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Come la chiamavano? Ah giusto, “emergenza stupri”: avviene in quel periodo dell’anno in cui tutti gli stupratori (ovviamente stranieri, perché gli italiani queste cose non le fanno!) si ritrovano e decidono di andare a stuprare una ragazza a caso. I giornali ci bombardano ogni giorni di notizie di violenze avvenute qui e lì, di coppiette aggredite qua e là e di manifestazioni di razzismo nei confronti degli immigrati, ritenuti il capro espiatorio di questi orrendi delitti. Poi, finito quel periodo dell’anno tutto torna ad andare bene, gli stupri si esauriscono, gli stupratori vanno in letargo e le donne sono felici e contente nelle loro stupende case, con i loro adorabili mariti forti e virili e i loro meravigliosi bambini.
O perlomeno, è questo che fanno credere a tutte le persone che guardano i telegiornali e leggono i quotidiani nazionali. Ma io sono un po’ strana, i telegiornali li guardo solo se ho voglia di ridere (perché so benissimo che quei giornalisti sono lì per prenderci tutti per i fondelli) e i giornali li leggo solo per rendermi conto di quante informazioni non vengono date, perché non interessano ai più. E poi c’è un sito che guardo spesso, si chiama Zeroviolenzadonne.it ed è tenuto in piedi da donne che tutti i giorni si impegnano a pubblicare online articoletti prelevati da giornali locali di tutte le parti d’Italia, in cui qualcuno si degna di riportare alcune violenze avvenute, mentre tutti credono che non ce ne siano.
Tutto questo è strabiliante: mentre l’Italia crede che l’”emergenza stupri” sia finita, in realtà gli stupri continuano e avvengono in famiglia, per strada, a scuola, sul luogo di lavoro, commessi da italiani e stranieri (sempre e comunque di stupratori si tratta, non vedo alcuna differenza).
E a questo punto ci vuole una rassegna che dimostri la veridicità delle mie affermazioni. Eccola:
20 Aprile: a Bergamo è stato arrestato un uomo di 40 anni per aver stuprato e derubato una prostituta 19enne un anno fa; a Roma una ragazza romena di 21 anni è stata segregata e stuprata per giorni e costretta a prostituirsi; a Milano una donna di 33 anni è stata minacciata con un coltello e violentata da un uomo di 32, che le aveva offerto un alloggio dove trascorrere la notte. A Teggiano (SA) un 35enne è stato arrestato per aver tentato di stuprare una ragazza di 19 anni; a Roma tre uomini sono stati arrestati per stalking, ovvero per aver perseguitato le ex mogli; a Genova due uomini di 25 e 31 anni sono stati arrestati con l’accusa di aver sequestrato, stuprato e rapinato una prostituta di 26 anni.
21 Aprile: a Lanuvio una ragazza canadese di 21 anni è stata stuprata da un uomo che le aveva offerto un passaggio; a Roma è stata scoperta un’associazione a delinquere che portava in Italia ragazzine nigeriane obbligate a prostituirsi; a Milano un ragazzino di 13 anni ha fatto arrestare il padre che perseguitava e picchiava la madre.
22 Aprile: a Jelsi un 69enne è stato arrestato per 18 anni di abusi sulla figlia, ora 25enne; a Bollate è stato arrestato un operaio di 29 anni che ha abusato per mesi della moglie; a Milano una donna di 42 anni è stata perseguitata per mesi dal suo ex, un finto avvocato, che infine è stato arrestato.
23 Aprile: a Brescia un carabiniere è stato condannato a 7 anni e 4 mesi per violenza sessuale nei confronti di una prostituta; a Genova un muratore di 41 anni è stato condannato a 8 anni e 2 mesi di carcere per aver abusato della figlia.
24 Aprile: a Torino è stato arrestato un uomo di 84 anni che per anni ha abusato della figlia disabile e della moglie inferma; a Roma un uomo di 46 anni è stato denunciato per aver molestato due studentesse di una scuola media; a Campomorone un uomo di 42 anni è stato arrestato per maltrattamenti nei confronti della moglie e della figlia ventenne.
25 Aprile: a Sondrio un 47enne è stato condannato a sei anni di carcere per aver abusato dei suoi figli; a Monteverde una studentessa delle medie ha denunciato di essere stata molestata da un uomo già accusato da altre due donne di violenza sessuale; a Milano una coppia è stata aggredita da un branco di quattro uomini: l’uomo è stato brutalmente picchiato e la donna ha subito uno stupro di gruppo; a Brescia una ballerina ucraina è stata aggredita da quattro uomini che hanno tentato di violentarla, ma è riuscita a fuggire.
Intanto ci fanno sapere che il comune di Roma non ha partecipato al processo contro i due uomini che nell’agosto scorso hanno aggredito una coppia di turisti olandesi, picchiando selvaggiamente l’uomo e stuprando la donna; stessa cosa è avvenuta per il processo contro il romeno responsabile dell’uccisione di Giovanna Reggiani. Da parte di Alemanno tante parole e niente fatti…
E ci fanno anche sapere che presto torneranno liberi i due romeni accusati di favoreggiamento nello stupro di Guidonia, perché i termini di custodia cautelare stanno per scadere e nessuno ha fissato l’udienza del Tribunale del riesame.
L’”emergenza stupri” è veramente finita? Ma soprattutto: che cos'è questa "emergenza"? Ogni donna violentata è un'emergenza, ogni donna violentata merita giustizia. Non solo quando fa comodo al governo.
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Argomenti trattati nel post: razzismo, molestie, maltrattamenti, indifferenza, violenza domestica, prostituzione, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, inciviltĂ , incesto, la mia opinione, aggressione, femminicidio, stalking, violenza di genere, violenza su figlia
Nel pacchetto sicurezza approvato poco tempo fa in Senato, è inclusa l'opportunità per i medici di denunciare gli immigrati irregolari. Non ci vuole una laurea per individuare la conseguenza primaria di questo decreto; è semplice: gli immigrati irregolari, per paura di essere denunciati, non si rivolgeranno più ai medici del SSN (Servizio Sanitario Nazionale), con tutte le ulteriori conseguenze negative che questo comporta (per esempio il contagio di altre persone in caso di malattie infettive, tanto per dirne una, o, in casi più gravi, la morte della persona stessa).
Per chi non lo sapesse, il dovere di un medico è CURARE le persone, garantirne la SALUTE, senza alcuna distinzione [non me lo sto inventando, qualcuno si legga il codice deontologico (per la precisione l'articolo 3) e scoprirà che è proprio così]. Per fortuna, molti medici non sono disposti a sottostare a questa vergogna e promettono di utilizzare tutti gli strumenti legali a disposizione per combatterla.
Ma quello che dovrebbe farci indignare ancora di più è che pochi giorni fa una donna è morta di tubercolosi, proprio per paura di una denuncia. È morta a Bari, era una prostituta clandestina e se si fosse fatta visitare in tempo sarebbe viva... Rendetevene conto: sarebbe VIVA. Questa donna è stata uccisa da una legge incivile e stiamo condannando molte altre persone a morire in questo modo...
Ebbene, visto che la salute è un sacrosanto diritto di TUTTI (immigrati irregolari compresi), pubblico questo comunicato del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, sperando che arrivi a chi deve arrivare e che le prostitute possano essere informate. Chiunque può, lo diffonda!
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Argomenti trattati nel post: salute, comunicati stampa, razzismo, prostituzione, iniziative femministe

Stamattina su buona parte dei giornali si parlava per l'ennesima volta di stupri, ma stranamente in modo diverso: qualcuno si è degnato di diffondere i dati veritieri (e sottolineo veritieri, quindi non fomentati da stereotipi) riguardo la violenza sulle donne. Secondo il Viminale il 60,9% degli stupratori è italiano, il 7,8% romeno e il 6,3% è marocchino.
Qualcuno potrà chiedersi: ma come? Allora cosa mi hanno fatto credere i giornali e i telegiornali fino a poco tempo fa? Non era mica tutta colpa dei clandestini? Non era mica tutta colpa dell'immigrazione? Non servivano mica le ronde a risolvere il problema? Eh no, mi spiace per voi, dovete rendervi conto che vi hanno preso in giro per l'ennesima volta, facendovi credere quello che per loro era più comodo in quel momento e nascondendo per bene la realtà dei fatti.
Purtroppo è andata così: vi hanno preso per i fondelli. Come vedete i romeni (che secondo l'opinione pubblica commettono la stragrande maggioranza degli stupri) rappresentano il 7,8%, seguiti dai marrocchini con il 6,3%.
Quei bravi ragazzi italiani, quelli che vogliono andare in giro a fare le ronde per marcare il territorio (potrebbero anche fare qualche pisciatina qua e là per marcarlo meglio), quelli che fanno cortei e protestano perché devono difendere le "loro" donne (già, perché le donne da che mondo e mondo appartengono a qualcuno di sesso maschile), quelli che si raggruppano in folle inferocite, gridano "bastardi" e vogliono linciare i romeni, quelli che riempiono la città di manifesti razzisti con lo slogan "proteggiamo le donne" e palle varie, proprio quelli rappresentano il 60,9% degli stupratori.
