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Morire per un'emorragia, da sole, in casa, raccogliendo il proprio sangue in una bacinella per evitare di sporcare, sperando di stare meglio, mentre il sangue continua a uscire e sopraggiunge la morte, irreversibile, ignobile, nell'indifferenza più totale. Non si chiede aiuto perché ci si trova in un paese in cui non ci si può rivolgere a un ospedale, per paura di essere denunciati. Non si chiede aiuto anche per paura di perdere il proprio lavoro.

E così si muore. Si muore di indifferenza, si muore di razzismo. Si muore.

É accaduto a Torre a Mare a una badante ucraina di 40 anni, morta per un'emorragia in seguito, si pensa, ad un aborto spontaneo. Si chiamava Vira Orlova, ma era conosciuta come Ylenia, era badante di un'anziana non autosufficiente. È stato proprio il figlio dell'anziana a trovare la donna in una pozza di sangue e a chiamare i carabinieri. Ora è stata disposta l'autopsia, che chiarirà definitivamente le cause della morte.

Questa storia non mi è nuova, chissà com'è. Qualche mese fa una prostituta è morta di tubercolosi per paura di essere denunciata e un'altra donna a Napoli è stata denunciata dopo aver partorito: le hanno portato via il bambino.

In Italia si può morire di tubercolosi, in Italia si può morire per un aborto spontaneo. Non stiamo parlando dei paesi in via di sviluppo dove la sanità è precaria e dove medici di tutte le nazioni prestano aiuto alle persone bisognose, stiamo parlando dell'Italia, un paese europeo, che si vanta di essere civile, si vanta di fare questo e quello, si vanta di molte cose e intanto permette che uomini, donne e bambini muoiano in questo modo. Perché hanno deciso di negare loro le cure mediche. Hanno deciso di sterminarli così, violando uno dei principali diritti dell'individuo, quello alla salute.

Non posso non sentirmi triste di fronte a una notizia del genere, non posso non arrabbiarmi. Non posso restare impassibile sapendo che una donna è morta in questo modo orribile. Non posso pensare che se fosse stata aiutata ora sarebbe viva. Non posso non vergognarmi quando mi rendo conto che ci sono molti italiani che appoggiano questo schifo. Non posso non indignarmi.

Non è umanamente concepibile far morire una persona così. Ma tanto ormai là fuori non ci sono più degli esseri umani, ci sono solo delle bestie razziste assetate di sangue innocente.

Addio Vira Orlova.

Il tuo nome resterà qui, ben visibile, affinché nessuno dimentichi l'ennesima vittima del razzismo italiano.
Messo in luce da wonderely alle 21:18 di mercoledì, 10 giugno 2009


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Argomenti trattati nel post: salute, aborto, leggi, razzismo, libertĂ , indifferenza, notizie nazionali, inciviltĂ , la mia opinione

Il fatto risale al 20 marzo scorso a Palermo, ma è stato reso noto solo pochi giorni fa. Copio/incollo da LeLuminarie:

La notte di venerdì 20 marzo, Lucia dopo aver avuto un rapporto con il suo compagno, a causa della rottura del preservativo decide di dirigersi verso la guardia medica del distretto di pertinenza ( quello di Via Massimo d’Azeglio) per richiedere la prescrizione della pillola del giorno dopo. Giunta sul luogo circa alle 3.00 - 3.30 del mattino, bussa per farsi aprire. Al citofono risponde una dottoressa che non le apre, insiste perché Lucia le comunichi le ragioni per cui ha bisogno di parlare con lei al citofono, in mezzo alla strada,e poi sentito che richiedeva la prescrizione della pillola del giorno dopo, non apre la porta e infastidita le dice che per prescriverle il farmaco ha bisogno degli esami del sangue della ragazza. Lucia ovviamente insiste sull’urgenza della situazione ma la dottoressa, sempre attraverso il citofono, chiude la conversazione dicendo di tornare con gli esami lì la mattina successiva alle 10.00: :”…la dottoressa al citofono mi ha chiesto quando era avvenuto il rapporto e ha tentato di convincermi che prenderla prima o dopo non cambiava assolutamente nulla, che le probabilità di riuscita erano le stesse…quindi ha fatto disinformazione sostenendo che prenderla immediatamente o dopo uno-due giorni non avrebbe cambiato nulla, soltanto per lavarsene le mani e lasciar risolvere la questione a qualcun altro!”

