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Argomenti trattati nel post: salute, aborto, leggi, razzismo, libertĂ , indifferenza, notizie nazionali, inciviltĂ , la mia opinione
Mentre il premier, uomo autoritario, per nulla autorevole, dall'alto della sua mega villa e dei viaggi vacanze offerti su voli di stato ai suoi amici (fonte: El Pais), ancora prima di avere modificato la legge (agosto 2008) per legittimare il trasporto comitiva a spese dei contribuenti, dispensa lieto ottimismo sulla crisi che di certo non tocca lui ne tutti i pezzi grossi che gli fanno da corte dei miracoli: il suo sessismo fa scuola e legittima sempre più, anzi dona rinnovato "splendore" alla cultura dello stupro che condiziona le nostre vite.
La tivu' delle veline che offre corpi offesi tra una pubblicità e l'altra è la prima stupratrice del nostro paese. Così fanno le pubblicità sessiste, gli uomini che reiterano misoginia e odio verso le donne, i marchi aziendali che consumano le nostre vite per ridurci allo stato di semplici consumatrici.
Predatori sessuali si può esserlo in molti modi. La stessa definizione di "predatori" però è sbagliata perchè riconosce allo stupratore il ruolo di "cacciatore" mentre relega la donna al ruolo di "preda".
Lo stupro non è neppure un "furto" perchè il corpo di una donna non è definibile in una "proprietà". Resterebbe altrimenti da decidere "di chi" e la risposta la trovate sulle pagine dei giornali di destra. Il corpo delle donne viene inteso di proprietà dello stato che ci obbliga a fare figli per risolvere problemi demografici, di welfare, di assetto socio-economico, di continuità delle politiche capitaliste. E' di proprietà delle corporation che ci vogliono "utili" a realizzare il loro "profitto". E' di proprietà degli uomini che dei nostri corpi si servono come luogo di scarico di sesso fisiologico.
Lo stupro non offende la morale perchè non è un problema di scarso decoro giacchè se si stupra una donna in casa, tra quattro mura al chiuso, non va tutto bene purchè non si disturbi la vista e l'udito di nessuno.
Lo stupro non ruba l'anima perchè quest'ultima, sebbene ci sia stata attribuita solo di recente nel momento in cui siamo state promosse dal grado di animali da soma a quello di esseri umani, è creazione di una teologia che si occupa di spirito, metafisica, interiorità riflessa nel dogma dominante. Lo stupratore non è un "diavolo" che ruba anime lasciando che le sue vittime siano condannate all'inferno. Lo stupratore non agisce per soddisfare una ritualità di stampo massonico e non ha nulla di mistico, non ha un titolo così "autorevole" come quello che può essere riconosciuto dalla cultura religiosa al nemico numero uno di dio. Lo stupratore è semplicemente un uomo, spesso supportato da altri uomini e anche dalle donne. Lo stupratore è un uomo che considera le donne oggetti per il suo piacere. Esattamente come le televisioni, le pubblicità e tanta cultura sessista.
Lo stupro non è "etnico", non appartiene ad un ceto "degradato" e non fa capo ad una precisa religione. Soprattutto: non si combatte con le ronde (che a Firenze, provocatoriamente, si chiameranno rondìni) che agiscono per conto della stessa cultura razzista che punisce le donne se non dichiarano "obbedienza" all'uomo *bianco*.
Lo stupro è violenza, dominio, potere esercitato su una persona senza che sia contrattato un consenso.
Lo stupro è "sii donna, non ti lagnare anche se fa male la prima volta, perchè tanto poi ti passa tutto", come fosse una puntura, ed è "sei tu che mi hai provocato e quindi me lo devi lasciare fare".
Stupro è quello avvenuto ieri sera a Roma, la capitale più in-sicura del mondo, in un parcheggio, alle due di notte, ad una donna - una giornalista - che ha spiegato come il suo stupratore parlasse italiano corretto.
Chi l'ha stuprata aveva un passamontagna nero, l'ha immobilizzata, minacciata, violentata e poi se n'e' andato.
Lo stupratore a volto coperto è una novità tutta romana o comunque di una nazione che ha usato la questione degli stupri per motivi razzisti, xenofobi e poco attinenti alla lotta contro la violenza sulle donne.
Uno stupratore che parla italiano e che si presenta con il passamontagna è come se fosse uno stupratore di Stato. Nascosto dietro l'alibi degli "stupri etnici", protetto dal disinteresse verso tutte le violenze che riguardano gli italiani, per nulla preoccupato delle conseguenze giacchè tanto si dirà che era uno straniero - che aveva frequentato un corso intensivo di italiano per sviare le indagini - e anche se qualcuno risale a lui in ogni caso varranno le solite attenuanti: aveva bevuto, era depresso, colto da raptus, soprattutto: lei che cazzo faceva in giro da sola a quell'ora?
Abbiamo visto come finiscono i processi per stupro che coinvolgono italiani. Quello della cirenaica è finito con una assoluzione in secondo grado sulla base di un pregiudizio: una donna che concede qualche effusione poi non può dire di essere stata stuprata anche se ci ha ripensato e ha detto di no difendendosi con tutte le sue forze. Quello romano di capodanno finisce a tarallucci e vino. Prima aveva confessato, poi la mamma fece lo show in televisione dicendo che è un bravo ragazzo e si sa che i bravi ragazzi fanno brutte cose solo se incontrano ragazze cattive, così i giornali sono andati alla ricerca di dettagli per denigrare la ragazza e hanno trovato una donna che ogni tanto esce, si diverte con gli amici e se ne fotte. E questo, come sappiamo, in italia è proibito. Poi c'e' stato lo stupro di gruppo di tre rampolli bresciani su una ragazzina e anche su di lei si sono scagliati i lampi e i tuoni e l'hanno sezionata come se fosse già morta, una autopsia per ricavare notizie sull'anatomia tipica della ragazza "poco seria" (che è una che non sa ridere - disse una signora siciliana). I ragazzi sono stati prosciolti e lei accusata di calunnia, per la felicità delle organizzazioni che giustificano lo stupro dietro più nobili e ufficiali propositi.
Sicchè questo ultimo stupro è proprio uno stupro di stato. Viene dopo le pompose affermazioni di ministri, carfagna compresa, che giustificavano il rifinanziamento della militarizzazione delle città perchè secondo il loro parere i soldatini impedirebbero gli stupri. Viene dopo i protocolli che offrono l'alibi per reprimere le manifestazioni di dissenso e vengono usati per fare ostruzionismo persino a iniziative come il pride. Viene dopo i regolamenti per il decoro (e quel ddl carfagna contro il modello di prostituzione che non passa dalla mercificazione ad uso di soggetti terzi) che ricattano e perseguitano le sex workers perchè colpevoli di essere lavoratrici indipendenti senza arrendersi a tutti i magnacci, di qualunque genere, vallettopolai compresi, che vogliono essere gli unici a speculare e realizzare profitto sui corpi delle donne. Viene dopo quei regolamenti che salvano puttanieri, ipocriti, bacchettoni e pedofili, protetti dalla conventicola tutta dio-patria-famiglia, mentre si censura il consumo di cornetto caldo dopo l'una di notte. Viene dopo lo svuotamento delle piazze e delle strade per togliere di torno un po' di vita sana e lasciare spazio agli stupratori. Viene dopo tanto dichiarare che la sicurezza, anzi la SicureZZa, faceva parte della tante cose "risolte" (quante balle!) dal governo della nazione e di Roma Capitale, con tutto il carico di finanziamento extra mal-speso che la leggina di nomina a città stato ha riservato al sindaco con la celtica al collo. Peccato che nelle periferie romane, come al Quartaccio, dove gli abitanti del quartiere hanno di recente manifestato, non sia stata messa neppure una lampadina per illuminare i percorsi al buio. Peccato che sia tutta una gran balla con spreco di risorse pubbliche e nessun effetto reale.