A quanto pare ci troviamo immersi in un mare di ipocrisia, che serve solo ed esclusivamente a giustificare il razzismo e non ha nulla a che vedere con il rispetto per il genere femminile: noi donne non abbiamo bisogno di questi energumeni. Siamo in grado di lottare e di difenderci da sole. Non siamo bamboline intimorite e spaventate. Siamo leonesse con tanto di attributi! Non dipendiamo dai machi che sulla nostra pelle si macchiano di violenze contro chi è di nazionalità diversa dalla loro. Noi non siamo più disposte a tollerare che il nostro corpo venga sempre sfruttato per i motivi più svariati! È ora di dire basta!
È stato interessantissimo leggere ieri sul Corriere della Sera l'editoriale di Dacia Maraini, che riportava la domanda di una ragazza che si chiedeva come facesse a distinguere un gruppo di stupratori da un gruppo di rondaioli. La risposta è solo una: non è possibile, ma visti i tempi che corrono la preoccupazione più grande è mettere il piede dentro casa. In quel caso, se succedesse qualcosa, se il vostro fidanzato/marito/compagno vi mettesse le mani addosso, se vostro padre vi stuprasse, non importerebbe proprio a nessuno.
E visto che la violenza non si placa mai, nemmeno con le ronde, tanto meno grazie ai cortei di forza nuova, informiamoci un po' sui fatti dell'ultimo periodo:
A Ercolano, in provincia di Napoli, un uomo di 63 anni è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su minore.
Sempre a Napoli un ragazzino di 12 anni è stato violentato da un uomo di 52 anni, dipendente comunale.
A Bologna un imprenditore edile è stato condannato a 5 anni di reclusione per violenza sessuale su una donna romena che lavorava per lui.
A Trani un uomo andrianese è stato arrestato per violenza sessuale su una ragazza di 20 anni e per violenza privata e molestie a carico di altre quattro donne, alcune delle quali minorenni.
A Senigallia una ragazza di 17 anni ha denunciato di essere stata stuprata da un coetaneo fuori da una discoteca, mentre gli altri suoi amici stavano a guardare.
A Milano una donna di 83 anni è stata aggredita e violentata da un ragazzo di 26 anni; ricoverata in ospedale è morta poco dopo.
A Carini, in Sicilia, è stato arrestato un uomo di 50 anni che faceva prostituire la moglie e la figlia.
A Trento un pediatra è stato sospeso per due mesi dall'incarico con l'accusa di violenza sessuale ai danni di due ragazze di 14 e 20 anni, entrambe affette da un lieve ritardo mentale.
A Matera è stato arrestato un 72enne con l'accusa di violenza sessuale su minore.
A Roma sono stati arrestati 11 bulgari che portavano in Italia minorenni da vendere come spose.
Sempre a Roma una ventenne è stata stuprata tutta la notte da un uomo; questa mattina è riuscita a fuggire e a dare l'allarme.
A Taranto tre persone, tra cui il padre della vittima, sono state arrestate per violenze, anche sessuali, ai danni di una disabile; gli abusi si sarebbero protratti per dieci anni.
A Treviso, madre e figlioletta sono state trovate sgozzate in casa; indagato per omicidio l'ex convivente.
Queste sono solo alcune delle violenze registrate negli ultimi giorni. Come si può notare non c'entra nulla la nazionalità degli aggressori, né l'età delle vittime. La violenza non ha nazionalità, né età, né classe sociale e lo dimostrano i fatti. Deriva sempre e comunque dalla mancanza di rispetto nei confronti della dignità e della libertà di donne e bambini, che sono visti come soggetti deboli, da comandare, sottomettere e (ab)usare.
Diffidate da chi vi inculca nella testa boiate razziste. Non diventate marionette di idioti fascisti, non fatevi plagiare da queste teste di bip. Diffidate soprattutto da chi fa battute vomitevoli sostenendo che si deve affibbiare ad ogni bella ragazza italiana un soldato come guardia del corpo e rincara la dose aggiungendo che non si deve mai perdere il senso dell'umorismo. Penso che nessuna di queste vittime ora stia ridendo, alcune non potrebbero nemmeno farlo visto che non ci sono più.
Prima di concludere però vorrei per l'ennesima volta (e non mi stancherò mai di farlo) ricordare a tutte le donne che leggono qui che chiunqe vi faccia del male non lo fa per amore. Chi ama non picchia e non violenta. Le violenze subite in famiglia e nella coppia non sono accettabili, bensì sono da denunciare e da perseguire, perché abusare della propria moglie/fidanzata/compagna/figlia è un fatto gravissimo e intollerabile. Nessuno ha il diritto di calpestare la vostra libertà. E soprattutto non vergognatevi mai di niente, non sentitevi mai in colpa: gli unici colpevoli sono gli animali che vi fanno questo, gli unici che si devono vergognare sono proprio loro! Forza e coraggio a tutte quante. La vostra vita è più importante di qualsiasi altra cosa: vivetela. Non fatevela portare via da chi dentro ha solo il vuoto e cerca di colmarlo rubando l'anima a chi finge di amare. L'amore è libertà e rispetto, di sicuro non è oppressione e non è violenza.
Disabiliterò i commenti al post: quello che mi importa non è che qualcuno venga qui e mi scriva il solito "sì, hai ragione". Mi importa, invece, che questo post sia uno spunto di riflessione per tutti. Per imparare ad usare la propria testa e a non farsi condizionare da chi è interessato solo a strumentalizzare le violenze, prendendosi gioco delle vittime, per giustificare ulteriori violenze nei confronti di chi non c'entra niente.
Magari mi illudo, ma spero davvero che qualcuno sia capace di farlo.
Vignetta presa da QUI.
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Argomenti trattati nel post: antifascismo, razzismo, molestie, maltrattamenti, violenza domestica, prostituzione, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, inciviltĂ , la mia opinione, aggressione, bambine, stereotipi, femminicidio, uxoricidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, spose bambine, violenza su figlia
Pubblico qui un articolo, tratto dal blog di un'amica, una mamma, una donna straordinaria, Herta. Grazie a lei, ho potuto rendermi conto di molte verità nascoste sulla pedofilia, e oggi, facendo il mio ennesimo giro sul suo coraggioso blog, ho letto un articolo straziante riguardo le bambine e la selezione sessuale in molti paesi del mondo.
L'articolo risale al 2001, è lungo e vi occuperà del tempo. Devo anche dire, prima di pubblicare, che è molto crudo. Spero che, oltre al tempo, abbiate il coraggio di leggerlo. Quello che voi provate leggendo, non è niente in confronto a quello che bambine innocenti provano sulla propria pelle.
Mi piacerebbe veramente che, per una volta, le persone si degnassero di spegnere la tivù, di mettere giù i giornaletti di gossip, per dedicare dieci minuti del loro tempo ad informarsi davvero su quello che accade nel mondo.
L'eccidio silenzioso - Storie di infanzia violata
La stanza è come quella della tortura in un lager. Il tettuccio arrugginito è schiacciato contro il muro schizzato di sangue. Una donna legata da cinghie nere urla. Sta per avere un bambino. Ma quando la testa del neonato appare, il medico affonda una siringa nella fronte e il piccolo scompare. Dopo un attimo il boia lo tira fuori. È morto. Era una bambina.
Così racconta il video che un infiltrato di una famosa organizzazione non governativa francese travestito da infermiere ha girato in una città del Sud della Cina. Così i cinesi ammazzano le loro figlie. Lasciandole sospese e impietrite tra la vita e la morte. Solo perché sono femmine. Figlie di un dio minore. In Cina ogni anno spariscono, condannate dalla loro femminilità, almeno 2 milioni di bambine. Una di loro è stata fotografata da poco da un reporter di The Mirror (per vedere le foto cliccare QUI e QUI). Fotografia della vergogna: la piccola era per terra, buttata su un marciapiede come un gatto morto. Una bambola col naso pieno di sangue e la pelle ancora calda. La gente le camminava accanto, forse sopra, come se niente fosse. Colpa, si dice, di una legge del 1979 intitolata "Legge eugenetica e protezione salute" che proibisce ai cinesi di avere più di un figlio in famiglia e che dà la preferenza al maschio.
Ma anche della tradizione e della convinzione che una figlia femmina sia una vera maledizione, un peso. Nello scorso novembre una reporter americana, Norma Mayer, trova nell'orfanotrofio di Harbin 170 bambini. Ma 120 sono femmine. Le descrive come scheletri foderati di pelle bianca che dondolano sui letti putridi. Gambe e braccia storte come radici impazzite. Viene espulsa immediatamente dal paese.
Ma la Cina non è sola. Nascere femmina è una condanna in troppe parti del mondo. Dall'Asia meridionale al Nord Africa, dal Medio Oriente alla Cina, sono 100 milioni le bambine che mancano all'appello. «Secondo l'andamento demografico, le donne dovrebbero essere molte di più» ricorda Emma Bonino «invece troppe volte le bimbe non nascono, spariscono, muoiono. La verità è che le figlie femmine non sono volute, amate. Anzi sono trascurate perfino nel cibo e nelle cure mediche. Nella metà del mondo nascere bambine vuol dire rischiare la vita». Ma anche non vivere. L'aborto selettivo è il primo passo. Il primo killer. L'Unicef ha stimato che su 8 mila aborti dopo un'amniocentesi a Bombay almeno 7.999 riguardavano feti di sesso femminile.