Lucia il giorno dopo torna alla guardia medica dove incontra un’altra dottoressa che le fa la prescrizione e le dice che la dottoressa del giorno prima è solita rinviare ai turni di altri colleghi la prescrizione della pillola del giorno dopo perché obiettrice!

RICORDIAMO CHE LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO NON E’ UN FARMACO ABORTIVO, MA UN FARMACO D’EMERGENZA E VA ASSUNTO AL MASSIMO ENTRO LE 72 ORE DAL RAPPORTO!

PERTANTO NON SOLO LA DOTTORESSA ERA OBBLIGATA DALLA LEGGE ALLA PRESCRIZIONE ( NON POTEVA INFATTI APPELLARSI ALL’OBIEZIONE DI COSCIENZA!), MA AVREBBE DOVUTO FARLO IMMEDIATAMENTE, TRATTANDOSI PER L’APPUNTO DI UN FARMACO D’EMERGENZA!!!

Chiediamo che sia individuata la dottoressa in questione e non le venga più dato modo di nuocere alla salute dei/delle pazienti!

In ogni caso ci chiediamo ancora una volta come sia possibile che in uno Stato che per legge deve garantire la salute di tutt* i/le cittadin* possa mettere di guardia, in una struttura sanitaria, un medico obiettore, un medico cioè che non può prendersi  cura di tutti i suoi/le sue pazienti. Oltretutto si legittima la possibilità per questi medici di decidere di chi prendersi cura e chi invece denigrare.

Sappiamo tutt* , tra l’altro, come l’obiezione sia esclusivamente un fenomeno politico e non legato nella stragrande maggioranza dei casi a particolari credenze o spirito di fede: sappiamo infatti di medici antiabortisti presso gli ospedali, ma praticanti aborti nei propri studi privati!!!!!

La situazione in città e in Italia si fa sempre più irrespirabile, e i servizi sanitari scarseggiano ogni giorno di più. Tagliano i fondi agli ospedali e diminuiscono il personale. I consultori non ricevono più finanziamenti, così come i centri antiviolenza. Molte farmacie non vendono la pillola del giorno dopo, alcune cominciano a non vendere nemmeno i preservativi!L’ingresso nel mondo del lavoro ospedaliero è sempre più controllato dalle lobbies politiche: ecco perché in Sicilia negli ultimi anni il numero degli obiettori arriva anche a sfiorare l’80%.

Diciamo basta a tutto questo.

Chiediamo a tutt* di partecipare a questo monitoraggio delle strutture sanitarie, informandoci di casi di boicottaggio, disinformazione e inadempimento e obiezione di coscienza inesistente!

Nessun controllo su di noi, sui nostri corpi, sulle nostre scelte!

Riprendiamo in mano le nostre vite e lottiamo per quello che ci spetta!

Libere di agire capaci di reagire!

Per info:malefimmine@gmail.com


Ora, con tutto il rispetto per le idee religiose, riporto la prima parte del foglietto illustrativo di Norlevo, pillola del giorno dopo (registrata come contraccettivo dalle case farmaceutiche):

• I metodi anticoncezionali hanno lo scopo di impedire:
- l’ovulazione: è questo il caso della pillola anticoncezionale;
- oppure la fecondazione (fusione di ovulo e spermatozoo): è questo il caso del profilattico;
- oppure l’impianto dell’ovulo fecondato: è questo il caso dei dispositivi intrauterini.

• La contraccezione di emergenza è un metodo di emergenza che ha lo scopo di prevenire la gravidanza, in caso di rapporto sessuale non protetto, bloccando l’ovulazione
(come la pillola anticoncezionale, ndr) o impedendo l’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato (come i dispositivi intrauterini, ndr), se il rapporto sessuale è avvenuto nelle ore o nei giorni che precedono l’ovulazione, cioè nel periodo di massima probabilità di fecondazione. Il metodo non è più efficace una volta iniziato l’impianto.