Questo ultimo stupro arriva dopo che la ministra alle pari opportunità ha portato la regina di svezia a passeggio per un centro antiviolenza senza che mai - nella pratica - abbia riconosciuto il loro effettivo valore. Ad oggi la regina di svezia ha donato ai nostri centri antiviolenza 3 milioni di euro. Il ministero ne ha prima tagliati 20 per coprire le strategie di Tremonti e poi si è allargata e ne ha promessi (da svariato tempo) 29. Non ci risulta che sia arrivato un soldo a nessuno. Anzi è assodato che vi siano centri in grossa difficoltà, alcuni dei quali - per mancato rinnovo convenzione da parte di sindaci di destra (il sindaco di palermo, per esempio) - hanno persino dovuto sospendere alcuni essenziali servizi (come il centro antiviolenza le Onde di Palermo).
Lo stupro arriva dopo che la capo dipartimento delle pari opportunità isabella rauti ha "narrato" in una conferenza internazionale a praga quanto le donne italiane siano felici: "da noi le donne che guadagnano meno degli uomini sono percentualmente meno degli altri paesi europei" - ha detto - e semmai questa non si rivelasse la gran balla che è viene da chiedersi se il dato c'entra qualcosa con il fatto che le donne italiane soffrono di disoccupazione e precarietà più che in ogni altro paese d'europa. Tra le altre cose ha anche detto che il ministero avrebbe finanziato corsi che affontano la questione di genere nelle università e nelle scuole secondarie (di quale stato parlava, di grazia?). Ci piacerebbe sapere dove, quando, chi, cosa, rispetto a questa notizia che ci sembra un'altra balla buona da smerciare all'estero o ci piacerebbe sapere se per momenti formativi che hanno a che fare con il genere non si intendano gli incontri a cura di azione giovani che parlano di contraccezione e interruzione di gravidanza con lo stesso tono degli inquisitori al tempo di giordano bruno. Proprio quello che poi fu bruciato. In ogni caso, se avete voglia di leggerlo, l'intero intervento sta qui.
Tutto ciò è stupro di stato. E' complicità, assenza, speculazione politica che si imbarazza negli incontri in luoghi di confronto con realtà più civili e coltiva arretratezza culturale in italia (come sarà stato difficile per la rauti comporre un intervento basato sulla filosofia che i sessismi sporchi bisogna gestirseli in quella grande famiglia a gestione patriarcale che è il nostro paese), è vigliaccheria, miseria, pochezza, mediocrità di stato.
Gli uomini ci stuprano e ammazzano già abbastanza e davvero non ci meritiamo una ministra alle pari opportunità servile e senza alcuna autorevolezza che usa i momenti pubblici per allisciare i maschi potenti (vedi insulsa lettera inviata al corriere per difendere berlusconi).
Tutto ciò per dire che lo stupro di ieri, così come tante altre violenze si potrebbero evitare, se solo non fossimo le sole a volerlo.
Tutta la nostra solidarietà alla donna che è stata stuprata ieri a Roma, da sola, in un garage, da un uomo con passamontagna che parlava italiano.
Riassumiamo dati e considerazioni sulla violenza maschile sulle donne. Buona lettura.
[La donna che vedete nelle immagini viene dal Tumblr di Hardcore Judas ed è una come tante: crede a ciò che dicono i giornali finendo per diventare cieca, muta e sorda. Tra questi: Il Giornale, Libero, Padania, sono giornali sessisti che giustificano lo stupro quando esso viene compiuto da italiani]
>>>^^^<<<
Dati sulla violenza maschile sulle donne
Alcune sintesi: qui, qui, qui.
Gli ultimi dati ufficiali risalgono al 2007 (fatti nel 2006 e presentati/rielaborati nel febbraio 2007).
Potete trovare tutto sul sito che descrive le indagini Istat.
Con particolare riferimento a:
Le violenze e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia visti in un quadro complessivo, con relativo documento in pdf completo dei dati.
Una indagine che parla di molestie e violenze sessuali (risalente al 2002 e diffusa nel dicembre 2004). Anche qui è riportato il documento integrale in pdf.
La ricerca del 2002 porta ad un intero volume su molestie violenze sessuali. Ecco: sintesi e documento integrale in pdf.
Quella del 2006 porta al capitolo su: "la sicurezza delle donne", con relative tavole di analisi. Ecco: Indice e pagina dalla quale poter scaricare le tavole in zip.
Esistono dati più recenti ma sono stati elaborati a carico dei comuni, delle province o delle regioni. Non tutti sono reperibili in rete. Non tutti sono dati che analizzano il fenomeno reale anzi gli ultimi sono stati resi noti dalle questure di varie città d'italia fondamentalmente per ricercare il dato che giustificava la repressione contro gli stranieri.
Interessanti invece i dati del 2009 della regione piemonte.
Altri dati ufficiali a parte quelli dell'Istat, che parlano sempre di violenze in Italia:
Rapporto Urban del 2006 a carico del dipartimento pari opportunità.
Rapporto Eures sugli omicidi in ambiente domestico (italia - 2006).
I dati dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) su una indagine fatta nel 2005.
Vari centri antiviolenza e organizzazioni che si occupano del problema hanno reso noti (difficilissimi da trovare online) i dati del fenomeno dal punto di vista dei casi trattati. Una sintesi della ricerca di Telefono Rosa conferma il dato sulla preponderanza di delitti e violenze sulle donne realizzate da persone di famiglia o comunque conosciute.
La percentuale di violenze al di fuori dei contesti familiari o del giro di amicizie è bassissima. Lo dice l'Istat. Non lo diciamo noi.
La coincidenza di questi reati con la presenza degli stranieri in italia è stata elaborata di recente a cura del viminale (con la complicità del ministero per le pari opportunità) che ha messo a confronto i dati istat sulle violenze alle donne e i dati del ministero sui reati commessi in italia. L'incrocio tendeva ad analizzare esattamente l'aspetto razziale. Il dettaglio fotografato riguardava soprattutto le violenze sessuali. Eravamo nella fase della famosa emergenza stupri che doveva essere terreno giustificativo per pacchetto sicurezza ronde etc etc.
Cio' nonostante è emerso che "6 volte su 10 lo stupratore è italiano. Il 70% di violentatori è italiano mentre - continua il comunicato stampa - i cittadini stranieri (comunitari ed extracomunitari) responsabili di circa il 40% dei reati di violenza sessuale commessi in Italia nel 2008 rappresentano meno del 6% della popolazione residente'' (in dettaglio, il 7,8% dei violentatori è di nazionalità romena, mentre il 6,3% risulta essere di origine marocchina, egiziana, infine, per un 3%). Le vittime sono donne nella gran parte dei casi (85,3%) e di nazionalità italiana (68,9%), 7 casi su 10." Potete leggervi l'intera comunicazione su Delta News.
Il ministero dell'interno - valutando dati che noi plebe della lotta contro la violenza sulle donne non abbiamo mai visto - ha perciò fatto vari sforzi per dimostrare che ogni straniero sarebbe anche un predatore sessuale. Nella campagna razzista fatta per promuovere il pacchetto sicurezza è stata usata la denominazione di "stupro etnico" quando invece sarebbe stato il caso di ribattezzarli "stupri utili".
Quello che salta agli occhi dai dati è un altra cosa abbastanza sconcertante: le donne straniere vittime di stupro (senza contare le vittime di violenza domestica, di stalking, maltrattamenti di varia natura) sarebbero solo 3 su 10.
Le pari opportunità, come sapete, sono rette dalla carfagna. Direttora del dipartimento è isabella rauti, moglie del sindaco alemanno.
Sul sito delle pari opportunità potete trovare una sintesi del quadro normativo (nulla sulla legge del 1996 - solo gli ultimi inutili provvedimenti antimmigrati). In nessuna pagina trovate una voce riferita alle donne straniere, comprese quelle senza permesso di soggiorno, vittime di violenza.