Taranam aveva 15 anni quando aspettava la sua prima figlia. «Mio marito non la voleva. È una vergogna e un peso, mi diceva. Così una vecchia donna mi entrò dentro con un ferro e la uccise. Ho perso sangue per due mesi. Quando per la seconda volta l'esame disse che era femmina scappai nel mio villaggio. Ma anche la mia famiglia mi ha ripudiato. Così ho partorito nella casa di una vecchia zia zoppa. Anche lei 15 anni prima era scappata per salvare la sua bimba. Per questo le avevano devastato a bastonate un ginocchio».
Taranam oggi è leader a New Delhi di una piccola organizzazione che guarda dalla parte delle bambine, Save the girl. Il suo sari turchese le copre appena cicatrici e ferite. La sua bocca, ancora bellissima, racconta che le figlie femmine anche in Pakistan e in Bangladesh sono torturate soprattutto dalla famiglia. Ai figli maschi va il cibo migliore, alle femmine le briciole. Anche da neonate. «Avevo una cugina con due gemelli. Un giorno la trovo a casa con i due bambini in braccio: il maschio tondo, bello. La femmina un fagottino di ossa che moriva di fame. Perché?, le ho chiesto. "Perché ho poco latte e devo darlo solo a lui se no mi ammazzano" mi ha risposto». Anche se sopravvivono le bambine mangeranno dopo i bambini. Come le mogli dopo i mariti. In India la crescita è ritardata del 79 per cento nelle femmine e del 43 per cento nei maschi. I bambini studiano, le bambine faticano. E quando sono sfinite, ammalate, nessuno pensa a loro. Anzi. Alle piccole femmine non è permesso di cedere. Se lo fanno, la malattia diventa la conferma della debolezza, il marchio dell'inferiorità. La prova che possono morire.
Un pensiero consacrato dal nuovo libro The burden of Girlhood (Il fardello dell'adolescenza femminile), un'indagine spietata che rivela storie e numeri da brivido. A cominciare dal modo in cui le più piccole non vengono curate. Nel West Bengal, in India, sono ricoverati 23 ragazzini contro 8 ragazzine. Peccato che nelle visite a casa siano 48 le femmine ammalate e sfinite contro 15 maschi. «Orribile dirlo, ma per le bambine viene usata la selezione naturale come per gli animali» sintetizza Harold Huxely, medico nella città di Chunchura. «Ho visto piccole di 10 anni con il corpo invaso da piaghe e da vermi mentre la mia prima figlia adottiva aveva tutti i denti mangiati dalla denutrizione. Certo le piccole che resistono diventano buone macchine da figli. Maschi naturalmente».
Qualche volta anche queste piccole macchine si inceppano. Sharaa Pakhonen stringe la mano dei suoi due figli e mostra una fotografia ingiallita. Una piccola bambina con un ventre enorme.
Sharaa aveva sette anni quando suo padre l'ha sposata al marito ventiduenne. «Ero terrorizzata di avere rapporti con lui. Faceva tanto male. Poi a dieci anni sono rimasta incinta. Ma ero troppo piccola: il parto è durato tre giorni di agonia. La mia sorella minore non ce l'ha fatta». Come tante bambine madri. Il matrimonio forzato è infatti un altro dei crimini che le figlie femmine del mondo devono subire. In Africa centrale almeno nella metà dei casi, poi in Iraq, in Cina, nell'Honduras dell'America centrale. Il matrimonio precoce è visto come un regalo economico per la famiglia. Una figlia bella, giovanissima e vergine è la più alta merce di scambio. Ma alle bambine spose si ruba l'infanzia, l'innocenza, il gioco.
In Burkina Faso intorno alla capitale Ouagadougou organizzazioni religiose raccolgono le piccole spose che fuggono. I missionari raccontano che di notte camminano centinaia di chilometri. Durante il giorno stanno nascoste sugli alberi: «Le ho viste arrivare curve dalla fatica. Non avevano più la pianta dei piedi» racconta suor Felicia delle religiose di San Francesco, e aggiunge anche che è tale il terrore di fuggire un marito obbligato che nessuno le ferma.
«Nascita, matrimonio e morte sono i tre eventi principali della vita. Solo il matrimonio è una scelta. Ma per loro diventa un obbligo. Qualche volta mortale»: le parole tristi di Carol Bellamy, direttore generale dell'Unicef, si sposano bene alla nuova campagna contro i matrimoni precoci lanciata in questi giorni, Cancellare l'infanzia. Una condanna a vita condita con violenze atroci: maltrattamenti e stupri, malattie sessuali come l'aids che sterminano giovani mamme e figli. Il buio dell'istruzione. Chi si ribella all'amore forzato può morire o diventare un mostro. La faccia piagata di Nadina parla. Al posto degli occhi due bolle bianche, al posto del naso due fori informi.
«Voleva sposarmi a 12 anni. Ma amavo un altro e poi volevo studiare. Per me la scuola era tutto. Si sono appostati proprio fuori dalla classe. Erano in due. Mi hanno rivoltato addosso un barattolo di acido per le batterie delle macchine. Un liquido che può sciogliere anche una pietra. Sono stata moribonda per due mesi. Oggi sono cieca ma vivo per aiutare le bambine che come me non possono dire no». Per le piccole spose in India l'acido non è il solo pericolo. C'è anche il fuoco. Almeno 700 tra bambine e ragazze bruciano a New Delhi ogni anno. Ragazze e ragazzine che non obbediscono abbastanza, ma soprattutto che non riescono a mantenere le promesse di dote. «La polizia? Apre e chiude le inchieste rapidamente. Ogni poliziotto ha "una bruciata" in famiglia».
Dai fumi e dai deliri degli acidi indiani alle bambine ombra dell'Afghanistan. «Essere bambine a Kabul vuol dire non nascere» ha detto W. S. Naipaul Grande scrittore indiano.
Una bambina afghana non può studiare. Non può uscire da sola, non può guardare la vita perché è obbligata a portare una grata viola davanti agli occhi. Per questo Shaiba e altre madri, ribelli ai talebani, sono andate sottoterra dentro scantinati e grotte per insegnare a leggere alle loro figlie. Quando tre mesi fa i guerriglieri che dicono di ispirarsi ad Allah sono arrivati, tutte insieme leggevano i piccoli quaderni a lume di candela. Allora hanno bruciato tutto e le hanno portate in una prigione nel deserto «per rieducarle». A Mirna, 12 anni, non è stata data nemmeno la possibilità di essere rieducata. Era entrata a Kabul in un negozio per comprare verdura. Fra le pieghe del suo burka hanno scoperto che c'era dello smalto rosa sulle sue unghie. Le urla e la disperazione della madre non sono bastate a salvarle la mano destra. Gliel'hanno tagliata con un coltellaccio a venti passi da un gruppo di giornalisti guidati da Emma Bonino che non potranno mai dimenticare.
Del resto imparare e studiare è impedito a milioni di piccole donne nel mondo. Fino a toccare il 30 per cento nei paesi dell'Asia meridionale. Amartya Sen, premio Nobel per l'economia, ha scoperto dopo lunghi studi che l'alfabetizzazione al femminile è il più potente antidoto contro la morte dei bambini. Maschi e femmine. «In India il passaggio dell'alfabetizzazione primaria delle donne dal 22 al 75 per cento ha ridotto il tasso previsto di mortalità infantile dal 156 al 110 per mille». Dunque soffocare la creatività e la vita delle donne colpisce la vita di tutti. Un pensiero che è il cuore del più nuovo e amato film iraniano, The day I became a woman (Il giorno in cui sono diventata una donna).
È la storia di una bambina che sta per compiere 9 anni quella che racconta il regista Marziyeh Meshkini. «Allo scadere di quella ora Hava finirà di essere libera e innocente e diventerà una schiava del chador. "Una donna monca", che, come tutte le bambine iraniane, oggi non può scappare al suo fato e alla sua religione». Schiave del chador e schiave dei padri. In Nepal nei molti villaggi intorno a Katmandu gli stessi genitori vendono a mercanti di schiave figlie e figliolette. «Partono a gruppi di 15 o di 20 disperate. Ma sono troppo povere per salvarsi. Promettono lavori puliti ma invece le portano direttamente nei bordelli di Bombay. Lì sono contagiate dall'aids. Lì diventano pazze di solitudine. Poi quando sono stracci consumati non le vogliono più nemmeno i loro villaggi»: Barbara Calamai, militante dell'Aidos, che come nessuna associazione pensa alle donne del mondo, racconta commossa.
«Erano un grande gruppo. Le hanno lasciate giorni e giorni alla frontiera tra l'India e il Nepal. Nessuno le voleva. Non erano più bambine, non erano più niente». Ma una sorte più atroce aspetta le schiave bambine dell'Amazzonia. Tutti parlano delle prostitute minorenni di Rio de Janeiro, di San Paolo, di Belem. Nessuno sa di loro. Sono piccolissime: 9, massimo 12 anni. Vengono reclutate nelle zone più misere del paese e poi finiscono nel putridume dei "garimpos", le miniere d'oro della foresta amazzonica. Non possono più scappare né vivere. Per un garimpeiro una prostituta di 12 anni vale 20 grammi d'oro.
