*Chi sono*
*Sul blog*
*Bacheca*
*Click*
*Letture*
*Scelti da me*
*Argomenti*
*Documenti*
*Associazioni*
*Femminismo & Co*
*Siti Amici*
*Archivio*
*About*
*Credits*
Avevo promesso agli utenti del blog che avrei fatto sapere come si sarebbe conclusa la discussione con Nonciclopedia.
Insomma, abbiamo richiesto la modifica o la cancellazione della pagina riguardo la violenza sulle donne (trovate tutto qui). Faccio presente che c'è una pagina simile riguardo gli stupri, che ho già segnalato come impropria.
All'inizio, sono arrivati in branco un sacco di troll che mi hanno lasciato commenti di ogni tipo: "siete delle nondonne, mi darò alla castità": prego caro, datti pure alla castità, a me non interessa proprio niente. Oppure "tranquille, quella pagina non vi stuprerà": non ne avevo dubbi, ma grazie comunque per l'appunto! Anche "tu che auguri lo stupro delle nostre madri non sei meglio, sai?": io non auguro proprio lo stupro a nessuno, dico solo che dovreste imparare a conoscere certe realtà prima di scherzarci sopra!
Poi finalmente è sbucato qualcuno un po' intelligente che in effetti ha capito che "la madre che gode dello stupro" e tutte le altre cavolate non fanno ridere, ma fanno pena. La pagina è stata messa ai voti per decidere se fosse il caso di cancellarla oppure no ed è stata nel frattempo modificata. La votazione doveva concludersi l'11 agosto, ma si è conclusa ieri: a me hanno detto che avevano già votato tutti contro la cancellazione (se sia vero oppure no, non mi interessa). Quindi, la pagina è rimasta, ma è stata modificata (d'ora in poi però non sarà più possibile apportarvi modifiche: hanno paura che la cancelli qualcun altro?): per fortuna le grandi cazzate sono state cancellate, almeno questo. Posso dirmi in parte soddisfatta per la modifica, ma non sono comunque d'accordo con chi scherza su determinati argomenti. La satira non spaccia per barzellette la sofferenza vera delle persone.
La cosa che mi dà più da pensare è che alcune persone si sono giustificate parlando di "libertà d'espressione". Scherzare sui drammi degli altri è libertà d'espressione o mancanza di rispetto? Gli argomenti trattati non fanno di certo ridere le persone interessate (donne stuprate o bambini vittime di pedofili), perché la violenza sconvolge la vita di una persona. Forse questi fanciulli, che hanno appena mollato il ciuccio, non sono in grado di rendersene conto e tirano in ballo la "libertà", senza nemmeno sapere che cosa sia.
Detto questo, passiamo al forum degli utenti di Nonciclopedia, sul quale alcuni (non tutti per fortuna) si sono vigliaccamente permessi di prendere in giro un mio caro amico. Lui rappresenta una delle tante persone che si sono sentite offese, poiché da piccolo è stato vittima di un pedofilo e non molto tempo fa di uno stupro. Ho letto con i miei occhi che su quel forum lo schernivano chiamandolo "frocio bigotto" e chiedendosi "ma abita nel bronx?". I miei complimenti! Il rispetto per gli altri non sanno neanche dove sta (e poi parlano di libertà!!). Il diverbio si è concluso con le scuse degli utenti, dopo una minaccia di denuncia da parte della persona offesa.
Tralasciamo gli epiteti rivolti alle femministe inacidite psicopatiche (io e le altre donne che si sono sentite offese): questo dimostra quanto siano incapaci di vedere la realtà. Avessero anche solo buttato un occhio su ciò che io denuncio nel blog, si sarebbero accorti subito che certe cose le prendo sul serio. Non è vittimismo, come dicono loro: io odio il vittimismo. Penso che "vittimismo" e "scherzarci sopra" siano i due estremi sbagliati. Io sto nella via di mezzo: porto rispetto verso chi soffre e offro il mio aiuto per uscire dall'incubo della violenza. Non si può stare tutta la vita a piangere, bisogna reagire: ci sono tante donne che si sono rialzate, ma che non tollerano assolutamente alcun tipo di scherno sul dramma che hanno vissuto.