Dai dati in nostro possesso si evince che in italia si impongono molti stupri al giorno, compresi quelli non denunciati. Tante donne muoiono per mano di un uomo più che per malattie gravi o incidenti di varia natura.
La violenza contro le donne non ha passaporto, è maschile. Le modalità attraverso le quali si esercita sono tante ed è un fenomeno che attraversa tutte le culture, tutti gli strati sociali, tutte le etnie.
Le donne straniere, tra tutte, vivono un doppio problema. Se non hanno il permesso di soggiorno non possono difendersi e denunciare. Se l'uomo che fa loro del male è anche padre dei loro figli e non ha il permesso di soggiorno non lo denunciano perchè la caccia al clandestino ha avallato fondamentalismi, integralismi e quella ragionevole maniera di ritrovare un senso di familiarità tra la propria gente.
Tutto quello che accade in alcune comunità resta confinato al loro interno e può capitare di trovare donne straniere massacrate in casa che però non hanno altra scelta se non quella di restare con i mariti violenti confinate nelle case coniugali.
Per tutte manca la certezza del reddito. La certezza di una casa. Persino la certezza dell'assistenza sanitaria se il marito le picchia e avrebbero bisogno di andare al pronto soccorso.
Con il nuovo pacchetto sicurezza non si capisce neppure se i centri antiviolenza - che normalmente sono organizzazioni riconosciute e collegate alle istituzioni - potranno accogliere per via legale le straniere senza permesso di soggiorno.
Se in queste vicende si poteva essere vittime due volte le donne straniere sono vittime almeno dieci volte di più.
Noi sappiamo che la violenza maschile, lo stupro, derivano da una certa cultura sessista e misogina, di radice patriarcale, ampiamente legittimata anzi ribadita, coltivata dal governo attuale, premier in testa. Di cultura sessista si nutre il mondo della "cultura", della pubblicità, della televisione.
Prima di ogni violenza c'e' una cultura che giustifica quella violenza. Come per il razzismo. E' necessario rendere inumani gli stranieri per esercitare autoritarismo su di loro. Lo stesso avviene con le donne da millenni.
La cultura sessista ci tratta come cose. Siamo begli oggetti per il piacere degli uomini. O siamo descritte come cattive streghe che infastidiscono gli uomini.
Ecco tutto. E anche ripeterlo non basta mai, perchè se non c'e' chi ascolta, condivide e fa circolare le notizie, diventa tutto molto ma molto triste e quasi inutile.
Perciò ci siamo. Fastidiose, rumorose, indecorose e libere. Perciò è necessario farsi sentire.
Datevi e dateci una mano. Il nostro mondo è anche il vostro. Se fa schifo per noi, per voi non andrà molto meglio. Un mondo dove le donne sono trattate male non è mai un mondo buono per nessuno. La violenza contro le donne e i modi attraverso i quali viene affrontata, negata, glissata, rimossa, è uno dei segnali fondamentali per comprendere il livello di civiltà di un paese.
Leggi anche:
---> Agli uomini piacciono le morte
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Come la chiamavano? Ah giusto, “emergenza stupri”: avviene in quel periodo dell’anno in cui tutti gli stupratori (ovviamente stranieri, perché gli italiani queste cose non le fanno!) si ritrovano e decidono di andare a stuprare una ragazza a caso. I giornali ci bombardano ogni giorni di notizie di violenze avvenute qui e lì, di coppiette aggredite qua e là e di manifestazioni di razzismo nei confronti degli immigrati, ritenuti il capro espiatorio di questi orrendi delitti. Poi, finito quel periodo dell’anno tutto torna ad andare bene, gli stupri si esauriscono, gli stupratori vanno in letargo e le donne sono felici e contente nelle loro stupende case, con i loro adorabili mariti forti e virili e i loro meravigliosi bambini.
O perlomeno, è questo che fanno credere a tutte le persone che guardano i telegiornali e leggono i quotidiani nazionali. Ma io sono un po’ strana, i telegiornali li guardo solo se ho voglia di ridere (perché so benissimo che quei giornalisti sono lì per prenderci tutti per i fondelli) e i giornali li leggo solo per rendermi conto di quante informazioni non vengono date, perché non interessano ai più. E poi c’è un sito che guardo spesso, si chiama Zeroviolenzadonne.it ed è tenuto in piedi da donne che tutti i giorni si impegnano a pubblicare online articoletti prelevati da giornali locali di tutte le parti d’Italia, in cui qualcuno si degna di riportare alcune violenze avvenute, mentre tutti credono che non ce ne siano.
Tutto questo è strabiliante: mentre l’Italia crede che l’”emergenza stupri” sia finita, in realtà gli stupri continuano e avvengono in famiglia, per strada, a scuola, sul luogo di lavoro, commessi da italiani e stranieri (sempre e comunque di stupratori si tratta, non vedo alcuna differenza).
E a questo punto ci vuole una rassegna che dimostri la veridicità delle mie affermazioni. Eccola:
20 Aprile: a Bergamo è stato arrestato un uomo di 40 anni per aver stuprato e derubato una prostituta 19enne un anno fa; a Roma una ragazza romena di 21 anni è stata segregata e stuprata per giorni e costretta a prostituirsi; a Milano una donna di 33 anni è stata minacciata con un coltello e violentata da un uomo di 32, che le aveva offerto un alloggio dove trascorrere la notte. A Teggiano (SA) un 35enne è stato arrestato per aver tentato di stuprare una ragazza di 19 anni; a Roma tre uomini sono stati arrestati per stalking, ovvero per aver perseguitato le ex mogli; a Genova due uomini di 25 e 31 anni sono stati arrestati con l’accusa di aver sequestrato, stuprato e rapinato una prostituta di 26 anni.
21 Aprile: a Lanuvio una ragazza canadese di 21 anni è stata stuprata da un uomo che le aveva offerto un passaggio; a Roma è stata scoperta un’associazione a delinquere che portava in Italia ragazzine nigeriane obbligate a prostituirsi; a Milano un ragazzino di 13 anni ha fatto arrestare il padre che perseguitava e picchiava la madre.
22 Aprile: a Jelsi un 69enne è stato arrestato per 18 anni di abusi sulla figlia, ora 25enne; a Bollate è stato arrestato un operaio di 29 anni che ha abusato per mesi della moglie; a Milano una donna di 42 anni è stata perseguitata per mesi dal suo ex, un finto avvocato, che infine è stato arrestato.
23 Aprile: a Brescia un carabiniere è stato condannato a 7 anni e 4 mesi per violenza sessuale nei confronti di una prostituta; a Genova un muratore di 41 anni è stato condannato a 8 anni e 2 mesi di carcere per aver abusato della figlia.
24 Aprile: a Torino è stato arrestato un uomo di 84 anni che per anni ha abusato della figlia disabile e della moglie inferma; a Roma un uomo di 46 anni è stato denunciato per aver molestato due studentesse di una scuola media; a Campomorone un uomo di 42 anni è stato arrestato per maltrattamenti nei confronti della moglie e della figlia ventenne.
25 Aprile: a Sondrio un 47enne è stato condannato a sei anni di carcere per aver abusato dei suoi figli; a Monteverde una studentessa delle medie ha denunciato di essere stata molestata da un uomo già accusato da altre due donne di violenza sessuale; a Milano una coppia è stata aggredita da un branco di quattro uomini: l’uomo è stato brutalmente picchiato e la donna ha subito uno stupro di gruppo; a Brescia una ballerina ucraina è stata aggredita da quattro uomini che hanno tentato di violentarla, ma è riuscita a fuggire.
Intanto ci fanno sapere che il comune di Roma non ha partecipato al processo contro i due uomini che nell’agosto scorso hanno aggredito una coppia di turisti olandesi, picchiando selvaggiamente l’uomo e stuprando la donna; stessa cosa è avvenuta per il processo contro il romeno responsabile dell’uccisione di Giovanna Reggiani. Da parte di Alemanno tante parole e niente fatti…
E ci fanno anche sapere che presto torneranno liberi i due romeni accusati di favoreggiamento nello stupro di Guidonia, perché i termini di custodia cautelare stanno per scadere e nessuno ha fissato l’udienza del Tribunale del riesame.