Se è vergine, il prezzo triplica. Ma si è vergini una volta sola. E una volta sola si scappa. Come Miriam Dos Santos Lima: «Ce l'ho fatta praticamente solo io. Le altre le riprendono tutte. Le torturano. Le riempiono di botte. I cercatori d'oro sono feroci come le fiere. A Laranjal do Jari ho sentito una bambina di 10 anni chiedere pietà a uno di loro. L'ha finita a calci».
E che dire ancora delle migliaia, dei milioni di bambine maltrattate, sfruttate, violentate? Di quelle che muoiono sole (a Salvador de Bahia muore di fatica e di fame un bambino ogni nove ore), delle figlie violentate e stuprate (in Thailandia i bordelli ospitano più di 1 milione di minorenni)? Delle bambine talpe della Valle della Clarita in Colombia che per vivere devono attraversare gallerie di fango nelle miniere di carbone, delle piccole e innocenti vittime di pedofili e criminali del sesso? Delle bambine della guerra e di quelle della miseria?
Una lettera sola risponde a tutte loro. L'ha scritta Tichiin, bambina salvata dall'orrore di un bordello thailandese. La pubblicherà Gallimard in un libro intitolato Lettere da una bambina invecchiata.
«Non avete visto il cielo perché un uomo cattivo ce lo ha strappato tutte le notti e tutti i giorni insieme alla nostra pelle. Non abbiamo incontrato più il sorriso perché potevamo vedere solo le nostre lacrime. Sentire le nostre urla di paura. Non abbiamo giocato perché per noi il gioco era l'inferno. Ma oggi so che siete al caldo. Che ridete forte! Perché appena arrivate in Paradiso siete potute tornare bambine».
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Animali con encefallo comandati dal testosterone
Avete presente un certo tipo di uomini italiani, quelli che si credono evoluti e civili, quelli che disprezzano i musulmani, i rom, gli immigrati? Ce li avete presente? Quelli che pensano di insegnare agli altri cos’è la civiltà, quelli che si credono superiori? Ecco, quelli lì!
Ho trovato su un forum a cui partecipo le esternazioni di uno di questi uomini in merito allo sfruttamento della prostituzione. Prima si comincia con una grande dimostrazione di sapere scientifico:
C'è una spiegazione molto più semplice, un uomo, al contrario di una donna può avere delle pulsioni sessuali molto forti, per via del fatto che i suoi livelli ormonali sono più alti.
Quindi un uomo in preda ad una tempesta ormonale, può preferire la "scorciatoia" di una escort per appagare il più presto possibile il suo desiderio.
Niente a che fare con considerazioni introspettive, di tipo paritario o giudiziale, come qui ventilato.
Semplice pulsione e desiderio sessuale da appagare il più presto possibile.
Gli uomini sono semplicemente diversi dalle donne e vivono la sessualità in modo diverso, per cause naturali.
E' così. Non c'è niente da fare.
Viene da millenni di evoluzione, va capito, eventualmente canalizzato in altro modo, più soddisfacente per gli uomini e per le donne, ma non colpevolizzato.
Non si può colpevolizzare madre natura.
Quando gli abbiamo fatto notare che moltissime prostitute sono sfruttate, la risposta è stata questa:
io ho semplicemente detto che gli uomini che vanno a prostitute non pensano di umiliare la donna lo fanno semplicemente perche hanno voglia di fare sesso.
E che queste sono contorsioni mentali femminili e basta.
Cosa c'entra questo con il problema dello sfruttamento della prostituzione?
E' un altro problema mi sembra.
Successivamente, quando abbiamo detto che lo sfruttamento della prostituzione è una violenza sulla donna ha esordito con questo:
Dovresti essere uomo per capire, che effetto ti fa una donna in abiti succinti quando hai voglia di scopare.
E' un effetto simile a quello che provano i drogati, non ti chiedi il senso di ciò che fai, ma hai bisogno di appagare il desiderio il più presto possibile.
E' così.
Non c'è niente da fare, è la realtà questa.
Questo forte desiderio sessuale maschile che esiste, è un dato di fatto, e se volete sapere perchè è così non chiedetelo a me, è il fulcro attorno al quale, sfruttatori/trici, opportunisti/e, aguzzini/ine, impinguano i loro loschi traffici, eticamente rivoltanti, ma nei confronti dei quali gli uomini che pagano per essere svuotati moralmente ed economicamente, esattamente come un drogato, non sono certo i carnefici ma vittime insieme con le prostitute sfruttate.
Quando gli abbiamo fatto notare che con la scusa del testosterone e della “voglia di scopare” giustifica gli stupri e le violenze sessuali la risposta è stata poi questa:
Uff, perché estremizzate sempre tutto?
Esistono le vie di mezzo.
L'impulso sessuale maschile esiste ed è enormemente più intenso di quello femminile, ed è un dato di fatto.
Le donne lo sanno benissimo questo e non devo stare a dirvelo o voi a far finta di non capire.
Ma si può convivere con questo come le donne convivono con altre cose (mestruazioni?).
Senza per questo essere relegati al ruolo di animali.
Essu', cerchiamo di aprire le menti, uno sforzino dai.
Ok, donne! Eddai, cercate di aprire le menti (anzi le gambe)! Dopo tutto se un uomo vi stupra o va a puttane lo fa perché l’impulso sessuale maschile è più intenso di quello femminile. Praticamente il testosterone ha il potere di impedire a un uomo di ragionare, non c'è niente da fare, gli brucia i neuroni: non è una sua libera scelta! È il testosterone che glielo fa fare! Ma perché ve la prendete così tanto? È la natura che li ha fatti così: violenti e incapaci di ragionare! Non potete conviverci con gli stupratori? Essù, poveri uomini, dategli quello che vogliono senza battere ciglio. Che siete venute al mondo a fare?
E poi anche le prostitute sfruttate: se un uomo ha voglia di scopare, poveretto, deve avere la merce sotto mano, se no non ce la fa a campare! Chi se ne frega se per la donna è una vera e propria violenza sessuale, visto che viene obbligata da altri a vendere il suo corpo! Perché non vi prendete cura dei puttanieri, che poverini, sono vittime loro stessi degli sfruttatori delle prostitute?
È ora che cominciamo a difendere i puttanieri e gli stupratori. Adesso basta difendere queste rompipalle di donne che subiscono violenza contro la loro volontà. Basta perché sono veramente insopportabili: si lamentano di tutto, non sanno aprire la mente. Direi che il paragone con la droga è proprio azzeccato! Un uomo che fa uso di droga è esattamente uguale a un uomo che abusa di una donna. Be certo, anche la donna è un oggetto, quindi il paragone sta in piedi benissimo!
Caspita mi sono resa conto adesso di queste cose. Grazie a questi uomini per avermi aperto gli occhi!
Io mi chiedo solo una cosa: ma a chi vogliono insegnare la civiltà questi cavernicoli? Con quale coraggio si sentono superiori agli altri?
Questa è la drammatica realtà italiana (ma anche mondiale) che non riconosce concretamente la violenza su una donna come reato ingiustificabile. Agli uomini si insegna ad essere i padroni, che loro possono tutto perché appunto sono uomini e il mondo gli appartiene. Alle donne si insegna che è meglio starsene in casa, perché fuori c'è la giungla degli uomini: gli si dice che qualsiasi cosa subiscano è colpa loro, perché l'uomo è fatto così e non si possono lamentare.
Ora, per assurdo, mettiamo pure che un uomo violenti per raptus a questo punto cosa resta? Una donna con la vita distrutta che se ne infischia del motivo per cui un uomo l’ha stuprata e chiede giustizia per se stessa. Oppure volete dirmi che lei dovrebbe accettarlo? Mi dispiace, ma una violenza sessuale è inaccettabile e soprattutto, è un reato! Se un uomo violenta una donna, in qualsiasi circostanza, per qualsiasi motivo, deve essere punito per il male fisico e psicologico che annienta la vittima.
L'immagine della donna che deve soddisfare i bisogni sessuali dell'uomo è solo una stupida invenzione maschilista per distruggere il valore della donna stessa, relegarla al ruolo di semplice oggetto sessuale, e per permettere agli uomini di fare i loro porci comodi. È anche un modo subdolo per impedire alle donne di vivere pienamente e come meglio credono la loro sessualità.
Questi uomini non si rendono neanche conto che andare con una prostituta significa essere complici del traffico, perché se non ci fosse la domanda, non ci sarebbe nemmeno l'offerta. Non si rendono conto che tra puttanieri e stupratori la differenza è praticamente nulla: uno stupratore obbliga una donna ad avere un rapporto sessuale, un puttaniere ha un rapporto sessuale con una donna che non gli dice di no perché è costretta da altri con minacce, ricatti e torture fisiche.
