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25 Novembre
Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Quest'anno, in occasione di questa giornata speciale, che non deve durare solo un giorno, ma tutto l'anno, ho deciso di pubblicare qualcosa di diverso dai dati o dalle testimonianze. Mi interessa, invece, parlare di solidarietà e di come le persone possano contribuire ad aiutare le donne in difficoltà.
Tra un mese esatto sarà Natale e Fondazione Pangea Onlus propone l'iniziativa "La vita riparte da... un dono". Cliccando QUI accederete facilmente al sito e alle proposte regalo per il Natale 2008. Dovrete solo scegliere quale vi piace di più, anche in funzione delle possibilità economiche di ciascuno, e il vostro denaro andrà a finanziare i progetti umanitari dell'associazione.
Copio qui la presentazione di Fondazione Pangea, che potete visitare anche su questo sito.
La Fondazione Pangea Onlus è un’organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle Donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali: l'istruzione, l'educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l'educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva e la micro finanza, per la creazione di attività generatrici di reddito.
Pangea opera in collaborazione con associazioni e gruppi locali di donne che condividono la volontà di un’azione efficace che renda le donne protagoniste del loro stesso percorso di riscatto economico e sociale e che favorisca la loro partecipazione attiva allo sviluppo della comunità di appartenenza e dell’intero Paese.
Perché:
Una Donna è una moltiplicatrice di benessere
nella società in cui vive,
è il nodo di una rete sociale e di solidarietà.
Troppo spesso, però, essere Donna
significa essere vittima di situazioni politiche instabili,
di precetti religiosi e di pregiudizi sociali.
Troppo spesso, essere Donna
significa essere privata dei propri diritti.
Per questo noi della Fondazione Pangea Onlus
vogliamo essere solidali con le Donne,
per individuare e denunciare ogni tipo di violazione dei loro Diritti in tutti quei Paesi che presentano situazioni radicate
di disagio e povertà.
Ma Pangea non è solo DENUNCIA. È soprattutto AZIONE.
Perché è importante aiutare ogni Donna
a costruire una vita ricca di certezze e di speranze per se stessa
e per la comunità in cui vive.
Perché una Donna può diventare una moltiplicatrice di Pace.
Oltre all'iniziativa di Pangea segnalo le proposte di Amnesty International per questo 25 Novembre.
Troverete appelli da firmare e da diffondere per aiutare le donne in difficoltà.

Basta veramente poco! Attiviamoci!
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Argomenti trattati nel post: appelli, non violenza, date importanti, libertĂ , notizie nazionali, la mia opinione, 25 novembre, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, iniziative femministe
Vi propongo una notizia internazionale. Ultimamente mi sono occupata spesso della situazione italiana, viste le ultime vergognose sparate in materia di violenza sulle donne, ma da oggi ricomincerò a parlare anche della situazione internazionale. Il coraggio delle donne va messo in evidenza in qualsiasi frangente. Purtroppo le gesta nobili e coraggiose di molte donne passano nella maggior parte dei casi sotto silenzio. LA STORIA NON LA FANNO SOLO GLI UOMINI.
L'articolo che segue è stato scritto da un mio amico, Federico Bastiani, tratto da Volontari per lo Sviluppo del giugno 2008. Buona lettura.
LE DONNE ROCCIA