Vorrei però ringraziare degli utenti di Nonciclopedia che sono venuti personalmente qui, rendendosi conto che la pagina in questione faceva davvero schifo. Fabrizio è stato il primo, poi SalvaZ e Frank87 che mi hanno chiesto scusa personalmente. Io accetto le scuse senza problemi.
Spero che questo dibattito sia almeno un po' servito per smuovere le coscienze di chi si diverte a scherzare impropriamente su vere e proprie violenze, riconosciute come violazioni dei diritti umani, che mietono milioni di vittime innocenti in tutto il mondo.
Solo un appunto: disabilito i commenti, perché per me il tutto è concluso e non ne voglio più sapere. Questa è stata una breve parentesi. Adesso ho cose molto più importanti da fare e di cui parlare.
permalink | Per partecipare lasciate i vostri | (popup)
Argomenti trattati nel post: idiozie, molestie, stupro, violenza sessuale, inciviltĂ , la mia opinione, stereotipi, violenza di genere
Ieri è stata una giornata stressante. Ho scoperto che ci sono persone che mettono sullo stesso piano scherzare sui Tokio Hotel e scherzare sulla violenza sulle donne o sulla pedofilia. È gente che specula sul dolore di altre persone, perché a quanto pare durante il giorno non ha nulla di meglio da fare.
Ora il tutto è nelle mani del "Tribunale": vedremo come andranno le votazioni (che si chiuderanno l'11 agosto). Insomma si deciderà se è giusto ridere sulla sofferenza degli altri oppure no (poi si sente alla tivù che c'è gente che stupra "per gioco"). A me sembra una cosa da barbari incivili, però, ripeto, c'è gente senza cuore e senza cervello che non perde tempo di dimostrarlo giorno dopo giorno. Mi fa ridere da matti il fatto che tirino in ballo il giudice Santi Licheri: io penso che quell'uomo li prenderebbe tutti a calci in culo, perché ha molto più cervello e umanità di tutti loro messi insieme. Comunque, vi farò sapere...
Intanto pubblico qui una notizia, presa dall'ANSA. Chiedo gentilmente ai signorini figli di papà di evitare di scherzare sull'articolo che io pubblicherò qui. Abbiate la decenza di azionare il cervello, almeno una volta nella vostra vita.
LAMPEDUSA - Subiscono violenze sessuali le donne che affrontano i viaggi "della speranza" che dai paesi del Corno d'Africa di cui sono originarie, fuggono per approdare in Italia. E' un tragitto costellato di abusi da parte degli uomini che gestiscono la tratta di esseri umani e organizzano le traversate, prima via terra, nel deserto del Sudan, poi nel Canale di Sicilia a bordo di imbarcazioni di fortuna. A Lampedusa, secondo quanto è stato confermato all'ANSA, negli ultimi due anni l'80% delle donne sbarcate sono state vittime di violenze sessuali e alcune volte sono anche rimaste incinta. "Una notte sono arrivati due uomini nella casa abbandonata al confine fra la Libia e la Tunisia in cui ci avevano fatto sistemare in attesa di partire per il mare. Eravamo una quarantina e queste persone che indossavano una divisa mi hanno preso e portata via con la forza. Sono stata condotta in una casa disabitata dove hanno iniziato a violentarmi". E' il racconto che Blessing, una ragazza di 18 anni, eritrea, fa nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa. "Quando mi hanno liberata e sono tornata nel gruppo - spiega Blessing - sono stata accolta da altre due donne che mi hanno stretta fra le loro braccia e con l'espressione del volto mi hanno fatto capire che anche loro avevano subito la mia stessa sorte". Ed è per questo motivo che gran parte delle donne che arrivano sull'isola sono costrette a ricorrere alle visite mediche al poliambulatorio di Lampedusa, dove vengono riscontrate, anche su ragazze di 15 e 16 anni, violenze