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Questa è la confessione di uno degli stupratori di Guidonia. Ne ho lette di cose aberranti, ma ogni volta è come la prima...


ROMA — «Mezz'ora prima volevamo stuprarne un'altra...». Mirel Huma, 20 anni, il più giovane dei quattro violentatori romeni di Guidonia, ha confessato. Ha raccontato ai carabinieri ogni dettaglio di quella notte d'orrore, tra il 23 e il 24 gennaio, in via della Selciatella. Ha ricordato pure che uno dei suoi compari, l'unico a volto scoperto, a un certo punto ha gridato alla ragazza ventunenne terrorizzata: «Stai ferma o t'ammazzo, mortacci tua...». In romanesco.

Una confessione agghiacciante, la sua. Ecco il racconto: «Mezz'ora prima dello stupro in via della Selciatella, era arrivata in macchina un'altra coppietta. Noi, sempre con una pinza e un'ascia, abbiamo rotto un finestrino, li abbiamo fatti scendere, li abbiamo prima rapinati dei portafogli e dei telefonini, poi abbiamo deciso di violentare la ragazza. Il fidanzato, però, era troppo alto e robusto e non c'entrava nel bagagliaio della piccola utilitaria, così abbiamo pensato che sarebbe stato complicato abusare della giovane e intanto tenere lui a bada. Così alla fine abbiamo lasciato perdere, quelli se ne sono andati e noi siamo rimasti nascosti tra le siepi, perché sapevamo che in quella zona sarebbero arrivate presto altre prede. Infatti, è arrivata l'Opel Corsa e alla guida c'era proprio la ragazza che abbiamo violentato...». Non una lacrima, mai una parola per la persona che hanno rovinato per sempre. Un racconto lucido e monocorde, quello del giovane Mirel: «Abbiamo atteso che spegnessero le luci e si sistemassero sul sedile posteriore: abbiamo rotto un finestrino e fatto scendere lui, lo abbiamo chiuso nel bagagliaio e ci siamo spostati con l'auto 200 metri più avanti, in una discarica dove sapevamo che non sarebbe mai venuto nessuno. Un posto isolato. La ragazza era sul sedile posteriore. Noi siamo scesi e poi a turno, uno per volta, ognuno di noi è entrato e l'ha violentata. Io all'inizio ho esitato ma poi ho fatto come gli altri. Anzi, uno l'ha violentata due volte. Quindi le abbiamo strappato la catenina e siamo andati via a piedi con i loro telefonini e le scarpe di lui. Per giorni siamo rimasti nascosti in una casa di Castel Madama, aspettando che il romeno padrone della Bmw ci venisse a prendere per portarci via».

Fonte: Corriere della sera


Non commento semplicemente perché non ce la faccio, ma credo che sia giusto lasciare questa confessione per far capire quanto sono bestie certe "persone"...Questa è la prova vivente che gli stupratori dovrebbero starsene a vita in galera e non uscire mai più, niente sconti, niente di niente...non si meriterebbero nemmeno di vivere.

L'unica cosa che mi sento di dire alla giovane vittima di tanto orrore è questa:

Ti auguro di ritrovare la serenità che meriti, anche se è un percorso tortuoso e difficile sono sicura che ce la puoi fare. Devi VIVERE perché la tua VITA è più importante di qualsiasi altra cosa; devi VIVERE perché solo vivendo puoi riscattarti dal male che hai subito; la tua VITTORIA e quella di tutte le donne stuprate è VIVERE. Sono con te.

Messo in luce da wonderely alle 09:51 di giovedì, 29 gennaio 2009


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Argomenti trattati nel post: no comment, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, inciviltĂ , la mia opinione, aggressione, violenza di genere

Leggendo i giornali ho scoperto che se una donna non si reca all'ospedale pestata a sangue, con qualche osso rotto ed evidenti lacerazioni vaginali, non credono che sia stata stuprata. Le donne stuprate devono avere dei requisiti particolari, altrimenti le rimandano a casa, prendendole anche un po' per pazze.

Esattamente come quella ragazza di 23 anni al secondo mese di gravidanza, che il ginecologo prendeva per depressa e invece aveva il diabete: era solo una povera pazza per tutti i medici lì intorno e invece lei stava male, stava male davvero, tant'è che è morta insieme al suo bambino.

Noi donne siamo così: o siamo isteriche, o siamo pazze, o siamo frignone. Nessuno ci prende mai sul serio: si accorgono che diciamo la verità quando è troppo tardi o quando hanno sotto gli occhi le prove lampanti, altrimenti ci rispediscono a casa con un calcio nel sedere.

Ma torniamo alla violenza sessuale. Lei si chiama Sandra, ha 25 anni ed è tedesca; poche notti fa si trovava in spiaggia a Napoli con il suo ragazzo. La coppia è stata aggredita e derubata e poi i tre balordi hanno violentato lei a turno su una macchina. Peccato che Sandra abbia avuto paura, peccato che non abbia reagito alla violenza, peccato che non si sia fatta ammazzare di botte: lei li ha lasciati fare, per evitare che si arrabbiassero, che le facessero ancora più del male. Questo è stato il suo enorme sbaglio: cercare di proteggere se stessa e il suo ragazzo.

Risultato: per i medici la violenza non c'è stata, la sua è solo una "sindrome ansiosa depressiva". Lei allora ha preso il primo aereo e se n'è tornata a casa. "Sono stati superficiali. Mi hanno trattato con troppa leggerezza. Ora voglio solo andarmene, ripartire, tornare a casa", ha detto. Chi glielo fa fare di restare qui a farsi dire che non è vero? Deve stare in mezzo a una mandria di gentaglia col camice che sa solo negare ciò che lei ha subito? No, non deve.