La pillola del giorno dopo è scientificamente (non religiosamente o culturalmente) un contraccettivo che deve essere assunto entro 72 ore dal rapporto a rischio e la cui efficacia diminuisce con il tempo! Non è assolutamente vero che assumerla il giorno stesso o il giorno dopo non cambia niente: cambia eccome! La percentuale di efficacia è del 95% se la pillola viene assunta entro 24 ore, dell'85% tra le 24 e le 48 ore e del 58% tra le 48 le 72 ore.
Un medico non è un prete, ma un uomo/donna di scienza, ciò significa che la sua religione non c'entra nulla con il suo mestiere: la legge italiana, inoltre, prevede l'obiezione di coscienza solo ed esclusivamente in caso di aborto o farmaci abortivi, non per i contraccettivi.
SE UN MEDICO SI RIFIUTA DI PRESCRIVERE LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO ANDATE A DENUNCIARLO!
STESSA COSA VALE PER I FARMACISTI CHE, DAVANTI A UNA RICETTA MEDICA, NON POSSONO IN ALCUN MODO RIFIUTARSI DI VENDERE I FARMACI.


Nessuno vuole mettere in dubbio le idee religiose, secondo cui la vita inizia fin dal concepimento. Siete cattolici? Non prendete la pillola del giorno dopo! Semplice! Nessuno vi obbliga ad assumerla, ma non avete nessun diritto di vietarla a chi non ha alcun tipo di problema religioso/morale/culturale a riguardo, visto che, scientificamente (e sottolineo scientificamente) questo farmaco è considerato CONTRACCETTIVO e non ha alcun effetto se l'impianto è già avvenuto (come ribadisce anche l'OMS).

Inoltre, mi sembra davvero controproducente, da parte di chi difende la vita, vietare la vendita della pillola del giorno dopo, sapendo bene che l'aborto è garantito per legge (e su questo non possono proprio farci niente), quindi la pillola del giorno dopo eviterebbe un sicuro aborto futuro. Però questa è solo una mia perplessità...

Ricordo infine a tutte le ragazze/donne che la pillola del giorno dopo NON è una caramella, ma un farmaco, pertanto può avere diversi effetti collaterali. Prima di arrivare alla contraccezione di emergenza è bene che vi informiate (sia voi che il vostro partner), dal vostro medico di fiducia, su tutti i metodi contraccettivi disponibili, per scegliere quello più adatto a voi.
È sbagliatissimo considerare la pillola del giorno dopo l'unico metodo contraccettivo così come è sbagliatissimo abusarne: ne va della vostra salute!

Sempre per stare in tema di malasanità, ecco un'altra notizia raccapricciante: a Treviso è stata denunciata una donna nigeriana che si è recata in ospedale per dei dolori e si è ritrovata catapultata in commissariato.

Ho letto un bellissimo articolo sull'accaduto, in cui era riportata questa domanda:
come può un essere umano fare questo ad un altro essere umano?
L'obiezione di coscienza esiste per l'aborto (e questo mette a rischio la vita e la salute di moltissime donne, ma a quanto pare ad alcuni medici non interessa) e per alcuni fuori legge anche per la pillola del giorno dopo, ma la coscienza non viene scomodata da nessuno quando si tratta di discriminare un altro essere umano...

Questa coscienza/morale/etica esiste solo quando fa comodo.
I miei complimenti a questi medici: non siete degni della vostra professione.
Messo in luce da wonderely alle 13:34 di mercoledì, 15 aprile 2009


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Argomenti trattati nel post: salute, aborto, contraccezione, cattolicesimo, notizie nazionali, inciviltĂ , obiezione di coscienza, legge 194, pillola del giorno dopo, libertĂ  di scelta, gravidanza indesiderata

A Como, nella mia bellissima città, si è scatenata una vera e propria guerra dell'aborto. Davanti all'ospedale Sant'Anna di Como e all'ospedale Sant'Antonio Abate di Cantù si alternano manifestazioni del movimento per la vita e contromanifestazioni per la difesa della libertà di scelta di ogni donna.