sessuali con lacerazioni evidenti. Il lungo e faticoso viaggio per raggiungere la costa libica lo racconta Fatia, una diciassettenne somala, anche lei vittima di abusi. "Siamo partiti dal mio paese a piedi - ricorda la ragazza - eravamo un gruppo di cinquanta persone. Abbiamo attraversato il deserto del Sudan. E proprio qui, gli uomini che guidavano la spedizione, ci hanno chiesto di avere altre somme di denaro per proseguire il viaggio, che già avevamo pagato anticipatamente, altrimenti dicevano che ci avrebbero lasciato morire nel deserto. Alcuni di noi avevano da parte qualcosa e abbiamo pagato, altri non hanno potuto, e qualche donna che non aveva somme di denaro è stata violentata, pur di poter proseguire il viaggio". Le vittime di queste atrocità parlano di violenze di gruppo subite anche per giorni e giorni durante i tragitti o in attesa di essere imbarcate sulla prima "carretta" del mare. Nessuna di queste ragazze vuole però denunciare per paura di ritorsioni che possono subire i familiari rimasti nel paese d'origine. Ma a volte le lacerazioni sono evidenti, com'é accaduto pochi mesi fa, a un'altra ragazzina somala violentata utilizzando una bottiglia di vetro che si era rotta provocandole tagli. Dunque, non tutte le donne violentate parlano. Qualcuna vuole annullare dalla propria mente quei brutti ricordi, ma non può farlo perché porta in grembo il frutto di quella violenza e allora sceglie di sfogarsi confidandosi con medici e volontari del centro. Un modo per tentare di dimenticare. E quando queste donne non lo fanno, a volte sono i mariti che si rivolgono alle volontarie per chiedere aiuto. E in questi casi sono loro, gli uomini, che raccontano quelle drammatiche scene che "persone in divisa", in Libia, hanno fatto sotto i loro occhi.
Modifica del post in data 5 agosto 2008 ore 13.29
Qualcuno, dopo le nostre lamentele, si è degnato di modificare la pagina riguardante la violenza sulle donne. Ora si presenta così. Attendiamo comunque la fine delle votazioni.
permalink | Per partecipare lasciate i vostri commenti (16) | commenti (16) (popup)
Argomenti trattati nel post: idiozie, stupro, notizie nazionali, notizie internazionali, violenza sessuale, inciviltĂ , donne incinte, violenza di genere
Ridere fa bene, lo dicono tutti. Ma quanto è bello ridere! Anche ridere di una ragazza violentata fa bene! Ora, non prendetemi per pazza: ho trovato su Nonciclopedia una bellissima pagina dal titolo “Violenza sulle donne”, in cui si scherza sugli stupri. Non voglio dirvi troppo, anzi, vi lascio qui il link (il link originale non è più disponibile perché la pagina è stata modificata), così potete vederlo da voi e magari vomitare insieme a me!
Ho avuto anche l’occasione di parlare con alcune delle persone che hanno scritto questa pagina (aggiungo che esiste una pagina simile in cui si scherza anche sulla Pedofilia). Costoro hanno detto che fa bene scherzare, perché la satira è un modo per informare e per risolvere i problemi (infatti, da quando esiste questa pagina gli stupri sono diminuiti!!!!).
Scusate, ma quanta informazione c’è dietro sto schifo? Non so voi, ma io ci trovo solo notizie di donne che si inventano gli stupri, di donne che prendono per violenza qualsiasi cosa (pure se gli respirano vicino o se gli chiedono l’ora), di donne che vanno a raccontare la loro esperienza in tivù tanto per fare audience. Ecco, questo è il ritratto della donna che subisce violenza: una bugiarda rompipalle. Questa è informazione o disinformazione? Questo non significa parlare in tono ironico della violenza sulle donne: questo significa sminuire il problema, come fosse soltanto un'invenzione della donna stessa.