Cara Sandra, hai fatto benissimo ad andartene da qui. Hai fatto benissimo a lasciare questo paese di incivili. Mi auguro che nel tuo Paese tu possa trovare persone che vogliono davvero aiutare il prossimo, medici veri, che sapranno ascoltarti senza darti della bugiarda o sottovalutare la tua terribile esperienza.

Ti auguro ogni Bene, così come lo auguro a tutte quelle donne stuprate che si sono viste sbattere la porta in faccia da persone senza cuore che non perdono tempo per dimostrarlo.

Non voglio commenti a questo post. Se volete commentare andate QUI.

Modifica del post in data 27 agosto alle ore 13.28

E intanto i bastardi hanno confessato (leggere QUI). Spero che i medici si facciano un bell'esame di coscienza: cara Sandra, non hai mentito. Ora lo sanno, ma prima non volevano crederti.

Messo in luce da wonderely alle 12:09 di martedì, 26 agosto 2008


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Argomenti trattati nel post: no comment, indifferenza, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, inciviltĂ , la mia opinione, stereotipi, discriminazione sessuale, violenza di genere

Sapendo che tantissimi stupratori, grazie a Berlusconi, resteranno impuniti, non posso evitare di scrivere due paroline: nel post precedente ero arrabbiata, lo sono ancora e ribadisco tutto quello che ho scritto, ma stavolta voglio provare a mantenere la calma. Lo so che è difficile, ma ci provo. Da questo post non mi aspetto niente: non sarà il solito post colorato, con immagini calzanti e tanta voglia di fare. Questo è un post di delusione pura e sfogo personale, per questo lascio tutto in grigio e non abilito i commenti. Questo è un post per me stessa e se qualcuno lo leggerà e potrà capirmi non potrò che esserne contenta. Se non verrà letto poco mi importa.

Il motivo per cui i processi per stupro verranno sospesi è essenzialmente questo: lo stupro è considerato un reato di minore gravità. Io ho sempre odiato Berlusconi, quindi non sono stata uno degli allocchi che l’hanno mandato di nuovo al governo; però con lui al potere di una cosa ero contenta: l’indulto sarebbe sparito. E invece questa legge è ancora peggio dell’indulto. I criminali non vengono fatti uscire dalle carceri, le cose sono molto più semplici: il carcere non lo vedono nemmeno! Vengono magicamente assolti perché il reato cade in prescrizione. Ora, io mi scuso, non voglio essere egoista: so che tanti altri reati non verranno puniti e non è giusto in nessun caso, però parlo degli stupri perché io mi occupo di violenza sulle donne.

Denunciare uno stupro è già di per sé difficile. Solo il 7% degli stupri vengono denunciati, tutti gli altri rimangono drammaticamente sommersi. Dico la verità: nella società di oggi, una donna che denuncia una violenza sessuale viene presa per la puttana di turno. L’uomo è vittima delle circostanze. Tante donne violentate si decidono a confidarsi mesi o anni dopo il fatto e trovano persone che hanno il coraggio di dire “non è vero, sei una bugiarda!”, perché ormai le prove da mostrare non ci sono più. Ci sono persone che sulla sofferenza altrui ci sputano, altri si divertono semplicemente. La prossima volta chiederanno allo stupratore di fare un video, così magari se lo vedono si convincono che non hanno di fronte una stronza che mente.

Ma ritorniamo alla “minore gravità”. Io lo dico e lo dirò sempre: lo stupro è paragonabile all’omicidio. La differenza è che nell’omicidio la vittima è morta fisicamente, nello stupro la vittima è morta nell’anima. Comunque sia di morte si tratta. Non mi aspetto che un maschilista come Berlusconi possa arrivare a comprendere questo concetto (non me lo aspetto nemmeno dalla Carfagna, anche se è donna), però pensavo che almeno si fosse capito che lo stupro è un trauma fortissimo per la persona (uomo o donna che sia) che lo subisce e quindi non può e non deve essere considerato di minore gravità. Invece, mi devo ricredere: nemmeno questo concetto è stato appreso e capito. Eppure è un concetto elementare.

Chissà com’è che queste persone che si ritengono acculturate, pensano di sapere tutto e alla fine non riescono a capire una cosa così semplice. Chissà dove la mettono la loro intelligenza quando si tratta di violenza, quando si tratta di stupro. O forse non è l’intelligenza a mancare, ma una cosa ancor più essenziale: la sensibilità. Senza quella siamo tutti scatolette vuote e le persone che hanno pensato e promulgato questa legge sono e per sempre resteranno inutili scatolette vuote.

Io ora mi chiedo: con che coraggio domani una donna che viene stuprata andrà a denunciare? Come potrà farlo, sapendo che invece di aiutarla, difenderla e mettere in carcere l’uomo che le ha rovinato la vita, la prenderanno in giro, si befferanno di lei senza la minima pietà? Non so rispondermi. È questa incapacità nel trovare una risposta che mi fa stare così male. O forse, com'è consuetudine, questa donna non denuncerà. Se ne tornerà a casa da sola e da sola resterà, finché da sola troverà la forza di reagire e combattere, a meno che non decida prima di togliersi la vita. È così che vanno le cose e a noi non interessa niente, perché tanto "non ci riguarda".

L’inciviltà del nostro paese è arrivata alle stelle. Il confine tra politici e criminali è davvero sottile. Il rispetto per le donne è sempre più vicino allo zero.

Messo in luce da wonderely alle 00:22 di sabato, 21 giugno 2008


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