L’”emergenza stupri” è veramente finita? Ma soprattutto: che cos'è questa "emergenza"? Ogni donna violentata è un'emergenza, ogni donna violentata merita giustizia. Non solo quando fa comodo al governo.
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Voi sapete che io non do molto peso ai commenti anonimi, perché penso che se una persona vuole esprimere la sua opinione debba almeno avere il coraggio di dichiarare chi è. Comunque sia, prima mi è arrivato questo commento anonimo riguardo al caso di Davide Franceschini, lo stupratore di Capodanno. Nel post precedente ho parlato di come gli stupratori italiani vengono giustificati, mentre quelli stranieri vengono messi in carcere anche senza prove. L'immagine del post riguarda le statistiche sullo stupro, presa dal sito di RAINN (Rape Abuse & Incest National Network), un'associazione americana che si occupa di abusi e violenze sessuali, secondo cui 15 stupratori su 16 sono liberi: consiglio a tutti la lettura del sito, che è in inglese (un sito così ben fatto in italiano non esiste).
Veniamo al dunque. Il commento che ho ricevuto è stato questo:
Ho appena sentito che Franceschini è stato scagionato dall'accusa di stupro grazie all'analisi del dna, secondo la quale non c'è stato alcuno stupro. Resta comunque indagato per violenza privata (i segni sulla ragazza farebbero pensare ad un ceffone dato in stato di ebrezza). No comment su quel porco dell'austriaco (e per fortuna che gli stranieri sono migliori degli italiani!).
Evitate solo di strumentalizzare e generalizzare, grazie.
Rispondo con gioia a questo commento. Di come i giornali siano capaci di rigirare la realtà a loro piacimento l'abbiamo visto molte volte. Di come le donne non vengano credute dopo uno stupro l'abbiamo visto altrettante volte. Abbiamo anche parlato di donne che, non essendo credute, si sono suicidate: solo dopo la loro morte hanno iniziato a credergli, a pensare che sì, forse, magari era davvero uno stupro, che sì, forse, magari era il caso di ascoltarle, ma ormai era troppo tardi.
Davide Franceschini ha confessato lo stupro, ha detto di essere pentito e questo è bastato affinché ottenesse gli arresti domiciliari. È stato successivamente portato in carcere e di nuovo scarcerato, perché il Gip ha deciso che «le lesioni più gravi non fossero volute, ma siano state invece frutto di un gesto violento, compiuto durante un rapporto consensuale, per un moto di rabbia e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ed alcoliche che rendevano lo stesso Franceschini poco in grado anche di valutare gli effetti del gesto». Aggiungo che la ragazza vittima dello stupro è stata selvaggiamente picchiata e ricoverata in ospedale per qualche giorno: non mi risulta che un ceffone produca danni tanto gravi, come invece sostiene il nostro anonimo.
Le cose vanno così: se la vittima è ubriaca la colpa è sua, se lo stupratore è ubriaco la colpa è ancora della vittima; è sempre colpa di qualcosa o di qualcuno, non della persona che compie il gesto, perché è davvero una rottura prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Ottimo direi. In base a cosa il rapporto sia stato reputato consensuale non ci è dato sapere. I Gip hanno il potere di decidere anche questo, come quando una donna è stata ritenuta consenziente perché indossava i jeans.
Inoltre, io non ho mai sostenuto che gli stranieri sono migliori degli italiani: forse è meglio che l'anonimo si rilegga i miei articoli e cerchi di capirli, invece di interpretarli a suo piacimento. Dire che non bisogna fare differenze di nazionalità non significa sostenere che uno straniero è meglio di un italiano: anche un bambino dell'asilo arriva a comprendere un concetto così semplice.
Termino di rispondere al commento citando un bellissimo articolo di Femminismo a Sud e dico per finire a mister X che qui non si generalizza e non si strumentalizza. Qui si commenta la realtà per quella che è, non per quella che vi propinano giorno dopo giorno e che vi inculcano a forza nella testa, affinché voi crediate che solo gli stranieri stuprano, solo gli stranieri sono delinqueni e che esistono DNA di razza. Caro anonimo (e tutti quelli come lui), leggi e metti in moto i neuroni:
Stupro consensuale: l'ossimoro che salva gli uomini
Non so se ve ne siete accorti/e: il giudice per le indagini preliminari che si è occupato dello stupro romano di capodanno ha già emesso una sentenza prima del processo e ha stabilito la condanna. Lei, la stuprata, è condannata senza appello, senza contraddittorio, senza difesa. Da una presunzione di innocenza per l'imputato (lui, arrestato perchè reoconfesso del reato di stupro) si è passati ad una presunzione di colpevolezza per la ragazza che ha subito lo stupro. Lo stupro sarebbe stato consensuale. Ferite, tagli e colpi inferti sarebbero stati causati da un rapporto very hard sulla spinta della droga. A bologna questa cosa l'abbiamo già sentita ma non ci ricordiamo di un giudice che si fosse permesso di mettere in piazza ipotesi di questo tipo date in pasto alla stampa per insistere sulla colpevolizzazione della ragazza.
Dopo questa indegna campagna d'opinione pro stupro quante saranno le ragazze che eviteranno di denunciare? Volevate sapere come si costruisce una cultura dello stupro? In questo modo. Esattamente così.
Tutto porta ad un processo pubblico, alla violazione sistematica della privacy della vittima, ad una modalità irrispettosa di trattare questa questione fino al punto di definire la vittima poco decorosa e "consensuale" rispetto ad uno stupro. Prendiamo atto di questo: che la nuova corrente di pensiero ha inventato una nuova formula di relazione sessuale. Lo stupro consensuale. Un concetto che va oltre l'ossimoro. E' follia pura, di quella cattiva, di quella che mette al palo le donne e accende le fiamme sotto.
D'altronde in italia vengono punite anche quelle che la legge riconosce in quanto vittime, come la donna vittima di stupro da parte del suo capo che è rimasta senza lavoro e non sa come campare mentre lui (che l'ha licenziata) si è beccato due anni e mezzo e continua la sua vita.
Intanto a Brescia abbiamo l'ultimo femminicidio: una donna è stata uccisa dal suo ex che l'ha ammazzata, ha avvisato la polizia informando sulla sua intenzione di suicidarsi. Lui è italiano, la stampa parla della sua disperazione, quasi comprensiva e pietosa, verso questo individuo che non poteva rassegnarsi all'idea di essere stato lasciato dalla donna. E di disperazione in disperazione le donne muoiono a decine, centinaia, migliaia. Perchè tanta comprensione per i carnefici (se sono italiani) e nessuna comprensione per le donne uccise e stuprate?
Chi mette le armi in mano di questi uomini, chi istiga, chi li protegge, chi li coccola? Perchè muoiono e sono stuprate così tante donne? Se prima non vi era chiaro ora spero che lo sia di più. La responsabilità è degli uomini. La responsabilità è di una cultura. Le ronde non servono a niente. Il securitarismo non serve a niente. Noi continuiamo a morire, ad essere stuprate e a non essere credute.
Detto questo, ognuno pensi ciò che vuole. Io penso quello che voglio e lo scrivo qui, mettendo tanto di nome e di contatto, perché se esprimo la mia opinione me ne prendo tutta la responsabilità, al contrario invece di chi gira per internet, non sa cosa fare e per occupare il tempo lascia commenti anonimi, evitando di riflettere su tutto quello che gli sta intorno.
Pubblico qui il commento di una mia cara amica, che esprime molto bene l'indignazione delle donne:
Tanto ormai se metto la gonna me la cerco,se metto i pantaloni ero consenziente, se li guardo in faccia li sfido, se guardo a terra ero distratta, se cerco di difendermi "è normale che l'abbia uccisa" se non lo faccio "perchè non ti sei difesa?vuol dire che non avevi da ridire!", se sono carina "non dovevi girare sola", se sono brutta "non sei contenta che qualcuno ti abbia trovato attraente?"...
e mi fermo qua...