Vediamo quanto è informativa questa pagina:
Come detto il violentatore è chiunque, ma soprattutto i negri, gli albanesi e tutti gli individui emarginati. FALSO E RAZZISTA!
Il violentatore deve essere comunque un maschio sconosciuto. FALSO!
Non tutte le donne violentate restano incinte. Questo è un fatto tragicissimo perché la violentata non incinta ha una storia meno tragica da raccontare. ASSOLUTAMENTE VOMITEVOLE E PRIVO DI OGNI RISPETTO
Qualche donna si gode lo stupro e per la precisione questa donna è tua madre. SONO SENZA PAROLE…
Allora, passi il fatto che esistono donne che si inventano gli stupri per ricattare o per chiedere un risarcimento in denaro, ma qui stiamo davvero esagerando: qui si dice che tutte e dico tutte le donne sono così. Tra l’altro si scherza addirittura sulle donne rimaste incinte in seguito a stupri: se qualcuno ci trova da scherzare significa che ha un serio problema mentale ed è meglio che vada a farsi curare! Mi viene solo da fare un esempio. Ho pubblicato qualche settimana fa un post sugli stupri di guerra: tantissime donne rimaste incinte in seguito agli stupri dei soldati si sono suicidate perché non sapevano come fare per abortire!!!! Tante altre sono morte per gli aborti clandestini...Vi state scompisciando dal ridere? Sono abbastanza comica?
Questo sito è ricco di stereotipi sulle donne stuprate: sono tutte delle bugiarde che si inventano le cose e invece lo stupro è una cosa seria. Proprio per questa mania di scherzare ci sono donne che se ne stanno zitte: perché non vogliono essere derise, non vogliono che qualcuno sottovaluti in questo modo così infame e vigliacco ciò che loro hanno subito.
Io farò 20 anni a settembre, mi piace scherzare, mi piace fare battute, ma a tutto c’è un limite: ci sono tantissimi argomenti su cui si può scherzare, ma su questi non è proprio il caso. Non si tratta di decidere su cosa sia giusto ridere e cosa no; si tratta piuttosto di avere la sensibilità e il rispetto per tutte quelle donne che soffrono quotidianamente, perché qualcuno si è sentito in dovere di appropriarsi di loro come fossero oggetti. A quanto pare ci sono persone che il rispetto non sanno neanche dove sta di casa. Ve la ricordate la ragazza che si è suicidata perché era stata violentata? Sarà sicuramente morta dal ridere! Già, che ridere lo stupro! Che cosa buffa!
Mi è stato addirittura chiesto di andare a modificare la pagina per imprimerci uno “stampo femminile”. Mi dispiace, ma mi rifiuto categoricamente: sapete che stampo lascerei io? L’impronta della mia mano sulla faccia di chi ha scritto ste cavolate! Se dovessi mettere mano a quello schifo, come minimo lo cancello.
Voglio vedere quanto ci troveranno da ridere quando succederà a una donna che loro conoscono o magari se succederà direttamente a loro (chi può dirlo?). Poveretti però, non potranno restare incinti perché sono maschi, ma penso che Studio Aperto sarà comunque ben lieto di mandare in onda la loro commovente testimonianza…
Modifica del post in data 5 agosto 2008 ore 13.29
Qualcuno, dopo le nostre lamentele, si è degnato di modificare la pagina riguardante la violenza sulle donne. Ora si presenta così. Attendiamo comunque la fine delle votazioni.
permalink | Per partecipare lasciate i vostri commenti (110) | commenti (110) (popup)
Argomenti trattati nel post: idiozie, molestie, stupro, violenza sessuale, inciviltĂ , la mia opinione, stereotipi, violenza di genere