Da una parte sentiamo le solite ipocrite frasi di chi difende la vita di un embrione, ma poi sparisce quando quell'embrione diventa neonato, fregandosene altamente del benessere della donna (che non è un contenitore ma una PERSONA); dall'altra invece protestano le donne affinché non ci siano discriminazioni all'interno degli ospedali e perché si abbia libero accesso non solo all'interruzione volontaria di gravidanza, ma soprattutto ai metodi contraccettivi (invito tutti a cliccare QUI e scaricare l'opuscolo sulla contraccezione).

Sarebbe davvero molto bello se i movimenti per la vita, al posto di recitare il rosario e dire preghiere per i feti abortiti, si scomodassero a diffondere opuscoli e informazioni sulla contraccezione, perché il Medioevo è finito da un pezzo, non si resta incinte per opera dello spirito santo e l'unico modo per evitare le gravidanze indesiderate (e quindi gli aborti) è conoscere il proprio corpo e come funziona.

Ma quello che mi preme di più dire è che NESSUNO ha il diritto di giudicare una donna che decide di abortire, NESSUNO ha il diritto di obbligarla a portare avanti una gravidanza che non vuole e soprattutto la privacy di queste donne deve essere rispettata. Se una donna si reca in ospedale per abortire è assurdo che debba essere intercettata e braccata dai volontari del movimento per la vita. Nel caso in cui una donna voglia farsi aiutare da questi volontari, sarà lei ad andare da loro (o magari preferirà rivolgersi ad associazioni più serie, come per esempio MadreSegreta, che aiuta le donne incinte in difficoltà), ma non deve accadere il contrario.

C'è un luogo adibito alla preghiera, ovvero la chiesa, non l'entrata di un ospedale.

L'ospedale è un luogo serio e laico, regolato da leggi altrettanto serie che garantiscono la salute della persona e ne preservano la privacy. I gruppetti di fanatici che pensano di obbligare gli altri a fare ciò che loro dicono non possono essere ammessi in ospedale. La violenza psicologica nei confronti di una donna che vuole abortire (per motivi personali che questa gentaglia non è tenuta a sapere) non può essere tollerata in ospedale.

Ecco il comunicato del presidio che si terrà l'11 aprile, tratto dal sito di Ogo:

SABATO 11 APRILE
DALLE ORE 15.00 ALLE 17.00
PRESIDIO DAVANTI ALL' OSPEDALE
S. ANNA DI COMO
 
- IN DIFESA DELL' INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA
- PER LA LIBERTA' E L'AUTODETERMINAZIONE DI OGNI DONNA
- CONTRO OGNI VIOLENZA E DISCRIMINAZIONE DENTRO LE MURA DEGLI OSPEDALI
 
In un periodo in cui il diritto alla salute é fortemente minato da privatizzazioni e leggi razziali e xenofobe che ledono il diritto alla cure e alla salute di intere fasce della popolazione, prime fra tutte quelle persone considerate "clandestine", come Kadiatou, la donna ivoriana denunciata come clandestina da un medico dell’ospedale Fatebenefratelli di Napoli dove è andata a partorire, é importante non dimenticarsi di luoghi come gli ospedali e di quello che quotidianamente avviene al loro interno.
 
In materia di interruzione volontaria di gravidanza, le violenze, gli abusi e le irregolarità sono purtoppo all' ordine del giorno, in buona parte degli ospedali italiani, principalmente per motivi di ingerenze religiose e politiche.
 
Una donna che desidera interrompere una gravidanza, si trova spesso a dover affrontare un vero e proprio calvario fatto di discriminazione, impedimenti e violenze psicologiche ed anche fisiche.
 
Abbiamo deciso di organizzare un presidio per denunciare la situazione dell' ospedale di Como, che da anni permette l'accesso e le proteste a gruppi antiabortisti, e dare la nostra solidarietà ad ogni individuo femminile ridotto a corpo, prodotto, oggetto, riproduttrice.