Per concludere, ci tengo a sottolineare che io sostengo la ragazza vittima dello stupro, le sono vicina, checché ne dicano tutti gli utenti anonimi del mondo (e non), perché questo modo vigliacco di negare le violenze lo conosco bene e ha già fatto fin troppe vittime.
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Ergastolo. Questa è la condanna pronunciata ieri a carico di Josef Fritzl, padre-mostro che ha segregato, stuprato e schiavizzato per 24 anni la figlia Elisabeth, da cui ha avuto sette figli, uno dei quali lasciato morire pochi giorni dopo il parto e bruciato in una stufa. Ergastolo. Per una volta, questa parola mi suona terribilmente riduttiva, nonostante rappresenti il massimo della pena. In realtà, qualsiasi parola, ahimé, non basterebbe a descrivere quello che è stato e ciò che una ragazza indifesa è stata costretta a subire per 24 lunghi anni; nessuna pena potrà mai risanare le ferite di una figlia tradita proprio da chi avrebbe dovuto proteggerla e amarla. Davanti a tutto questo orrore possiamo solo ammutolirci e mostrare rispetto per la forza e il coraggio di una donna che è finalmente riuscita a liberarsi del suo aguzzino, l’ha denunciato e ha testimoniato contro di lui, e come lei, molte altre.
Possiamo, però, renderci conto che, ancora una volta, la violenza si è consumata in famiglia, all’interno delle cosiddette “mura domestiche” che nulla hanno a che vedere con la tanto sbandierata sicurezza, la protezione e l’amore. Nel contesto famigliare avvengono le peggiori violenze nei confronti di donne e bambini: stupri, percosse, violenza psicologica e chi più ne ha, più ne metta. Non ci sono limiti e confini a questa strage di innocenti.
È davvero quanto di più falso ci sia al mondo trattare questi fenomeni come fossero episodi sporadici, compiuti da persone “malate”, in famiglie disagiate e via dicendo. Non è assolutamente questa la realtà: non esistono differenze di classe sociale o nazionalità quando si parla di violenza, è la società fallocentrica ad essere malata, è la cultura dello stupro la causa. La violenza è tanto universale quanto diffusa e distruttiva, come dimostrano recenti fatti di cronaca nera:
A Roma un uomo ha picchiato e violentato la moglie incinta; sempre a Roma due sorelle di 17 e 18 anni hanno denunciato dieci anni di abusi subiti dal padre. A Povegliano, un uomo è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della nipotina di dieci anni e a Palermo tre fratelli sono stati arrestati per aver stuprato le loro quattro nipotine. A Matera un 78enne è stato accusato di ripetuti stupri nei confronti della figlia disabile, mentre a Foggia un uomo di 36 anni non ha accettato la separazione dalla moglie e l’ha quindi picchiata e violentata. E potrei andare avanti all’infinito…
Altro che ronde e decreti “antistupri”, altro che violenze solo per strada e per mano di sconosciuti (meglio se stranieri)…quello che vi fanno vedere rappresenta solo un milionesimo della violenza perpetrata nei confronti delle donne e quello che sconvolge è che se ne parla come se fosse l’unica esistente. Tutte le altre violenze sono invisibili, perché riconoscerle significherebbe mettere in discussione la famiglia e tutto il sistema patriarcale che, ancora oggi, ci circonda, ci segrega in casa e ci uccide. Ci fa sentire esseri inferiori, prive di dignità e di libertà, senza la possibilità di scegliere alcunché, perché la nostra vita deve essere programmata e decisa da un uomo, a cui noi dobbiamo appartenere senza se e senza ma e, se qualche volta ci arriva un pugno in faccia è perché, insomma, non abbiamo fatto il nostro dovere…e qui mi fermo. Ho già lasciato importanti spunti di riflessione, per chi li saprà e li vorrà cogliere, ovviamente.
**********
Uscendo dall’ambito famigliare, vorrei tornare a parlare dello stupro di Capodanno: ci sono due notizie. La prima è che Davide Franceschini è stato portato in carcere, lì dove merita di stare, ma il suo avvocato ha già fatto sapere, indignato, che farà ricorso: il suo assistito, a suo dire, non è paragonabile agli stupratori della Caffarella, in quanto ha commesso un reato “differente”. Ma che significa “differente”? La risposta è semplicissima: Franceschini non è uno “sbandato romeno”, bensì un bravo ragazzo italiano, strappato ingiustamente alla sua casa e alla sua famiglia. Aveva anche dichiarato di essere pentito e questo basta per redimerlo: e che vogliamo di più dalla vita? Ma soprattutto, perché la vittima continua a rompere per ottenere giustizia? Non è contenta che si sia mostrato pentito? E basta no! Quante storie per uno stupro! Che volete che sia? Così la pensa anche il gip, che oggi ha deciso di scarcerare il ragazzo, non perché non abbia commesso lo stupro, ma perché, appunto, è un bravo ragazzo, si è pentito e può quindi tornare a casa. Solo per gli stranieri vale la custodia cautelare in carcere, anche senza prove, anche con il DNA che prova il contrario: si sa che la legge non è uguale per tutti.
A proposito della vittima, la seconda notizia è la seguente: pochi giorni fa, la 25enne vittima dello stupro è stata trovata in possesso di droga e qualche bravo giornalista, ligio al dovere, non ha perso l’occasione per redigere il solito articolo subdolo, in cui si descrive la ragazza come una poco raccomandabile. La regola è questa: non si può assolutamente stare con le mani in mano quando lo stupratore è un italiano; bisogna in tutti i modi cercare di salvargli il sederino, perché gli italiani sono bravi ragazzi, cocchi di mamma, che non stuprano quasi mai e, se lo fanno, è perché sono stati provocati in qualche modo da una qualche ragazzaccia, che non vedeva l’ora di essere violentata. Bisogna salvare il culetto a questi bravi ragazzi e qual è l’arma migliore per poterlo fare? Ovviamente screditare la vittima, come se c’entrasse qualcosa il successivo possesso di droga con lo stupro precedente.
Sinceramente, a noi che ce frega se la vittima è stata trovata con della droga? Si annulla lo stupro per caso? Come funziona? C’è una qualche regola matematica da applicare? Oltre alla patente a punti ora si inventeranno pure lo stupro a punti? In base alla "condotta" (e alla nazionalità, perché no) della vittima si tolgono o si aggiungono punti allo stupratore: va in galera chi accumula meno punti. "Vittima trovata in possesso di droga: +100 punti allo stupratore, hai stuprato una poco di buono, quindi puoi pure ritenerti soddisfatto della buona azione compiuta, l’hai castigata per bene, ti meriti un premio”. Se poi si stupra una donna straniera (la nazionalità prediletta resta sempre quella romena) o una prostituta, la quota sale a 200 e così via. È così?
Ancora una volta, come è stato per lo stupro di Primavalle, assistiamo al giudizio popolare di una donna, la cui unica colpa è quella di essere stata stuprata e aver avuto il coraggio di denunciare. Se la droga fosse stata trovata in possesso, per esempio, di un parlamentare, nessuno avrebbe fiatato, ma visto che si tratta della vittima di uno stupro (compiuto da un italiano) ci sono tutti gli elementi per poterla crocifiggere.