A questo punto, qualcuno dimostri scientificamente che il testosterone impedisce all'uomo di ragionare, così possiamo legalizzare lo stupro e tutte le violenze sulle donne e poi facciamo internare in un manicomio i "malati mentali" che non hanno mai violentato una donna e non sono mai andati a puttane! A proposito di questo, sul forum ho chiesto al signore in questione di portarmi studi scientifici che provano che il testosterone impedisce all'uomo di capire quello che fa: sapete, non possiamo credere al primo che dice "la realtà è questa". O porti delle prove, altrimenti le tue sono solo parole al vento. Io mi sono permessa anche di spiegargli che cos'è il testosterone e i suoi effetti sull'uomo secondo un punto di vista scientifico, avendo io studiato anatomia umana, biologia e fisiologia all'università. Non sapendo cosa rispondere davanti alla mia spiegazione scientifica e in assenza di prove concrete, il signore in questione ha pensato bene di insultarmi, tant'è che è stato bannato dal forum. La verità gli fa male, poveretto.
Anche il mio cane quando va in calore salterebbe addosso a tutte le cagnette, ma appunto lui è un cane, privo di intelletto e di ragione. Se questi uomini si credono così, tanto vale strappargli i documenti e metterli in una cuccia! Non pretendano di essere trattati da uomini pensanti con dei diritti, perché ammettono loro stessi di essere animali, incapaci di controllare i loro impulsi. O sei uomo, o sei animale, non c'è la via di mezzo. Se ti professi uomo e poi ti comporti da animale, esistono le leggi che ti puniscono severamente. Troppo comodo giustificarsi per il testosterone...bella vigliaccheria!
Io non so cosa possano pensare gli uomini che leggeranno qui. Penso che esemplari così buttino quintali di letame su tutta la categoria. Ci sono stati alcuni uomini sul forum che hanno espresso il loro parere da uomini, dicendo che sono capaci di ragionare, oltre che essere governati dal testosterone. A quel punto sono stati definiti bugiardi. Insomma, gli uomini un po’ diversi o sono bugiardi o sono sfigati. Gli uomini vengono dipinti come animali senza encefalo comandati dal testosterone (scusate, ma a me parlare di evoluzione sembra una bestemmia!)!
In difesa degli uomini con il cervello, pubblico qua il parere di Renato, mio amico in splinder:
E' una vita che sento queste scuse per giustificare uno stupro, le corna fatte alla moglie oppure una sveltina fatta con una prostituta. "Quando ho voglia devo assolutamente scopare, non posso farne a meno". Io non sono un puritano (non lo sono mai stato e non voglio esserlo), però queste, secondo me, sono delle scuse banali che servono solo a tentare di giustificare una propria scelta: avevo voglia di scopare e l'ho fatto. Tutto il resto non ha alcun senso logico.
"Mi permetta Vostro Onore di dissentire dalle Vostre accuse, io ho provato a spiegare al mio pisello che non sta bene stuprare una donna, una bambina o un bambino, ma non ha voluto ascoltarmi e ho dovuto farlo, non potevo tirarmi indietro, sa com'è, quando è nervoso va in tiro e non si può proprio discutere con lui."
Battute a parte, io non sono mai andato a prostitute (e sinceramente non ne ho mai avuto desiderio) e non ho mai dovuto farlo per forza, quando lei dice di no, va a cuccia.
Queste cazzate le sento fin troppe volte, ma credo che tutto questo nasca dalla mancanza assoluta del rispetto verso la persona che hai di fronte e dal proprio egoismo, il tutto nascosto dietro false verità che tentano di giustificare delle azioni sconsiderate e violente.
O forse il tutto dipende dalla posizione del cervello? A qualcuno può anche essere scivolato in basso!!! Spero di aver chiarito a sufficienza il mio pensiero.
Ciao
Renato
Io prima di concludere vorrei chiedere scusa a tutte le donne che hanno subito violenze, a quelle che mi hanno scritto cercando un po' di conforto, a quelle che non conosco ma so che sono là fuori a soffrire, a quelle che per colpa di finti uomini hanno perso la serenità e la voglia di vivere. Vi chiedo scusa per quello che avete dovuto leggere, per le esternazioni di un maniaco sessuale, che non ha il minimo rispetto per la dignità della vostra persona e che spaccia per vere e giuste le stronzate che dice. Vi chiedo scusa. La vostra sofferenza è anche la mia, il vostro sdegno è anche il mio.
Ecco perché così tante donne vengono stuprate e così tanti stupratori non vengono condannati. Ecco perché la maggior parte delle vittime di violenza non denuncia! Ci credo io, guarda un po’ qua che schifo! Il rispetto per le donne e la loro volontà non sanno nemmeno cos’è! Poi queste stesse persone hanno il coraggio di dire che le femministe sono delle pazze visionarie, fanatiche e chi più ne ha, più ne metta.
Saranno gli estrogeni o le mestruazioni? Si accettano scommesse!
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Prostituta torturata, preso il presunto responsabile
MONTESILVANO. Un dramma della clandestinità, una storia di vessazioni e prepotenza quella subita dalla giovane prostituta romena di 20 anni torturata nei giorni scorsi. Lei non voleva lavorare in strada e così sono partite le violenze.
Solo nel tardo pomeriggio di ieri è stato arrestato il presunto responsabile: si tratta di Daniel Raducan, romeno 29enne senza fissa dimora, accusato di induzione e sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e lesioni personali.
La ragazza è stata salvata casualmente dai carabinieri, nella notte tra domenica e lunedì in una delle retate predisposte dal comando provinciale lungo la riviera tra Pescara e Montesilvano per arginare il fenomeno della prostituzione.
Proprio quella operazione ha consentito di liberare la giovane vittima che, nonostante le ferite, le contusioni e il trauma psicologico, continuava a battere.
Nel corso della maxi retata i militari hanno portato in caserma alcune straniere: solo una volta giunti negli uffici, nel momento di verbalizzare i dati delle donne, i militari hanno fatto l’incredibile scoperta.
Tra le prostitute ve ne era una, romena, giovanissima, appena 20 anni, con ferite e lesioni in varie parti del corpo.
I carabinieri l’hanno portata immediatamente all’ospedale di Pescara dove è stata medicata.
I medici le hanno riscontrato diverse fratture alle costole, una frattura al dito della mano destra, escoriazioni multiple, trauma cranico, evidenti ferite all’occhio destro e sinistro: una situazione clinica complessa, giudicata guaribile in 40 giorni.
Subito è iniziato l’interrogatorio alla giovane vittima.
I carabinieri hanno faticato molto per guadagnarsi la sua fiducia. La ragazza, infatti, in chiaro stato di shock aveva qualche reticenza a parlare.
IL RACCONTO DELLA VITTIMA
Ma con delicatezza è stata spronata dai militari che le hanno fatto capire l’importanza della sua testimonianza. Così, superati i dubbi, ha cominciato a raccontare tutto.
E’ stata un fiume in piena e forse in quegli attimi ha capito che era diventata una donna libera.
La ragazza ha raccontato di abitare a Montesilvano e che contro la sua volontà era costretta a prostituirsi.
L’imposizione arrivava da alcuni connazionali ai quali consegnava tutti i guadagni percepiti.
A lei non restava nemmeno un euro.
I suoi sfruttatori avevano cominciato a picchiarla e maltrattarla perché lei non voleva fare la vita.
Probabilmente era arrivata in Italia con altre aspettative e quando ha capito il suo vero mestiere ha tentato di ribellarsi. Ma la ribellione le è costata cara.
Calci e pugni arrivavano ad ogni suo no: ha raccontato di essere stata calpestata, picchiata, torturata e maltrattata per diversi giorni.
Le hanno strappato i capelli, le hanno bruciato la schiena, tutto perché non stava agli ordini.
La sua testa è stata sbattuta contro il muro e con un paio di tronchesi le hanno tagliato i lobi delle orecchie.
Per non far sentire le urla ai vicini di casa le hanno tappato la bocca con il nastro adesivo.
Non veniva usata pietà: doveva obbedire e basta.
Grazie ai racconti della giovane i militari sono riusciti a risalire esattamente all’appartamento di Montesilvano, in via Adda 4, dove avvenivano le torture: è stata sempre lei a consegnargli le chiavi di casa.
Lì dentro sono entrati ieri pomeriggio i militari: dopo una attenta perquisizione sono stati ritrovati anche i tronchesi, con tracce di sangue, usati probabilmente per seviziarla.
Hanno aspettato l’aguzzino che come previsto è finito in trappola, incredulo davanti ai militari riusciti ad entrare in casa.
Per lui le manette ed accuse pesantissime da cui sarà molto difficile difendersi.
Ma le indagini dei carabinieri in queste ore stanno andando avanti. Bisogna capire se la ventenne fosse l’unica a vivere in quelle condizioni e se il protettore facesse parte di una ben più ampia organizzazione criminale.
I militari cercheranno inoltre di risalire alla data esatta dell’arrivo della giovane e scoprire come sia arrivata in Italia.
UNA FINTA PROMESSA DI MATRIMONIO PER PORTARLA IN ITALIA
Quando è arrivata in caserma la donna era affamata: non mangiava da due giorni, hanno raccontato i carabinieri, ed ha divorato le merendine che le sono state offerte dai militari.
Le sue colleghe sono state solidali con lei: alcune di loro le hanno perfino offerto il guadagno della serata e si sono augurate fino all'ultimo che l'aguzzino cadesse nella trappola.
La "lucciola" romena, che appartiene ad una famiglia di contadini, è arrivata piena di speranze e i suoi genitori, poverissimi, l'hanno lasciata andare credendo alle promesse di matrimonio di Raducan. Ora è affidata ad una associazione.