Post modificato alle ore 19.40 del giorno 11 aprile 2009

Oggi sono stata al presidio e ho recuperato dei volantini. Su uno di questi si trovano informazioni molto interessanti che voglio pubblicare, affinché tutti possano rendersi conto di cosa accade negli ospedali italiani alle donne che decidono liberamente di sottoporsi a IVG.


Il CAV (Centro Aiuto Alla Vita), gruppo antiabortista cattolico, da anni agisce indisturbato all'interno dell'ospedale S. Anna, entrando durante gli orari delle visite di accertamento pre-ivg (interruzione volontaria di gravidanza) e inscenando vere e proprie proteste, con feti in plastica, volantini, ed insulti e urla alle donne in sala d'attesa, nell'indifferenza di infermieri e medici che dovrebbero tutelare le pazienti da violenze psicologiche vergognose.

Inoltre a Como, non sono rari i casi di medici obiettori che abbiano illegalmente ostacolato con falsi esiti di esami ed ecografie il diritto di donne che avevano richiesto di poter abortire, così come le testimonianze di donne che denunciano abusi ed insulti fin dentro la sala operatoria.

Moltissime sono le donne comasche, ma non solo, che si recano in Svizzera, per poter ricevere un'assistenza laica e corretta in materia di interruzione di gravidanza, anche a costo di pagare, di fronte agli ostacoli, alle opposizioni, alle liste d'attesa lunghissime e alle violenze psicologiche e non solo che ad oggi sono purtroppo la quotidianità in Italia.

Vogliamo difendere l'autodeterminazione e la libertà di ogni donna di poter decidere se mettere o meno al mondo un figlio, vogliamo opporci alle violenze ed agli abusi che quotidianamente vengono perpetrati verso donne che decidono di interrompere una gravidanza, vogliamo che la direzione dell'ospedale prenda una posizione chiara in merito alla presenza di proteste antiabortiste al fine di tutelare tutte quelle donne che decidono di interrompere una gravidanza.


"Una madre mi ha detto una volta che considerava una gravidanza forzata come una violenza sessuale lunga nove mesi. Sono assolutamente d'accordo."


-alle radici-

alleradici.noblogs.org

Messo in luce da wonderely alle 15:04 di giovedì, 09 aprile 2009


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Argomenti trattati nel post: salute, aborto, contraccezione, cattolicesimo, notizie nazionali, obiezione di coscienza, la mia opinione, legge 194, libertĂ  di scelta, discriminazione sessuale, iniziative femministe

Nel pacchetto sicurezza approvato poco tempo fa in Senato, è inclusa l'opportunità per i medici di denunciare gli immigrati irregolari. Non ci vuole una laurea per individuare la conseguenza primaria di questo decreto; è semplice: gli immigrati irregolari, per paura di essere denunciati, non si rivolgeranno più ai medici del SSN (Servizio Sanitario Nazionale), con tutte le ulteriori conseguenze negative che questo comporta (per esempio il contagio di altre persone in caso di malattie infettive, tanto per dirne una, o, in casi più gravi, la morte della persona stessa).

Per chi non lo sapesse, il dovere di un medico è CURARE le persone, garantirne la SALUTE, senza alcuna distinzione [non me lo sto inventando, qualcuno si legga il codice deontologico (per la precisione l'articolo 3) e scoprirà che è proprio così]. Per fortuna, molti medici non sono disposti a sottostare a questa vergogna e promettono di utilizzare tutti gli strumenti legali a disposizione per combatterla.

Ma quello che dovrebbe farci indignare ancora di più è che pochi giorni fa una donna è morta di tubercolosi, proprio per paura di una denuncia. È morta a Bari, era una prostituta clandestina e se si fosse fatta visitare in tempo sarebbe viva... Rendetevene conto: sarebbe VIVA. Questa donna è stata uccisa da una legge incivile e stiamo condannando molte altre persone a morire in questo modo...

Ebbene, visto che la salute è un sacrosanto diritto di TUTTI (immigrati irregolari compresi), pubblico questo comunicato del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, sperando che arrivi a chi deve arrivare e che le prostitute possano essere informate. Chiunque può, lo diffonda!