Perché in questo paese di falsi moralisti, razzisti e incivili, se vieni stuprata è colpa tua, non ci sono santi. Lo stupratore si giustifica tirando in ballo chissà quali scuse, tutti si commuovono davanti al suo pentimento e tu sei solo la puttana della situazione; nessuno si sognerà mai di chiederti come stai, nemmeno per sbaglio; tutti ti sbraiteranno contro che è ora di smetterla di frignare, senza mai cercare di capire cos'è che ti fa stare tanto male; ignoreranno qualsiasi tua emozione o sensazione, ti diranno che sentirsi male è sbagliato e penseranno che dicendoti questo per magia ti sentirai meglio; ti diranno che dovevi svegliarti prima, come se parlare di uno stupro fosse la cosa più semplice del mondo; ti diranno che se non hai denunciato subito sei una scema e non sei credibile: forse ignorano che nessuno ti caga e che tu ti senti talmente umiliata che l'unica cosa che vorresti fare è mandarli tutti al diavolo, andartene via e stare da sola; ti faranno sentire in colpa, in questo sono tutti bravissimi, e c'è persino chi ti dirà che ti sei inventata tutto, giusto per sentirsi realizzato, perché è così bello dare il colpo di grazia...
È così che funziona, da sempre, dall'età della pietra, e noi ci viviamo ancora.
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Nel pacchetto sicurezza approvato poco tempo fa in Senato, è inclusa l'opportunità per i medici di denunciare gli immigrati irregolari. Non ci vuole una laurea per individuare la conseguenza primaria di questo decreto; è semplice: gli immigrati irregolari, per paura di essere denunciati, non si rivolgeranno più ai medici del SSN (Servizio Sanitario Nazionale), con tutte le ulteriori conseguenze negative che questo comporta (per esempio il contagio di altre persone in caso di malattie infettive, tanto per dirne una, o, in casi più gravi, la morte della persona stessa).
Per chi non lo sapesse, il dovere di un medico è CURARE le persone, garantirne la SALUTE, senza alcuna distinzione [non me lo sto inventando, qualcuno si legga il codice deontologico (per la precisione l'articolo 3) e scoprirà che è proprio così]. Per fortuna, molti medici non sono disposti a sottostare a questa vergogna e promettono di utilizzare tutti gli strumenti legali a disposizione per combatterla.
Ma quello che dovrebbe farci indignare ancora di più è che pochi giorni fa una donna è morta di tubercolosi, proprio per paura di una denuncia. È morta a Bari, era una prostituta clandestina e se si fosse fatta visitare in tempo sarebbe viva... Rendetevene conto: sarebbe VIVA. Questa donna è stata uccisa da una legge incivile e stiamo condannando molte altre persone a morire in questo modo...
Ebbene, visto che la salute è un sacrosanto diritto di TUTTI (immigrati irregolari compresi), pubblico questo comunicato del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, sperando che arrivi a chi deve arrivare e che le prostitute possano essere informate. Chiunque può, lo diffonda!
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Ricorderete tutti lo stupro di Primavalle: oggi si è scoperto che il DNA ritrovato sulla vittima non corrisponde con quello del romeno accusato del reato. Ecco che tutto comincia di nuovo a vacillare, ecco che quello che all'inizio è stato ritenuto uno stupro utile, per essere ben strumentalizzato a fini razzisti, ora non conta più niente. Ora si può anche cominciare a screditare la vittima, a farla sentire in colpa, ci si può arrabbiare con lei perché ha rovinato l'ennesimo piano diabolico di strumentalizzazione delle violenze sulle donne. Potrete pensare che esagero, che dico fesserie, che nessuno potrebbe mai fare una cosa del genere, perché sarebbe a dir poco disumano e incivile...eppure è stato fatto, e anche molto bene (leggete QUI prima di proseguire), con quel pizzico di furbizia che rivolta la realtà e la manipola a suo piacimento.
Prendo in prestito un articolo da Femminismo a Sud, in cui la vicenda è stata spiegata davvero benissimo. Attenzione: alla fine dell'articolo potreste avere disturbi di stomaco o veri e propri rigurgiti a seconda della vostra indignazione.
Al rogo la stuprata!
Come si mette una pezza ad un errore - diciamo - di frettolosità sulla storia degli stupri romani? Rivelando - senza alcun rispetto per la privacy - quanti e quali rapporti ha avuto la donna che non ha dato ragione alla questura. Chiaro.
La decenza in questa faccenda non è rintracciabile neppure se la pensiamo come avventura ai confini della realtà.
Agli occhi di chi sta all'esterno questa cosa puzzava sin dall'inizio. L'abbiamo detto in pochi/e e per ragioni diverse. C'e' chi come noi afferma la necessità di un garantismo e di una mentalità non securitaria e giustizialista che fa pagare ad un singolo, il mostro, le responsabilità di una intera cultura dello stupro che mai verrà messa in discussione. C'e' invece chi sostiene la certezza della pena e tuttavia capisce che la pena dovrebbe essere certa per tutti e che dovrebbe essere comunque garantito il rispetto per i diritti degli accusati, senza razzismi e discriminazioni, senza criminalizzazioni di intere etnie, senza alibi forniti a quanti rendono inumani i romeni, come fu per gli ebrei, per riuscire meglio ad aggredirli, bruciarli, cacciarli, condannarli, bambini e bambine incluse/i.
Si sono susseguiti i colpi di scena, i comunicati da "io pensavo, credevo, volevo, ero sicuro". Poi i comunicati autorevoli da "noi pensiamo che loro erano lì..." dove il "pensiamo" non è suffragato di prove.
Processi sommari fatti in tivvu' dove Bruno Vespa si permette di dire che i romeni vengono a delinquere qui perchè le nostre carceri sarebbero più confortevoli e il tg2 continua nella sua opera di revisionismo oramai diventato puro negazionismo quando afferma (servizio dell'11 marzo tg2 20.30) che la seconda guerra mondiale è scoppiata perchè i comunisti hanno invaso la polonia (dunque i nazisti erano andati ad aiutare i polacchi e inghilterra e stati uniti erano alleati dei comunisti in questa aggressione bellica?!?!? Curioso.).
Processi sommari che partono da conferenze stampa in violazione dei minimi diritti dell'imputato, non più presunto come si pretende sia definito un qualunque accusato per stupro di nazionalità italiana, ma il "biondino" e il "pugile". Istigazione al linciaggio, alla aggressione indiscriminata di persone romene, alla criminalizzazione di un intero popolo, promossi da certa stampa. Fascismo allo stato puro anche se dirlo non fa effetto e a taluni sembra esagerato, perchè.... già, il fascismo non c'e' più, così dicono, e semmai dovesse tornare lo farebbe bussando, identificandosi e chiedendo permesso.
Prove che dovrebbero essere coperte dal segreto istruttorio buttate in piazza. L'avesse fatto un qualunque giornalista a proposito di una inchiesta riguardante, che so, il presidente del consiglio, già sarebbe sotto inchiesta. Invece qui non c'e' inchiesta, non c'e' neppure adesione a quella riforma della giustizia (alfano) che praticamente sostiene tutto il contrario di quello che si è fatto in questi giorni. Mica per garantismo. Solo per tutelare gli indiziati o gli accusati qualora questi sono nomi papabili.
Infine eccola la bordata. La donna stuprata a Primavalle, quella che poteva rappresentare la salvezza, che poteva confermare in calcio d'angolo (mi scusino gli sportivi per la metafora calcistica usata a sproposito) l'impianto accusatorio contro biondino e pugile dice che non è sicura. Allora - giusto per dire di che donna stiamo parlando - bene rivelare che l'esame del dna non conferma un tubero di niente ma è anche ottimo dire di chi è il dna "rinvenuto" nel corpo della signora. Così, per sport. Si specifica anche l'ora del rapporto avuto e in qualche passaggio si insinua il sospetto che se l'unico dna sopravvissuto è quello, nonostante la signora dice di essersi lavata, allora... chi lo sa...
Regole elementari dell'ambiente forense. Se il testimone non collabora allora bisogna renderlo inattendibile e come lo si rende inattendibile? Alludendo, insinuando il sospetto, consegnando la testimone alla stampa e al pubblico ludibrio.
Ed eccolo un qualunque Bruno Vespa che immaginiamo con il suo tenero strofinio di mani a chiedere alla signora, che speriamo non si presti mai a questo spettacolo indecente, quanto si era lavata e a che ora aveva copulato e se aveva goduto e se il dna era di egiziano come mai ella si intratteneva in simili relazioni.
