementa lo stato di panico. Quindi, aumentare l’ossigeno nel corpo può aiutare ad uscire dallo stato di ansia in cui ci troviamo.
· Ritorna al presente. Usa i cinque sensi per stabilire dove ti trovi nel presente. Guardati attorno e nota i colori della stanza. Ascolta i suoni intorno a te. Senti gli odori. Senti i vestiti sulla pelle e accorgiti delle sensazioni delle tue parti del corpo (mani, piedi, ecc…).
· Riconosci cosa può farti sentire più sicuro/a. Avvolgiti in una coperta, chiuditi in una stanza, qualsiasi cosa possa farti sentire al sicuro.
· Cerca l’aiuto di persone di cui ti fidi. Se puoi, chiedi aiuto a qualcuno durante questo periodo di vulnerabilità.
· Prenditi del tempo per rimetterti. Prenditi il tempo per sentirti a tuo agio e nel presente. Questo potrebbe richiedere del tempo ed è normale. Se ti va, fai un sonnellino, prendi un po’ di tempo per te, o qualsiasi cosa che possa aiutarti per sentirti sicuro/a.
· Stai bene con te stesso/a. Sappi che non sei pazzo/a e non stai facendo nulla di sbagliato. Serve tempo per rimettersi.
Disturbi psicosomatici
Body Memories
I disturbi psicosomatici si verificano quando lo stress dei ricordi dell’esperienza di abuso si trasformano in problemi fisici che non possono essere spiegati dai soliti mezzi (esami medici, ecc).
Queste malattie sono spesso chiamate “sintomi psicosomatici” e questo non significa, come invece pensa molta gente, che stanno “nella tua testa”. Piuttosto, significa che i sintomi sono dovuti alla connessione tra mente e corpo.
I problemi fisici che possono svilupparsi includono mal di testa, emicranie, disturbi di stomaco, lievi vertigini, pelle calda/fredda, problemi del sonno, ecc.
Queste malattie possono essere frustranti per la vittima perché sono difficili da diagnosticare e curare e possono aggiungersi alla difficile esperienza di guarigione.
Altri disturbi:
Cliccando sul nome in inglese accedete alla spiegazione (ricordo che chi non sa l'inglese può richiedermi la traduzione).
Adulti vittime di abusi sessuali nell'infanzia
Adults Survivors Of Childhood Sexual Assault
Disturbo da stress post-traumatico
Post Traumatic Stress Disorder (PTSD) e Complex PTSD
Sindrome della donna maltrattata
Battered Woman Syndrome
Gravidanza
Pregnancy
Personalità borderline
Borderline Personality Disorder
Malattie sessualmente trasmissibili
Sexually Transmitted Infections
Sdoppiamento della personalità
Dissociative Identity Disorder
Sindrome di Stoccolma
Stockholm Syndrome
Aiutare una vittima
Ricordate che aiutare una vittima di stupro non è semplice: è un'esperienza traumatica, quindi potreste avere anche voi bisogno di un supporto psicologico.
Quando vi rapportate con una vittima di stupro non giudicatela. Non forzatela a parlare, a raccontare o a denunciare l'accaduto: potete darle consigli, ma ricordate che la scelta spetta infine solo ed esclusivamente a lei. In Italia, la denuncia per stupro può essere sporta entro e non oltre sei mesi dall'accaduto ed è irrevocabile.
Per la vittima è molto importante parlare: è il modo più efficace per razionalizzare l'accaduto. Quando se la sentirà di parlarvi, ascoltatela senza pregiudizi. Fatele sentire la vostra vicinanza. Non mostratevi scocciati o increduli: questo comportamento non può che peggiorare la situazione e lo stato d'animo, già ferito, della vittima.
Se la vittima vuole un supporto medico o denunciare lo stupro, offritevi di accompagnarla all'ospedale o alla polizia: non lasciatela sola.
Da non sottovalutare
I kit per lo stupro
Un kit per lo stupro è un kit con piccole scatole, vetrini e bustine di plastica per raccogliere e conservare le prove della violenza. Grazie a questo si può conservare il DNA dello stupratore e usarlo come prova in tribunale. Si provvede a raccogliere le prove sul corpo e sui vestiti, compresi capelli e fibre. È buona norma portare dei vestiti di ricambio con sé per far esaminare quelli che si indossa.
NOTA: Se sospetti di essere stato/a drogato/a richiedi un'analisi delle urine. Questa non è una procedura standard e viene effettuata solo su richiesta.
Non sottovalutate le malattie sessualmente trasmissibili che si possono contrarre in seguito allo stupro. Parlatene al vostro medico e vi dirà come comportarvi.
La pillola del giorno dopo
Per le donne: attenzione alle gravidanze indesiderate. Se il medico si dimentica di prescrivervi la pillola del giorno dopo (purtroppo succede perché non tutti i medici sanno fare il loro lavoro), PRETENDETE che vi venga prescritta, oppure che vi venga somministrata sul posto. Se vi recate in farmacia per acquistarla, ricordate che i farmacisti sono OBBLIGATI PER LEGGE a vendere un farmaco dietro prescrizione medica. Se vi imbattete in medici o farmacisti "obiettori" chiamate i carabinieri: l'obiezione di coscienza per i medici è contemplata per l'aborto, non per la contraccezione; l'obiezione di coscienza per i farmacisti NON ESISTE. Certa gente deve essere denunciata: si tratta di fanatici che vogliono imporre le loro idee agli altri. Accedere a un farmaco, quando ne avete bisogno, è un VOSTRO DIRITTO, soprattutto in una situazione come questa.
Consiglio per tutti/e: per saperne di più su cosa fare in caso di stupro cliccate QUI.
Per tutte le vittime: purtroppo non avrete la lucidità per pensare a tutto questo, infatti è buona cosa che vi confidiate con una persona di fiducia che possa accompagnarvi e sostenervi.
È molto importante non sottovalutare niente. Se volete denunciare, le prove sono essenziali.
Non siete obbligati/e a sporgere denuncia. Fate quello che vi sentite di fare. È un trauma tremendo quello che avete subito: non lasciatevi andare, rivolgetevi ad amici, parenti o associazioni. Vi sapranno aiutare. Non chiudetevi in voi stessi/e perché l'aiuto è a portata di mano.
Un forte abbraccio a tutti/e.
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