Raducan, che è un rom, ha precedenti per estorsione, lesioni e minacce. Senza avere pietà per la ragazza, le aveva chiesto anche di avere rapporti non protetti e dopo il controllo dei carabinieri era pronto a rimandarla in strada.
Fonte PrimaDaNoi
Per saperne di più:
Prostituta torturata a Montesilvano, si cercano gli aguzzini
Prostituta seviziata, arrestati i vertici del sodalizio criminale

C'è chi le considera solo delle sudice battone, chi addirittura propone di espellerle dall'Italia perché sono un pericolo per la moralità, ma per fortuna c'è anche chi sa ragionare e aiutare davvero queste ragazze, donne, COSTRETTE a prostituirsi, torturate con ogni mezzo, violentate e sbattute sulle strade per soddisfare i bisogni sessuali dei "puttanieri" italiani. Se non guadagnano abbastanza, se non hanno troppi clienti rischiano addirittura di essere ammazzate, come se la loro vita non valesse niente. Sono considerate oggetti, non persone.
Purtroppo questa storia non ha avuto l'eco che si meritava, forse perché si tratta di una prostituta romena e quindi non conta farlo sapere. Essere seviziata, violentata e picchiata non fa notizia se a subire tutto questo è una povera ragazza romena. Neanche un mese fa a Genova è morta, ammazzata a calci e pugni dal suo sfruttatore, una giovane prostituta romena di 20 anni, perché guadagnava troppo poco. Proprio ieri una prostituta romena è stata violentata e derubata da un poliziotto italiano. Potrei andare avanti all'infinito a raccontare storie del genere, storie di sofferenza, violenza, umiliazione, disperazione. Storie di donne negate, senza diritti: comprate e vendute, come fossero merce. Donne senza voce, le cui grida disperate di aiuto restano soffocate in una spirale di violenza senza fine, inascoltate per l'indifferenza, l'incuria, il menefreghismo di molti. Cerchiamo di dare voce a chi non ce l'ha, non diventiamo complici del silenzio.
Consiglio a tutti la lettura del post sulla prostituzione, che ho pubblicato giusto un mese fa.
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Argomenti trattati nel post: testimonianze, tortura, maltrattamenti, indifferenza, prostituzione, notizie nazionali, persecuzione, violenza sessuale, inciviltĂ , la mia opinione, violenza di genere
Vi ricordate tutti la famosa lettera della Carfagna in cui parla di violenza domestica dicendo che la famiglia è un luogo sicuro e tutte le altre palle? Bene, a questa lettera sono stati lasciati molti commenti (io ne ho lasciati due esprimendo il mio più totale dissenso e chiedendole di dimettersi): alcuni però sono davvero esilaranti, quindi ci tengo molto a confutarli tutti, perché non è possibile giocare su un argomento così delicato come la violenza sulle donne. Prima di iniziare però ci tengo a fare una precisazione:
Questo post è dedicato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a chi dice e pensa ste stupidaggini, ai maschilisti di merda e a tutti gli uomini che si sono permessi nella loro vita di far del male a una donna.
Mi dispiace alzare i toni, ma in questi casi è INEVITABILE. Iniziamo:
Il Governo ha fatto bene ad eliminare i fondi per i "centri antiviolenza",per la quasi totalità dei casi queste organizzazioni pagate con i soldi della collettività sono esclusivamente una copertura per i ricatti sessuali e una fonte di guadagno per molte nullafacenti (nulla togliere agli stupri reali naturalmente ).
E' ORA DI FINIRLA CON QUESTA FARSA DEI "DIRITTI DELLE DONNE", le donne non sono al centro del mondo.
Sarebbe ora, quindi, che scendessero anche giù dal piedistallo in quanto in questa società ci vivono anche gli altri che spesso non sono neanche considerati.
Al di la di atteggiamenti lobbystici, quindi, non sarebbe il caso di considerare anche leggi che difendano per esempio i "DIRITTI DEI PADRI SEPARATI", o "IL DIRITTO DI DIFESA DELLA PERSONA UOMO O DONNA CHE SIA" punendo in modo esemplare non solo lo stupratore, ma anche le donne che usano la scorciatoia "del sesso" o intentano "finte molestie" per ricattare oppure farsi mantenere dal prossimo ????
ANDREA BIANCHI

Cominciamo dai centri antiviolenza perché in questo commento sono state fatte affermazioni che assomigliano più a delle calunnie. I centri antiviolenza aiutano DAVVERO le donne maltrattate (E NON SI TRATTA SOLO DI STUPRI!!!!). Questi centri le hanno sapute accogliere e dar loro una protezione, quando tutti gli altri gli hanno voltato le spalle. Le parole di questo “signore” sono una GRANDISSIMA OFFESA per tutte le persone che in quei centri ci lavorano ogni giorno. A tutti quelli che dicono o pensano queste cose vorrei proprio dire: Non buttate merda sul lavoro e l’impegno degli altri perché non avete niente di meglio da dire e perché siete dei frustrati maledetti.
Mi sembra sacrosanto che anche i padri separati debbano avere dei diritti, ma non capisco perché i diritti delle donne diventino una farsa: cosa c'entra una donna maltrattata con un padre che non può vedere i suoi figli? Anche la punizione per ogni reato è OVVIA: come ho sempre detto, qualsiasi violenza deve essere punita, non solo quella sulle donne. Le femministe lottano per i diritti delle donne, ma mica sono cieche per tutto il resto!
Lo sappiamo anche noi che ci sono delle donne che si inventano molestie e ricattano gli uomini: per fortuna le fette di salame sugli occhi non le abbiamo e infatti per queste stronze è più che logico chiedere una punizione adeguata! Ma non è giusto che per colpa di queste qui ci debbano andare di mezzo tutte le altre che soffrono veramente e che subiscono VERAMENTE stupri e violenze.
E poi chi si è messo sul piedistallo? Di certo non le femministe. Sul piedistallo ci stanno da sempre le persone che non meritano di starci, come per esempio la (dis)onorevole Carfagna. Vediamo come una donna che subisce violenza sta sul piedistallo: è già tanto se riesce a mandare in carcere il marito, figuriamoci se può permettersi di stare sul piedistallo. Vediamo come una donna violentata sta sul piedistallo, con tutta la sofferenza che si porta dentro! Ma andiamo avanti, il “bello” deve ancora venire…
BRAVA MINISTRA CARFAGNA,
SONO D'ACCORDO CON LEI NEL SOSTENERE CHE OCCORRE UNA POLITICA A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA, E SOPRATTUTTO A SOSTEGNO DEL RISPETTO E DELLA VALORIZZAZIONE RECIPROCA TRA MASCHI E FEMMINE.
NEGLI ULTIMI DECENNI, I RAPPORTI TRA I GENERI SONO PEGGIORATI CON LA COMPARSA DEL FEMMINISMO. LE FEMMINISTE CON IL LORO ATTEGGIAMENTO EGOCENTRICO E DENIGRATORIO HANNO ROVINATO LA NOSTRA CIVILTA A COMINCIARE DALLA FAMIGLIA E DAI RAPPORTI INTERPERSONALI IN QUANTO IL LORO ODIO VERSO IL GENERE MASCHILE SI MANIFESTA CON IL DIVORZIO E L'ABORTO. LE FEMMINISTE HANNO CREATO LEGGI APPOSTA X FAVORIRE LORO STESSE ED ARRICCHIRSI A SPESE DEL PROSSIMO. CREANDO PROFONDO DISAGIO A DONNE E UOMINI CHE CREDONO NELLA FAMIGLIA E NEL RISPETTO RECIPROCO.
DOPO DECENNI DI POLITICA DI SINISTRA DOBBIAMO LIBERARCI DI QUESTO CANCRO SOCIALE
ANDREA BIANCHI

Le femministe sono un cancro sociale? Se una donna chiede diritti e parità diventa un cancro sociale? Una donna che non vuole essere relegata al ruolo di madre e moglie, una donna che non vuole subire violenza in famiglia è un cancro sociale? Una donna che vuole il divorzio è un cancro sociale? Gli uomini il divorzio non lo chiedono mai? Ma che razza di cazzate sono queste?
Sapete quali persone sono un vero e proprio cancro sociale? Quelle come la Carfagna, che difendono la famiglia, sapendo bene che è il luogo in cui avvengono le peggiori violenze contro le donne. Sono le persone che davanti a una donna violentata hanno il coraggio di dire “se l’è cercata”. QUESTI SONO VERI E PROPRI CANCRI SOCIALI!
Le femministe vogliono arricchirsi a spese del prossimo? Ma questo da che pianeta viene? L’ha studiata un po’ di storia del femminismo oppure (come sempre) si basa su stupidi pregiudizi? Le femministe sono state le prime a pretendere di avere le stesse opportunità degli uomini, a pretendere di LAVORARE ed essere INDIPENDENTI! Il vero femminismo non vuole sottomettere gli uomini (perché sarebbe una violenza anche questa) e soprattutto non odia il genere maschile! Quante volte lo dobbiamo ripetere? Noi odiamo i maschilisti e lasciatemi dire che c’è una bella differenza tra uomo e maschilista (di merda). Se vogliamo parlare di quelle che si approfittano e vogliono arricchirsi, parliamone, ma non diciamo che sono femministe: quelle stanno proprio agli antipodi del femminismo!