La donna - si dice - avrebbe fatto sesso con un africano. Questa non è una notizia che in ambiente fascista la rende simpatica, proprio no. Anzi potrebbero persino pensare che se l'e' meritato, lo stupro, per avvenuto tradimento della razza. La notizia non esce fuori fino a che la donna può forse essere utile a tenere in carcere un romeno (romeno vince africano, sappiatelo). La notizia esce fuori quando la donna non è più utile a tenere in carcere il romeno (stupratore non romeno non vince africano, proprio no).
Si scoprisse che è stato un italiano a stuprarla quello avrebbe subito un argomento da usare in aula in sua difesa: "signori della corte, pensate forse che degnerei di simili attenzioni una baldracca che se la fa con un africano?".
Comunque finirà questa storia saranno sempre le donne ad aver perso. Solo loro. Ed è peggio di quello che potevamo immaginare. Gli uomini sanno fare male, anzi malissimo. Le donne - dopo uno stupro - quando non servono a nessuno - restano sempre sole, anzi vengono consegnate al giudizio del popolo.
Al rogo la stuprata. Al rogo la stuprata. Non ci serve più.
Noi ci fermiamo a piangere. Donna di Primavalle siamo con te e con tutte le donne che subiscono violenza. Siamo con te.
Sipario
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Allora, allora, allora...eccomi di nuovo qui a scrivere dopo un'altra frenetica settimana, in cui non sono di certo mancate le violenze, le strumentalizzazioni e, perché no, i deliri. Credo che la foto introduttiva esprima benissimo il sentimento di rabbia e insofferenza di tutte le donne italiane, che si sentono "abbastanza" prese per il culo: non per niente per il 7 e l'8 marzo sono in programma molte iniziative interessanti, ma di questo parlerò dopo...
Andiamo con ordine, cominciando dallo stupro della Caffarella: secondo i test effettuati sui campioni di DNA rinvenuti sulla vittima, i due romeni arrestati sarebbero innocenti. È a questo punto che sono iniziati i deliri: secondo un qualche giornalista simpaticone, attraverso il DNA è stato possibile capire che, chiunque siano i colpevoli, sono sicuramente di etnia romena. Probabilmente in un film di fantascienza...i giornalisti non sono praticamente in grado di dare le notizie, diffondono informazioni fasulle e ci pigliano per i fondelli: questo ormai è appurato. Ovviamente, in tutto questo can-can, nessuno si è sognato di chiedersi: ma la ragazzina che è stata stuprata come sta? La verità è che non frega niente a nessuno e di questo non mi meraviglio.
Intanto, la 41enne stuprata a Primavalle il 21 gennaio scorso avrebbe riconosciuto uno dei due romeni accusati della violenza alla Caffarella, Karol Racz, per cui è scattata un'altra ordinanza di custodia cautelare in carcere. Staremo a vedere come andrà a finire, sperando che non si arrivi di nuovo ai deliri riportati sopra. Come sempre, mi auguro che, al di là di tutte queste strumentalizzazioni razziste, le vittime di questi delitti siano assistite, aiutate e seguite. Io lascio sempre e comunque in bella vista l'elenco dei centri antiviolenza presenti in Italia, in cui è possibile trovare tutto l'aiuto necessario. Nessuno ve lo dirà mai, perché sono troppo trogloditi per farlo, ma sappiate che questi centri esistono e le persone che ci lavorano vogliono davvero aiutarvi!
Proseguiamo con le violenze della settimana: a Capo d'Orlando un 50enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su una 40enne. A Modica un 32enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale sulla convivente e maltrattamenti in famiglia. Già nel 2007 era stato condannato per gli stessi reati. A Favara, in provincia di Agrigento, un uomo 45enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di due minorenni. A Brindisi un uomo è stato condannato a 10 anni di carcere per lo stupro di due donne. A Firenze una ragazza di 16 anni ha denunciato di essere stata stuprata nei bagni di una discoteca.
A Napoli un uomo di 31 anni è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su una bambina di 6, mentre a Milano un ragazzina di 14 anni è stata violentata ripetutamente dal patrigno ed è rimasta incinta. A Eboli un uomo di 50 anni è stato arrestato per aver violentato la figlia e condannato a 3 anni e due mesi di carcere: una pena tutta da ridere. Ogni tanto mi chiedo se i giudici ci sono o ci fanno, qualcuno dovrebbe andare in aula a gridargli nell'orecchio: "Guardate che ha stuprato la figlia! Non so se vi rendete conto!". Buona notte. A Milano una giovane è stata stuprata nei bagni di un supermercato. Intanto a Firenze si continua ad indagare sulla vicenda di stupro fuori da una discoteca ai danni di una ragazza di 17 anni.
Ulteriori violenze sulle donne si consumano negli ospedali, dove viene negata la prescrizione della pillola del giorno dopo e l'interruzione volontaria della gravidanza. È di pochi giorni fa la lettera di una donna che descrive il suo aborto terapeutico, alla 21esima settimana, tra dolori lancinanti e medici incuranti perché obiettori. C'è davvero da vergognarsi.
Notizie di violenze ai danni di donne arrivano anche dall'estero: in Gran Bretagna una ragazza si è recata alla polizia per denunciare uno stupro ed è stata nuovamente stuprata dal detective, già denunciato in passato per violenza sessuale; mentre in Brasile una bambina di 9 anni è stata stuprata dal patrigno ed è rimasta incinta: i medici che hanno somministrato i farmaci abortivi alla bambina sono già stati scomunicati dalla Chiesa Cattolica, che ovviamente non perde tempo per dimostrare che della vita di una bambina non gliene frega nulla. Sarò intollerante, ma dico a tutti i vermi che sono d'accordo con la scomunica, che una bambina di 9 anni rischia la vita a portare avanti una gravidanza; mettiamolo in chiaro una volta per tutte. Le vostre convinzioni religiose tenetevele per voi e lasciate stare una bambina di 9 anni, pezzi di merda. Quando si decideranno a scomunicare pedofili e stupratori? Penso mai, visto che la Chiesa ne è satura e li protegge pure...
In vista dell'8 marzo, Medici Senza Frontiere (MSF) ha lanciato il rapporto "Vite Spezzate", che riassume l'esperienza assistenziale nei confronti delle donne vittime di violenze sessuali, basato sulle attività in Liberia, Congo, Burundi, Sud Africa, Colombia e molti altri paesi. I medici offrono alle donne l'aiuto sanitario indispensabile per evitare di contrarre malattie sessualmente trasmesse, come l'AIDS, o per scongiurare l'eventualità di una gravidanza indesiderata. Il rapporto comprende anche una parte dedicata alle vittime di sesso maschile.
Anche Amnesty International mette in primo piano, per questo 8 marzo, il Coraggio delle Donne, con diverse informazioni sulle violazioni dei diritti delle donne in tutto il mondo e vari appelli da firmare.

Tornando in Italia, ecco quali sono gli eventi e le città interessate da manifestazioni, fiaccolate e incontri contro la violenza sulle donne:
7 marzo - Firenze - Manifestazione per essere libere di essere - Informazioni QUI
7 marzo - Bologna - Corteo notturno - Informazioni QUI
7 marzo - Torino - Manifestazione contro la violenza sulle donne e le leggi razziste - Informazioni QUI
7 marzo - Catania - Diamo vita al pacchetto bellezza - Informazioni QUI
7 marzo - Cagliari - Libere di agire, capaci di reagire - Informazioni QUI
7/8 marzo - Bergamo - Donne sull'orlo di una crisi di... - Informazioni QUI
7/8 marzo - Napoli - Niente per cui festeggiare, molto per cui lottare - Informazioni QUI
7/8 marzo - Roma - Unite contro la violenza - Informazioni QUI
8 marzo - Taranto - Presidio contro la violenza sulle donne - Informazioni QUI
8 marzo - Palermo - Il nostro corpo non è un campo di battaglia - Informazioni QUI
8 marzo - Palermo - Non è un paese per donne - Informazioni QUI
8 marzo - Vicenza - Donne in piazza contro la base - Informazioni QUI
Per tutte le altre iniziative potete visitare il sito di Controviolenzadonne.org oppure Zeroviolenzadonne.it
Credo proprio di aver concluso. Buon 8 marzo di lotta a tutte!