Mentre Mugabe spende un milione di euro per la sua festa di compleanno, lo Zimbabwe cola a picco con un'inflazione del 100 mila%, le recenti elezioni non hanno ancora stabilito il leggittimo presidente e un movimento di donne coraggiose, bianche e nere insieme, rilancia la lotta per un paese vivibile.
Lo Zimbabwe è tornato a far parlare di sé grazie alle recenti, incerte elezioni politiche che ancora non hanno determinato quale sia il presidente legittimato a guidare il paese. Il vecchio liberatore e despota Mugabe o il democratico Tsvangirai? Nel paese è in atto una crisi economica che lo sta lentamente uccidendo. Le cifre ufficiali sull'inflazione parlano del 100.000%, ma è difficile stabilirlo con precisione. Quel che è certo è che nessun altro Stato al mondo ha un'inflazione del genere. La crisi economica ha raggiunto livelli così preoccupanti che la forma di scambio più conveniente è il baratto. Ma non solo. Libia e Kuwait, fornitori storici di petrolio dello Zimbabwe, hanno chiuso i rubinetti perché il paese è insolvente. La scarsità di petrolio è diventata un business, noto come fuel for sex: giovani ragazze offrono prestazioni sessuali in cambio di taniche di benzina da 20 litri, che rivendono poi ai camionisti. E intanto l'Hiv si diffonde in modo preoccupante, 3 mila morti ogni settimana.
Un presidente re
Com'è possibile che lo Zimbabwe, un tempo granaio d'Africa, stia affamando la propria gente mentre il suo ex presidente Robert Mugabe ha speso un milione di euro per festeggiare l'83° compleanno? Lo domandiamo a Jenny Williams, una delle fondatrici di Women of Zimbabwe arise (Woza), tra le poche organizzazioni che sono ostinatamente disposte a scendere in strada per protestare contro la distruzione del proprio paese. "Mugabe si è scordato in fretta da dove proviene, delle sue teorie marxiste, una volta preso il potere si è trasformato, diventando un tiranno dittatore". Nel 2002 il presidente ha attuato la riforma agraria espropriando con la violenza le terre detenute dai bianchi per ridistribuirle agli autoctoni. "È vero, le terre sono state ridistribuite alle persone di colore, ma quelle dell'entourage del presidente..." dice Jenny. E la produzione di tabacco, una volta fiore all'occhiello dell'economia dello Zimbabwe, è crollata a picco perché i coltivatori che sono arrivati non avevano né i mezzi né le conoscenze per portare avanti un'agricoltura sviluppata.
Resistenza nonviolenta

Il movimento Woza
Jenny divenne una figura pubblica 5 anni fa, quando il governo dello Zimbabwe cominciò a requisire le fattorie dei bianchi per ridistribuirle a neri privi di terra. L'Unione commerciale degli agricoltori dello Zimbabwe la ingaggiò come portavoce ed esperta in pubbliche relazioni. Da allora è divenuta un'attivista nonviolenta, il solo viso bianco in un gruppo di donne povere e nere. Jenny ha dovuto chiedere a marito e figli di lasciare il paese per motivi di sicurezza. "Ho chiesto un 'permesso' di tre anni dal mio essere moglie e madre. È stata dura, ma mi hanno sostenuta. Hanno capito che cerchiamo di rendere lo Zimbabwe di nuovo vivibile". Il Woza non si limita a protestare ma propone soluzioni concrete, come quando ha indirizzato una lettera al Ministro dell'Industria e del Commercio indicando alcune vie per risolvere la crisi economica; appello rimasto inascoltato. "Al Governo fa comodo questa situazione perché si arricchisce grazie al mercato nero".
Corruzione e contrabbando
Ormai tutta l'economia si muove attraverso canali non convenzionali, perfino il contrabbando di diamanti, nonostante la nazionalizzazione delle miniere, è divenuto un business che coinvolge calciatori, politici, generali, uomini d'affari stranieri e persino il personale dell'Onu, come ha denunciato il reporter Peter Moyo. Il 29 marzo il paese è stato chiamato alle urne e, in un contesto di corruzione dilagante dove Mugabe ha corrotto chiunque per ottenere voti, il 50,3% conseguito dai leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai è indicatore del malcontento diffuso nel paese. Mugabe ha ordinato di ricontare i voti perché ritiene che l'opposizione abbia truccato i risultati in 21 seggi, Tsvangirai afferma invece che questo è un sistema per ribaltare l'esito del voto. Le premesse non sono buone, ma Jenny Williams non perde l'ottimismo e il buonumore. Ricorda sorridendo quando, nel 2005, la casa dove si teneva una riunione non autorizzata del Woza fu circondata dalla polizia. Jenny è uscita fuori e ha salutato gli ufficiali di polizia, che - grazie alla ventina di arresti - conosce bene. Il sergente l'ha accusata di aver partecipato a una riunione vietata. Jenny ha risposto che si trattava di una veglia di preghiera. "Ah sì?" ha detto ironico il sergente, "e per chi stavate pregando?". "Per te", ha risposto Jenny. Quella sera nessuno è stato arrestato.
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Argomenti trattati nel post: testimonianze, non violenza, libertĂ , maltrattamenti, notizie internazionali, aggressione, hiv / aids