E poi basta con sta storia dell’aborto: avete stancato! Una donna non va ad abortire perché si diverte. Una donna soffre tremendamente nel decidere di abortire. Ma chi vi credete di essere per sputare tutte queste sentenze, per parlare ancora prima di conoscere? Cosa ne potete sapere voi di quello che prova una donna che abortisce? Un bel niente! Quindi non permettetevi di dire cazzate colossali. Avete visto che fine ha fatto il vostro tanto amato Ferrara? Per fortuna in tanti si sono accorti che è solo un falso ipocrita. Il teatrino della difesa della vita non attacca! Sul palcoscenico tutti sorridenti per difendere la vita, dietro le quinte le donne muoiono per gli aborti clandestini. Avete stancato con tutta questa ipocrisia! Cito qui una frase bellissima delle femministe inglesi riguardo l’argomento: “Il 77% degli antiabortisti sono uomini, il 100% di loro non resterà mai incinta”. Detto questo, detto tutto. E ora l’ultima oscenità:
IL NOSTRO PAESE SI STA RIEMPIENDO DI PROSTITUTE,
IN QUESTI GIORNI A TARANTO I CARABINBIERI HANNO ARRESTATO MADRE E FIGLIA X AVER E TENTATO DI ESTORCERE DENARO AD UN UOMO CON LE MOLESTIE SESSUALI. QUANDO NON CI RIESCONO, MOLTE SI FANNO METTERE INCINTA DAL PRIMO CHIUNQUE E TI RICATTANO DIETRO I FIGLI, OPPURE UTILIZZANO IL DIVORZIO.
DI STORIE SIMILI NE ESISTONO UN INFINITA', E MALGRADO CIO' VOI SIETE ANCORA QUA' AD ALIMENTARE QUESTO CLIMA DI CACCIA ALLE STREGHE CONTRO I MASCHI E A PARLARE DI DONNE MALTRATTATE?????
LA REALTA' VOI LA IMPONETE AL PROSSIMO SOLO COME LA VOLETE VOI....
MA VERGOGNATEVI....
BIANCHI ANDREA
Bene, forse questo …(non mi esprimo) non lo sa che tantissime prostitute sono OBBLIGATE, SCHIAVIZZATE E COSTRETTE a prostituirsi??? Come sempre la colpa è delle prostitute (che addirittura sarebbero un pericolo per la moralità) e non dei clienti o degli sfruttatori: e no, loro sono uomini e hanno i loro bisogni! FATEMI IL FAVORE! E poi di nuovo, come sempre, si nega la violenza sulle donne dicendo che ce ne sono altre che commettono reati. LO SAPPIAMO BENISSIMO! Ma sono due cose nettamente diverse! Non si può negare la violenza sulle donne in questo modo. Per colpa di donne disoneste non ci possono andare di mezzo tutte le altre! E la stessa cosa vale per gli uomini: per colpa di maschilisti violenti non ci possono andare di mezzo tutti gli altri, che non si permetterebbero MAI E POI MAI di mettere le mani addosso a una donna. Non c’è nessuna caccia alle streghe contro i maschi: ma li vedete i fatti o no? Non ci inventiamo niente! Non stiamo distorcendo la realtà! Manipolano la realtà le persone che fanno credere che solo gli stranieri stuprano e gli italiani sono dei santi o le persone che dipingono la famiglia come un luogo sacro e sicuro, senza vedere che è proprio lì che avviene la maggior parte delle violenze sulle donne! Così si distorce la realtà!

Io sono allibita: quest’uomo (e tutti quelli come lui!!!) dovrebbe VERGOGNARSI per le cazzate che ha osato scrivere. Io credo che queste parole siano di una GRAVITÀ estrema perché sono l’ennesima presa per il culo per le donne che subiscono violenza e anche per chi tutti i giorni le aiuta costantemente.
In Italia ogni giorno ci sono almeno 200 stupri VERI (non inventati per ricattare chissà chi), una donna su tre subisce violenza VERAMENTE e la maggior parte di queste violenze avvengono nel nucleo famigliare. Chi difende la famiglia si mette dalla parte della violenza, PUNTO E STOP. Le cose stanno così, la realtà è questa: che vi piaccia oppure no.
Ci sono donne che vengono prese a calci e pugni, stuprate in famiglia dai loro stessi parenti, basta picchiare o violentare per questi brutti bastardi. Tanto per sta gente di merda sopraffare una donna è semplice come bere un bicchier d’acqua. Siete solo dei vigliacchi: non siete capaci di sostenere un dialogo verbale e quindi vi mettete a picchiare perché solo così potete far valere le vostre schifosissime ragioni! Soltanto con le mani al collo o un pugno in faccia riuscite a parlare. Pensate di farvi valere e sottomettere una donna violentandola. SCHIFOSI PEZZI DI MERDA!
Se non siete capaci di riconoscere che una donna su tre subisce violenza perché non avete le palle per farlo, sono solo problemi vostri. C’è gente che è capace di vedere la realtà e lotta contro questi abusi, che sono considerati delle vere e proprie violazioni dei diritti umani (e non mi riferisco solo all’Italia ma a tutto il mondo)!

Non è normale picchiare una donna perché è tua moglie. Non è normale impedire a una donna di uscire e di vedere le amiche o i parenti perché è tua moglie. Non è normale minacciare di morte una donna perché è tua moglie. Non è normale violentare una donna perché porta la minigonna. Ok? Ficcatevi in testa che le donne NON sono proprietà degli uomini. Nessuna violenza perpetrata nei loro confronti è normale. Se un uomo si incazza e picchia sua moglie è un CRIMINALE (e notate bene che ci sono quelli che picchiano anche se non sono incazzati: picchiano perché gli piace farlo). Non è colpa della donna perché “chissà cosa gli ha detto” oppure “chissà cosa ha fatto”.
Basta con queste cazzate! Basta mancare di rispetto a chi soffre! Basta fare i maschilisti schifosi perché non avete niente di meglio da fare! Basta sputare veleno sui medici, gli psicologi e tutte quelle persone che aiutano le donne ogni giorno mettendoci tutta la solidarietà e la voglia possibili!
Noi donne non ci facciamo mettere i piedi in testa da quattro maschiacci violenti e presuntuosi che pensano di essere superiori soltanto perché sono nati con il pene.
Ne ho abbastanza di sta gente senza cervello che nega perfino l’evidenza piuttosto che ammettere la verità. Siete voi dei cancri sociali, non le persone che difendono i loro diritti e le loro libertà!
Ci sono donne che hanno pagato CON LA VITA il prezzo della libertà. Ammazzate per strada dagli ex mariti, ammazzate nelle loro stesse case davanti agli occhi impotenti e terrorizzati dei loro bambini, ammazzate perché volevano essere LIBERE dalla violenza. Picchiate, violentate, torturate e uccise perché donne e quindi ritenute inferiori.
A tutto c’è un limite. Qui il limite è stato di gran lunga superato.
LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA NON SI PRENDONO IN GIRO!
NON SI NEGA LA SOFFERENZA PERCHÉ VI FA COMODO!
IL CERVELLO CE L'AVETE! USATELO QUALCHE VOLTA!
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Argomenti trattati nel post: uomini, aborto, molestie, libertĂ , maltrattamenti, violenza domestica, prostituzione, stupro, notizie nazionali, violenza sessuale, la mia opinione, paritĂ , stereotipi, femminicidio, discriminazione sessuale, centri antiviolenza, violenza di genere
Interrompo momentaneamente l’argomento della violenza sulle donne in Italia e del taglio dei fondi ai centri antiviolenza, per parlare di un argomento molto delicato: la tratta delle donne, vendute come prostitute e vittime di terribili violenze.
Vi propongo la storia di una ragazza che giovanissima è stata fatta schiava e portata in Italia, successivamente c’è un breve sunto con alcuni dati e un po’ di storia. Mi sono basata su una fonte segnalatami da Lorenza, che ringrazio, e che potete visitare tutti QUI (unico avvertimento: è scritta in francese, io l’ho tradotta per voi, riassumendola un po').