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Stamattina su buona parte dei giornali si parlava per l'ennesima volta di stupri, ma stranamente in modo diverso: qualcuno si è degnato di diffondere i dati veritieri (e sottolineo veritieri, quindi non fomentati da stereotipi) riguardo la violenza sulle donne. Secondo il Viminale il 60,9% degli stupratori è italiano, il 7,8% romeno e il 6,3% è marocchino.
Qualcuno potrà chiedersi: ma come? Allora cosa mi hanno fatto credere i giornali e i telegiornali fino a poco tempo fa? Non era mica tutta colpa dei clandestini? Non era mica tutta colpa dell'immigrazione? Non servivano mica le ronde a risolvere il problema? Eh no, mi spiace per voi, dovete rendervi conto che vi hanno preso in giro per l'ennesima volta, facendovi credere quello che per loro era più comodo in quel momento e nascondendo per bene la realtà dei fatti.
Purtroppo è andata così: vi hanno preso per i fondelli. Come vedete i romeni (che secondo l'opinione pubblica commettono la stragrande maggioranza degli stupri) rappresentano il 7,8%, seguiti dai marrocchini con il 6,3%.
Quei bravi ragazzi italiani, quelli che vogliono andare in giro a fare le ronde per marcare il territorio (potrebbero anche fare qualche pisciatina qua e là per marcarlo meglio), quelli che fanno cortei e protestano perché devono difendere le "loro" donne (già, perché le donne da che mondo e mondo appartengono a qualcuno di sesso maschile), quelli che si raggruppano in folle inferocite, gridano "bastardi" e vogliono linciare i romeni, quelli che riempiono la città di manifesti razzisti con lo slogan "proteggiamo le donne" e palle varie, proprio quelli rappresentano il 60,9% degli stupratori.
A quanto pare ci troviamo immersi in un mare di ipocrisia, che serve solo ed esclusivamente a giustificare il razzismo e non ha nulla a che vedere con il rispetto per il genere femminile: noi donne non abbiamo bisogno di questi energumeni. Siamo in grado di lottare e di difenderci da sole. Non siamo bamboline intimorite e spaventate. Siamo leonesse con tanto di attributi! Non dipendiamo dai machi che sulla nostra pelle si macchiano di violenze contro chi è di nazionalità diversa dalla loro. Noi non siamo più disposte a tollerare che il nostro corpo venga sempre sfruttato per i motivi più svariati! È ora di dire basta!
È stato interessantissimo leggere ieri sul Corriere della Sera l'editoriale di Dacia Maraini, che riportava la domanda di una ragazza che si chiedeva come facesse a distinguere un gruppo di stupratori da un gruppo di rondaioli. La risposta è solo una: non è possibile, ma visti i tempi che corrono la preoccupazione più grande è mettere il piede dentro casa. In quel caso, se succedesse qualcosa, se il vostro fidanzato/marito/compagno vi mettesse le mani addosso, se vostro padre vi stuprasse, non importerebbe proprio a nessuno.
E visto che la violenza non si placa mai, nemmeno con le ronde, tanto meno grazie ai cortei di forza nuova, informiamoci un po' sui fatti dell'ultimo periodo:
A Ercolano, in provincia di Napoli, un uomo di 63 anni è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su minore.
Sempre a Napoli un ragazzino di 12 anni è stato violentato da un uomo di 52 anni, dipendente comunale.
A Bologna un imprenditore edile è stato condannato a 5 anni di reclusione per violenza sessuale su una donna romena che lavorava per lui.
A Trani un uomo andrianese è stato arrestato per violenza sessuale su una ragazza di 20 anni e per violenza privata e molestie a carico di altre quattro donne, alcune delle quali minorenni.
A Senigallia una ragazza di 17 anni ha denunciato di essere stata stuprata da un coetaneo fuori da una discoteca, mentre gli altri suoi amici stavano a guardare.
A Milano una donna di 83 anni è stata aggredita e violentata da un ragazzo di 26 anni; ricoverata in ospedale è morta poco dopo.
A Carini, in Sicilia, è stato arrestato un uomo di 50 anni che faceva prostituire la moglie e la figlia.
A Trento un pediatra è stato sospeso per due mesi dall'incarico con l'accusa di violenza sessuale ai danni di due ragazze di 14 e 20 anni, entrambe affette da un lieve ritardo mentale.
A Matera è stato arrestato un 72enne con l'accusa di violenza sessuale su minore.
A Roma sono stati arrestati 11 bulgari che portavano in Italia minorenni da vendere come spose.
Sempre a Roma una ventenne è stata stuprata tutta la notte da un uomo; questa mattina è riuscita a fuggire e a dare l'allarme.
A Taranto tre persone, tra cui il padre della vittima, sono state arrestate per violenze, anche sessuali, ai danni di una disabile; gli abusi si sarebbero protratti per dieci anni.
A Treviso, madre e figlioletta sono state trovate sgozzate in casa; indagato per omicidio l'ex convivente.
Queste sono solo alcune delle violenze registrate negli ultimi giorni. Come si può notare non c'entra nulla la nazionalità degli aggressori, né l'età delle vittime. La violenza non ha nazionalità, né età, né classe sociale e lo dimostrano i fatti. Deriva sempre e comunque dalla mancanza di rispetto nei confronti della dignità e della libertà di donne e bambini, che sono visti come soggetti deboli, da comandare, sottomettere e (ab)usare.
Diffidate da chi vi inculca nella testa boiate razziste. Non diventate marionette di idioti fascisti, non fatevi plagiare da queste teste di bip. Diffidate soprattutto da chi fa battute vomitevoli sostenendo che si deve affibbiare ad ogni bella ragazza italiana un soldato come guardia del corpo e rincara la dose aggiungendo che non si deve mai perdere il senso dell'umorismo. Penso che nessuna di queste vittime ora stia ridendo, alcune non potrebbero nemmeno farlo visto che non ci sono più.
Prima di concludere però vorrei per l'ennesima volta (e non mi stancherò mai di farlo) ricordare a tutte le donne che leggono qui che chiunqe vi faccia del male non lo fa per amore. Chi ama non picchia e non violenta. Le violenze subite in famiglia e nella coppia non sono accettabili, bensì sono da denunciare e da perseguire, perché abusare della propria moglie/fidanzata/compagna/figlia è un fatto gravissimo e intollerabile. Nessuno ha il diritto di calpestare la vostra libertà. E soprattutto non vergognatevi mai di niente, non sentitevi mai in colpa: gli unici colpevoli sono gli animali che vi fanno questo, gli unici che si devono vergognare sono proprio loro! Forza e coraggio a tutte quante. La vostra vita è più importante di qualsiasi altra cosa: vivetela. Non fatevela portare via da chi dentro ha solo il vuoto e cerca di colmarlo rubando l'anima a chi finge di amare. L'amore è libertà e rispetto, di sicuro non è oppressione e non è violenza.
Disabiliterò i commenti al post: quello che mi importa non è che qualcuno venga qui e mi scriva il solito "sì, hai ragione". Mi importa, invece, che questo post sia uno spunto di riflessione per tutti. Per imparare ad usare la propria testa e a non farsi condizionare da chi è interessato solo a strumentalizzare le violenze, prendendosi gioco delle vittime, per giustificare ulteriori violenze nei confronti di chi non c'entra niente.
Magari mi illudo, ma spero davvero che qualcuno sia capace di farlo.
Vignetta presa da QUI.
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