Una giovane donna nigeriana è morta di tubercolosi in Puglia, è l'epilogo di una drammatica storia di vita. Storia di emarginazione e sfruttamento e di leggi ciniche e crudeli.Se un cliente non avesse sfidato la paura di essere coinvolto e magari sanzionato per essersi fermato con una prostituta quella donna sarebbe morta in strada.Questo dramma mette in risalto cosa può accadere oggi in Italia per una persona prostituta clandestina e perseguitata dalle ordinanze antiprostituzione e dal decreto sicurezza.Anni di lavoro sul campo e di dibattito politico sulla salute e la prevenzione ci hanno insegnato che non si deve escludere dalle cure nessuna persona, la salute pubblica viene messa in pericolo dalle politiche che ostacolano l’accesso ai servizi sanitari. Questo non è solo il nostro punto di vista ma è anche quello dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Inoltre ci chiediamo: ma se era al Cara (struttura di accoglienza per richiedenti asilo) non era mai stata visitata? dunque al Cara manca la tutela di un  diritto fondamentale, quale quello della salute: e il Cara è (formalmente) la struttura di accoglienza di persone richiedenti asilo,
dunque potenzialmente persone in situazioni di salute critiche e difficili  proprio a causa della loro condizione di fuga e di essere profughi.
Noi confidiamo nei medici i quali stanno dimostrando di resistere contro l’indegno decreto ministeriale che vorrebbe privare delle cure gli irregolari. Facciamo appello alle tante colleghe straniere che si trovano irregolarmente in Italia a non aver paura a rivolgersi a questi medici, esiste un sito web fatto da noi e dedicato alla prevenzione dove si possono trovare gli indirizzi dei centri di cura e assistenza ai quali rivolgersi senza paura www.services4sexworkers.eu  con rispetto dell’anonimato e in modo confidenziale. Chiediamo ai clienti di divulgare questa informazione fra le lucciole che frequentano.  Chi governa questo Paese si scandalizza della prostituzione e in nome della “pubblica morale e decenza” pretende di fare pulizia nelle strade. Noi siamo convinte che la vera immoralità e indecenza siano queste leggi inumane, vergognose e pericolose per la salute di tutte/i.

Pia Covre
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus
Italia
tel. 0039 0434 551868
www.lucciole.org


Inoltre pubblico un avviso importantissimo, che mi è stato recapitato per email dal collettivo femminista milanese MaiStataZitta. Ovviamente NON verranno denunciate le persone senza permesso di soggiorno.

CONSULTORIA AUTOGESTITA

PER DONNE

c/o Ambulatorio medico popolare

Via dei Transiti 28, Milano

tel. 02 26827343

 

 

OGNI MARTEDÌ DALLE 18.00 ALLE 19.30 SPAZIO

RISERVATO ALLE DONNE SU SESSUALITÀ, GRAVIDANZA, ABORTO, CONTRACCEZIONE

 

CADA MARTES DE 18 A 19.30 LUGAR RESERVADO A LAS MUJERES SOBRE

SEXUALIDAD, EMBARAZO, ABORTO, CONTRACEPCIÓN

 

TOUS LES MARDI, DE 18.00 À 19.30 HEURES, ESPACE RÉSERVÉ AUX FEMMES

SUR SEXUALITÉ, GROSSESSE, AVORTEMENT, CONTRACEPTION

 

TODAS AS TERÇAS-FEIRAS, DAS 18.00 AS 19.30, ESPAÇO RESERVADO ÀS

MULHERES PARA FALAR SOBRE SEXUALIDADE, GRAVIDEZ, ABORTO,

CONTRACEÇÃO

 

EVERY TUESDAY FROM 18.00 TO 19.30, THIS SPACE IS RESERVED TO WOMEN’S

ISSUES: SEXUALITY, PREGNANCY, ABORTION, CONTRACEPTION

 

MARTI INCEPAND EN ORE 18 PANA LA ORE 19.30 SPATIU REZERVAT FEMEILOR,

DESPRE SEXUALITATE, SARCINA, AVORT, CONTRACEPTIE

Messo in luce da wonderely alle 13:35 di domenica, 15 marzo 2009


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