Il solo ricordo che Nita custodisce del giorno in cui i militari serbi l’hanno strappata dalla sua casa, a Pristina, per condurla in un campo dove l’hanno violentata è che faceva freddo e il suolo era ricoperto di neve. Non si ricorda se è stato prima o dopo il Natale 1996, l’anno in cui i combattimenti sono scoppiati tra le forze serbe e l’Armata di liberazione del Kosovo. Ha vissuto tali orrori negli ultimi dieci anni che il suo spirito, lei dice, è del tutto scombussolato. Nel 1996, Nita aveva 18 anni, era sposata e madre di una bambina di 8 mesi, e viveva vicino a suo padre, vedovo, e a sua sorella di 7 anni. I miliziani che sono andati a cercarla hanno preso anche la bambina e condotto suo marito, Milau, e suo padre in un altro campo. Per quattro giorni Nita è stata violentata ripetutamente insieme ad altre sette donne, prima di essere messa in una macchina e abbandonata vicino alla frontiera albanese. Nita ha cercato la sua famiglia con la collaborazione di un uomo che diceva di volerla aiutare: in realtà, l’ha trascinata su una barca, dove c’erano molte altre donne, l’ha tramortita e portata in Italia. Si è ritrovata infine a Torino, in un appartamento della periferia. Le altre donne che erano rinchiuse lì hanno appreso di essere state schiavizzate, vendute come prostitute a una rete di sfruttatori italiani e albanesi. Per sei anni, prima in un appartamento dove era tenuta prigioniera, poi per strada, Nita ha subito dei rapporti sessuali ogni notte, sette giorni su sette, con almeno una decina di uomini. Quando non riusciva ad attirare abbastanza clienti, uno degli uomini che dirigevano la tratta la picchiava. Non parlava l’italiano, non sapeva bene dove si trovava e viveva nella paura e nell’ignoranza. Una volta ha persino provato a fuggire, ma questo le è servito solo ad essere riempita di botte. Poi, un giorno la fortuna ha girato: per puro caso è salita in macchina di un uomo che affermava di avere conosciuto Milau e di aver sentito dire che era partito per la Gran Bretagna. Le ci è voluto un mese per potersi fidare di lui e alla fine ha accettato di viaggiare da clandestina attraverso l’Europa in un camion di sigarette. In Inghilterra ha finalmente ritrovato il marito, ma quando questi è venuto a conoscenza della sua vita trascorsa sulle strade, non l’ha potuto sopportare e l’ha buttata fuori di casa: era incinta di tre mesi. I servizi sociali l’hanno mandata in una casa di periferia dove ha potuto attendere la nascita del suo bambino.
Per l’Organizzazione Internazionale per le migrazioni (IOM), il traffico di esseri umani è “la forma più minacciosa dell’immigrazione irregolare in ragione della sua ampiezza e complessità crescenti, poiché ingloba le armi, la droga e la prostituzione”. Per l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), si tratta della forma di crimine organizzato che conosce l’espansione più rapida del mondo. È impossibile procurarsi delle cifre affidabili. I responsabili dell’Organizzazione Internazionale del lavoro (BIT) stimano che ogni anno vengono venduti dai 700 mila ai 2 milioni di donne e bambini e che questo traffico alimenta un’industria i cui profitti oscillano tra i 12 e i 17 miliardi di dollari per anno. Secondo le Nazioni Unite, si contano oggi 127 paesi fonte – principalmente in Asia e nell’Europa dell’Est – che forniscono un grande numero di prostitute, e 137 paesi destinatari.
Una cosa è certa, il traffico di donne e di bambini avviene secondo le classiche modalità della schiavitù: rapimento, false promesse, trasporto in un luogo sconosciuto, perdita della libertà, sevizie sessuali, violenze e privazioni. Le vittime vengono isolate, sottomesse a pressioni fisiche o psicologiche, rese dipendenti dalla droga e dall’alcool. Le vittime del traffico, anche se sono consenzienti alla partenza, continuano ad essere sfruttate dai trafficanti al loro arrivo. Successivamente vendute a diversi acquirenti in un lungo ciclo di violenze, queste donne fanno eccellenti guadagni: i profitti che generano sono enormi, i rischi di farsi arrestare sono limitati e le sanzioni insignificanti. Secondo un rapporto della CIA, i trafficanti guadagnano in media 250 mila dollari a donna.
La globalizzazione e l’economia del mercato si sono tradotte in un accrescimento dei movimenti di capitali e di manodopera. Le frontiere si sono aperte alle merci, agli investitori e ai cittadini dei paesi ricchi residenti all’estero, ma quelli dei paesi poveri non circolano altrettanto liberamente. Le leggi severe che limitano l’immigrazione impediscono ai richiedenti asilo e agli immigrati di passare le frontiere. È in questo sotto-mondo di economie in fallimento, di povertà, di discriminazione, di governi corrotti e di nuove tecnologie che il traffico di esseri umani prospera.
Sui trafficanti si è meno informati perché le loro vittime, non protette dalla legge, sono spesso troppo spaventate per testimoniare, ma anche perché non esiste un solo tipo di trafficanti. All’apice della piramide, si trovano delle grandi reti criminali estremamente sofisticate, che operano abitualmente a fianco dei trafficanti di droga e di armi, ma formano delle cellule distinte. Operano spesso in molti paesi, fanno oltrepassare le frontiere alle loro vittime e le fanno passare di gruppo in gruppo come delle volgari merci, approfittando della corruzione che regna nella polizia. Queste reti fanno spesso ricorso a dei procacciatori per indurre le donne ad accettare dei lavori all’estero, presentandoli come proficui e rispettabili.
Un buon numero di trafficanti sono dei gestori di case chiuse, e la maggior parte delle ragazze vengono ingannate, reclutate e preparate da donne, a volte prostitute veterane, che le accompagnano durante la prima tappa del viaggio per rassicurarle. La cosa più sconvolgente è che alcuni procacciatori sono degli amici d’infanzia, degli zii o addirittura dei parenti che, per una commissione o a causa di una situazione finanziaria disperata, sono pronti a tradire chi sostengono di amare.
Nell’Europa del Sud-Est, la transizione dall’economia pianificata all’economia di mercato, e anche i conflitti del Kosovo e della Bosnia-Erzegovina, hanno permesso ai trafficanti di reclutare delle vittime tra i nuovi poveri e le nuove categorie di persone vulnerabili: giovani disoccupati, membri della comunità rom, donne che hanno perso il loro lavoro. Quando il conflitto nei Balcani si è placato, abbiamo cominciato a vedere sulle strade dei trafficanti che se ne andavano dalla Serbia al Kosovo e in Bosnia per organizzare delle vendite all’asta di donne. Le vittime venivano poi ripartite in case chiuse dove i primi clienti erano spesso dei caschi blu, protetti dall’immunità diplomatica in quanto personale delle Nazioni Unite.
Nel 1949, la Convenzione delle Nazioni Unite per la repressione e l’abolizione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione altrui ha stabilito un legame tra il traffico e la prostituzione. In seguito, un numero considerabile di convenzioni e accordi internazionali sono stati firmati per lottare, direttamente o indirettamente, contro il traffico delle donne e dei bambini, e anche contro il matrimonio e il lavoro forzati. Nel 2000, la quasi totalità dei paesi hanno firmato la Convenzione dell’ONU contro la criminalità transnazionale organizzata, di cui uno dei protocolli, quello di Palermo, dà la prima definizione completa del traffico di esseri umani. I paesi firmatari sono tenuti ad adottare nuove leggi, a criminalizzare il traffico, a indagare sui trafficanti e perseguirli nei termini di legge, e a proteggere l’identità delle vittime del traffico. Ma il protocollo non prevede grandi cose per quanto riguarda la protezione delle prostitute, perché non richiede che si dia un aiuto o una protezione alle vittime del traffico.
In questi ultimi anni, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OCSE) ha elaborato un proprio piano per lottare contro il traffico. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani (entrata in vigore il 1° febbraio 2008) prevede tutta una serie di misure con questo scopo. L’iniziativa del Consiglio d’Europa è stata accolta con entusiasmo dai centri associativi, perché non si tratta soltanto di uno strumento di lotta contro la criminalità organizzata, ma anche l’unico strumento che costringe giuridicamente a delle misure per fornire una protezione alle donne e ai bambini vittime di questo traffico. Ma sussiste un baratro tra i discorsi antitrafficanti e le misure realmente adottate per dare protezione e assistenza alle vittime, o per arrestare e perseguire i trafficanti, che, persino quando vengono fermati, raramente sono condannati.
Questo è un sunto molto breve, ma esaustivo, riguardo al grandissimo problema della tratta delle donne. Mi aspetto da chi verrà qui a commentare il massimo rispetto per la sofferenza di queste donne; purtroppo ho sentito parecchie giustificazioni a riguardo, tra cui “gli uomini hanno più testosterone delle donne”, oppure “gli uomini vivono la sessualità in modo diverso”. A me non interessa un bel niente del testosterone e della sessualità, altrimenti ci mettiamo a giustificare tutto perché gli uomini sono fatti così: chi obbliga le donne a prostituirsi, chi le violenta, chi le sfrutta è SEMPRE da condannare senza alcuna remora. Se dovete venire qui a scrivere cazzate e a prendere in giro la sofferenza delle donne sfruttate girate i tacchi e andatevene, perché questo è un blog serio e io le mancanze di rispetto non le tollero.
Le prostitute non sono “puttane”, non sono “zoccole”, non sono “battone”: le prostitute sono donne che hanno perso la loro libertà per colpa di infami bastardi che non ragionano con il cervello, ma con un’altra parte del corpo. Ci sono pure uomini che hanno il coraggio di andare con una prostituta e dire che la tratta non esiste: almeno non fate i vigliacchi e ammettete che anche voi siete responsabili di questo traffico, perché lo siete tanto quanto gli sfruttatori. Mi sono stancata di sentire sempre giustificazioni. La vita di una donna ha valore, gli uomini non sono nessuno per strappare la libertà alle donne. Gli uomini non hanno il controllo sulle donne, perché le donne sono PERSONE tanto quanto gli uomini e nascono LIBERE tanto quanto gli uomini. Mettetevelo in testa una volta per tutte!
Segnalo infine che cliccando QUI è possibile firmare la petizione contro la tratta delle donne.
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